Franchising ottica: i requisiti per aprire un negozio NAU!

NAU!, brand attivo nel settore del franchising ottica, nato nel 2004 da un’idea di Fabrizio Brogi conta oggi 46 negozi a gestione diretta e 28 con la formula del franchising. E per NAU! la scelta di intraprendere la via del franchising è stata abbastanza naturale, come sottolinea Brogi, che precisa: “La nostra azienda crede nel valore del fare squadra e nella condivisione del know how. In altre parole, insieme si rendono soddisfatti più clienti e si fa più business”. Il fatturato, negli ultimi tre anni, è cresciuto dell’86 per cento, anche grazie a un buon piano di sviluppo del progetto di franchising.

Nelle superfici più ampie si concretizza l’attenzione di NAU! verso i più piccoli, “con aree dedicate ai bimbi, perché possano giocare e disegnare in sicurezza”. L’impegno di NAU! per la salute dei propri clienti diviene ancora più tangibile con la collezione PREZZO ZERO®, che rappresenta un’azione concreta in favore della tutela della salute degli occhi, incentivando i controlli periodici presso i medici oculisti. “PREZZO ZERO® è la prima e unica collezione di montature da vista che non si paga presentando la ricetta del medico oculista. Attraverso PREZZO ZERO®, inoltre, NAU! contribuisce a finanziare ogni anno il PREMIO DI RICERCA SCIENTIFICA SOI, premio che viene assegnato dall’Associazione dei Medici Oculisti Italiani a un Progetto di Ricerca in campo Oftalmologico, progettato e diretto da un medico oculista italiano, su territorio italiano”.

PRESENZA CAPILLARE SUL TERRITORIO ITALIANO
Chiediamo a Brogi se sul mercato sono presenti anche altri competitor. “NAU! è la prima marca italiana di occhiali con negozi in tutta Italia. Si tratta di un’impresa dalle caratteristiche innovative e ben diverse dalle aziende appartenenti al settore dell’occhialeria tradizionale. Grazie alle sue peculiarità, non ha concorrenti diretti”. NAU! rinnova le collezioni ogni 30 giorni con prodotti in edizione limitata. “Così assicura un assortimento sempre fresco, allineato alle tendenze moda più attuali, incentivando i clienti a tornare spesso e a effettuare acquisti multipli”. Sono in programma nuove aperture o iniziative aziendali per il 2015? “Le iniziative si susseguono da sempre in un ciclo continuo, soprattutto nel campo dell’eco-sostenibilità e della prevenzione. Sono previste ulteriori aperture, ma in NAU! amano la concreta strategia della gallina: prima si fa l’uovo e poi si canta”.

L’AFFILIATO TIPO
Parliamo di franchising ottica e soprattutto di franchisee. C’è un profilo ideale che ricercate? “L’affiliato ideale NAU! è un imprenditore con esperienza commerciale, di successo, con competenza nella gestione del personale e con stabilità finanziaria, interessato a un settore stabile con ritorni veloci che voglia aprire con successo nel settore del franchising ottica. È una persona che vuole entrare da protagonista nel mondo degli occhiali, alla costante ricerca di business concreto e sa cogliere le occasioni più promettenti. Lo dimostra il fatto che molti nostri franchisee hanno più di un negozio”. Insomma, in NAU! si cercano imprenditori che sanno vedere lontano, aprendo un punto vendita anche se ottici non sono. L’azienda garantisce infatti un supporto professionale completo e continuativo. Come avviene la formazione del franchisee? “Presso il Centro di Formazione NAU! vengono tenuti corsi tecnici e commerciali per addetti alle vendite, ottici e affiliati. La formazione è seguita dai docenti NAU! ed è continua e costante nel tempo. Oltre ai corsi in aula, il programma prevede anche periodi di formazione realizzati in negozi pilota e affiancamento continuo nei punti vendita”. Per avere un quadro generale basti pensare che in NAU! nel 2014 sono state erogate 2.750 giornate di formazione, con un investimento pari al 5% del fatturato. “Attraverso questo approfondito programma di formazione, vengono garantite ai clienti cortesia e qualità nei servizi e alle persone ampie possibilità di crescita professionale”.

LE GARANZIE DELL’AFFILIATO
La scelta della location viene effettuata insieme agli affiliati, prediligendo le vie di interesse commerciale e i centri commerciali con un bacino di utenza di almeno 70mila abitanti. Che cosa offrite ai franchisee? “Offriamo ottime opportunità ai franchisee, seguendo la logica del riassortimento solo sull’effettivo venduto, in questo modo si abbattono i costi di magazzino e i rischi di capitale immobilizzato. Tutto è allineato alle reali vendite del negozio”. NAU! assicura agli affiliati un’assistenza completa e continuativa, comprensiva di ogni aspetto organizzativo: ricerca, selezione e formazione del personale, gestione, marketing. “Gli affiliati trovano così in NAU! un business concreto, espresso in un’offerta fortemente distintiva, qualitativa e fashion”. Qual è il guadagno dell’affiliato? “Il fatturato dei negozi NAU!, siano essi diretti o affiliati, si aggira in media tra i 5mila e i 9mila euro al metro quadro, in rapporto all’ubicazione del punto vendita e del bacino di utenza. Il fatto che NAU! sia un investimento redditivo è ampiamente dimostrato dal fatto che molti affiliati sono a quota 4/5 negozi del brand”. E quali sono gli obiettivi futuri in cantiere? “L’obiettivo primario di NAU! -conclude Brogi – è di continuare la crescita in modo costante, grazie anche e soprattutto a nuove affiliazioni e all’incremento dei rapporti esistenti”.

