2021: rinascita e cambiamento

“Ciò che non è assolutamente possibile è non scegliere”.

(Jean-Paul Sartre)

Crisi. Una parola che sicuramente ci turba. Quando pensiamo alla crisi ci viene subito alla mente qualcosa di negativo e siamo per questo molto spesso spaventati. Nell’uso comune, infatti, ha assunto un’accezione negativa in quanto vuole significare un peggioramento di una situazione. Se invece andiamo a cercare il vero significato etimologico della parola crisi scopriamo che deriva dal verbo greco κρίνω: separare, cernere, in senso più lato, discernere, giudicare, valutare. Allora sull’etimologia della parola crisi, possiamo coglierne anche una sfumatura positiva, in quanto un momento di crisi cioè di riflessione, di valutazione, di discernimento, può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per un rifiorire prossimo. Certo in questo momento, così particolare della nostra storia, è un po’ difficile coglierne un aspetto positivo, ma comunque non impossibile. Le imprese e gli imprenditori, compresi i consumatori, nel secondo anno dell’era Covid 19, vogliono riappropriarsi del proprio futuro e il vaccino come passepartout per il ritorno alla normalità, porta sicuramente una ventata di ottimismo, una ripresa della spesa e un cambiamento. E proprio a proposito di cambiamenti i protagonisti del dopo Covid sono chiamati a cambiare in meglio il tessuto imprenditoriale. Come? Mettendo al centro dell’attenzione gli interessi e la sicurezza delle persone quindi considerare nella propria attività imprenditoriale un sicuro interesse verso l’ambiente che ci circonda stando attendi anche nelle singole azioni quotidiane a ciò che è veramente prioritario per la propria attività. Questo nuovo anno è caratterizzato da due parole: rinascita e cambiamento. Il cambiamento riguarda sicuramente anche il rapporto con il sistema economico e di distribuzione che va a influire anche sul carrello della spesa e sulle modalità di acquisto. Grande accelerazione l’online. Ma se da un lato si apre un nuovo mercato, l’opportunità di dare una risposta più completa alle esigenze di acquisto dei consumatori, dall’altro dobbiamo evitare il rischio di cannibalizzare le vendite della rete fisica. A noi piace ancora pensare di andare a fare shopping nelle grandi vie dei centri storici.  Riflettendo, quindi, attentamente, sull’etimologia della parola crisi dobbiamo, possiamo coglierne la sua sfumatura positiva per scoprire nuove risorse personali, che prima ignoravamo e che ci permetteranno di rendere la nostra vita migliore. Quindi la crisi va pensata come una fase durante la quale dobbiamo tentare di separare la parte critica da noi, osservarla da un altro punto di vista e valutare se possiamo scegliere qualcosa di diverso, più adatto. Siamo anche certi, comunque, che  il momento di crisi non è una condizione facile, perché può provocare in noi diversi stati emotivi quali disperazione, smarrimento, paura, agitazione, angoscia, impotenza, incertezza. E’ assolutamente indispensabile ripensarsi. Insomma, senza dilungarci ulteriormente e con la certezza che questa brevissima parentese della nostra storia possa stuzzicare un pensiero “critico”, ci piace chiudere rifacendoci ad una citazione di Jeffrey J. Davis che, senza riferirsi all’etimologia, dice ogni crisi è come una moneta: da una parte porta con sé il pericolo, dall’altra l’opportunità. Bisogna capovolgere la moneta e non perdere l’opportunità di emergere, da questa crisi, ancora più forti.  Per fare questo, aggiungiamo noi, bisogna avere la consapevolezza che il mondo è cambiato ed è necessario puntare ancora di più sulla professionalità, l’impegno e la condivisione. Saremo, così, dei sopravvissuti migliori.

Fabio Pasquali

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