Franchising: come non litigare

“Recupero crediti e contenzioso nel franchising: come prevenire la litigiosità, gestire gli insoluti e recuperare efficacemente i crediti”. Ecco il titolo del webinar che sarà tenuto dall’avvocato Valerio Pandolfini il prossimo 8 ottobre a partire dalle 14,30. Per iscriversi basta collegarsi al sito www.consulenzalegalefranchisor.it.

“Ho scelto di trattare questo tema” spiega l’Avv. Pandolfini, “perché le reti in franchising sono spesso caratterizzate, soprattutto nell’ultimo periodo, da un elevato tasso di litigiosità, in gran parte derivante dai crediti insoluti nei confronti degli affiliati. E’ quindi essenziale per i franchisors adottare un approccio e una strategia aziendale che eviti il più possibile il contenzioso all’interno delle reti, riduca il più possibile il sorgere di insoluti sui crediti e gestisca in modo efficiente il recupero crediti”.

Lo Studio legale Pandolfini è specializzato nella consulenza e assistenza legale nel franchising, grazie all’esperienza maturata in oltre 15 anni di attività in questo settore.

Il franchising lavanderie self-service di Speed Queen

Speed Queen è il marchio americano leader nelle lavanderie self-service, con oltre 35000 lavanderie self-service. Il marchio di franchising lavanderie self-service sta facendo leva sulla propria tecnologia ed esperienza per offrire una nuova opportunità d’investimento in Italia, con un modello commerciale altamente proficuo che resiste alla crisi e che offre un interessante ritorno sull’investimento.

Il concetto di franchising lavanderie self-service Speed Queen viene ora offerto agli investitori italiani in una soluzione chiavi in mano, in cui ogni aspetto è stato accuratamente studiato, dalla scelta e valutazione del locale, alla progettazione degli arredi, impianti e domotica (gestione ottimizzata), alla selezione, installazione e manutenzione dei macchinari, alla fornitura di detergenti e materiali di consumo e nel marketing dedicato alla promozione locale della lavanderia.
Tutto questo, nell’ambiente di un negozio Speed Queen, preciso, pulito, moderno e accogliente, che si gestisce senza personale, con impegno di tempo minimo, senza gestione di magazzino o di crediti (pagamenti in contante, prima dell’erogazione del servizio).

Il franchising lavanderie self-service Speed Queen è uno dei marchi principali di Alliance Laundry Systems e sarà presente a Salone Franchising Milano dal 23 al 26 ottobre 2015, a Fiera Milano Rho, Padiglione 16, stand E08.


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Donne e franchising: matrimonio vincente

Donne e franchising, un binomio sempre più vincente. Sono 16.900 le imprenditrici che hanno aperto un punto vendita in affiliazione (franchisee), pari al 33,15% del totale dei 51 mila imprenditori in affiliazione operanti in Italia e la percentuale delle donne imprenditrici franchisee è aumentato del 20% dal 2008 al 2014 (statistiche 2014 del Centro Studi Rds su dati del Salone del Franchising, Federfranchising/Confesercenti, Confimprese).

Il franchising in Italia ha un giro d’affari di 23 miliardi di euro, con 950 catene franchisor, 51 mila negozi affiliati e 180 mila occupati. Nel primo semestre del 2015 il comparto ha fatto segnare una crescita incoraggiante dello 0,6%, dopo anni di stasi. Il mondo del franchising si troverà a Milano per la 30° edizione del Salone del Franchising, dal 23 al 26 ottobre in Fiera Milano a Rho Pero.

“Tutti gli indicatori suggeriscono un’ulteriore crescita delle donne nel settore nel 2015. Per esempio abbiamo una impennata delle registrazioni di donne che verranno a visitare il Salone  – annuncia Antonio Fossati di Rds, organizzatore del Salone assieme a Fiera Milano – La formula del franchising piace molto alle donne perché consente di coniugare la loro bravura nel trattare col cliente e chiudere la vendita col vantaggio di operare sotto l’ombrello pubblicitario di un marchio in affiliazione conosciuto e consolidato”.

