Twig Agency supporta lo Smart Working

L’agenzia Twig lancia un’iniziativa di solidarietà. La sigla milanese ha deciso di supportare gratuitamente le aziende in questo momento di difficoltà nel trovare soluzioni efficaci ed efficienti grazie alla tecnologia, il digitale e i processi di organizzazione e progettare al meglio il lavoro da remoto.

Da Twig Agency supporto gratuito alle aziende per le soluzioni di smart working.

“I cambiamenti, soprattutto improvvisi, impattano in particolare sulle persone – afferma Marco Ronchi, Ceo di Twig Agency – e la cosa più importante per reggere quello che chiamiamo l’ignoto, è progettare insieme le soluzioni più smart. In questo particolare momento, che richiede alle aziende una propensione all’adattabilità in tempi brevissimi, offriamo il nostro supporto a distanza.

Il lavoro agile, chiamato anche smart-working, è stato definito nell’ordinamento italiano come:

«una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.»

Le aziende sono in fase di riapertura, ma sono tanti i datori di lavoro che hanno scelto un prolungamento del lavoro in modalità  smart working per i propri dipendenti. Il lavoro agile, infatti, è nella fase di progressiva uscita dalla quarantena, un’importante misura di prevenzione del rischio da contagio, consigliata anche dai protocolli sanitari e dai documenti tecnici Inail, perché funzionale alla diminuzione delle presenze e al distanziamento sociale nei luoghi di lavoro.

Molte aziende si chiedono, dopo aver sperimentato lo smart working, se abbia senso ritornare alla modalità ordinaria di lavoro.

@Redazione

Il Welfare aziendale: la forza del brand

Le aziende che puntano all’eccellenza sono quelle in grado di coniugare la massimizzazione dei profitti con il reale miglioramento della vita delle persone.

Si sta diffondendo sempre di più anche in Italia e sta diventando una pratica adottata non solo dalle multinazionali, ma anche da realtà più piccole che hanno capito l’importanza di queste scelte.

di Stefania Giuseppetti

“Portatemi via la mia gente e lasciatemi le aziende vuote e presto l’erba crescerà sul pavimento dei reparti. Portatemi via le aziende e lasciatemi le persone con cui lavoro e presto avrò aziende migliori di prima”. Così affermava Andrew Carnegie, imprenditore scozzese che, in cerca di fortuna negli Stati Uniti, ha rappresentato il sogno americano nei primi dell’Ottocento, nonché una fonte di ispirazione per il personaggio di Walt Disney, Paperon de’ Paperoni.

Se le persone sono il vero capitale delle aziende, allora diventa fondamentale favorire il benessere dei lavoratori, migliorare il clima interno e generare soddisfazione; diventa fondamentale adottare politiche di “welfare aziendale”, ovvero soluzioni efficienti ed economiche che investono nel capitale umano di cui l’azienda dispone.

Welfare in inglese significa “benessere”, “stare bene” e la forza del brand e la sua reputazione è data anche dalle scelte compiute nei confronti di coloro che nell’azienda lavorano.

“Le imprese e le organizzazioni operano infatti con il permesso e il consenso della collettività. Devono quindi ricercarne costantemente la fiducia, essere credibili e costruire una buona reputazione presso tutti i pubblici (a partire da quelli interni), i fornitori, i partner, le istituzioni e la comunità. […] C’è quindi una maggiore pressione dell’opinione pubblica nel richiedere pratiche etiche nei comportamenti, sia dei singoli che delle organizzazioni. […] Da un punto di  vista  della competizione economica, l’azienda deve quindi “fare la differenza”, deve avere “qualcosa in più” che la renda unica e memorabile agli occhi di tutti i pubblici, non solo per i suoi prodotti e servizi. […] Le aziende che puntano all’eccellenza sono quelle in grado di coniugare la massimizzazione dei profitti con il reale miglioramento della vita delle persone. In altre parole, le aziende che hanno uno scopo nobile hanno un’anima. Un’anima che stimola l’impegno e la passione dei dipendenti, incoraggia il cambiamento e l’innovazione continua, ispira i comportamenti manageriali,  orienta i processi decisionali nel rispetto di tutti i pubblici e della comunità-territorio nel quale l’impresa opera.” (“WELFARE 4.0 COMPETERE RESPONSABILMENTE Aziende con l’anima: responsabilità sociale, welfare e community relation” – Franco Angeli Editore)

Pertanto, valorizzare il lato umano delle risorse lavorative e alimentare il senso di appartenenza di tutti coloro che ne fanno parte, sono le nuove sfide per le imprese e per il management, con l’obiettivo di contribuire alla crescita dei risultati e raggiungere un vantaggio competitivo.

Il welfare aziendale è una “rivoluzione culturale” che tocca la quotidianità di chi lavora: attraverso il cambiamento delle abitudini cancella la sfiducia, dando gli strumenti e la convinzione che gli ostacoli si possono superare; alimenta il senso di appartenenza e fa in modo che lo spazio di lavoro si trasformi in un luogo di evoluzione personale e professionale per tutti coloro che ne fanno parte.

Tale cultura si sta diffondendo sempre di più anche in Italia e sta diventando una pratica adottata non solo dalle multinazionali, ma anche da realtà più piccole che hanno capito l’importanza di queste scelte.

Restano nella storia le primordiali forme di welfare aziendale della Marzotto e della Olivetti, durante il boom economico, in cui il progetto di sviluppo era anche un progetto di costruzione sociale.

Sono all’ordine del giorno la nascita di nuovi progetti, come ad esempio quello della Task Help (www.taskhelp.it), che offre un servizio completo “salva tempo”. Il tempo è considerato una vera e propria ricchezza e rappresenta un elemento chiave nei contratti aziendali e uno degli aspetti più importanti per la qualità di vita del lavoratore. La programmazione degli orari delle attività per la gestione parallela di incombenze quotidiane spesso non si concilia con gli orari di “sportelli” o con le esigenze familiari, causando stress e tensioni che si ripercuotono anche nell’attività lavorativa. Così, Task Help aiuta il dipendente in difficoltà che, attraverso il supporto di tale programma, può finalmente armonizzare in tutta serenità le fasi della sua vita.

Il welfare aziendale racchiude un significato nuovo della relazione fra il singolo lavoratore e l’impresa, un “valore” nuovo che fa la differenza.