Hilton si espande in franchising a Torino

(AZ Franchising) Hilton sbarca a Torino e rafforza la presenza in Italia. La società ha firmato un accordo di franchising con la società Lingotto Hotels che, attraverso un’operazione di rebranding, includerà l’attuale Nh Lingotto Tech all’interno del brand DoubleTree by Hilton, a inizio 2018.
L’hotel di 142 camere si chiamerà DoubleTree by Hilton Turin Lingotto e subirà una ristrutturazione del valore di 1,6 milioni. “Torino è una destinazione unica che unisce alla perfezione l’anima turistica e quella business. Le Olimpiadi Invernali del 2006 hanno contribuito all’incremento di turisti nel capoluogo piemontese – commenta Patrick Fitzgibbon, senior vicepresident development Emea, di Hilton -. Torino ha registrato, nel 2015, un incremento di oltre un decimo delle entrate nel settore del turismo, per noi quindi è un ottimo momento per fare il nostro ingresso nella città grazie all’accordo con Lingotto Hotels, un partner ben consolidato nell’area torinese”. Il processo di rebranding inizierà nelle prossime settimane e si concluderà a inizio 2018.

Salone Franchising Milano: via alla vendita dei biglietti per l’edizione 2017

(AZ Franchising) Manca sempre meno a Salone Franchising Milano, che inaugurerà ufficialmente la sua 32° edizione giovedì 12 ottobre e fino a sabato 14 animerà il padiglione 4 dello storico polo fieristico di Fieramilanocity nel centro della città meneghina.

Grazie alla joint venture tra RDS Expo e Fandango Club, SFM17 punta ad essere il più business e spettacolare di sempre e proprio in quest’ottica sono già state coinvolte realtà del calibro di MICROSOFT, LEGO, PERCASSI, DONNA MODERNA, MONDADORI, GAMESTOP e IED. Tantissime le grandi novità a partire da RE.START, il Talent Show che premierà la migliore idea innovativa presentata quest’anno, trasformando il progetto in realtà e il suo ideatore in un vero e proprio imprenditore.

Ci sarà poi il Future Store, un prototipo del negozio del futuro e ancora sfilate, show cooking, workshop, convegni. Tutto questo senza ovviamente dimenticare gli oltre 200 brand presenti (Carrefour, Focus Junior, Kasanova, Mondadori, Tata Italia) veri protagonisti della fiera e gli storici servizi di SFM (F-school. F-foryou, F-meet) pensati per avvicinare e far conoscere il mondo franchising a tutti.

Sul sito ufficiale del Salone Franchising Milano, è stata aperta la prevendita dei biglietti con numerosi sconti e offerte.

Per maggiori informazioni: https://www.salonefranchisingmilano.com/it/biglietteria-2017

Donne e franchising: matrimonio vincente

Donne e franchising, un binomio sempre più vincente. Sono 16.900 le imprenditrici che hanno aperto un punto vendita in affiliazione (franchisee), pari al 33,15% del totale dei 51 mila imprenditori in affiliazione operanti in Italia e la percentuale delle donne imprenditrici franchisee è aumentato del 20% dal 2008 al 2014 (statistiche 2014 del Centro Studi Rds su dati del Salone del Franchising, Federfranchising/Confesercenti, Confimprese).

Il franchising in Italia ha un giro d’affari di 23 miliardi di euro, con 950 catene franchisor, 51 mila negozi affiliati e 180 mila occupati. Nel primo semestre del 2015 il comparto ha fatto segnare una crescita incoraggiante dello 0,6%, dopo anni di stasi. Il mondo del franchising si troverà a Milano per la 30° edizione del Salone del Franchising, dal 23 al 26 ottobre in Fiera Milano a Rho Pero.

“Tutti gli indicatori suggeriscono un’ulteriore crescita delle donne nel settore nel 2015. Per esempio abbiamo una impennata delle registrazioni di donne che verranno a visitare il Salone  – annuncia Antonio Fossati di Rds, organizzatore del Salone assieme a Fiera Milano – La formula del franchising piace molto alle donne perché consente di coniugare la loro bravura nel trattare col cliente e chiudere la vendita col vantaggio di operare sotto l’ombrello pubblicitario di un marchio in affiliazione conosciuto e consolidato”.