I settori merceologici preferiti dalle donne imprenditrici in affiliazione sono: abbigliamento, accessori moda, cosmetici e profumeria, salute e benessere, food and beverage, articoli per la casa, articoli per bambini.

Le Regioni italiane col maggior tasso di presenza di donne imprenditrici in affiliazione sono: Lombardia, Lazio, Veneto, Campania, Puglia.

Secondo le maggiori catene commerciali che operano in franchising (i franchisor) le donne mostrano qualità più spiccate degli uomini relativamente a: automotivazione e propensione a mettersi in gioco; capacità di studiare e selezionare i contratti proposti; capacità organizzative e manageriali.

E non mancano imprenditrici di successo (franchisor) che propongono l’affiliazione in modo particolare alle donne, convinte delle loro qualità manageriali.

Marta Onorato, di “Bacio Nero Franchising” di Palermo, un’azienda che opera nel campo della ristorazione: “Questo è un settore ideale per le donne. Noi proponiamo in franchising prodotti di caffetteria, gelateria, focacceria e pasta. E non sono poche le donne che stanno aprendo un punto vendita con noi. La ristorazione è un settore in crescita e poi le donne sanno che saranno seguite costantemente dai nostri esperti e potranno beneficiare di un processo di formazione continua”.

Stefano Pigolotti

Franchising immobiliare: RE/MAX offre lavoro

RE/MAX Italia, filiale del rete di franchising immobiliare internazionale guidata in Italia da Dario Castiglia, punta a reclutare nel 2015 più di 1.000 nuovi affiliati da inserire nelle oltre 200 agenzie operative su tutto il territorio nazionale.

Dal 27 ottobre al 12 novembre prossimi la rete di franchising immobiliare organizzerà i “Career Days” in 12 città italiane per reclutare professionisti che hanno voglia di intraprendere una carriera nel settore del Real Estate, toccherà dal 27 ottobre al 12 novembre ben 12 città italiane.

Chi entrerà a far parte del network RE/MAX Italia avrà accesso a percorsi formativi organizzati internamente da RE/MAX University, volti a formare neofiti del settore o migliorare la preparazione di professionisti già esperti.

Il modello delle agenzie RE/MAX, strutturato come uno studio associato, permette di creare economie di scala e assicura agli agenti strumenti tecnologici e di marketing oltre ad un portafoglio di immobili anche a livello internazionale già disponibili, che aiutano i nuovi affiliati fin nella fase di start up a creare un’attività di successo.

Commenta Dario Castiglia, Presidente e Amministratore Delegato RE/MAX Italia: “In questo momento, in cui si continua a registrare una diminuzione del numero di agenti immobiliari, indipendenti e non operanti sul territorio italiano, noi di RE/MAX stiamo vivendo un momento positivo, registrando una crescita della nostra rete di affiliati che, con nostra grande soddisfazione, conta ad oggi più di 210 agenzie e oltre 1.325 professionisti”.

I “Career Days” si confermano una formula vincente per la selezione di nuove figure professionali e manageriali volte all’ampliamento del network RE/MAX in Italia. Presentati per la prima volta nel 2013 sotto forma di RoadShow, questi incontri – curati direttamente da Dario Castiglia, Presidente RE/MAX Italia e da Riccardo Bernardi, Amministratore delegato RE/MAX Corporate – hanno registrato negli anni una partecipazione sempre più grande, coinvolgendo quasi 700 professioni nell’edizione organizzata nella primavera di quest’anno e che si sono concretizzati per RE/MAX nell’ingresso di oltre 135 affiliati già nei mesi seguenti.

Stefano Pigolotti

Furla, nuovo flagship store a Singapore

Furla ha inaugurato il suo nuovo flagship store a Singapore nel prestigioso mall dedicato allo shopping del lusso, “The Shoppes at Marina Bay Sands”, tappa importante sulla strada dell’espansione del brand a Singapore e nel Sud–Est Asiatico.

