Franchising low cost: ecco la proposta di NaturHouse

Chi c’è dietro il successo del progetto franchising NaturHouse? Scopriamo la storia di Raffaello Pellegrini, colui che ha portato in Italia il marchio spagnolo portandolo a contare, oggi, più di 400 negozi aperti in franchising. E ad AZ Franchising dà una notizia: NaturHouse lancia il forma franchising low cost, NaturHouse Village.

Come nasce la sua collaborazione con NaturHouse?
“Sono stato sostanzialmente vittima di un cacciatore di teste che nel 2005 mi ha contattato spiegandomi che un’azienda padronale spagnola era interessata a sviluppare il proprio mercato anche in Italia partendo da zero e che avevano bisogno di un manager con esperienza imprenditoriale che parlasse perfettamente lo spagnolo. Io soddisfacevo entrambi i requisiti in quanto in quel periodo facevo l’imprenditore a Cuba e, avendo vissuto per otto anni all’Avana, parlavo lo spagnolo come una madrelingua. Sono quindi partito per la Spagna per vedere di cosa si trattasse. Il progetto mi è piaciuto come mi è piaciuta la sfida di partire praticamente da zero, per cui ho accettato”.

Lei è stato premiato qualche mese fa come “Manager of the year” ai Franchising Awards.
“Ovviamente è un riconoscimento che fa tanto più piacere in quanto deciso da chi di franchising se ne intende e da chi ha seguito da vicino la crescita del brand che anche in pieno periodo di crisi ha mantenuto saldamente le sue posizioni”.

La motivazione del premio è stata “per aver sviluppato con successo in Italia il format internazionale NaturHouse”. Su quale strategia ha fondato lo sviluppo del franchising?
“All’inizio, nel 2005, NaturHouse Italia era essenzialmente il sottoscritto che aveva solo un ufficio, un computer e un telefono. Il primo passo è stato quello di formare un valido gruppo di lavoro, vale a dire ricercare le persone giuste, selezionarle e formarle. In secondo luogo, più si cresce come rete, più si ha il dovere di fornire un servizio qualitativo agli affiliati e mantenere sempre alto il livello di servizio”.

Dal 2012 ad oggi sono stati raggiunti gli obbiettivi che vi eravate prefissati?
“Prima del 2011 in ogni intervista dichiaravo che raggiungere l’obbiettivo di 1000 punti vendita era possibile attraverso lo sviluppo del brand. A partire dal secondo semestre del 2011 in Italia è iniziata la crisi della liquidità, la paura del futuro e soprattutto, a causa di tasse e gabelle, oggi un dettagliante ha il margine di guadagno ridotto del 15/20% rispetto al 2011. Penso quindi che ad oggi non ci sia la possibilità di arrivare a 1000 punti vendita tuttavia arrivare a 600 nell’arco di tre anni è sicuramente plausibile”.

Come avete fatto fronte alla situazione? C’è stato qualche cambiamento nel format?
“Il nostro format standard continua a diffondersi anche se più lentamente. Per far fronte alla situazione attuale abbiamo studiato un altro tipo di fomat che si affianca a quello standard. Un format in franchising low cost, più snello e con costi ridotti”.

Come funziona?
“Il format franchising low cost è essenzialmente fondato sul taglio dei costi. Innanzitutto è un format monoperatore, in quanto chi ci lavora è di fatto lo stesso affiliato che deve avere una preparazione adeguata per ricoprire i ruoli dell’educatore alimentare e del responsabile della parte commerciale. Inoltre il punto vendita può essere più contenuto, con spazi di 20/25 metri quadrati, funzionale anche in bacini d’utenza al di sotto dei 25.000 abitanti che una volta ritenevamo insufficienti per avviare un centro NaturHouse standard”.

