6 cambiamenti fondamentali nel Fashion e Retail

The State of Fashion 2021, il report pubblicato da McKinsey in collaborazione con The Business of Fashion, evidenzia come tra i settori più colpiti dalla pandemia vi sia il settore del Fashion e Retail in quanto si stima che nel 2020 l’industria della moda subirà una contrazione del 30% rispetto al fatturato in crescita dell’anno precedente. Accanto a ciò, l’Osservatorio settimanale di GFK sugli effetti del Coronavirus sui mercati, consumatori e media sottolinea come i consumatori di Retail abbiano modificato radicalmente le loro abitudini di consumo delineando nuovi bisogni espressi quali il prioritario desiderio di sicurezza. Infatti, l’Osservatorio evidenzia come, nonostante il lockdown e l’impossibilità di recarsi fisicamente nei negozi, il 63% degli italiani preferisca ancora acquistare nei negozi e, tra questi, il 68% lo farà solo nei luoghi in grado di garantire massima sicurezza ed igienizzazione degli spazi. Cambia, quindi, l’antropologia del consumatore inducendolo ad instaurare un nuovo rapporto con il brand incentrato non più solo sulla ricerca di un’estrema customer centricity ma anche sulla sicurezza dell’interazione. Infatti, tra gli effetti negativi che il COVID-19 ha causato alla filiera del Retail vi sono 6 cambiamenti fondamentali che obbligano ad una riorganizzazione interna nell’ottica di:

  • Ridurre l’interazione tra staff e consumatori: il distanziamento sociale imporrà una riduzione delle interazioni tra i consumatori e i personal shopper in store rendendo necessaria l’adozione di un nuovo servizio clienti frutto dell’utilizzo di un mix di canali diversi, virtuali e digitali, che verranno integrati con la presenza umana che sarà progressivamente sempre più ridotta. La New Normal nel settore Retail impone un maggiore utilizzo di tecnologie digitali quali assistenti virtuali e sistemi di intelligenza artificiale che consentono di ridurre l’interazione e mantenere elevato il livello di sicurezza nel punto vendita.
  • Installazione di sistemi touchless e contactless: gli store fisici esistenti e futuri dovranno essere rimodulati con sistemi di azionamento automatici che impongono l’adozione di nuove modalità di pagamento e nuove metodologie di interazione del consumatore con il prodotto così da azzerare  il contatto fisico e la trasmissione di batteri. E’ questa la strategia ad oggi solo brevettata di Amazon che ha progettato il “camerino 2.0” il nuovo specchio smart dotato di fotocamere e proiettori che consente agli utenti provare gli indumenti prima di acquistarli online.
  • Riorganizzazione del design e degli spazi per assicurare distanziamento sociale: accanto a ciò, si rende necessaria anche una riorganizzazione fisica dei negozi progettando nuovi spazi per ridurre il contatto interpersonale. E’ questa la strategia non intenzionale già adottata da Retailer famosi in tutto il mondo come Flying Tiger e nei format Express del settore GDO dove, grazie strategie di merchandising create ad hoc per favorire l’acquisto e al layout nel punti vendita, si creano dei percorsi guidati che, nell’era post pandemica, risultano efficaci per limitare il contatto interpersonale degli utenti.
  • Creazione di Pick-Up Hubs per ridurre le visite in store: già nel 2015 il retailer americano Walmart annunciava la nuova strategia omnicanale pensata per incrementare le vendite attraverso il potenziamento delle attività dell’e-commerce con la possibilità di ritirare la merce in negozio. E’ questa la formula di “Buy online, Pick up in store”, una tendenza già presente nel settore Retail ma resa ancora più necessaria nella fase post pandemica. Ciò consente per il Retailer di eliminare i costi per le consegne all’ultimo miglio e, per il cliente, di garantire un servizio di qualità e accessibile con un risparmio di tempo e costo.
  • Creazione di format più piccoli: la tendenza di creare punti vendita più piccoli era già in atto da tempo e lo dimostrano i numerosi format Express sviluppati dalle grandi catena GDO.
  • Focus sulla qualità dell’aria e sulla sicurezza in store: i punti vendita oltre che aver un flusso inferiore di cliente, dovranno garantire delle condizioni di aerazione e sanificazione costante in modo di creare delle condizioni sanitarie sicure sia per i dipendenti che per i clienti garantendo un’esperienza di acquisto in store in linea con i nuovi bisogni.

La crisi sanitaria che ha messo in ginocchio l’intera filiera del Retail ha, quindi, accelerato delle tendenze che già esistevano portando, in tempi rapidissimi, alla creazione di nuovi modelli di business e soprattutto ad una nuova consapevolezza: l’importanza della condivisione. È dalla condivisione di dati e risorse che il settore deve partire per ricostruire insieme la nuova normalità.

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