Intervista a Luca Carraro, CEO di Jaked

JAKED: Brand italiano di sportswear e activewear tecnico

Jaked nasce in Italia 10 anni fa come marchio specializzato nel nuoto. Fin dalla sua nascita, Jaked accompagna i migliori atleti e gli appassionati di nuoto con un abbigliamento swimwear tecnico e altamente performante, in grado di migliorare le prestazioni in vasca di ogni nuotatore.

Comfort, confidence, technicity sono le 3 parole chiave che guidano il brand dal suo esordio. Nell’agosto 2009, ai Campionati Mondiali di Nuoto a Roma, circa il 68% degli atleti indossa il costume “Super-body Jaked J01”, un prodotto rivoluzionario che si basa su due fattori innovativi: una tecnologia costruttiva estremamente avanzata (la termo-saldatura, che offre il massimo comfort grazie alla totale assenza di cuciture) applicata ad un materiale altamente performante (a base poliuretanica 100%, che favorisce la fluidità dinamica in acqua). Il debutto è fragoroso: 17 sono i record del mondo delle varie discipline fatti registrare da nuotatori con costume Jaked; 37 (su un totale di 104) sono complessivamente le medaglie individuali vinte da nuotatori con costume Jaked. E di queste, 17 sono d’oro. Nel frattempo Inticom S.p.A. (proprietaria del marchio Yamamay) acquisisce il controllo di Jaked per entrare nel settore dell’abbigliamento sportivo e degli accessori legati al mondo delle piscine.

Nel 2011 una crescita ulteriore: la fusione di Inticom (e quindi dei marchi Yamamay e Jaked) con Kuvera (marchio Carpisa). E la presenza di Jaked, insieme a Yamamay e Carpisa, nel Gruppo Pianoforte Holding S.p.A. Nel 2012 i tempi sono maturi per la partenza del progetto franchising, con l’apertura dei primi negozi monomarca Jaked, che raccontano l’evoluzione del prodotto e la strategia aziendale: non più solo nuoto. Accanto ai costumi piscina e agli accessori per il nuoto arrivano le collezioni triathlon e running, la linea fitness e le proposte più genericamente active e beach. Con la stessa passione di sempre ed una crescente competenza tecnica. Il turnover annuale di Jaked è attualmente di 7 mln di Euro.

Che cosa vuol dire per voi internazionalizzazione del business e quali sono i mercati a cui guardate con maggiore interesse nel medio e lungo termine?

“Jaked ha 10 anni di storia, è entrato nel mercato come brand legato al mondo del nuoto, acquisendo in una prima fase riconoscibilità e notorietà in ambito ‘piscina’ soprattutto a livello italiano. Negli anni ha poi allargato i propri orizzonti sia procedendo con il processo di internazionalizzazione verso altri mercati che estendendo le proprie collezioni anche al mondo del triathlon, del running e del fitness, dello yoga presto anche a quello della vela, oggi si può definire in un’unica parola un brand ‘activewear’. A livello retail è al momento presente con 27 negozi di cui 20 diretti e 7 affiliati, in 200 negozi multibrand e in 42 corner piscina presso impianti sportivi. Il marchio è distribuito all’Estero in oltre 23 paesi nel mondo ed ha un proprio canale e-commerce. I mercati chiave a livello europeo sono Spagna, Francia, Germania e Inghilterra, abbiamo inoltre da poco aperto un ufficio commerciale ad Hong Kong per sviluppare la distribuzione del brand anche nei paesi del sud est asiatico”.

Quali sono i modelli operativi di marketing più efficaci per espandere la vostra presenza sia sul territorio nazionale che internazionale?

“Anche a livello marketing abbiamo iniziato comunicando in primis attraverso il nostro DNA cioè attraverso il mondo del nuoto e dei suoi portavoce. Federica Pellegrini è nostra testimonial dall’inizio ed insieme a lei tanti altri campioni internazionali, legati al nuoto come Fabio Scozzoli e Marco Orsi ma anche ad altre discipline come Stefano Gregoretti, ultrarunner ed adventurer. Tutti questi atleti sono poi diventati, di pari passo, testimonial delle nostre collezioni a 360 gradi, anche per la parte più activewear. Jaked si rivolge ad un pubblico trasversale sia maschile che femminile, comunica tanto attraverso i canali social, quando scegliamo un ambassador, la caratteristica fondamentale non è il numero di followers, preferiamo concentrarci su dei personaggi più reali e attendibili che apprezzino veramente le caratteristiche tecniche del prodotto e che siano in grado di trasmettere ed interpretare il vero animo di Jaked perché pensiamo che siano più reali ed efficaci.