Per quanto riguarda gli investimenti?
“Per quando riguarda l’investimento iniziale, scegliendo con accuratezza il punto vendita riusciamo a stare sotto i diecimila euro. Questo format è molto più appetibile per chi ha il titolo di studio idoneo per potersi occupare della parte di educazione alimentare visto che di fatto può lavorare senza dover pagare nessuno stipendio. Il canone annuale rimane invariato a 600 euro all’anno che sarebbero 50 euro al mese. Rimangono anche l’assenza di fee d’ingresso e l’assenza di royalty. Continueremo a investire sempre di più nella formazione del personale perché il fattore umano è quello che fa realmente la differenza. Attraverso l’implementazione di questo format low cost ritengo che riusciremo a capillarizzare la nostra rete anche in zone dove ancora non è presente”.

Come siete posizionati sul territorio italiano?
“Abbiamo successo più o meno ovunque. Le zone in cui dobbiamo ancora crescere sono le Marche e la Puglia dove abbiamo ancora tanti spazi disponibili”.

Com’è quindi la situazione ad oggi per quanto riguarda il numero di punti vendita?
“Ad oggi abbiamo 420 punti vendita operativi. E’ certamente plausibile ipotizzare 50 aperture all’anno nell’arco di 3 anni per arrivare a circa 600, capillarizzando la zona sia con il format standard sia con il nuovo format low cost”.

È soddisfatto della risposta del pubblico?
“Io sono molto soddisfatto ma devo dire che la soddisfazione è biunivoca. NaturHouse tra il 15 di aprile e il 15 di maggio arriverà a un milione di clienti fidelizzati in Italia e l’unica ragione per cui riusciamo a crescere così tanto o comunque a mantenere una rete così capillare è per il fatto che i nostri clienti sono soddisfatti. La stragrande maggioranza della nostra clientela viene da noi perché vuole eliminare il sovrappeso in modo efficace, naturale e duraturo e la loro soddisfazione il più delle volte è palese e questo è uno dei motivi per cui nel nostro caso il marketing virale ha molto successo in quanto chi è sodisfatto parla di noi”.

Quali sono gli obbiettivi per il 2015?
“Per il 2015 gli obbiettivi sono di aprire altri 50/60 punti vendita privilegiando Marche e Puglia e cercare di capillarizzare ancora di più la rete di vendita attraverso il nuovo format low cost”.

Retail: gli ultimi trend del design a ShopExpo

Il mondo dell’in-store e del retail design si ritroverà a ShopExpo (www.shopexpomilano.it) nei giorni 12 e 13 marzo 2015, nella sede di Superstudio Più in via Tortona 27, polo consolidato per gli eventi legati alla creatività e al design. Un’occasione anche per le reti in franchising per venire a contatto con gli ultimi sviluppi del design applicato al commercio.

ShopExpo è una novità assoluta per l’Italia e ha scelto il format della mostra-convegno per abbinare in modo proficuo gli aspetti espositivi con quelli dell’aggiornamento professionale. Il layout espositivo è stato concepito per dare visibilità e traffico a tutti gli stand attraverso un percorso guidato che porta, come destinazione finale, all’ampia area lounge, adatta per gli incontri informali, e alla sala deve sono in programma numerosi convegni.

Fra le categorie rappresentate dagli espositori vi sono: retail design, materiali POP, visual merchandising, comunicazione outdoor e segnaletica, digital signage e tecnologie di nuova generazione, shopper e packaging, servizi per il pdv e molto altro ancora. Ovvero tutto quanto serve per progettare o rinnovare un punto di vendita, per attrezzarlo con le più avanzate soluzioni e renderlo funzionale, dinamico e capace di offrire ai consumatori una shopping experience estremamente piacevole e memorabile.

ShopExpo ha come media partner le riviste AN/Shopfitting Magazine, AZ Franchising, Punto di Vendita, Vision. POPAI Italia, partner di Shop Expo, presenterà in fiera i lavori candidati all’ottava edizione dell’Italian POPAI Award, che verrà assegnato in sette specifiche categorie. La convegnistica, fruibile gratuitamente previa iscrizione nel sito (www.shopexpomilano.it), offrirà una panoramica molto articolata del mondo retail.