I settori merceologici preferiti dalle donne imprenditrici in affiliazione sono: abbigliamento, accessori moda, cosmetici e profumeria, salute e benessere, food and beverage, articoli per la casa, articoli per bambini.

Le Regioni italiane col maggior tasso di presenza di donne imprenditrici in affiliazione sono: Lombardia, Lazio, Veneto, Campania, Puglia.

Secondo le maggiori catene commerciali che operano in franchising (i franchisor) le donne mostrano qualità più spiccate degli uomini relativamente a: automotivazione e propensione a mettersi in gioco; capacità di studiare e selezionare i contratti proposti; capacità organizzative e manageriali.

E non mancano imprenditrici di successo (franchisor) che propongono l’affiliazione in modo particolare alle donne, convinte delle loro qualità manageriali.

Marta Onorato, di “Bacio Nero Franchising” di Palermo, un’azienda che opera nel campo della ristorazione: “Questo è un settore ideale per le donne. Noi proponiamo in franchising prodotti di caffetteria, gelateria, focacceria e pasta. E non sono poche le donne che stanno aprendo un punto vendita con noi. La ristorazione è un settore in crescita e poi le donne sanno che saranno seguite costantemente dai nostri esperti e potranno beneficiare di un processo di formazione continua”.

Stefano Pigolotti

Aprire in franchising all’estero: Hong Kong

Aprire in franchising all’estero. Oggi AZ Franchising vi porta a Hong Kong.
McDonald’s e Kentucky Fried Chickens aprirono ristoranti in franchising a Hong Kong fin dagli anni settanta e furono le primissime aperture di successo della città. Da allora il franchising si è sviluppato costantemente a Hong Kong. Oggi, i più conosciuti internazionali brand di franchising, compresi Pizza Hut, Subway, Starbucks e 7-Eleven sono presenti a Hong Kong.

Secondo le stime fatte dalla società Actrium Solution – che opera sul territorio di Hong Kong nel campo dello sviluppo di soluzioni in franchising – attualmente esistono più di 100 sistemi di franchising ad Hong Kong nella misura di 50% locali e 50% esteri. Secondo l’Hong Kong Franchising Association, il 43% del franchising di Hong Kong sono nel settore catering, il 20% nel retailing (vendite) e il rimanente 37% in altri servizi come lavanderie e lavasecco. Di fatto, molti marchi internazionali di franchising preferiscono avere come casa madre una società locale ben consolidata sul territorio, con una forte rete di vendita e una grande esperienza manageriale. Queste società operano con i loro team oppure delegano l’attività a franchisee individuali. Per esempio, Dairy Farm Group & Fung Group sono delle società di Hong Kong con le quali operano alcuni dei più grandi marchi come Ikea, 7-Eleven, Starbucks e Toys “R” Us su basi di franchising. E’ inoltre comune per i marchi di franchising internazionali designare responsabili di area (come Subway) o prendere franchisee individuali (come Anytime Fitness). Visto che Hong Kong è un territorio abbastanza piccolo, i brand locali che usano il modello di franchising della espansione locale è meno comune rispetto alle grandi economie con significative differenze da zona a zona. Nonostante questo esiste un certo numero di brand locali, quali per esempio “Conduct Chinese Medicine Clinic” e “Quality Dry-clean” che adottano questo modello dell’espansione locale e impiegano risorse finanziarie e una rete di contatti personali. Altri brand adottano invece la strategia dell’espansione oltre i confini nazionali. Secondo le stime dell’ultima relazione annuale della società Chow Tai Fook Jewellery, su un totale di 1,828 punti vendita in Cina, il 35% è di franchising. Man Wan Holdings, il brand produttore di divani “Cheers”, possiede 1,011 negozi di franchising in Cina. Non esistono leggi specifiche che regolano il franchising ad Hong Kong. Le cause legali che riguardano i contratti di franchising sono regolate dalla legge comune.

