Al via la campagna di crowdfounding su Mamacrowd firmata The Longevity Suite®

The Longevity Suite® è un innovativo network di centri Antiage con posizionamento Luxury in cui anni di Ricerca Scientifica si integrano con le più innovative tecnologie del mondo della salute e prodotti cosmeceutici d’avanguardia, per ottenere un perfetto equilibrio tra bellezza esteriore e benessere mentale.

Freddo e Detox sono il cuore dei programmi Antiage dei centri The Longevity Suite®.

Il metodo Longevity nasce dal lavoro di oltre 20 anni di ricerca del team del dr. Massimo Gualerzi, cardiologo Antiage di fama nazionale e autore di numerosi libri sulla nutrizione, la salute e la longevità.

La crioterapia Total Body è uno dei pilastri del metodo Longevity, un trattamento che prevede la permanenza di tutto il corpo in una camera fredda tra i -85 e -95°C per un intervallo di tempo tra i tre e i cinque minuti e ha
dei benefici straordinari per il corpo, in particolare sulla riduzione dell’invecchiamento da infiammazione (inflammaging). Il freddo inoltre è alla base di tutti i trattamenti di ringiovanimento viso e di body shaping e ha ispirato anche la creazione della linea cosmeceutica ideata per ridurre l’infiammazione e rallentare significativamente il processo di invecchiamento della pelle.

Tutte le sostanze naturali presenti negli Integratori e nei Biodetox kit sono state selezionate partendo dalla fisiopatologia dell’invecchiamento, con l’obiettivo di promuovere i processi fisiologici di detossificazione, di rigenerazione cellulare e di attivazione metabolica, riducendo i danni dovuti allo stress psico-fisico e potenziando le nostre naturali difese.

L’obiettivo è quello di creare il più grande Brand italiano del mercato Antiage attraverso un format consolidato facilmente internazionalizzabile, unico nel Mercato Retail grazie all’approccio integrato di background medicale, tecnologie estetiche d’avanguardia, trattamenti manuali sinergici, prodotti nutrizionali detox e cosmeceutici high tech, il tutto racchiuso in un rilassante mood Luxury-Design ideato dal famoso architetto del Wellness di Lusso Anton Kobrinetz.

In soli 18 mesi dall’inizio delle attività sono stati aperti 6 centri diretti (4 a Milano, Roma e Costa Smeralda), 4 centri affiliati in Franchising (Parma, Treviso, Forte dei Marmi, Roma) e raggiunto oltre 4.500 clienti soddisfatti.

Entro la fine del 2020 è programmata l’apertura di altri 4 punti vendita in franchising (Firenze, Torino, Bologna, Napoli), una previsione di fatturato che superi € 1.600.000 e un ebitda positivo. I fondatori sono pronti a mettersi in gioco tramite un’innovativa campagna di crowdfunding che è già in fase di lancio e sarà attiva nell’arco di qualche settimana. La campagna ha l’obiettivo di raccogliere circa 500.000 euro da investire per l’internazionalizzazione del brand e l’apertura dei nuovi centri di Ibiza e Londra.

Il piano di aperture prevede di raggiungere 43 punti vendita entro il 2024 tra diretti e affiliati in franchising. «Abbiamo scelto la via del crowdfunding proprio perché crediamo di poter catalizzare l’attenzione di investitori», afferma il Dott. Massimo Gualerzi, direttore scientifico di The Longevity Suite, «che vogliono condividere con noi un obiettivo ambizioso: tornare a essere artefici del proprio benessere e vivere al meglio delle proprie possibilità. Questo per noi è il segreto della longevità».

Per aprire The Longevity Suite – visita la scheda
Per tutti i dettagli sulla campagna visitate il sito https://mamacrowd.com/project/the-longevity-suite

CasaEnergia il format franchising di NoiEnergia

Il format CasaEnergia è stato lanciato nel 2019 a maggio presso la fiera Expo Franchising a Napoli, dopo gli esempi positivi dei punti pilota di Biancavilla nel 2018 e di Terlizzi nel 2019.

La proposta commerciale di NoiEnergia ha un obiettivo molto ambizioso:
creare una nuova categoria, quella di un negozio di prossimità che venda una nuova relazione con il mondo dell’energia. Da Noi Energia l’affiliato è un partner, non un cliente. Questa è l’essenza e la filosofia del brand.

 

Con Noi energia l’affiliato non è un intermediario ma il fornitore di Luce e Gas del territorio.

Il format CasaEnergia va a completare una lacuna nel mercato, quella della presenza di un professionista serio, qualificato, conosciuto, vicino, che sia il referente, sempre vicino durante tutta la relazione con il cliente, nella comprensione del mondo luce e gas. Un grande vantaggio di entrare a far parte di CasaEnergia, dato il lancio, è rappresentato dai bassi costi di ingresso e dalla possibilità di scegliere l’area in cui operare.

In questi 4 anni di lavoro il brand ha creato:

  • Un nuovo luogo fisico per essere in contatto, CasaEnergia;
  • Due nuove categorie lavorative, quella del consulente professionista dell’energia e quella del negozio di prossimità;
  • Un nuovo modo di vivere l’energia.

Non essere uno dei tanti, non essere un semplice affiliato, diventa imprenditore: “Pensa Differente!”.

L’INVESTIMENTO

L’investimento iniziale previsto è di circa 16.000,00 euro; I break even è previsto tra il decimo ed il dodicesimo mese di attività, attesi bassi costi di gestione quotidiana dell’attività. Se l’affiliato sfrutta la consulenza offerta dagli esperti di NOI Energia, sulla finanza agevolata si può ottenere fino al 50% a fondo perduto dell’investimento.