12 MARZO 2015

10.00 – 13.30

POPAI ITALIA – Retail Visions & Other Stories

RELATORI

Umberto Angeloni, Caruso

Daniele Lago, Lago

Giuseppina Matrone, Game Stop

Gianni Forcolini, Politecnico di Milano

Cristina Mezzadra, Bricocenter

14.00 – 15.30

IL FUTURO DEL RETAIL: TREND 2015

Reinventare il Retail fisico con una nuova forma di Experience (tecnologia, retail design, retail experience signature, integrazione del personale del pdv con il cliente finale)

RELATORE

Marco Zanardi, Realtà

Come creare fedeltà al punto vendita: chi ci riesce cresce!

RELATORE

Antonio Votino, ICTeam

15.45 – 17.00

SMART RETAIL: creare una customer experience unica e ottimizzare le risorse attraverso la strategia online to offline

RELATORE

Maria Elena Romanelli, M-Cube

13 MARZO 2015

10.30 – 11.45

L’EVOLUZIONE DEL DESIGN DEI SERVIZI: dal fisico al digitale con “Empatia”

RELATORI

Alberto Pasquini, Crea International

Massimo Giordani, Associazione Italiana Marketing

12.15 – 13.30

MODERNITÀ ETICA E DESIGN: fare cultura con un semplice progetto di materiale P.O.P.

RELATORI

Andrea Tempesta, Eurodisplay

Fabio Battista, Eurodisplay

Luca Stella, Eurodisplay

14.30 – 15.00

LE VETRINE DEI PUNTI VENDITA: strategia di marketing visivo

RELATORI

Massimiliano Pivetta, Assovisual

Antonio Colombo, Visual Merchandiser

 

 

Vestito bianco e oro: come il franchising italiano ha perso il “treno”

Tutto cominciò con una domanda banale: “Di che colore è questo vestito?”. Eppure, per un fenomeno scientifico legato all’occhio umano, una domanda banale non ha una risposta dello stesso tipo perché il vestito in questione alcuni vedono un vestito bianco e oro, altri nero e blu. Si è così scatenato una moda globale che ha investito la rete internet. Occasione ghiotta per molte aziende in franchising per farsi notare partecipando al balletto delle risposte. Negli Stati Uniti, dove i marchi sono molto più attenti alle mode comunicative, il settore franchising si è lanciato sopra all’argomento. Molte catene, soprattutto del franchising ristorazione, si sono sbizzarrite. Dunkin Donut’s ha chiesto di che colore fossero due sue ciambelle, Burger King di che colore gli ingredienti di un suo panino, Carl’s Jr di che colore due suoi yogurt, Pizza Hut di che colore la sua pizza e così andando. Insomma, il franchising americano si è scatenato per accaparrarsi un posto al sole della comunicazione e della visibilità.

E il franchising italiano? Come al solito ha risposto male, in ritardo o non ha risposto per niente. Nessuno ha approfittato per comunicare qualcosa di divertente o solo per comunicare. Purtroppo, comunicativamente parlando, il franchising italiano deve ancora fare molti progressi.

Franchising caffè: ecco la nuova proposta di Oro Caffé

Per chi vuole aprire un franchising caffè da oggi sul mercato c’è una nuova proposta di affiliazione. E’ il nuovo format dell’azienda friuliana Oro Caffè, Adoro Cafè. Il format di franchising caffè sarà presentato alla prossima fiera di Parigi dedicata al franchising, Franchise Expo  Paris, che si terrà dal 22 al 25 marzo.

Il progetto di caffetterie in franchising di Oro Caffè è nato con l’obiettivo di diffondere in Italia e nel mondo la cultura dell’espresso e della caffetteria italiana.