“Siamo orgogliosi di questa nuova importante apertura” ha dichiarato Eraldo Poletto CEO di Furla. “Questo è il nostro più grande punto vendita a Singapore, ed è anche il primo ad accompagnare il consumatore alla scoperta del mondo “lifestyle” Furla attraverso le sue collezioni di borse e accessori, dalle calzature alla collezione dedicata all’ uomo.”

Il flagship riflette il nuovo concept store del marchio e trae ispirazione da elementi architettonici della Villa restaurata del 18 ° secolo che ospita il quartier generale Furla a Bologna. Uno spazio elegante, dalle tonalità naturali e nuance pastello, enfatizzate da un’illuminazione soffusa e calda, materiali pregiati come il legno di palissandro e il marmo travertino italiano, vetro opalescente e finiture in ottone.

Stefano Pigolotti

Come entrare nel franchising di casalinghi Kasanova

La crisi ha aiutato le grandi reti in franchising di casalinghi perché la gente ha riscoperto il sapore di stare a casa, di cucinare a casa, di invitare gli amici a casa. Emanuele Camoni (foto), responsabile delle reti affiliati di Kasanova, ci fornisce una lettura originale da un punto di osservazione privilegiato, quello dell’azienda F.lli Fontana Srl, storico punto di riferimento (è nato nel 1968) nel settore dei casalinghi. Ci spieghi meglio.

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In che modo la crisi ha cambiato il settore?
“Ci sono due fattori che reputo interessanti. Da una parte le limitate capacità di spesa degli italiani e dall’altra l’offerta preponderante di programmi di cucine. Insieme, questi due aspetti hanno spinto l’italiano a riscoprire l’abitazione sia come momento conviviale sia come spazio dove sperimentare ai fornelli. In questi anni, il combinato disposto di tutto questo ha addirittura avuto ripercussioni sulle vendite dei nostri prodotti”.

Un esempio?
“Qualche anno fa vendemmo così tanti esemplari di una pinza da cucina che mettemmo in difficoltà i nostri fornitori. Il tutto era nato dalla trasmissione di Rai Uno ‘La prova del cuoco’”.

Come si è evoluto nel tempo, invece, il franchising di casalinghi Kasanova?
“Grazie ai nostri negozi nel territorio siamo recettivi nei confronti dei gusti del cliente, siamo più veloci nel leggerne i cambiamenti rispetto a un semplice produttore e trasmetterli sui prodotti in vendita. Ne è un esempio la nostra linea private label. I prodotti a marchio Kasanova rappresentano ormai un 30 per cento del totale del nostro venduto”.

Quanto margine hanno gli affiliati sui prodotti a marchio?
“Da 5 a 10 punti percentuali in più rispetto agli altri prodotti non a marchio. Il margine è garantito anche sui prodotti in promozione”.

Che tipologia di location cercate?
“Una location primaria con parecchio traffico pedonale al fine di sfruttare al meglio l’aggressività della formula e lavorare su volumi di venduto importanti. È importante che ci sia tanta gente che cammini e che entri nei nostri negozi attirata dai prezzi bassi (in questo momento, abbiamo quattro fasce a 1, 3, 5, 9 euro). Dall’esperienza abbiamo imparato che, una volta entrato, il cliente sfora il budget che si era prefissato. Anche grazie ai prodotti che noi chiamiamo ‘civetta’”.

In quanto tempo si rientra dell’investimento iniziale?
“L’ambizione è quella di autofinanziare l’attività con il venduto. Lavoriamo sul flusso di cassa il cui ammontare il potenziale affiliato può trovare nel business plan che gli forniamo. Da lì, capisce già quanto deve lavorare per rientrare dell’investimento. Al resto pensiamo noi”.