Ecco perché Hong Kong è la terra ideale per aprire in franchising all’estero:

  • è un luogo ideale dove testare nuovi business e prodotti
  • è una vetrina di franchising per i franchisee
  • è un centro di raccolta fondi e finanziamenti
  • è una piattaforma di aggregazione di business.

Stefano Pigolotti

Finanziamenti al franchising: 500.000 euro per aprire in Lombardia

Nuovi finanziamenti al franchising in vista. Al Salone internazionale del Franchising, che si terrà in Fiera Milano a Rho/Pero dal 23 al 26 ottobre 2015, ci sarà la presentazione del progetto della Regione Lombardia finalizzato a favorire le aperture di negozi in franchising nei centri delle città lombarde.

Il progetto della Regione Lombardia, tra i più importanti finanziamenti al franchising per risorse destinate, prevede 500.000 euro a fondo perduto per tutti coloro che intendono avviare una attività in franchising in Lombardia. Possono richiedere i finanziamenti anche franchisor provenienti da qualsiasi Regione italiana. Per partecipare occorre inviare una dichiarazione di interesse entro il 24 luglio 2015 al seguente indirizzo mail: commercio@pec.regione.lombardia (indicando nell’oggetto “manifestazione di interesse per progetto pilota “fare impresa in franchising in Lombardia”). Oppure chiedere maggiori informazioni a: segreteria@salonefranchisingmilano.com

“Il progetto della Regione Lombardia è assai innovativo – ha spiegato Antonio Fossati, Presidente di RDS & Company, che organizza il Salone del Franchising di Milano in collaborazione con Fiera Milano – perché punta da un lato a sostenere il franchising, dall’altro a combattere la desertificazione dei negozi nei centri storici delle città. Ci auguriamo che altre Regioni italiane vogliano seguire l’esempio virtuoso di Regione Lombardia”.

Il progetto di Regione Lombardia, che è stato sviluppato con il supporto del Salone del Franchising di Milano e delle associazioni di settore, prevede un percorso formativo a supporto dei candidati imprenditori e si giova di un coinvolgimento forte dei Comuni lombardi per l’individuazione e l’ottenimento di condizioni agevolate sulle location commerciali. I vantaggi per i franchisor che aderiscono sono molteplici: finanziamento a fondo perduto per i franchisee selezionati; grande visibilità della rete franchising, grazie alla partecipazione al primo progetto innovativo di questo tipo in Italia;  supporto dei comuni per le location commerciali.

Serafino Di Loreto

Il Salone del Franchising di Milano guarda alle start-up

Il Salone del Franchising di Milano compie 30 anni di attività e si rinnova, sia nella data e che nella location e guarderà all’estero, oggi più che nelle altre edizioni. La manifestazione si terrà dal 23 al 26 ottobre 2015 in Fiera Milano a Rho/Pero. Il Salone si terrà in contemporanea, ed in sinergia, con Host, la fiera della hotellerie e del food service. E la vicinanza con Expo2015 potrà favorire l’interscambio tra gli operatori commerciali del Salone e di Expo.

Il Salone del Franchising di Milano quest’anno arriva in un anno particolarmente felice per il franchising, dopo anni di tenuta statica: nel primo quadrimestre 2015 il settore è cresciuto del 0,4% come numero di catene franchising operanti in Italia, e ha raggiunto un valore di giro d’affari pari al 1,4% del PIL italiano, con un fatturato medio per ogni catena di 23 milioni di euro e 1.200 addetti (dati Centro Studi RDS & Company). Il settore che traina questa ripresa, ancor debole ma in linea con l’andamento dell’economia italiana, è proprio la crescita del franchising nel comparto del food, che fa segnare un + 6% rispetto all’anno precedente.

“Il Salone del Franchising è cresciuto anno dopo anno – ha dichiarato Corrado Peraboni, amministratore delegato di Fiera Milano – trovando in Milano, e nella sua Fiera, la collocazione ideale. Nessun’altra città più di questa ha i numeri per accreditarsi come “start-up town”, poiché ha nel proprio Dna i valori alla base della formula del franchising: il dinamismo e la voglia di fare impresa contando solo su un’idea e sulla fiducia in se stessi. Il Salone del Franchising sarà ancora una volta l’appuntamento giusto per chi, in particolare i giovani, è determinato ad aprire una sua attività, ma cerca il modo di farlo con un capitale iniziale accessibile ed il supporto di un’esperienza già collaudata. Per tutti questi aspiranti imprenditori l’appuntamento non può essere che a Fiera Milano”.