CARATTERISTICHE E REQUISITI DELL’AFFILIATO

L’affiliato deve soprattutto avere una caratteristica basilare e fondamentale: essere innamorato del proprio territorio. Solo se si prova profonda gratitudine per il proprio paese, per le proprie tradizioni, per i luoghi, si potrà funzionare in CasaEnergia. Questa emozione è alla base del concetto di affiliazione, è alla base della progettazione del Metodo NoiEnergia, è alla base della strategia di marketing e commerciale dell’azienda. Persone sveglie, dinamiche, coraggiose, pronte ad abbracciare il cambiamento in atto nel settore energia ed esserne protagoniste del proprio futuro. Commerciali nel settore dell’energia che vogliano fare il salto di qualità, giovani alla ricerca di lavoro, imprenditori (amministratori, agenti immobiliari, piccoli costruttori, Caf e commercialisti) di settori affini interessati a completare il proprio portafoglio, animati dalla curiosità, dalla determinazione e dalla resilienza. Positivi, proattivi ma soprattutto innamorati del proprio paese.

I Dati del franchising

  • Anno di lancio del franchising – 2019
  • Pdv diretti – 5
  • Pdv affiliati – 3
  • Fee d’ingresso – 5.000
  • Royalties – 300
  • Capitale necessario – 16.000
  • Personale necessario – 1
  • Fatturato medio annuo – 60.000 nel primo anno, 90.000 dal secondo
  • Formazione – Accesso alla piattaforma NoiAcademy
  • Esclusiva di Zona – Si

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Gruppo Serenissima ristorazione con Findynamic a sostegno della propria filiera

Il Gruppo Serenissima Ristorazione, leader nel settore della ristorazione commerciale e collettiva, annuncia la partnership con FinDynamic per supportare la propria filiera tramite la piattaforma dedicata al Dynamic Discounting, una soluzione innovativa per finanziare il capitale circolante e supportare i fornitori.

La collaborazione nasce dalla volontà del Gruppo Serenissima di offrire al proprio parco fornitori una fonte di liquidità alternativa, che possa sostenere le aziende in difficoltà in questo periodo storico caratterizzato dalla pandemia Covid-19.

Con il servizio di Dynamic Discounting offerto da FinDynamic, l’azienda cliente finanzia il capitale circolante dei fornitori attraverso la propria liquidità. Grazie alla piattaforma sviluppata da FinDynamic, l’azienda capo-filiera offre ai propri fornitori la possibilità di richiedere l’incasso anticipato delle fatture prima della data di scadenza, in cambio di uno sconto che varia in base ai giorni di anticipo. A fronte della richiesta, l’azienda capo-filiera salda direttamente il pagamento.

Si tratta di una partnership significativa, in un momento complesso per tutta l’economia, in particolare per il settore della ristorazione in Italia; il Gruppo Serenissima lancia dunque un segnale importante adottando una soluzione Fintech innovativa che in questo momento è uno degli strumenti più efficaci per sostenere la necessaria ripresa economica.

Il CFO di Serenissima Ristorazione Tommaso Putin ha voluto sottolineare: “Siamo molto soddisfatti della nuova partnership con FinDynamic, che ci permetterà di garantire i pagamenti ai fornitori – partner essenziali per tutta la procedura di preparazione e consegna dei pasti – in modo semplice e immediato. Il Dynamic Discounting è infatti uno strumento innovativo e molto utile che si adatta alla perfezione ad un settore complesso come quello della ristorazione collettiva, dove si rileva la presenza di un gran numero di soggetti che hanno necessità di gestire i pagamenti in maniera continua e flessibile”.

“L’accordo con il Gruppo Serenissima va ad allargare il novero delle partnership che sta caratterizzando la crescita di FinDynamic e delle soluzioni fintech innovative” ha dichiarato Paolo Pesenti, Operations Director di FinDynamic. “Offriamo un servizio sempre più capace di trasformare la relazione tra clienti e fornitori in un autentico rapporto di partnership. In particolar modo nell’ultimo periodo, legato all’emergenza sanitaria in Italia, ci poniamo l’obiettivo di incentivare uno sviluppo sostenibile nell’ambito della gestione della liquidità, da sempre un problema per le PMI italiane.”

Con questa partnership, FinDynamic prosegue il proprio percorso di crescita che la vede gestire e processare, tramite la propria piattaforma, fatture per 2,5 miliardi di euro coinvolgendo oltre 4.000 fornitori solo negli ultimi 18 mesi. FinDynamic è il partner ideale per quelle aziende che ricercano soluzioni in grado di generare valore, semplificare i rapporti con la filiera attraverso l’innovazione tecnologica.

Osservatorio AZ : la finanza alternativa è un’opportunità per il franchising

WM Capital S.p.A. ,società quotata su AIM Italia, specializzata nel Business Format Franchising, rende noti i risultati dell’analisi condotta dal proprio Osservatorio interno sul mondo del franchising, le sue peculiarità, le soluzioni a sostegno dell’attività dei franchisor.

La ricerca è stata condotta su 632 aziende, ovvero la totalità delle società con sedi in Italia che annoverano, nel proprio bilancio, attività assimilabili a forme di affiliazione commerciale tra cui il franchising. Di queste si sono analizzati i principali indicatori di bilancio, correlati con alcune fondamentali variabili aziendali tra cui il fattore dimensionale.