Caratteristica peculiare del franchising caffè di Adoro Cafè è la possibilità data al cliente di degustare questa bevanda ottenuta attraverso diversi metodi di estrazione, a partire dal tradizionale espresso fino al chemex o alla moka. L’offerta si completa con un ampio menù di ricette speciali al caffè, con una vasta selezione di prodotti italiani di alta qualità, come cioccolato, gelato e un’ampia scelta di prodotti da asporto e confezioni per il consumo fuori dal bar – panini, tramezzini, insalate, ecc…

Per chi volesse avviare un franchising caffè con Adoro Cafè, la torrefazione friulana offre un pacchetto di servizi studiati per accompagnare il partner in tutte le fasi di sviluppo del progetto: dall’analisi di fattibilità, della concorrenza e della location, fino allo studio e realizzazione del progetto; dalla formazione del personale fino all’affiancamento sia in fase di avviamento che durante le gestione ordinaria. In questo modo ogni affiliato potrà sentirsi sempre partner partecipe e, al contempo, riceverà un aggiornamento continuo.

Franchising bambini abbigliamento: il conto vendita di Cycleband

Aprire un franchising bambini abbigliamento con CycleBand vuol dire usufruire del conto vendita praticato dalla casa madre. Abbiamo chiesto come funziona a Pier Paolo Conti, direttore retail del marchio di negozi di abbigliamento per bambino.

Perché CycleBand ha sposato il franchising conto vendita?

“La formula del franchising conto vendita può facilitare lo sviluppo della rete, in quanto riduce l’investimento iniziale per l’affiliato”.

Richiedete particolari condizioni ai vostri affiliati?

“Siamo particolarmente attenti alle location, devono essere in città di almeno 15mila abitanti con un bacino secondario importante e le dimensioni dei locali devono superare i 100mq di vendita, in modo da poter esprimere tutte le potenzialità della nostra collezione. Per quanto riguarda le condizioni per aprire un franchising bambini abbigliamento CycleBand richiediamo l’uniformità di immagine con arredi studiati appositamente per noi, una garanzia per la merce che è in conto vendita e un contributo per l’installazione del sistema informativo e il registratore di cassa”.

Secondo lei, in tempi di crisi, i potenziali affiliati prediligono il franchising conto vendita?

“Dalla nostra esperienza e dal feedback che abbiamo dal territorio, non solo nazionale, possiamo affermare che il conto vendita sembra essere l’unica formula di successo. In più possiamo aggiungere che la nostra formula non si limita alla sola fornitura in conto vendita della merce ma abbiamo cercato di “ottimizzare” tutto ciò che serve per il successo dell’impresa. In particolare mi riferisco a tutti i servizi quali visual merchandising, assistenza informativa e progettazione gratuita del layout. Non ci siamo fermati a servizi “standard”, forniti anche da nostri competitor, siamo andati oltre offrendo ai nostri affiliati, con un contributo assolutamente irrisorio, trasporti, materiali di consumo, materiali di comunicazione, programma di fidelizzazione e gadget. Ci tengo a sottolineare queste ultime azioni in quanto le consideriamo innovative e decisamente interessanti per l’affilato sia dal punto di vista gestionale che economico”.

Come avviene l’approvvigionamento?

“In funzione della dimensione della location e del posizionamento abbiamo elaborato dei cluster che vanno a soddisfare le esigenze iniziali del negozio. Nel corso della stagione monitoriamo l’andamento delle vendite e riassortiamo settimanalmente durante tutta la stagione. A partire dalla seconda stagione i cluster vengono “modellati” sulle vendite effettuate, in modo da avere un punto di vendita in condizione di esprimere il massimo delle performance”.

Nella vostra formula, gli affiliati possono scegliere le linee dei prodotti in conto vendita?