Quali sono i punti di forza del suo brand e quali le caratteristiche di potenziali affiliati?

“La forza di Jaked sta prima di tutto nella tecnicità e nell’altissima qualità del prodotto, nei tessuti performanti e nei dettagli tecnici ma anche nello stile e nel design contemporaneo, realizziamo infatti un prodotto tecnico ma anche accattivante a livello estetico. Stiamo lavorando molto anche sul concetto di sostenibilità ambientale perché è un tema che ha sia un’importanza commerciale che etica: l’attenzione all’ambiente è infatti un valore non negoziabile per Jaked, il nostro obiettivo è una moda sempre più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Il nostro pubblico è prevalentemente sportivo ed è già sicuramente più sensibile e predisposto a questo tema per questo già nella collezione SS19 troviamo capi per il fitness che impiegano fibre in poliestere rigenerate a partire dagli scarti plastici marini e tessuti riciclati derivati al 100% da PET post consumo, piumini ultralight con imbottitura derivata al 100% da bottiglie di plastica riciclate insieme a maglie in cotone riciclato ma anche a costumi piscina il cui tessuto deriva da materiali di scarto rigenerati e trasformati in nuova materia prima. A livello di distribuzione vorremmo individuare 30/40 location strategiche in cui inserirci e puntare molto sia sull’e-commerce che sul wholesale”.

@redazione AZ

NATURHOUSE E’ STATA PREMIATA

Si è svolta a Bologna la prima edizione del Industria Felix dove sono state premiate realtà aziendali più performanti e primatiste di bilancio della regione Emilia Romagna

Raffaello Pellegrini, Amministratore Delegato del brand: “a Naturhouse è andato il riconoscimento come “miglior impresa come indice percentuale ROI” della regione. Ciò che mi ha dato più soddisfazione in tutti questi anni è stato creare attraverso il franchising tanti neo-imprenditori, ed un indotto di oltre 2.000 posti di lavoro”

Sono stati assegnati l’11 aprile scorso a Bologna i riconoscimenti alle realtà aziendali più performanti e primatiste di bilancio della regione Emilia Romagna.
Sono 43 le pmi e grandi aziende primatiste di bilancio e più performanti dell’Emilia Romagna che sono state premiate durante la prima edizione regionale di Industria Felix a Palazzo Re Enzo. L’evento è stato organizzato da Industria Felix Magazine, il nuovo periodico nazionale di economia e finanza, in collaborazione con Cerved e con l’Università LUISS Guido Carli e con i patrocini di Confindustria, Comune di Bologna e Ansa (media partner), con le partnership di Banca Mediolanum, Mediolanum Private Banking, Lidl Italia e Grant Thornton. All’Evento hanno aderito le 43 aziende primatiste e più performanti con sede legale in Emilia Romagna scelte tra i 12.660 bilanci di società di capitali con fatturati da 2 milioni a 8,3 miliardi di euro.

A fare gli onori di casa l’assessore del Comune di Bologna Matteo Lepore che ha accolto gli organizzatori ed i rappresentanti delle aziende premiate nella splendida cornice del salone del podestà del Palazzo di Re Enzo, ubicato nel cuore di Bologna proprio di fronte alla statua del Nettuno.

Importante sottolineare che le aziende eccellenti siano state selezionate in maniera oggettiva, ovvero unicamente attraverso una rigorosa analisi dei loro bilanci realizzata dal Cerved sui dati dei bilanci pubblici 2017.
E in mezzo a colossi regionali come Hera e Cremonini, ed a realtà industriali che tutto il mondo ci invidia come Ferrari, Lamborghini e Technogym, ha trovato posto anche una realtà ferrarese, Naturhouse, che ha fatto del franchising il suo motore di sviluppo, a cui è andato il riconoscimento come “miglior impresa come indice percentuale ROI” della regione.