Con sedi principalmente in Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Campania, le società analizzate raggiungono un fatturato complessivo di 59,275 miliardi di Euro realizzando in media profitti netti pari al 2,26% del fatturato nel 2019. Tali realtà si contraddistinguono per le attività in franchising essenzialmente di prodotto (115 aziende su 632) ovvero quelle di mera vendita di prodotto e attività di servizio (517 su 632) per le quali la componente servizio è presente e, in molti casi, risulta preponderante.

A livello dimensionale, i numeri di bilancio evidenziano come solo più della metà di tali aziende (55%) ha un fatturato superiore ai 2 milioni di Euro, nonostante quasi il 70% di esse siano state fondate da più di 10 anni. Il tessuto tipico italiano, caratterizzato dalla massiccia presenza di PMI è dimostrato anche dal fatto che soltanto il 55% di tali aziende ha più di 50 dipendenti.

I dati, analizzati dall’Osservatorio Franchising WM Capital e riferiti al 2019, non considerano gli effetti post pandemici ma evidenziano necessità latenti; nella maggior parte dei casi il limite è dato dalla difficoltà di accesso al credito e dall’inconsistenza del canale tradizionale bancario italiano, che paradossalmente limita ed in certi casi, annulla uno dei principali vantaggi del franchising, ovvero l’effetto di moltiplicazione del valore.

Da quest’ultimo sottogruppo emerge l’assenza di correlazione tra risultato di bilancio ottenuto ed anni di attività o fatturato. Tutto ciò a dimostrazione di come a caratterizzare il successo o l’insuccesso di un’azienda siano quei fattori molte volte inesplorati che possono delineare il destino di aziende piccole o grandi, storiche o appena costituite.

Il dato numerico è ancora più significativo se consideriamo che in tale sottogruppo di 215 solo 137 aziende hanno maturato un utile netto maggiore del 5% nel corso del 2019.

Fabio Pasquali, Amministratore delegato di WM Capital S.p.A., dichiara: “Il franchising dimostra da sempre effetti di moltiplicazione e di anticiclicità e rappresenta un volano per l’economia nel settore retail, Nonostante i benefici generati, ad oggi, risulta ancora un comparto preso limitatamente in considerazione da parte del sistema bancario e dalle istituzioni pubbliche. A conferma di ciò il fatto che molti franchisor non riescono a ricevere il corretto supporto e che solo i più virtuosi sono in grado, ad oggi, di ricorrere a canali di finanziamento alternativi per fornire innovazione di prodotto e di servizio, assistenza evoluta ai propri affiliati, accedere a mercati esteri e portarvi brand rappresentativi del Made in Italy”.

Occorre quindi fare una riflessione approfondita di questi dati alla luce della crescita del settore franchising dal 2007 ad oggi, business notoriamente anticiclico e caratterizzato pertanto da nuove figure di investitori professionisti ed imprenditori che sono desiderosi di investire in attività reali alla stregua di un investimento finanziario in un’ottica di diversificazione. Che il franchising sia un’ottima opportunità anche per i franchisor lo dimostra il fatto che numerosi fondi di investimento, negli ultimi tempi hanno rilevato catene franchising e ne hanno favorito lo sviluppo.

Una delle soluzioni che, alla luce delle chiusure del 2020, ha avuto maggior riscontro è indubbiamente il ricorso alla finanza alternativa, canale utilizzato da quei franchisor più virtuosi che proprio in un momento di difficoltà come questo stanno decidendo di investire nell’innovazione di prodotti e servizio, ma anche e soprattutto verso i propri affiliati, usufruendo di nuovi strumenti per reperire finanza.

In questi mesi difficili le aziende hanno elaborato strategie per affrontare ed immaginare un mondo retail diverso da quello attuale, modificando il proprio business model o implementando progetti di espansione all’estero per esportare brand identificativi del Made in Italy convincendosi a sfidare mercati prospetticamente più prosperi.

Tra gli strumenti maggiormente esplorati per far fronte a questi investimenti sono da annoverare minibond, crowdfunding, security token offering, private equity, M&A, quotazione in Borsa prettamente su AIM Italia, finanziamenti agevolati per l’Internazionalizzazione.

In tale contesto, lo studio segue la tavola rotonda del 30 settembre 2020, denominata “FINANZA ALTERNATIVA PER LE PMI: OLTRE LA BANCA” tenutasi all’interno dell’evento digitale AZ Franchising Experience, i cui contenuti video sono presenti su Youtube sul canale di AZ Franchising raggiungibile dal link https://www.youtube.com/watch?v=XU5UI_kgL5s&ab_channel=AZFRANCHISING

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Aprire Piazza Italia: un sogno realizzato

Una storia di coraggio e di passione verso un brand considerato da sempre un punto di riferimento per chi vuole intraprendere un percorso imprenditoriale.

Intervista a Lucia Defazio e Giovanni Pennella, titolari del punto vendita Piazza Italia Kids a Barletta: “Il nostro prossimo obbiettivo è quello di ampliare il nostro punto vendita inserendo anche il format uomo/donna completando così l’offerta per i nostri clienti”.