“No, l’affilato rientra in un cluster già predefinito. Questo permette all’azienda di controllare i flussi, sia in fase di programmazione della produzione che nell’approvvigionamento del punto di vendita”.

Secondo lei, quali sono i punti di forza del franchising conto vendita?

“Penso che sia un connubio molto interessante in quanto permette ai potenziali affilati di minimizzare l’investimento e di conseguenza il rischio d’impresa. Altro aspetto da non sottovalutare è che “responsabilizza” il franchisor nella scelta e nella gestione del punto di vendita in quanto condivide il rischio con il franchisee, se non addirittura assumendosene la parte maggiore in quanto la merce invenduta graverà sull’azienda che, a differenza dell’affiliato che ne rimarrebbe soffocato, ha canali alternativi di smistamento delle rimanenze”.

Per aprire un franchising abbigliamento bambino conto vendita con CycleBand puoi compilare il form che trovi a questo link.

Mondadori, il franchising librerie e il conto vendita

Mondadori Store, il franchising librerie del gruppo Mondadori, vuole espandersi in tutta Italia. E per farlo scommette sul franchising conto vendita. Per farsi spiegarci come funziona, e per spiegarlo a chi vuole aprire una libreria in franchising, AZ Franchising ha intervistato Leonardo Gazza, direttore operations Librerie franchising e dirette Mondadori Direct s.p.a.

Quali ragioni vi hanno spinto a scegliere il conto vendita per la proposta del franchising librerie di Mondadori?
“La scelta del conto vendita su tutti gli editori nasce come proposta innovativa per proporre un franchising dinamico nel mondo editoriale . Tale sistema garantisce un contenimento dell’investimento per l’imprenditore/libraio ed evita di bloccare capitali nel monte merci, e di poterli investire in attività atte allo sviluppo delle vendite”.

Richiedete particolari condizioni ai vostri affiliati?
“Agli affiliati si richiede possibilmente un’esperienza nel campo del commercio, non prettamente nel mondo editoriale. Nel campo librario, l’imprenditore è parte attiva di tutti i processi. La capacità di investimento passa dallo scegliere (e predisporre) il locale in posizione strategica a frequentare corsi di aggiornamenti interni ed esterni. Come condizioni a livello contrattuale vengono richieste due garanzie, una di tipo bancario, a copertura di un 20% del costo del venduto, ed una garanzia personale, calcolata sul monte merci medio”.

I vostri affiliati entrano nella scelta dell’approvvigionamento?
“L’affiliato ha la possibilità di personalizzare/specializzare il punto vendita. Attraverso il gestionale, fornito in comodato d’uso gratuito, vengono proposti ogni settimana i titoli di nuova pubblicazione. L’affiliato decide in completa autonomia il quantitativo necessario per il suo punto vendita in franchising. Allo stesso modo l’affiliato in base alle vendite riordina o rende in totale autonomia. L’unica eccezione è riservata ai titoli definiti fuori catalogo, dove l’affiliato ha l’obbligo di renderli entro tempi prestabiliti”.

Secondo lei, in tempi di crisi, i potenziali affiliati prediligono il conto vendita rispetto ad altre forme di approvvigionamento?
“In un momento come questo il conto vendita agevola l’affiliato nel non dover limitare l’acquisto e le quantità dell’assortimento per il punto vendita in franchising e di non dover investire capitali propri per rimanere competitivo”.