Franchising ottica: NAU! apre a Ragusa

Aprire un negozio di ottica franchising. E’ il sogno, che si avvera ancora, per gli affiliati siciliani Onorato Di Franco, Salvatore Fortuna e Danilo Salerno che aprono il terzo negozio NAU! in meno di quattro anni.

I tre imprenditori hanno deciso di aprire un negozio di ottica franchising entrando nel mondo NAU! nel luglio 2011, con il loro primo punto vendita all’interno del Centro Commerciale “Auchan” di Siracusa Melilli. Nel 2012 hanno inaugurato il secondo presso il Centro Commerciale “I Papiri di Siracusa” a Siracusa, per arrivare oggi a quota tre nel Centro Commerciale “Le Masserie di Ragusa” di Ragusa, la Galleria Commerciale di riferimento della città.

“Quattro anni fa la decisione di aprire un negozio di ottica franchising”, racconta Onorato di Franco, ottico siciliano. “Basta fare i dipendenti, da oggi diventiamo imprenditori. Io e i miei soci non avevamo più dubbi, solo un interrogativo: a chi possiamo affidarci per aprire in franchising il nostro negozio di occhiali? E dopo una ricerca di mercato non abbiamo avuto più dubbi, la scelta giusta era NAU!”,  dichiara Onorato e aggiunge: “Abbiamo optato per un marchio rivoluzionario. Cercavamo qualcosa che rompesse gli schemi nel nostro settore. La scelta iniziale è stata ben ripagata, infatti il ritorno rapido ci ha permesso di guardare al futuro con ottimismo”.

Due ampie vetrine e oltre 80 metri quadrati di colore, moda e design, 4 persone NAU! sorridenti  a disposizione dei clienti,  per offrire una shopping experience unica, fatta da nuove collezioni di occhiali da vista e da sole in edizione limitata che si rinnovano ogni 30 giorni.

Il brand di occhialeria è stato fondato nel 2004 da Fabrizio Brogi. Oggi conta 395 persone impiegate in oltre 70 negozi in tutta Italia. Nell’ultimo triennio ha incrementanto il fatturato dell’86 per cento e assunto 303 persone.

“Il mio investimento nel franchising compro oro”

Massimo Pavone è un designer che ha scelto il marchio Oro in Euro per diventare imprenditore nel franchising  compro oro. Oggi è titolare di due punti vendita ubicati a Firenze, adiacente a piazza Beccaria, e a Signa, in provincia di Firenze. Massimo si è “innamorato” del format del franchising compro oro dopo aver conosciuto Nicola Laurenza, titolare nonché amministratore unico della Oro in Euro Italia spa. “Ho conosciuto Nicola nel 2010 rimanendone subito attratto dall’entusiasmo, dalla serietà e dalla trasparenza con cui mi parlava della sua attività di compravendita preziosi, in controtendenza con il mio immaginario e quello di molta altra gente”.

FotoMassimoPavone

E perché ha scelto proprio il settore del franchising compro oro?
“Penso che la vita talvolta sia questione di coincidenze; mi sembrava un settore che potesse dare buoni sviluppi data la recessione italiana e le poche prospettive future che continuano a prospettarsi. Correggerei la terminologia compro oro. Oro in Euro, infatti, non è mai stato solo quello ed è questo che rappresenta un suo grande punto di forza, saper leggere le nuove esigenze e adattarle in una gioielleria moderna, con il concetto di outlet non è un’idea da poco”.

Ci racconta il suo percorso di affiliazione, dalla scelta del marchio, ai primi contatti fino all’apertura?
“Avevo notato che sul mercato erano presenti molti altri marchi del settore, ma nessuno mi dava fiducia o comunicava informazioni chiare. Poi, come già detto, ho conosciuto Nicola Laurenza personalmente e non ho avuto più dubbi. Sono stato affiancato in tutto il percorso di affiliazione, dalla scelta dei locali e questioni societarie alle indicazioni sui costi e tempistiche di allestimento del punto vendita. L’attività va comunque presa seriamente e l’impegno del nuovo affiliato è fondamentale nella riuscita, d’altronde è lui l’imprenditore nonostante tutto il supporto fornito. C’è un gap tra la firma per l’affiliazione e l’inizio delle prime entrate e questo va considerato, ma qualsiasi imprenditore dovrebbe preventivarlo nel suo progetto di business. Per qualsiasi cosa mi sono comunque sentito affiancato e quando avevo necessità potevo contattare la casa madre, ricevendone sempre un serio supporto”. Massimo ha deciso di diventare imprenditore con il franchising per poter contare sul supporto di un know how e di una formula commerciale già testati sul mercato: “Il know how di chi ha una storicità nel settore da 12 o più anni è fondamentale per accorciare i tempi per arrivare a regimi interessanti di fatturato e per non dover commettere errori, soprattutto in un settore che ha delle normative rigide. E il franchising è perfettamente al passo coi tempi per rispettare tutte le procedure a norma di legge, anzi spesso le precauzioni di Oro in Euro hanno anticipato i tempi”.