Dobbiamo tornare indietro al 2012 quando, dopo aver letto un’inserzione su un sito cerca lavoro, ha inviato il suo curriculum per una posizione aperta per addetti alle vendite per il punto vendita Piazza Italia di Bari. Dopo circa 15 minuti ha ricevuto risposta ed è stata contattata per effettuare un colloquio per l’azienda Piazza Italia. Superato il colloquio qualche giorno più tardi, ha cominciato a lavorare a 80 km da casa. Sentiva che questo “sacrificio” l’avrebbe portata molto lontano. In azienda, avendo avuto altre esperienze nel settore, è riuscita subito a farmi notare, così che, dopo circa un anno, le hanno proposto un percorso formativo per diventare Visual Merchandiser. E’ stata 3 mesi a Torino per poi diventare Visual dell’area Puglia Sud e a Taranto ha conosciuto Giovanni caporeparto settore uomo del punto vendita Piazza Italia di Taranto centro storico. Dopo circa un anno si sono innamorati e si sono sposati. Oggi, Lucia Defazio e Giovanni Pennella, sono proprietari del punto vendita Piazza Italia Kids a Barletta. Una storia molto affascinate quella di Lucia Defazio e un percorso lungo per raggiungere un obiettivo desiderato da sempre.

L’apertura è avvenuta subito dopo il lockdown. Che significato ha avuto per voi?

“A marzo 2020 sembrava finalmente che il nostro sogno si stesse per concretizzare ma il Corona virus ha bloccato il mondo intero e quindi siamo stati costretti a lasciare in sospeso questo progetto. Non appena si è sbloccato il tutto tuttoi ci siamo rimessi in moto per realizzare questo nostro sogno e finalmente il 18 giugno abbiamo aperto il punto vendita Piazza Italia Kids”.

E’ necessario seguire dei corsi di formazione prima di aprire un punto vendita?

“Bisogna imparare tanto da loro perché per noi è stata la “scuola” che ci ha permesso di imparare tanto dal punto di vista commerciale quindi é necessario fare formazione nei negozi diretti per captare al meglio tutto il sistema aziendale”.

Quali sono in termini economici i numeri per chi come lei vorrebbe aprire un punto vendita Piazza Italia?

“350 € al metro quadro per l’allestimento completo del punto vendita più una fidejussione bancaria o una caparra da versare in azienda pari allo stesso importo dell’allestimento”.

Che consiglio darebbe ad un nuovo affiliato?

“Affidarsi completamente a Piazza Italia perchè nel rapporto qualità prezzo rappresenta una vera garanzia”.

I vostri progetti futuri…

“Il nostro prossimo obbiettivo è quello di ampliare il nostro punto vendita inserendo anche il format uomo/donna completando così l’offerta per i nostri clienti”.

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EasyCassa la soluzione alle esigenze dei retailer italiani

La soluzione di cassa ideale per bar, ristoranti, pasticcerie o panetterie, gelaterie

L’esercente sottoscrive un abbonamento per avere subito quello che gli serve per gestire il suo punto vendita: dispositivi tecnologici, software di cassa sempre aggiornato, servizi di verifica e assistenza

Facile, intuitivo, elegante e telematico: è il punto cassa all-in-one di SisalPay. Si chiama EasyCassa e racchiude in un solo abbonamento hardware, software e servizi.

I vantaggi per i retail di adottare EasyCassa

Con EasyCassa l’esercente sottoscrive un abbonamento per avere subito quello che gli serve per gestire il suo punto vendita: dispositivi tecnologici, software di cassa sempre aggiornato, servizi di verifica e assistenza. Tutto incluso, senza pensieri: così avrà più tempo da dedicare ai suoi clienti!  Con l’abbonamento EasyCassa l’esercente non deve acquistare l’hardware: riceve in comodato d’uso la migliore selezione di dispositivi, coperti da garanzia estesa e assistenza telefonica e on-site, con un software di cassa intuitivo e un cloud per analizzare le vendite e gestire la fatturazione anche da smartphone. E può contare su un’assistenza rapida con numero dedicato e uscite del tecnico incluse, oltre alle verifiche periodiche e alla garanzia estesa sui dispositivi forniti. La soluzione si completa con la nuova app EasyCassa, che permette la gestione di comande, tavoli, sale e coperti da qualsiasi smartphone Android. Tutto questo senza costi extra, in un solo abbonamento mensile e con un unico fornitore.

Una soluzione perfetta per numerosi retailer

EasyCassa è la soluzione di cassa perfetta per bar, ristoranti, pasticcerie o panetterie, gelaterie, ecc. L’esperienza pluriennale di SisalPay con clienti del settore Food &Beverage ha permesso di sviluppare una soluzione di cassa ideale per la gestione di questa tipologia di punto vendita.

Le funzionalita’ di EasyCassa

Il sistema EasyCassa consente di gestire oltre 300 tavoli, riordinare i prodotti raggruppandoli per categorie e creando più listini separati, gestire comande con ordine di uscita delle portate, aggiugere variazioni agli ordini specificando al personale cosa desiderano i clienti, personalizzare la schermata di vendita, emettere fatture elettroniche come scontrini, e registrare le anagrafiche dei clienti in modo semplice. Tra i plus del servizio, la stampante fiscale abilitata alla trasmissione telematica dei corrispettivi, il terminale di cassa touch screen da 15,6 pollici, il lettore di barcode per caricare i prodotti o per registrare i clienti per la fatturazione o la lotteria degli scontrini (in arrivo il 1 gennaio 2021) la tastiera qwerty per aggiungere velocemente il listino prodotti e le anagrafiche dei clienti.