Come avviene l’approvvigionamento?
“L’assortimento dei punti vendita è composto da più di 1000 sigle editoriali. Fatto 100 il totale distribuito il 25% è stoccato nell’hvb di Rimini, il resto proviene direttamente dagli editori o distributori editoriali. Il punto vendita tramite il gestionale può ordinare in ogni momento qualsiasi anagrafica disponibile in due modalità: normale o express. Normale: l’ordine viene inviato al server di Rimini. In base all’editore l’ordine viene o elaborato dall’hvb di Rimini (25% del distribuito) o inviato a uno dei quattro fornitori esterni: gruppo Ame (al cui interno vengono elaborati tutti gli ordini degli editori del gruppo Mondadori ed i suoi distribuiti), gruppo RCS , Messaggerie, Giunti. Gli stessi ricevuto l’ordine provvedono alla consegna direttamente al punto vendita ed all’invio dei documenti elettronici alla sede di Rimini che a sua volta effettua il carico elettronico sul gestionale dell’affiliato. Express: l’hvb di Rimini oltre ad avere un 25% del distribuito, contiene circa 180.000 referenze di tutti gli editori del circuito. L’affiliato accede all’hvb tramite un portale dedicato sul quale sono riportate in tempo reale le giacenze di ogni singolo prodotto. L’affiliato inserendo e confermando l’ordine anche di un solo articolo lo riceverà in 24 max 48 ore (tempo necessario per le isole ed alcune regioni), garantendo un servizio celere alla sua clientela”.

Stefano Pigolotti

Franchising ottica: Salmoiraghi & Viganò si rinnova

Salmoiraghi & Viganò presenterà la sua nuova proposta di franchising ottica alla 45° edizione del MIDO, la più importante mostra internazionale dell’occhialeria, che si terrà dal 28 febbraio al 2 marzo nei padiglioni del nuovo Polo Fieristico di Rho – Pero, alle porte di Milano. In questa occasione, la catena attiva nel franchising ottica , presenterà, per la prima volta, il Progetto Partnership.

Domenica 1 marzo, a partire dalle ore 16.30, presso la Sala Plenaria Otticlub – Padiglione 3, Salmoiraghi & Viganò presenterà a professionisti del settore ma anche a investitori quella che ha definito “la sua evoluta visione del modello di franchising e la nuova logica di allineamento tra imprenditore e azienda all’interno del mercato dell’ottica”.

Salmoiraghi & Viganò ha 150 anni di storia e con 350 punti vendita fra diretti e in franchising è diffusa in tutta Italia.

Serafino Di Loreto

I requisiti per aprire un franchising Kasanova

Il franchising Kasanova è presente in tutta Italia con 174 negozi di cui 89 affiliati e le politiche di marketing condotte dall’azienda rendono la catena fortemente riconoscibile. Una formula commerciale vincente quindi, che, da oltre 20 anni, garantisce continuità nel settore. Dal punto di vista economico, in totale controtendenza rispetto al momento di crisi internazionale, Kasanova è il primo player italiano nella vendita di casalinghi e articoli per la casa, con un fatturato in continua crescita. Mentre numerosi negozi sono costretti a chiudere, il franchising Kasanova apre nuovi punti vendita proponendo parallelamente soluzioni diversificate che rendono la proposta commerciale sempre appetibile grazie a prodotti utili, beni rifugio, soluzioni intelligenti per risparmiare tornando a fare le cose “in casa”. Inoltre, da sempre, il franchising Kasanova si distingue per la frequenza del riassortimento settimanale, garantendo all’affiliato una proposta commerciale dinamica, che invoglia il cliente a tornare frequentemente in negozio alla ricerca di novità.