Pensa che l’affiliazione commerciale sia una formula vantaggiosa per chi vuole diventare imprenditore? Se sì, perché?
“Sicuramente perché il cosiddetto “saper fare” e tutte le procedure su fornitori, questioni normative e legali, la scelta dei locali, il contratto di affitto, la tipologia di pubblicità da fare sono già conoscenze acquisite dalla casa madre e trasmesse al franchisee. Così facendo si evita di commettere errori e si ha già tutto pronto per produrre valore nella propria società”. Per l’avvio della sua attività in franchising targata Oro in Euro Massimo ha speso circa 50mila euro, oltre alle spese per poter lavorare fin da subito con l’attività di cambio oro in soldi. Il punto vendita di Massimo è caratterizzato da un design moderno, accattivante e dotato di sistemi di sicurezza fondamentali come vetri blindati e allarmi all’avanguardia. “Posso garantire che puntare sull’immagine è stata una scelta indovinata. Molti altri compro oro hanno infatti chiuso i battenti perché non davano fiducia già solo guardandoli da fuori e non hanno puntato sui tanti servizi che invece la rete Oro in Euro offre ai suoi affiliati”.

In quanto tempo ha recuperato l’investimento sostenuto?
“Sembra difficile crederlo ma abbiamo recuperato l’investimento in meno di un anno”. Quando Massimo apre i suoi punti vendita la prima cosa che fa è quella di allestire la vetrina poi si concentra sul contatto con il cliente: il cuore del lavoro è la trattativa e normalmente occupa la maggior parte del tempo della giornata. “Quando nel negozio non sono presenti clienti mi interfaccio con l’orafo per le diverse creazioni o riparazioni in corso, nuovi oggetti da prezzare, fotografare e mettere poi in vetrina. Spesso la gente arriva anche soltanto per chiedere informazioni o anche per semplice curiosità. Molti non sanno che non siamo solo un compro oro ma che ritiriamo anche argento, orologi, diamanti. E facciamo il conto vendita su preziosi particolari, realizziamo creazioni uniche e riparazioni ad hoc. In internet, sul sito www.outletdeipreziosi.it, abbiamo una vetrina con tutti i preziosi di tutto il network. Insomma, lavorare in negozio non ci si annoia di certo. E come ogni attività bisogna sempre pensare anche alle programmazioni pubblicitarie, i rapporti con la banca”. Massimo precisa che il lavoro in Oro in Euro è molto più vario di quello che si pensa, sottolineando che il ritiro di preziosi è soltanto un aspetto, “spesso i clienti da noi apprendono molte più informazioni utili che nelle comuni gioiellerie, come per esempio il valore di quello che hanno acquistato in passato e che acquisteranno in futuro”. La chiarezza è alla base di un rapporto di collaborazione duraturo, e il supporto di Oro in Euro è iniziato dalla formazione sull’operatività nel negozio fino al supporto legale e normativo, l’utilizzo di un software dedicato e alle numerose novità in continua evoluzione, sull’outlet dei preziosi, le nuove collezioni, l’utilizzo di nuovi strumenti di marketing e pubblicità, compresi i social network.

Come è avvenuta la sua formazione e quella dei suoi, eventuali, dipendenti?
“Presso la sede di Milano con corsi differenti sulle diverse attività, sull’oro, sulla vendita, l’allestimento vetrina e con corsi sui diamanti avanzati”.

Consiglierebbe Oro in Euro a chi si vuole affiliare a un compro oro?
“Sinceramente non avrei alcun dubbio per tutti i motivi elencati prima, al giorno d’oggi non ci si può permettere di sbagliare come investimento e andare subito dai migliori è l’unica possibilità per avere successo”.

Dalla sua posizione privilegiata, ci può dire come va il settore in questo momento?
“Il settore è in calo e chi non ha previsto la saturazione del mercato e pensato all’evoluzione o differenziazione dei servizi, assieme all’importanza di un marchio solido con un’immagine di livello sia per la comunicazione che della gradevolezza degli ambienti, è destinato a chiudere. Vi posso garantire che anche questo anno 2014 la mia attività ha incrementato il fatturato rispetto agli anni precedenti”.

Quali secondo lei sono tre motivi per affiliarsi a Oro in Euro?
“La solidità professionalità e la chiarezza del marchio e della rete, la varietà dei servizi offerti e, non ultimo, l’innovazione. Ovvero, la capacità di stare al passo con i cambiamenti del mercato e prevederli”.