 “Trenta volte futuro” è il claim di questa edizione speciale del Salone. Saranno favoriti l’arrivo di operatori professionali anche dall’estero e una spinta all’internazionalizzazione, tenendo anche conto che il numero dei franchisor italiani che hanno aperto reti all’estero ha fatto segnare +4% rispetto allo scorso anno, e sul totale Italia sono ormai il 17% i franchisor che hanno avviato progetti di internazionalizzazione, dato più che raddoppiato negli ultimi 7 anni.

La formula del franchising è infatti considerata dalle aziende come una leva assai efficace per aprire il processo di internazionalizzazione del “Made in Italy”. Tra i punti vendita in franchising aperti all’estero troviamo al primo posto i negozi food, come pizzerie, gelaterie, yogurtherie, pub ed altro, con una attenzione particolare per mercati come Regno Unito, Germania e Francia, ma anche Cina, Emirati Arabi e Russia.

“Il Salone va ormai considerato come un hub del settore – ha spiegato Antonio Fossati, presidente RDS & Company – qui si trovano le catene più importanti del franchising, qui incontrano i potenziali franchisee, qui fanno networking. Tra le novità del Salone il fatto di essere aperto tutto l’anno on line, grazie a “365 giorni on“, un sistema di matching web, e una nuova App che consente alle catene espositrici di proseguire l’attività di ricerca franchisee in ogni giorno dell’anno. Ma se l’attività nel digitale diviene sempre più importante, non potrà mai sostituire un appuntamento fieristico annuale. Lo possono confermare due espositori della prima edizione del 1985, Mondadori e Bata, che ancora oggi sono con noi”. 

Nel 2014 il Salone ha avuto 200 insegne espositrici e 13.700 visitatori, divisi principalmente tra il 52% di aspiranti franchisee e il 20% di commercianti. Le previsioni per la 30° edizione sono di un ampio superamento di queste numeriche. I target principali della 30° edizione del Salone sono: coloro che vogliono mettersi in proprio, specie i giovani; i negozianti interessati alla formula del franchising; gli investitori di fondi o aziende; i retailer e gli operatori internazionali.

Tra le novità di questa edizione: le attività organizzate con CNCC, Consiglio Nazionale Centri Commerciali; il progetto pilota della Regione Lombardia per favorire le start up in franchising; Find Franchising, il motore di ricerca del franchising; la prima App europea di un salone franchising. Ed inoltre nuovi e sempre più qualificati servizi per il settore come la Franchising School (formazione per aspiranti franchisee) Franchising Factory (consulenza alle start up), Agorà (dibattiti e convegni), International Lounge (delegazioni estere).

Serafino Di Loreto

Il real estate italiano di nuovo sugli scudi

MAPIC, il più grande evento del real estate al mondo, arriva in Italia. Fra le motivazioni che hanno convinto la società organizzatrice, la Reed MIDEM, a sbarcare nel nostro paese è il rinnovato dinamismo del mercato italiano dell’immobile commerciale, che offre grandi opportunità di business per investitori e retailer, italiani e internazionali. L’evento si terrà a fine maggio 2016 a Milano.

Massimo Moretti, presidente del’associazione dei centri commerciali CNCC e Head of Business Unit Portfolio Retail Beni Stabili SpA SIIQ, nonché uno dei sostenitori dell’approdo di MAPIC in Italia, ha affermato: “Il CNCC è protagonista assoluto nello spingere il rinnovato interesse internazionale verso il nostro Paese. Abbiamo ottenuto che  l’associazione internazionale dei centri commerciali ICSC scegliesse l’Italia (dopo 12 anni), e nello specifico Milano. L’Italia torna sugli scudi, lo dimostrano anche le prossime aperture di centri commerciali previste per l’anno prossimo”.