Prevedete finanziamenti per i vostri affiliati?
“Il primo impianto di merce può essere pagato in 6 mesi senza interessi o in 12 mesi a interesse del 3 per cento. Il pagamento dei riordini sono a 60 giorni. A parziale copertura del primo impianto merce e dei riordini chiediamo una fidejussione bancaria nell’ordine dei 50/60 mila euro”.


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Piazza Italia, i nostri figli e gli smartphone

Piazza Italia, brand nato nel 1993 con all’attivo un franchising abbigliamento di 205 punti vendita in Italia e 45 all’Estero con circa 2.500 dipendenti e un fatturato previsto del 2015 di 550 milioni di euro, lancia “Inseparabili”, la nuova campagna pubblicitaria istituzionale che vede come protagonisti i bambini.

I piccoli protagonisti, tutti allineati, hanno in mano uno smartphone e lo sguardo concentrato e assorto sullo schermo. La foto vuole trasmettere un concetto ben definito: in un mondo sempre più connesso e tecnologico, lo strumento elettronico è diventato il nostro vero compagno di gioco e di vita e anche per i più piccoli l’uso dello smartphone e del tablet è diventato ormai di uso comune tanto da modificare irreversibilmente il concetto di gioco e di socializzazione.

Piazza Italia, con questa campagna, ci mette tutti davanti allo specchio e lo fa con l’immagine delle nuove generazioni.

“È difficile sentire la mancanza di qualcosa che non si è mai conosciuto – dice l’autore della campagna Stefano Ginestroni – e i nostri figli non hanno mai corso liberi per i cortili, però sono nati in questa realtà e non possiamo impedirgli di viverla. E se vederli assorti e assenti ci sgomenta, facciamoci un esame di coscienza. Ma poi… non condividiamolo su Facebook”.

Serafino Di Loreto


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“Ecco perché un farmacista dovrebbe scegliere Dr Fleming”

Alexander Dr Fleming, franchising di farmacie, parafarmacie e corner, ha siglato un accordo per l’apertura a Savona di un nuovo corner in grado di erogare i servizi di auto-analisi previsti dalla legge 69/2009: dall’analisi del sangue a quella delle intolleranze alimentari all’elettrocardiogramma. Laura Galleano, titolare di Erboristeria Svizzera, ha scelto il marchio Dr Fleming per poter fornire un migliore assortimento ai propri clienti. In questa intervista ad AZ Franchising racconta il percorso di affiliazione e la prima risposta del pubblico.

Come ha conosciuto il marchio di franchising di farmacie e parafarmacie Dr Fleming?
“Sono venuta a conoscenza di questa offerta franchising unica nel settore della salute e del benessere al Salone del Franchising di Milano nel 2014. Da allora ho iniziato il percorso che è sfociato nell’affiliazione”.

Perché ha deciso di aprire un corner dei servizi dentro la sua attività?
“Erboristeria Svizzera nasce nel 1975. La nostra missione è sempre stata quella di fornire alla nostra clientela prodotti di alta efficacia e qualità con un’attenzione speciale rivolta alle esigenze del cliente. Ed è in continuità con questa tradizione che abbiamo scelto di aprire un corner Dr Fleming. L’attenzione della casa madre verso i bisogni dei clienti ci ha fatto propendere per questa scelta. E ora possiamo offrire una vasta tipologia di analisi – del sangue, delle urine, delle intolleranze alimentari, della pelle, lo screening dei nei e l’elettrocardiogramma. Tutto questo in tempi brevissimi, a costi concorrenziali, senza code e lunghe attese, con risultati certificati e clinicamente validi. La scelta di affiliarsi a Dr Fleming è stata dettata dalla fiducia riposta nel presidente e amministratore delegato Fabio Pasquali”.

Come definirebbe l’esordio?
“Molto positivo. Le speranze di successo erano alte fin dall’inizio e devo dire che sono state speranze ben riposte, i clienti hanno risposto bene. Siamo sicuri che andrà sempre meglio e che offriremo sempre maggiori servizi alla nostra fedele clientela”.

