Bar e ristoranti: 10 punti chiave per ripartire

La chiusura di tutti i bar e i ristoranti non solo ha imposto una perdita temporanea e molto significativa di fatturato, ma anche e soprattutto dei cambiamenti nel contesto e nelle abitudini del consumo che potrebbero avere effetti assai più duraturi.

Si pensi allo smart working: se fino a febbraio il lavoro da casa ha interessato un limitato numero di persone, sarà difficile immaginare che, pur quando il coronavirus dovesse essere debellato, si tornerà esattamente alla situazione precedente. È lecito attendersi, ad esempio, che con un incremento di giornate di lavoro dalla propria abitazione si ridurrà quasi proporzionalmente il numero di colazioni e di pranzi fuori casa.

Un altro fattore è legato alle misure richieste di distanziamento fisico. La sicurezza emerge come un fattore determinante nella scelta da parte dei consumatori: quelli più attenti potrebbero non volere frequentare locali pubblici, almeno quelli dei quali non hanno una conoscenza diretta e affermata nel tempo.

Infine l’emergenza Covid-19 è ancora in essere e non si sa cosa accadrà. Le imprese si interrogano sul futuro: dal delivery ai menù, le sfide per la sicurezza dei clienti. Mettere in discussione l’approccio tradizionale dell’attività per come si è sempre svolta, se non più redditizia, potrebbe diventare presto una necessità alla quale arrivare preparati. Uguale attenzione va posta sui costi, puntando ad ottimizzare tutte le risorse necessarie allo svolgimento dell’attività.

Ecco 10 punti chiave su cui puntare per la ripartenza

  1. Puntare sulla clientela conosciuta e fidelizzata, coinvolgendola con attenzioni esclusive, raccogliendone i dati e profilandola per comunicazioni mirate.
  2. Ottimizzare gli spazi disponibili e approfittare della disponibilità dei comuni a concedere ampliamenti nello sfruttamento del suolo pubblico, in modo da non perdere eventuali quote di domanda.
  3. Tenere sotto controllo tutti i costi aziendali, da quelli del personale a quelli delle utenze, dai servizi alle materie prime, pianificando con attenzione i bisogni dei prossimi mesi.
  4. Investire nella sicurezza, sia adottando misure visibili ed efficaci sia attraverso una adeguata comunicazione.
  5. Costruire o far crescere la comunità digitale dei propri clienti, in modo da preservare sia gli aspetti di appartenenza al luogo sia i contatti ridotti dal distanziamento fisico.
  6. La pianificazione riveste un ruolo centrale. Ad esempio, ipotizzare di rivedere i menù per ridurre i tempi di attesa al tavolo e favorire la rotazione della clientela.
  7. Sviluppare o potenziare l’offerta di delivery, anche con iniziative dedicate.
  8. Saper innovare la propria proposta di offerta, immaginando nuove soluzioni e nuovi servizi che contribuiscano anche al posizionamento della propria immagine.
  9. Essere flessibili: comprendere i cambiamenti della clientela che si possono registrare e modificare di continuo la propria strategia in tempi rapidi.
  10. Sperimentare nuove possibili fonti di ricavi, da una diversificazione degli input della produzione (dagli spazi alle competenze) fino a, anche solo temporanee, diverse forme di presenza nei canali distributivi (a casa, con esperienze dedicate, con offerte tematiche, etc…)

Articolo completo nel numero di AZ Franchising / Novembre-Dicembre 2020 (ISCRIVITI AL CLUB)

©VIETATA LA RIPRODUZIONE

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