Commentando il lancio di MAPIC Italy, Filippo Rean, Direttore della divisione Real estate di Reed MIDEM, che comprende MIPIM e MAPIC, ha sottolineato che “MAPIC a Cannes continuerà ad essere l’evento di riferimento a livello internazionale per i professionisti del retail real estate. Al tempo stesso, ci appare evidente che alcuni territori leader nel mercato retail, come l’Italia, meritino un evento nazionale dedicato. Per questo, nel 2016, MAPIC arriverà in Italia. Siamo estremamente grati a CNCC e agli altri attori leader del settore per il sostegno fondamentale a questa nostra iniziativa”.

MAPIC Italy combinerà una zona espositiva dedicata alla presentazione di progetti di siti immobiliari commerciali con un ricco programma di conferenze e numerosi eventi di networking. Altro focus dell’evento saranno gli incontri B2B che vedranno coinvolti tutti i players della filiera dell’Industria dei centri commerciali: una concreta opportunità di sviluppare il proprio business anche a livello internazionale.

Stefano Pigolotti

Legge franchising: punita la pubblicità scorretta

I franchisor e potenziali tali, così come i direttori commerciali, conoscono bene la legge franchising? E soprattutto, sanno come questa legge franchising norma un aspetto fondamentale come quello della comunicazione pubblicitaria? Per rispondere a questa e ad altre domande è stato organizzato un webinar, un seminario online, da Valerio Pandolfini, avvocato titolare dello Studio Legale Pandolfini, il prossimo 16 luglio 2015 alle 16.30 (durata di circa 45 minuti) sul sito www.consulenzalegalefranchisor.itwww.assistenza-legale-imprese.it.

Come in ogni attività d’impresa, la pubblicità– sia essa effettuata secondo modalità tradizionali (offline), che tramite internet (online) – riveste una grande importanza anche nel franchising. La promozione pubblicitaria nel campo del franchising – che può essere diretta ai potenziali affiliati o ai clienti finali – è soggetta a una complessa e variegata normativa, che prevede sanzioni anche pesanti in caso di pubblicità ingannevole, pubblicità comparativa scorretta e pratiche commerciali scorrette. Il webinar tratterà i principali aspetti giuridici concernenti la pubblicità nell’ambito delle reti in franchising, in modo da fornire agli operatori del settore utili indicazioni e suggerimenti per impostare campagne pubblicitarie al riparo da rischi di contenzioso e sanzioni, alla luce della recente casistica dell’Autorità Garante.

Obiettivi del corso
Fornire un quadro della disciplina in materia di pubblicità in generale e di franchising in particolare:

  • Chiarire l’oggetto della normativa, ovvero cosa rientra nel concetto di “pubblicità”
  • Analizzare i rischi da contenzioso davanti all’Autorità Giudiziaria e i rischi di sanzioni irrogabili dall’Autorità Garante per pubblicità ingannevole, pubblicità comparativa scorretta e pratiche commerciali scorrette
  • Comprendere gli strumenti per prevenire i rischi e gli strumenti di tutela
  • Analizzare la recente casistica nel franchising
  • Comprendere come impostare una campagna pubblicitaria di una rete in franchising in modo sicuro

Retail: perché investire negli Emirati Arabi

Su 154 centri commerciali esistenti negli Emirati Arabi solo 2 sono i cosiddetti super regional, mentre la maggior parte degli shopping center, pari a 79, è di neighbourhood, cioè di quartiere. Sono questi i principali format che occupano la fetta più importante del mercato retail UAE, che è attualmente il 4° al mondo per destinazione di investimenti retail, cresciuto del 25% negli ultimi dieci anni e con un giro d’affari attuale di 52,1 miliardi di dollari, di cui 31,2 miliardi generati dal retail non food. I super regional catalizzano oltre 30 milioni di passaggi con oltre il 70% di operatori internazionali e nazionali, contano al loro interno una media di 889 punti vendita con punte massime di 1.200 e minime di 578, e costituiscono un’attrattiva di forte appeal per il turismo internazionale. Insomma, una visita, anche per chi a Dubai è solo di passaggio al Dubai Mall e al Mall of Emirates, è praticamente d’obbligo. Questi i punti salienti del convegno Retail Business in EAU, organizzato da Confimprese per le catene italiane interessate a cogliere le opportunità di sviluppo negli Emirati Arabi.