Quali sono i servizi che la casa madre le offre?
“Formazione, strumentazione completa per analisi e servizi, allestimento del corner, assistenza e affiancamento”.

Quali sono secondo lei le caratteristiche peculiari che le hanno fatto propendere nella scelta del franchising di farmacie, parafarmacie e corner Dr Fleming?
“Un aspetto che reputo fondamentale per qualsiasi rapporto fra casa madre e affiliato è l’assistenza nella fase del dopo apertura, un aspetto cruciale per ogni imprenditore”.

Perché un farmacista dovrebbe puntare anche sui servizi e perché dovrebbe scegliere Dr Fleming?
“Penso che i servizi siano il futuro nel nostro settore. C’è una domanda sempre crescente di salute, a prezzi competitivi. In particolare, scegliere Dr Fleming significa poter contare su un servizio di assistenza continuativo”.


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Aprire un franchising casalinghi con Boutique Casa

Che cosa significa aprire un franchising casalinghi e di oggettistica? E quanto ci si guadagna? Lo abbiamo chiesto a Margherita Tietto (foto), amministratore unico di Boutique Casa, che conferma in questa intervista come il mercato dell’oggettistica per la casa sia in una fase di profondi mutamenti che deve interrogare i player del mercato. “Il panorama è dominato dalle reti” dice.

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Ci può spiegare bene che cosa vende un vostro affiliato?
“Articoli per la casa: tessile, oggettistica, articoli da regalo, complementi d’arredo, biancheria e casalingo”.

Che mercato è quello del franchising casalinghi e oggettistica per la casa?
“È un mercato nel quale stanno avvenendo notevoli cambiamenti. I piccoli negozianti indipendenti stanno scomparendo e il panorama è dominato da grandi catene organizzate o grandi superfici. Il nostro progetto è quindi quello di creare una catena di punti vendita con la forza per competere e primeggiare”.

Che tipologie di clienti frequentano i vostri negozi?
“Soprattutto donne di tutte le fasce di età. Ultimamente abbiamo comunque visto un aumento della presenza maschile di età tra i 30 e i 50 anni”. In che fascia di prezzo vi posizionate e come vi posizionate rispetto alla concorrenza? “Abbiamo un prodotto di fascia medio alta ma la nostra politica prezzi aggressiva ci consente di avere il miglior rapporto qualità/prezzo sul mercato”.

Quanto spende il vostro affiliato per aprire un franchising casalinghi BOUTIQUE CASA, fra allestimenti, arredi e software?
“L’investimento iniziale è di circa 200 euro al metro quadrato per gli arredi e le infrastrutture del negozio”.

Entro quando di media un vostro affiliato rientra del capitale investito?
“Lavorando all’interno del proprio punto vendita si può rientrare dell’investimento anche dopo un anno”.

Avete dati sul ROI medio di un punto vendita?
“Considerando un investimento iniziale pari a 50 mila euro (arredi, attrezzature e merce) e un punto vendita con fatturato medio di 350 mila euro abbiamo un ROI del 25%”.

In che zone di Italia volete espandervi?
“Ci stiamo espandendo in tutta Italia ma abbiamo progetti di aperture anche all’estero”.

 