Uno strumento utilissimo per le aziende in franchising EasyCassa permette una visione multi punto vendita e multi-società che la rende una soluzione ideale per catene di franchising, per analizzare le vendite aggregate e comparare le performance dei diversi punti vendita della rete. EasyCassa consente di essere aggiornati in tempo reale sull’andamento dei punti vendita grazie al Cloud EasyCassa, lo strumento che oltre a fornire la panoramica del venduto permette di gestire senza limiti la fatturazione elettronica sia attiva che passiva.

Una soluzione di ultima generazione che risponde perfettamente alle esigenze dei retailer italiani

Sono già oltre 7mila i punti vendita che utilizzano EasyCassa, affidandosi alla sicurezza e alla comodità di avere il più conveniente punto cassa di fascia alta, comprensivo di tutto da subito e costantemente aggiornato. L’innovativo sistema ad abbonamento di EasyCassa, infatti, permette di avere inclusi tutti gli aggiornamenti futuri, senza la necessità di dover acquistare nuove licenze e moduli aggiuntivi. Le nuove funzionalità del sofware di cassa e del cloud saranno automaticamente disponibili per l’esercente una volta introdotte. Una soluzione di ultima generazione, EasyCassa, che risponde perfettamente alle esigenze dei retailer italiani, i quali stanno dimostrando sempre più interesse nello sviluppo di innovazioni digitali a supporto della customer experience.

Per maggiori informazioni visita https://www.easycassa.it/

Ecco i contenuti di Mapic Digital

MAPIC Digital, la nuova piattaforma online dedicata ai clienti di MAPIC e LeisurUp, svela oggi alcuni dei servizi disponibili

A partire dal 2 novembre, rivenditori, proprietari di immobili commerciali e professionisti del tempo libero di tutto il mondo potranno incontrarsi online tramite la nuova piattaforma MAPIC Digital. La piattaforma MAPIC Digital rimane aperta per sessioni di recupero e molto altro fino al 31 dicembre.

Nathalie Depetro, direttrice di MAPIC, afferma: “Innovazione, tempo libero e nuove forme di vendita al dettaglio saranno al centro delle discussioni al MAPIC Digital, che organizzerà conferenze registrate a partire dal 2 novembre e conferenze dal vivo il 17 e 18 novembre. Aggiungeremo nuove funzionalità in i giorni a venire, quindi incoraggiamo le persone a rimanere in contatto con www.mapic.com “.

Un formato più compatto per sessioni di alto livello

MAPIC Digital offrirà un programma di conferenze compatto di circa 20 sessioni con relatori di alto livello (sindaci, CEO, dirigenti senior, ecc.). Intitolato “Abbracciare il retail collaborativo: pronto a cambiare le regole?” questo programma sarà liberamente accessibile a tutti sulla piattaforma e si concentrerà su tre temi chiave:

1. Città e uso misto. Per attirare i consumatori, le città devono offrire un’esperienza attraente posizionandosi come una vera e propria “destinazione” che unisce shopping, ristoranti, attività ricreative, uffici e hotel. È la città di 15 minuti che include concetti come prossimità, percorsi brevi, commercio locale e sostenibile.

I relatori su questo tema provengono da destinazioni come Area15 (Stati Uniti), un complesso commerciale a Las Vegas che offre principalmente intrattenimento e attività immersive, e Time Out Market (Portogallo). Una sessione sarà inoltre dedicata al mercato francese e alla riqualificazione delle aree suburbane, più una sessione sul panorama commerciale italiano.

Anche gli outlet si stanno evolvendo verso spazi per il tempo libero a uso misto. Generalmente costruiti all’aperto, il loro formato si adatta molto bene agli sviluppi attuali e all’integrazione di spazi di ristorazione e tempo libero. Le sessioni dedicate alla conferenza includono la partecipazione di TORG (Stati Uniti) e Salomon (Francia).

2. Phygital è il nuovo standard commerciale che corrisponde perfettamente ai consumatori di nuovo stile. Collaborazione e innovazione sono le parole chiave: collaborazione tra tutte le parti interessate nella proprietà al dettaglio, ma anche combinando tecniche di vendita e innovazione lungo l’intera catena del valore, sia tecnologica che sociale, che porta a maggiore sostenibilità, migliore conoscenza del cliente, costi ridotti e aumento del traffico .

Sebbene nessun rivenditore possa fare a meno di un sito di e-commerce oggi, i DNVB (marchi verticali nativi digitali creati online, come Sézane, Glossier ed Everlane) sono sempre più alla ricerca di una vetrina del mondo reale.

Questo argomento sarà discusso durante la conferenza su “Pensa al dettaglio fisico, pensa in modo diverso” con Michele MOLON, EVP Omnichannel e membro del consiglio di amministrazione, Swarovski (Austria), Carsten KELLER, Vicepresidente per Direct-to-Consumer, Zalando (Germania ) e Benjamin CALLEJA, CEO e fondatore, Livit Design (Spagna).

3. Il servizio di ristorazione e il tempo libero giocano un ruolo centrale nell’arricchimento e nell’estensione dell’esperienza dei visitatori nei centri commerciali e negli spazi abitativi. Attività sportive, eventi di marca, giochi e attività culturali sono tutti ottimi modi per aiutare i consumatori a vivere un’esperienza che non potrebbero vivere a casa.

Tra le aziende che interverranno sull’argomento: The Smurfs (Belgio), Bisounours (Stati Uniti), UCPA (Francia), Extreme International (Regno Unito), Unlimited Snow (Paesi Bassi), Wave Surfers (Belgio), Magnicity (Francia ) e Zamperla (Italia).

Maggiori informazioni su MAPIC Digital e sul programma della conferenza sul sito web.