«Dubai – afferma Mario Resca, presidente Confimprese – è la seconda destinazione più popolare per il retail a livello globale dopo Londra. Attualmente al retail sono dedicati 5,1 milioni di mq, mentre lo spazio commerciale è pari a 549 mq per mille persone, il più alto nel mondo, contro i 248 dell’Europa, i 235 dell’Italia e i 397 della Lombardia. Negli ultimi tre anni il rilascio di nuove licenze commerciali è aumentato dell’8% su base annua. In linea con la crescita del retail anche il Pil, stimato a un incremento del +4,6% entro il 2018. Quanto agli Emirati Arabi, buona la pipeline per il futuro: apriranno 37 nuovi centri commerciali, di cui 9 ad Abu Dabhi, 27 a Dubai, 1 negli altri Emirati. Sul totale 15 saranno neighbourhood, a testimonianza dell’impatto di tale format sul retail».

In materia di diritto del lavoro comanda il codice civile. «Negli EAU non c’è giurisprudenza vincolante e le sentenze non sono sempre pubbliche – spiega Alvise Donà dalle Rose, partner Eversheds Bianchini -. Non esiste salario minimo, se non in alcune free zone, non c’è imposta sul reddito, non c’è una legge sulla protezione dei dati personali e quelli delle persone fisiche sono considerai sacri e involabili. Quindi bisogna ottenere il consenso espresso del dipendente per trattare i suoi dati».

«Riassumendo – conclude Resca – molti i top driver che dovrebbero convincere le catene italiane a investire negli Emirati, tra cui tassazioni e burocrazia minime, economia in crescita, stabilità finanziaria da non sottovalutare e la popolarità dei brand internazionali e del made in Italy, soprattutto moda, design e food. Da non sottovalutare, tra i venti contrari, la debolezza dell’euro, la dipendenza dalla forza lavoro expatriate e gli affitti retail in aumento».

Quanto all’evidente beneficio rappresentato da una efficiente burocrazia e da una pressione fiscale, incomparabilmente inferiore agli standard ai quali siamo abituati, gli Emirati Arabi Uniti apprezzano in senso assoluto il made in Italy e, oggettivamente, gli italiani. «Attraverso il Ministero dello sviluppo economico – dichiara Antonello Martinez, rappresentante del Governo di Dubai in Europa – cui fanno riferimento la maggior parte degli adempimenti burocratici legati all’avvio di un’attività imprenditoriale, gli UAE promuovono e incentivano concretamente l’apertura di nuove intraprese e il rafforzamento sul mercato delle imprese già attive sul territorio».

Serafino Di Loreto

Franchising anticrisi? Ora anche la Formula 1 ci crede

Franchising anticrisi? È così vero che ora anche la Formula 1, oberata dai debiti delle piccole squadre e preoccupata dalla possibilità che le auto in corsa si riducano ampiamente, pensa a una sorta di affiliazione. Ecco, secondo indiscrezioni, come avverrebbe questo piano. I grandi costruttori – Ferrari, Mercedes, Renault – potrebbero cedere in franchising la vettura “chiavi in mano”, proprio come avviene con il franchising classico dei negozi, a squadre minore. Con un esborso di 50 milioni di euro, comunque minore a quanto sarebbe facendo da soli, un investitore può quindi correre con la sua squadra in Formula 1.
La speranza dei padroni del circus è che anche nel loro caso il franchising sia la giusta formula contro la crisi, come già avvenuto in tanti altri settori merceologici, dall’immobiliare al turismo e all’intrattenimento (si pensi agli spettacoli teatrali in franchising).

“Noi le abbiamo chiamate vetture in franchising” ha spiegato Toto Wolff, uno dei capoccia della Mercedes. Anche in F1 franchising anticrisi, quindi?

Stefano Pigolotti