Franchising nutrizione e dietetica: la proposta low cost di NaturHouse

La formula NaturHouse Village, ovvero la versione low cost del franchising nutrizione e dietetica di NaturHouse, sta ottenendo consensi sempre maggiori e sta permettendo la diffusione del marchio legato alla sana alimentazione sempre più capillarmente in tutte le zone d’Italia. Questi gli ingredienti di un tale successo. La struttura più snella, specialmente in questo periodo difficile dal punto di vista economico, rappresenta una grande opportunità per un giovane laureato nel campo della nutrizione e della dietetica, di avviare un’attività di successo con un budget decisamente più abbordabile. Il format low cost è infatti essenzialmente fondato sul taglio dei costi e sul fatto di essere un format monoperatore, in quanto chi ci lavora è di fatto lo stesso affiliato che deve avere una preparazione adeguata per ricoprire i ruoli dell’educatore alimentare e del responsabile della parte commerciale. Il non dover pagare alcuno stipendio, le dimensioni del punto vendita più contenute, con spazi di 20/25 metri quadrati, lo rende funzionale anche in bacini d’utenza al di sotto dei 30.000 abitanti e riesce a contenere l’investimento iniziale a 10.000 euro, rispetto ai 30.000 euro del format tradizionale. Il canone annuale rimane invariato a 600 euro all’anno, pari a 50 euro al mese. Rimangono anche l’assenza di fee d’ingresso e l’assenza di royalty. Anche la maggiore privacy offerta dal Village è uno dei motivi del suo successo, come ci racconta in questa intervista la dottoressa Chiara Fugazza (nella foto) affiliata NaturHouse da gennaio 2015 con il nuovo NaturHouse Village di Codogno in provincia di Lodi.

naturhouse luglio 2015 003Come ha iniziato?
“La mia attività lavorativa è iniziata dieci anni fa, nel 2005 dopo che mi sono laureata in scienze e tecnologie alimentari. Ho incontrato casualmente un’amica di famiglia che aveva fatto un percorso di educazione alimentare in un centro NaturHouse a Lodi. Sono rimasta colpita dalla sua esperienza e ho deciso di inviare il mio curriculum. Ho iniziato lavorando come dipendente a Lodi dal 2008 al 2014. Nel 2014 il mio titolare ha aperto il centro di Codogno e mi ha chiesto di occuparmene tenendo in considerazione l’idea di poterlo rilevare in un secondo momento. Così ho fatto. Dopo una anno ho rilevato l’attività dal mio titolare”.

Non ha seguito quindi il classico percorso di affiliazione.
“No, infatti. È accaduto tutto in quanto il mio titolare già da alcuni anni ventilava l’ipotesi di vendere alcuni centri perché, avendone aperti diversi nel tempo, non riusciva più a gestirli tutti in modo autonomo. Anche altre mie colleghe avevano nel frattempo rilevato un altro centro, quindi appena ho iniziato ad avere interesse nell’intraprendere un’attività imprenditoriale ho preso degli accordi direttamente con lui con l’approvazione dell’area manager che ci ha autorizzato il passaggio di proprietà. Quindi abbiamo fatto un accordo e da dipendente sono diventata titolare”.

Il format che ha scelto è la formula low cost del franchising nutrizione e dietetica  NaturHouse.
“Appena si entra in un Village si nota che all’esterno non c’è una zona vendita ma una sala d’attesa e di seguito un’altra area dove si svolge l’attività di educazione alimentare e dove poi, al termine della consulenza, avviene anche la vendita diretta dei prodotti. In quanto a tipologia ci si lavora singolarmente mentre in un centro standard c’è la presenza in contemporanea sia di un’addetta vendite che di una consulente. Con la formula Village del franchising nutrizione e dietetica  NaturHouse c’è inoltre un po’ più di privacy perché tutto si svolge in un unico luogo e anche a livello visivo è più intimo. Per quanto riguarda i costi, sono limitati agli integratori perché come in tutti i centri NaturHouse la consulenza è un servizio gratuito”.

Qual è stata la risposta del pubblico?
“I clienti sono arrivati subito, velocemente. Avevamo già dei clienti attivi nei centri di Lodi e nel momento in cui abbiamo aperto a Codogno, i clienti della zona sono venuti naturalmente da me. Quindi c’è stato un passaggio di clientela. Poi, anche se i centri sono di dimensione inferiore, vengono comunque aperti in luoghi con bacini d’utenza più piccoli nei quali il passaparola funziona moltissimo e velocemente. Siamo anche partiti con la pubblicità, così nel giro di cinque o sei mesi siamo arrivati già a livelli molto alti. Basti pensare che nei periodi pieni mi aggiro intorno alle 150 consulenze settimanali con anche nuovi clienti. Tanto che ho rinunciato anche alla mezza giornata di chiusura e ho dovuto prendere una collaboratrice esterna perché altrimenti non si riusciva a rispondere alla richiesta”.