Seguici su Twitter! @MAPIC con gli hashtag #MAPIC e #LeisurUp

L’intelligenza circolare ed il marketing dell’ascolto

di Gianni Bientinesi – Chief Executive Officer at Business Intelligence Group

Samuel Moore Walton l’imprenditore, filantropo e accademico statunitense fondatore nel 1962 della catena di supermercati Walmart leader mondiale nel settore della GDO per l’apertura delle giornate di formazione sulle vendite ed il servizio fece questa introduzione divenuta celebre: “Sono l’uomo che va in un ristorante, si siede al tavolo e aspetta pazientemente, mentre il cameriere fa tutto, meno annotare la mia richiesta. Sono l’uomo che entra in un negozio e aspetta zitto, mentre i commessi concludono le loro conversazioni private. Sono l’uomo che entra da un benzinaio e non usa mai il clacson, ma aspetta pazientemente che l’impiegato finisca la lettura del suo giornale. Sono l’uomo che spiega la sua disperata urgenza per un pezzo, ma non si lamenta di riceverlo dopo tre settimane di attesa. Sono l’uomo che, quando entra in un centro commerciale, sembra chiedere un favore, implorare per un sorriso, sperando solo di essere notato. Devi pensare che io sia una persona silenziosa, paziente, un tipo che non crea mai problemi… ma sbaglia.

Sai chi sono? Sono il cliente che non torna mai più!

Mi diverto guardando milioni spesi ogni anno in annunci di ogni ordine, per portarmi di nuovo alla tua azienda. Quando sono andato lì per la prima volta, tutto quello che avresti dovuto fare era solo una piccola cosa, semplice ed economica: trattarmi con un po’ più di cortesia. C’è solo un capo: il cliente. E può licenziare tutte le persone dell’azienda, dal presidente al portiere, semplicemente spendendo i suoi soldi altrove”.

In queste poche righe Walton capi già nel 1962 che la vera ricchezza di ogni azienda non erano gli immobili, il numero di dipendenti, il fatturato o i macchinari ma i clienti e la loro soddisfazione. Fu uno dei primi pionieri della grande distribuzione che fu in grado di rimettere al centro i bisogni dei clienti, l’ascolto dei bisogni e la comprensione delle loro necessità.

E’ anni che il mondo imprenditoriale (sia industria che retail) insiste sull’importanza dell’ascolto del cliente. Un tema che, di fatto, sta alla base di ogni strategia di marketing ed è propagandato in tutti i manuali del settore. Il problema è che, sebbene sia considerato fondamentale dalle imprese, spesso questo tipo di attività ha un ruolo marginale nei programmi societari, ovvero vi si investe poco.

Credo che la risposta sia tanto semplice quanto destabilizzante: perché spesso non si sa come applicare correttamente il concetto dell’ascolto cliente all’interno delle dinamiche aziendali. Per capire dove si sbaglia e come migliorare, prendo a prestito dalla scienza il concetto di “intelligenza circolare”, applicandolo al mondo del lavoro. L’intelligenza circolare identifica la capacità degli imprenditori di prendere delle decisioni dopo aver attuato un processo di sintesi tra la situazione esterna di stimolo (nel nostro caso, l’ascolto della propria clientela) ed il contesto psico-sociale. Ne deriva un sistema circolare che parte dall’ascolto del consumatore, passa dal processo di riconoscimento socioculturale, e arriva allo sviluppo di una risposta al contesto. E’ inoltre un organismo aperto, che si autoalimenta e si rigenera grazie ai continui stimoli che provengono dall’organismo stesso ma che si sintetizzano, di volta in volta, in un atto decisionale da parte dell’azienda.

Perché si fallisce?

Stando così le cose, saper cogliere l’essenza sintetica di un processo diventa la vera sfida di ogni sistema organizzativo. E cioè, se le strutture sociali ed aziendali fossero davvero in grado di sviluppare questa capacità, potrebbero migliorare la propria performance e di conseguenza ritrovare la marginalità. Ed arriviamo al punto veramente importante di tutto questo discorso: le imprese molto spesso falliscono non tanto perché l’idea imprenditoriale sia sbagliata, ma perché l’organizzazione non riesce ad attuare un processo di sintesi tra la soddisfazione dei clienti, la soddisfazione degli stakeholder di riferimento, la soddisfazione dei collaboratori e quella degli azionisti. Per far ciò, serve inoltre allocare, a monte, delle risorse per la realizzazione di un business plan e di business model. Vi sembra che io stia dicendo una cosa scontata? Non è così: negli anni passati troppi colleghi si sono visti costretti a chiudere la propria attività perché hanno seguito un loro progetto senza sostenerlo attraverso un piano economico ben strutturato.

Ricordo che nel 2018 sono fallite o entrate in procedura fallimentare 126 aziende che nel 2016 registrarono ricavi medi di 42,1 milioni di euro per un totale di 5,3 miliardi di euro complessivi.

ARTICOLO COMPLETO NELL’ULTIMO NUMERO DI AZ FRANCHISING

 

Italian Fashion: ripartire creando fiducia e potere d’acquisto

Intervista a Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio

“Il comparto retail, già influenzato dalla concorrenza del web è una tra le principali vittime del Covid-19. Per far riprendere il settore servono contributi a fondo perduto e una liquidità pronta e veloce, oltre ad una necessaria riforma fiscale, per la tenuta del mercato. Le banche devono poi essere al servizio di tutti coloro che fanno impresa e non soltanto di chi può già permetterselo. Resta, infine, quanto mai urgente una seria riflessione sui tempi della moda e sui rapporti di filiera, nell’interesse superiore del ‘Made in Italy”’

Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio

Come immagina il futuro della moda italiana dopo il Covid- 19? Quali le priorità?