“Non capita tutti i giorni di essere premiato insieme ad eccellenze planetarie come Ferrari e Technogym, solo per citare due delle eccellenze industriali presenti – ha commentato emozionato Raffaello Pellegrini, Amministratore Delegato di Naturhouse – così come avere la possibilità di raccontare ad una platea tanto qualificata come in 15 anni di lavoro sia riuscito a creare partendo da zero una catena di 500 punti vendita, che dà lavoro a più di 2.000 persone, e che risulta avere anche una innegabile funzione sociale dato che attraverso l’educazione alimentare contribuisce a migliorare la qualità della vita di tutti i suoi clienti. Ma come ho spiegato ai presenti, al di là dei numeri di bilancio, ciò che mi ha dato più soddisfazione in tutti questi anni è stato creare attraverso il franchising tanti neo-imprenditori, oltre 300, il 90% donne, ed un indotto di oltre 2.000 posti di lavoro.”

“E solo ed unicamente grazie al sapiente utilizzo del franchising – continua Pellegrini – sono riuscito con un investimento iniziale di soli 100.000 € e senza nessun ricorso a capitali di terzi, né bancari né privati, a creare ex-novo un mercato per i prodotti Naturhouse che solo in Italia cuba oltre 80 milioni di euro, con un’azienda che ne fattura circa 25, con un ROI talmente alto da risultare percentualmente il più elevato anche nel contesto di una delle regioni più economicamente feconde del paese. In generale il sistema franchising in Italia gode di ottima salute, e Naturhouse ne costituisce sicuramente un ottimo esempio”

 

 

Intervista a Mauro Mordini, Country Manager di Regus in Italia

Regus, leader a livello mondiale nella fornitura di spazi di lavoro, annuncia lo sbarco ufficiale anche in Italia, offrendo ai professionisti del settore un’opportunità di investimento totalmente inedita e innovativa per il real estate.

 

Il business degli spazi di lavoro flessibile è un segmento del real estate particolarmente promettente: si calcola che, entro il 2025, il 30% dell’impronta immobiliare totale delle grandi aziende, a livello globale, sarà costituita da spazi di lavoro flessibile. E con Regus lo smart-working si fa in franchising. Il piano di espansione dei business center Regus attraverso il format del franchising, che ha debuttato a livello globale nel 2015 in 12 Paesi extra-europei, è stato esteso nel 2018 anche a cinque mercati europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Italia). Regus è pronta anche nel nostro Paese ed è in cerca di investitori interessati in questo piano di espansione e crescita. Già presente in Italia con 52 strutture, attraverso il franchising, la società si pone l’obiettivo di raggiungere i 65 business center in Italia entro la fine dell’anno.

IL MODELLO FRANCHISING DI REGUS

La società mette a disposizione il proprio know-how trentennale nella gestione di spazi di lavoro professionali. La collaborazione con Regus si svilupperà a partire dalla definizione congiunta di un programma di sviluppo, che prevede un’area geografica e un numero di aperture predefiniti. Oltre alle location, verrà definito il periodo di collaborazione: 10 anni a partire dalla data di apertura di ogni sede, con possibilità di estendere la partnership per ulteriori 5 anni.

Il progetto, quindi, passerà dall’individuazione della location perfetta: un immobile con una superficie di almeno 1.000 m2, che possa ospitare almeno 100 postazioni di lavoro, allestita secondo i canoni ar-
chitettonici e di design che contraddistinguono ogni spazio Regus nel mondo.

LA PROPOSTA

La proposta si rivolge ad imprenditori e manager che abbiano uno spiccato radicamento territoriale, disponibilità finanziaria, spirito di iniziativa, ma anche a proprietari di immobili sul territorio italiano che vogliano mettere a frutto il loro patrimonio, trasformandolo in un prodotto innovativo e all’avanguardia. “Il nostro segreto è da sempre quello di saper trasformare qualcosa di rigido, un immobile, appun-
to, in uno spazio estremamente flessibile – afferma Mauro Mordini, Country Manager di Regus in Italia. – È chiaro che, per riuscire in questo progetto, l’apertura di un business center in franchising debba obbligatoriamente passare per investimenti significativi, più alti rispetto a quelli di un franchising tradizionale, seppur meno onerosi rispetto alla media del settore immobiliare.

In termini economici, visto che si tratta di un investimento medio alto, quali sono i margini di guadagno?

“Oggi stiamo lavorando ad un business model che preveda un EBITDA superiore al 20% e un tempo di recupero del capitale investito di circa 4 anni. Una delle voci più rilevanti del nostro conto economico è

rappresentata dai canoni di locazione pagati alle proprietà. Condurre una buona trattativa può determinare il successo o l’insuccesso del nostro business model. Anche in questo Regus è vicina ai suoi franchisee.

Supporteremo e consiglieremo i futuri candidati nelle negoziazioni con le proprietà avvalendoci della nostra esperienza trentennale in questo business”.