Qual è stata la sua formazione come consulente NaturHouse?
“La mia laurea è in scienze e tecnologie alimentari. Per poter lavorare come consulente NaturHouse è necessaria infatti una laurea scientifica legata all’ambito alimentazione. Poi, sono previsti 15 giorni di formazione nella sede centrale di NaturHouse a livello teorico e altri 14 giorni di affiancamento in un centro scuola con un’altra consulente. Infine abbiamo gli aggiornamenti annuali e semestrali. Per quanto mi riguarda, ho deciso di approfondire la mia formazione iscrivendomi di nuovo all’Università per conseguire una seconda laurea in alimentazione e nutrizione umana”.

Ci parli dei prodotti NaturHouse e del loro successo con i clienti.
“I prodotti sono tutti indubbiamente validi. Inoltre sono completamente naturali, erboristici e non hanno altre componenti aggiuntive. La loro efficacia e il nostro punto di forza è l’abbinamento con l’attività di consulenza, di educazione alimentare che ci permette di individuare il prodotto più adatto per ogni cliente, tenendo conto di vari elementi quali per esempio l’indice di massa corporea e la conformazione fisica. La scelta dei menù settimanali da seguire è poi di fondamentale importanza per il raggiungimento dei risultati perché mangiando in un modo equilibrato e corretto e aiutandosi con degli integratori si riescono a raggiungere gli obbiettivi in modo veloce ed equilibrato”.

Quali sono a suo parere i punti di forza di NaturHouse?
“Le spese contenute prima di tutto. Il format è efficace ed economico rispetto ad altri sistemi di dimagrimento. L’altro punto di forza è l’incontro settimanale con i clienti. Le spiego. La prima consulenza, che è quella un pochino più lunga e che dura circa 45 minuti, serve per avere una conoscenza di base del cliente, delle sue abitudini alimentari e del suo stile di vita. In base a questo si sceglie l’integratore più adatto. Infine si valuta il percorso da seguire. L’obbiettivo è ripristinare un’alimentazione corretta in modo che alla fine del percorso il cliente abbia imparato delle regole base e diventi un po’ il consulente di se stesso mantenendo il suo PesoBenessere nel tempo”.

Quali sono i periodi di maggior attività?
“Ci sono i periodi meno intensi come durante le feste dove c’è un fuggi fuggi generale anche se noi cerchiamo in quei casi di essere un po’ più elastici per recuperare in seguito. I periodi di boom di clienti nuovi sono dopo le feste, ad aprile, per la famosa prova costume e dopo le ferie. Ci sono anche alcuni clienti che hanno finito il percorso ma dopo un certo periodo di tempo mettono su due o tre chili e magari ritornano per qualche settimana in modo da rimettersi subito in forma”.

È soddisfatta della formula low cost?
“Direi che è molto più semplice da gestire perché, mentre con la formula base si deve essere sempre presenti in negozio in due a tempo pieno, nel Village si lavora da soli con un considerevole risparmio sui costi e con un utile maggiore. Magari non si ha la stessa visibilità che si ha con una vetrina con dentro i prodotti ma in un posto piccolo non ce n’è tanto bisogno perché il passaparola funziona meglio. Poi comunque adesso NaturHouse è molto conosciuto quindi la gente che arriva sa già cosa vuole”. Quali sono i suoi progetti futuri? “Non escludo di seguire le tracce del mio ex titolare di Lodi e aprire altri centri. Non so se riuscirò a fare quanto lui ma sono aperta alle nuove possibilità”.


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