“La moda sta affrontando a livello globale un momento di grande difficoltà: la crisi economica in atto, acuita dalla pandemia e dal prolungato stop alle produzioni e alle forzate chiusure dei negozi, ha visto l’Italia, con le sue produzioni di qualità ed artigianali, gli stilisti, le collezioni, le fashion week, le manifestazioni fieristiche internazionali e la distribuzione, rivestire un ruolo di primo piano nel dibattito sul futuro del fashion. Stiamo vivendo tre grandi evoluzioni: l’ammodernamento anche digitale degli store fisici, l’ampliamento dei canali d’acquisto online tra e-commerce, marketplace e social network, la sostenibilità con una particolare attenzione all’impatto etico-ambientale su tutta la filiera. Ne è esempio, il ripensamento dei tempi della moda in un’ottica “slow”, tema peraltro avviato durante il covid da Giorgio Armani, con un ritorno a ritmi più consoni alle modalità di consumo. In questo contesto, però, il retail soffre e le nostre stime prevedono una perdita complessiva di 15 miliardi di euro di consumi nel nostro settore a fine anno, che potrebbe comportare la chiusura definitiva di 17 mila punti vendita in Italia con conseguente ricaduta su 35 mila addetti”.

Quali potrebbero essere le strategie economiche da adottare per rimettersi in marcia?

“Rimettersi in marcia sarà possibile attraverso l’innovazione, i servizi, la comunicazione e, soprattutto, la formazione, perché vendere moda oggi richiede, oltre al bagaglio di competenze ed esperienze del passato, anche nuovi skill. In questo contesto i giovani possono rappresentare un’opportunità per le aziende e un’occasione per le nuove generazioni. Il retail deve puntare su nuovi servizi, tenendo anche conto delle innumerevoli informazioni di qualità che hanno gli operatori commerciali sui propri consumatori. Nessun CRM può possedere e nessun algoritmo potrà elaborare una tipologia di informazioni del genere. Naturalmente è indispensabile che tornino a crescere di giri i due motori: il sentiment o clima di fiducia e il potere d’acquisto attraverso la crescita del reddito disponibile netto, che non dipendono dalle scelte degli imprenditori, ma da fattori esterni economici e geopolitici. Pensiamo, però, che un futuro ci sarà sempre per il dettaglio moda, se non altro per le specificità tridimensionali del negozio, relazionali e di servizio “su misura”, che possono offrire particolarmente le imprese più piccole e vicine al cliente”.

In che modo lo Stato dovrebbe sostenere il settore?

“Le nostre imprese chiedono di fare impresa, non carità. Le misure nei decreti “Cura Italia”, “Liquidità” e “Rilancio” sono state una risposta d’emergenza e di sussistenza. In particolare, quelle che abbiamo chiesto a gran voce, come l’estensione della cassa integrazione al commercio al dettaglio ed anche ad aziende con un solo dipendente e del FIS alle imprese del commercio da 5 addetti; contributo a fondo perduto nel mese di maggio; liquidità senza merito creditizio con restituzione a 10 anni per importi fino a 30mila euro; proroga dei versamenti contributivi e fiscali al 30 settembre con possibilità di rateizzazione del 50% nel 2021; annullamento del saldo 2019 e acconto IRAP; credito d’imposta del 60% per le locazioni commerciali e del 30% all’affitto di azienda; la soppressione clausole di salvaguardia che avrebbero comportato l’aumento dell’IVA; l’attenzione per i pagamenti degli avvisi bonari e ai titoli di credito. Non parlo dell’indennizzo di marzo e aprile di 600 euro perché è sembrato perfino offensivo. Un momento straordinario, però, esige risposte straordinarie. Per rilanciare la nostra economia serve una visione di medio-lungo termine: servono investimenti in innovazione e infrastrutture; occorre una vera riforma fiscale; è utile far ripartire i lavori pubblici. Sburocratizzare dovrà poi essere la parola d’ordine per il sistema delle imprese perché è assurdo che un’impresa italiana debba impiegare 30 giornate lavorative all’anno per assolvere agli adempimenti fiscali; occorrono infatti 238 ore l’anno, circa 100 ore in più (pari a 13 giornate lavorative) rispetto alla media dei Paesi dell’Area Euro. Auspichiamo, infine, di veder premiati i nostri sforzi, con l’estensione al commercio dell’art. 48-bis della legge di conversione del ‘DL Rilancio’ sulla svalutazione dei magazzini, che prevede la concessione di un credito di imposta del 30% ai prodotti rimasti invenduti a causa del Covid”.

INTERVISTA COMPLETA NELL’ULTIMO NUMERO DI AZ FRANCHISING – SCARICA

FourB: telecomunicazioni & information technology a disposizione delle imprese

Oltre 12.000 aziende hanno scelto FourB per la qualità dei servizi offerti

Intervista a Ivan Sarcina, CEO FourB SPA

Ivan Sarcina, CEO FourB SPA

 

Oggi, più che mai, che posto occupa la Telecomunicazione & l’Information Technology nel business aziendale?