Ma quali sono i punti di forza del vostro innovativo format?

“La nostra reputazione. La nostra lunga esperienza nel settore è il vero punto di forza. È garanzia della maturità del mercato per accogliere un format innovativo come questo. Gli investimenti in franchising in Italia, fino ad oggi, hanno riguardato per lo più il segmento retail e quello del food & beverage ma siamo fermamente convinti che oggi ci sia la possibilità di sviluppare con successo anche il mercato degli spazi di lavoro flessibile. Un settore in enorme ascesa. CBRE stima una crescita a livello globale pari al 13% all’anno e noi di Regus stiamo crescendo anche di più. Aprendo un business center Regus in franchising, si vende un prodotto conosciuto, che attira clienti, nonchè anticipa la domanda sempre più in crescita per questo tipo di servizio”.

Quali sono i vantaggi per un potenziale affiliato?
Perché affiliarsi a Regus?

“Con questo progetto, diamo ai franchisee l’opportunità di entrare in un mercato consolidato insieme a un brand che vanta più di 30 anni di esperienza nel settore. Offriamo agli affiliati una serie di servizi per sostenerli nella crescita: consulenza in fase di progettazione, formazione del personale, un confronto costante con il nostro team, la promozione del brand sul mercato, la possibilità di sfruttare la rete Regus di clienti nazionali ed internazionali, la promozione e la vendita dei servizi ecc. Stiamo già discutendo con alcuni attori italiani, speriamo di poter vedere presto i primi frutti di queste collaborazioni”.

Intervista a Alessandro Ravecca, Presidente di Cibiamogroup

La Bottega del Caffè è uno dei marchi storici di Cibiamogroup, gruppo ligure che crea e gestisce, direttamente e in franchising, format di ristorazione veloce dal 1992. Oggi la rete del gruppo è composta da oltre 100 punti vendita presenti su tutto il territorio nazionale con i marchi cibiamo, La bottega del Caffè, Virgin Active Café e Mondadori Café.

I punti vendita a marchio La bottega del Caffè sono oltre 40 e recentemente è stato inaugurato il primo store in Francia a Cannes.

Abbiamo intervistato Alessandro Ravecca, Presidente di Cibiamogroup. Un format dedicato tutto al caffè.

 

Quali sono le caratteristiche principali del format?

“Il format La bottega del Caffè nasce nel 2002 ed è stato completamente rinnovato a partire dal 2016. Il restyling del format è stato guidato dalla nuova mission:
“riscoprire tutte le tradizioni del vero caffè italiano, offrire il caffè in tutte le sue varianti, realizzare un luogo speciale, dove i baristi più esperti “mettono in scena” l’autentica coffee experience”. La bottega del Caffè oggi si presenta come un ambiente elegante in cui poter respirare la vera atmosfera italiana, grazie alla scelta di materiali importanti come marmo, ottoni e specchi, tipici dei cafè storici italiani. Nei punti vendita è possibile gustare le migliori miscele di caffè in tutti i modi e con diverse estrazioni, dall’espresso alla caffettiera napoletana, oltre ad una selezione di prodotti dolci e salati. Il format è modulare e a seconda dei contesti può essere completato con l’inserimento di pizze focacce gourmet o con il corner del gelato o del vino. A Cannes proponiamo tutte le
referenze di caffetteria comprensive di caffè speciali e regionali, centrifughe di frutta e verdura e una ricca proposta salata di pizze e focacce con diversi tipi di impasto e farciture gourmet selezionate tra l’eccellenze italiane (DOP, IGP ecc). La metratura media è di circa 50 metri quadri ma il format si presta ad essere sviluppato anche con la formula del chiosco con metrature
inferiori (circa 20 metri quadri). Le location ideali sono nei centri commerciali (dove la presenza del brand è molto consolidata) ma anche le vie principali dei centri storici e le location turistiche”.

La particolarità dei prodotti?

“I prodotti che compongono l’offerta La bottega del Caffè sono sempre stati riconosciuti per la qualità. La miscela esclusiva a marchio è frutto della combinazione di dodici monorigini mentre gli impasti sono realizzati con ricette brevettate per garantire un risultato altamente digeribile, con un ridotto contenuto di lievito e l’assenza di strutto. Gli impasti vengono lavorati in un laboratorio centralizzato e ciò consente una totale standardizzazione e la semplificazioni di tutti i processi da replicare all’interno dei punti vendita.
Oltre alla qualità riconosciuta si segnala anche la ricchezza dell’offerta che permette da una parte di poter gustare il caffè a 360 gradi, in tutte i modi possibili e con diverse combinazioni e dall’altra di poter avere pizze e focacce preparate con molteplici farciture, stagionali e gourmet, e diverse tipologie di impasti (curcuma, fibra, integrale o al latte)”.