Come fare per aprire franchising Kasanova

Scelta della location. I consulenti Kasanova affiancano il franchisee nel delicato compito di individuare la location ottimale per lo sviluppo dell’attività, sia essa identificata nei centri commerciali che in città con popolazione tra i 40 e 50 mila abitanti.
Pianificazione finanziaria e agevolazioni. Una volta scelto il posizionamento e determinati i costi, Kasanova sviluppa per l’affiliato un business plan comprensivo delle parti finanziarie e patrimoniali per garantire un investimento sicuro, basato su precisi indicatori economici offrendo inoltre formule di pagamento dilazionate che consentono di sostenere i costi con gli incassi del negozio. Il primo impianto merce è rateizzato fino a un anno mentre il costo dell’arredo è ammortizzabile in 5 anni. L’imprenditore potrà inoltre godere di agevolazioni e finanziamenti con un primario istituto di credito a livello nazionale.
Organizzazione logistica. Software evoluti, interfacce dirette con i più importanti fornitori, personale con esperienza decennale sono alcuni dei punti di forza dell’offerta del franchising Kasanova. Grazie ai sofisticati software si ha la garanzia di consegne rapide, puntuali e precise che consentono al negozio di avere sempre un’esposizione aggiornata e uno stock di merce adeguato.
La formazione. Prima di aprire un negozio franchising l’imprenditore si forma attraverso degli stage organizzati dall’azienda nei quali imparerà a conoscere i prodotti e a gestire in toto la propria attività. In seguito avrà a disposizione un aggiornamento continuo settimanale su novità di prodotto, strategie di vendita e tecniche espositive.

Quali sono i requisiti necessari per aprire franchising Kasanova?

Punti vendita in zone a elevata pedonabilità. La formula di affiliazione richiede una superficie media di 130 mq magazzino compreso, rivolgendosi a due tipologie di location: centri commerciali e centri storici con un bacino d’utenza di circa cinquantamila abitanti.
Adesione alla filosofia aziendale. Kasanova si rivolge a tutti coloro che credono nel suo progetto commerciale mossi dalla volontà di imparare un nuovo mestiere grazie all’acquisizione del know how aziendale.

Franchising a costo zero? Una pia illusione, ecco perché

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“Si può aprire un franchising senza soldi?” ci chiedono sempre in molti, soprattutto nelle fiere dove AZ Franchising è presente da anni. La risposta è no, non si può aprire un franchising senza investimenti. Ed è presto detto il perché. Perché la casa madre, o franchisor, investe comunque parecchi soldi nel mantenere viva la rete, nell’aggiornarla, nell’offrire agli affiliati presenti e futuri novità in linea con il mercato. Per questo, diffidate di chi vi attira con il concetto di aprire un franchising senza soldi o di chi vi scrive che aprire in franchising senza investimento è possibile. Perché chi lo fa è scorretto nei vostri confronti.

Franchising a costo zero, ecco perché no
Le aziende serie, invece, sono fin da subito chiari sui costi. Certo, ci sono reti in franchising che chiedono un investimento alto e altre che ne chiedono uno bassi, chi vi chiede una location grande e chi, addirittura, non chiede affatto location. Sta a voi che investite decidere quanto spendere e in quale ambito. Sapendo che l’investimento iniziale non è l’unico fattore da considerare quando si decide di aprire in franchising. Incidono altri fattori, di tipo economico ma anche a livello di offerta stessa. Per esempio, c’è da prendere in considerazione il fatturato medio di un punto vendita, oppure calcolare in quanto si raggiunge il break even point, cioè quanto tempo ci vuole per coprire i costi iniziali. Ci sono, ancora, aspetti più generali, come la qualità e la quantità di formazione che la casa madre fornisce agli affiliati e la qualità del know how trasferito, cioè della conoscenza che passa dal franchisor all’affiliato.

Ci sono franchising low cost, questo sì, ma non franchising a costo zero. Reti che richiedono un basso investimento o per la tipologia di business o per un attento contenimento dei costi in varie fasi, tipo la distribuzione. AZ Franchising, con un filtro apposito che trovate nella sezione “Opportunità”, vi dà la possibilità di selezionare le opportunità in franchising, dalle offerte franchising low cost fino a quelle con investimento molto consistente.