“Fino a poco tempo fa L’IT e le TLC, in modo specifico, venivano considerati un surplus dalle aziende, e la spesa ad essi destinata veniva annoverata semplicemente tra le voci di costo (to save money) su cui risparmiare. Ma è importante avere consapevolezza come oggi non sia più così. Le TLC e l’IT rappresentano un’opportunità per le aziende, avendo un enorme impatto su processi e organizzazione aziendale, possono contribuire in modo rilevante a creare efficienza e ad incrementare la produttività. Basti pensare allo sviluppo di un e.commerce, per il quale il valore di connettività, infrastruttura informatica e le capacità di rendersi visibile in rete rappresentano probabilmente la parte più importante del modello di business, spesso anche più dei prodotti offerti. Le voci di spesa nei settori TLC e IT sono da considerarsi un investimento per un’azienda, (e non più un “how to save money”), e l’affidabilità dei servizi, cosi come i nuovi scenari che offrono, sono fondamentali per il successo della propria attività”.

Quali sono i principali servizi che offrite ai vostri clienti. E quali sono i vostri maggiori clienti di prestigio?

“Nell’ambito TLC&ICT parlare di offerta oggi comporterebbe elencare una vasta numerica di soluzioni e servizi. Volendo semplificare direi che possiamo rappresentarla con 3 semplici concetti. Noi proponiamo: velocità (nel trasferimento dati e nelle comunicazioni) agilità (con soluzioni avanzate che consentono di ottenere e trattare dati e informazioni) sicurezza (per la tutela dei propri dati e dei dispositivi).

Detto ciò i nostri servizi spaziano dalle soluzioni tradizionali di telefonia mobile e fissa, alle soluzioni IOT e ICT piu’ avanzate come Infrastruttura in Cloud, Mail&Collaboration, soluzioni Digital e APP dedicate al delivery, al Retail, allo SmartWorking etc… Solo per citarne alcune: Soluzioni di Fleet Management: dedicate al controllo delle flotte aziendali; Soluzioni di Asset Tracking: per tracciamento e controllo beni aziendali; WorkForce Security: per la sicurezza dei lavoratori che prestano servizio fuori dall’azienda o dagli orari di lavoro standard; Smart Temperature: per il monitoraggio da remoto di temperatura e umidità etc… Oltre 12.000 aziende hanno scelto la nostra realtà per i servizi di telecomunicazioni. Ne citiamo alcune: Roncato, Discovery Channel,  Agusta MV, Micheal Kors, Caredent, Deichmann, Farmaceutici Ciccarelli, la lista sarebbe comunque lunga”.

E i vostri partner?

“Il nostro principale partner è Vodafone. All’interno di tale rapporto citiamo anche le collaborazioni continuative con Microsoft, Google, Apple, Samsung, LG, Huaway”.

14 sedi, 10 negozi e 200 collaboratori distribuiti in tutto il Nord Italia. E’ previsto un ulteriore piano di sviluppo nell’imminente futuro? E in che modo?

“La nostra attività principale ha avuto una enorme crescita nel corso degli ultimi anni, questo ci ha consentito di poter destinare parte delle risorse, sia finanziarie sia umane, nello sviluppo di altre iniziative e ci ha consentito di diversificare il business. La nostra crescita non si ferma. Lato telecomunicazioni abbiamo acquisito recentemente un azienda storica di Milano (Effetre srl), nel mese di luglio abbiamo avviato 2 nuovi store di Ottica a marchio NAU! ed il terzo aprirà a breve. Siamo in procinto di lanciare un portale WEB  con marchio registrato Italia5G. L’obiettivo è offrire visibilità a servizi e applicazioni innovative disponibili per il mercato B2B. Sarà come una bussola: un metodo per facilitare gli imprenditori ad orientarsi nella scelta delle soluzioni piu’ idonee messe a disposizione da Start Up innovative e nel contempo una vetrina che consenta alle stesse di descrivere in modo semplice ed efficace caratteristiche e benefici dei servizi offerti”.

Sicuramente stiamo vivendo una nuova era digitale. Quanto è importante la tecnologia per le PMI. E quali saranno le novità utili per lo sviluppo e l’ottimizzazione dei processi aziendali?

“Negli ultimi anni stiamo assistendo a un cambiamento pazzesco del mondo dell’imprenditoria. Complice di ciò, la nuova era digitale che ci stiamo trovando ad affrontare. È infatti impossibile paragonare le aziende di pochi anni fa, con quelle che conosciamo oggi.  Il ruolo più importante in questo cambiamento lo dobbiamo alle tecnologie, che svolgono un ruolo ormai primario all’interno di qualsiasi PMI. Oggi, puntare sulla digitalizzazione della propria azienda è un passo fondamentale sia per rendere più semplici i processi aziendali, sia per allargare il bacino di utenza migliorandone il dialogo e rendendolo più immediato. Il 5G sarà senz’altro la maggiore novità. Ha il potenziale per migliorare notevolmente le prestazioni delle reti di comunicazione e può quindi essere utilizzato per sviluppare nuovi servizi e fornire nuove soluzioni prima impensabili. Ciò aiuterà le aziende a migliorarsi in termini di efficienza e qualità e offrirà loro nuovi scenari di business. Le aziende potranno accedere facilmente a nuovi mercati o potranno usufruire di prestazioni professionali erogate secondo differenti forme rispetto a quelle attuali. Sarà comune che alcune funzioni aziendali si trovino dall’altra parte del mondo, come per un chirurgo sarà possibile praticare un intervento a distanza. In sostanza si potrà usufruire di servizi e offrirli ovunque in modo facile e veloce”.

@Redazione AZ Franchising