Vi segnaliamo qui, dei marchi che abbiamo selezionato perché richiedono un investimento da 25mila euro in giù:

MARCHIOSETTOREINVESTIMENTO
Bacio Nerogelateria9.900/15.990 euro
Boutique Casacasalinghida 12.000 euro
Color Gloservizi14.900 euro
Cyclebandbambinoda 22.000 euro
Gelatieri d’Italiagelateria9.000 euro
Gruppo Europaservizida 15.000 euro
Igi&Coabbigliamentoda 20.000 euro
La Posta Privata Nazionaleservizida 2.500 euro
NaturHousebenessereda 10.000 euro
Oro in Eurocompro oroda 20.000 euro
Sugarmixcomunicazione5 canoni anticipati da 20 euro per ogni dispenser
Up and Greenricarica cartucce16.000 euro
Yogurtlandiayogurteriada 18.000 euro
Zero Glutineristorazione19.900 euro

 

Il franchising internazionale al The British & International Franchise Exhibition

Il 13 & 14 marzo 2015 torna all’Olympia di Londra la fiera internazionale dedicata al franchising internazionale. In questa sere, potrai ascoltare alcune esperienze di franchisors che hanno portato con successo il loro business all’estero, farti consigliare su come selezionare il tuo master franchise ideale, metterti in contatto con i partner locali che ti possono aiutare a realizzare i tuoi progetti in franchising.

Quindi, se stai pensando di aprire un tuo franchising o di lanciarlo all’estero, prenota il tuo viaggio a Londra e visita la International Franchise Conference. Se stai infatti considerando l’idea di espanderti in Europa, allora l’International Franchise Conference è un evento a cui non devi assolutamente mancare.

Alla conferenza, la cui partecipazione è gratuita, saranno raccontate le esperienze di numerosi brand che hanno già investito in una rete franchising internazionale, i consigli di esperti internazionali come studi legali, banche e consulenti.

Scopri gli appuntamenti:

Venerdì 13 marzo 2015
10:55 – 11:50 Sei pronto a diventare globale? Un’introduzione al franchising internazionale
• Il tuo business è pronto a diventare internazionale?
• Quali sono i diversi modelli per l’espansione all’estero?
• Scegliere il Paese più adatto per il tuo brand
• La banca come può aiutarti a finanziare la tua espansione?
• Case study: Come Antal International è diventata globale

13:35 – 14.30 Espandere il tuo business nel mercato inglese – le cose da fare e da non fare
• Quali sono i benefici dell’espansione dell’attività in UK?
• Come si può utilizzare il Regno Unito come ponte per l’Europa e il resto del
mondo?
• Scegliere e lavorare con i partner locali
• Dove localizzare il tuo business
• Come lavorare nel rispetto delle leggi e dei costumi del Regno Unito
• Case study: Personalizza il tuo brand per il mercato del Regno Unito

15:35 – 16.30 Espandersi in Europa – che Paese dovresti scegliere?
• Approfondimento sui diversi climi aziendali nei vari Paesi
• Valutazione delle opportunità per i franchisor internazionali
• Quali sono le esigenze legislative i regolamenti vigenti?
• L’importanza di identificare e riconoscere le differenze culturali
• Case study: La lezione imparata dall’espansione internazionale

16:00 – 18:00 International Networking Reception / Exhibitor Drinks L’Exhibitor Drinks Reception vi darà l’opportunità ideale per entrare in contatto con consulenti professionali, rappresentanti di associazioni internazionali e federazioni, così come investitori e franchisor, il tutto davanti a un bel bicchiere di vino.

Sabato 14 marzo 2015
11:00 – 11:15 Hai scelto il tuo master – e adesso?
• Definisci la master fee, le royalties e la durata del contratto
• Stabilisci gli obiettivi di performance
• Istruisci il master su come operare in franchising e su come reclutare
affiliati
• Case study: Come TONY&GUY guida i suoi master franchisors verso il successo

14:00 – 14:55 Scegliere un master franchise che rappresenti il tuo brand
• Identifica il profilo del tuo master franchise ideale
• Quali informazioni bisogna essere pronti a dare a un futuro master franchise?
• Calcolo delle tasse
• Perché hai bisogno di rappresentanza legale?
• Case study: L’espansione all’estero di TaxAssist Accountants