Quali sono gli obiettivi in termini di aperture e di espansione del brand?

“Il 2019 sarà caratterizzato da numerosi restyling di punti vendita esistenti e strategici, oltre ad alcune aperture. La più imminente in Campania. Per il futuro ci sono in cantiere alcune nuove aperture in programma in centri commerciali di prossima realizzazione e stiamo guardando con interesse ad uno sviluppo più urbano (partendo da Milano) e internazionale. Oltre ad un consolidamento della presenza sul territorio francese stiamo valutando anche altri mercati”.

Come si posiziona il brand dal punto di vista economico nel mercato del settore e che peso ha all’interno del franchising?
“Nel 2018 La bottega del Caffè è stata selezionata dall’Università Bocconi tra i principali brand premium nel food service – all’interno di un’importante ricerca condotta sul mercato del fuori casa “Food retail e ristorazione commerciale: essere premium, essere casual”. Essendo presenti sul mercato dal 2002 rappresenta una realtà consolidata. Il 90% della rete di punti vendita è gestita in franchising”.

Cosa vuol dire per voi internazionalizzazione del business e quali sono i mercati a cui guardate con maggiore interesse nel medio e lungo termine?

“Abbiamo avviato un processo di sviluppo internazionale partendo dalla Francia ed in particolare dalla Costa Azzurra (siamo a Cannes al 71 di Rue Félix Faure) che presenta caratteristiche molto simili a quelle del mercato italiano. Abbiamo la fortuna che i nostri prodotti core, caffè e pizza, siano molto riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Pensiamo di proseguire con lo sviluppo in Francia ma non solo. Stiamo valutando l’ingresso anche in altri paesi e cerchiamo per il nostro sviluppo i giusti partner per impostare accordi di master o di area developer”.

Quali sono le caratteristiche dei vostri potenziali affiliati e perché affiliarsi a La bottega del Caffè?

“Piccoli e medi imprenditori con la passione per il settore del Food&Beverage, anche se privi di esperienza diretta, e capaci di sostenere l’investimento per la creazione di uno o più punti vendita”.

BURGER KING: intervista ad Andrea Valota, General Manager Italy

BURGER KING: UN MODELLO DI BUSINESS COSTRUITO SUL FRANCHISING

Intervista a Andrea Valota, General Manager Italy: “ricerchiamo imprenditori già affermati o professionisti che vogliono cimentarsi nella loro prima esperienza imprenditoriale, ma soprattutto persone energiche e positive che abbiano la voglia e capacità di aprire più di un ristorante”

 

Burger King è in forte crescita in particolare in America Latina, Russia ed Europa, e specialmente in Spagna e in Italia, dove abbiamo aperto 30 ristoranti nel solo 2018 – afferma Andrea Valota, General Manager Italy. – superando i 200 milioni di volume d’affari e i 4500 addetti. Il numero di aperture previste nel corso del 2019 è in linea con il 2018, cosa che ci permetterà di superare la soglia di 200 locali.

Quali sono i modelli operativi più efficaci per espandere la vostra presenza sia sul territorio nazionale che internazionale?

“Una chiave del nostro successo è sicuramente la standardizzazione e digitalizzazione dei processi, la logistica e soprattutto la qualità e velocità del servizio. A tutto ciò si aggiunge una gestione centrale di tutte le leve di marketing, innovazione e comunicazione. Da sempre operiamo attraverso sia aperture dirette che in franchising: in Italia abbiamo raggiunto quota 39 licenziatari, che gestiscono oltre tre quarti di tutti i locali sull’intero territorio nazionale. Grazie al lavoro comune riusciamo a garantire uno sviluppo veloce e sostenibile, e soprattutto un presidio territoriale capillare e profondo, facendo leva sulle capacità imprenditoriali dei nostri franchisee e sulla loro conoscenza delle specificità locali”.

Quali sono le caratteristiche dei vostri potenziali affiliati e perché affiliarsi a Burger King?

“Imprenditori già affermati o professionisti che vogliono cimentarsi nella loro prima esperienza imprenditoriale, ma soprattutto persone energiche e positive che abbiano la voglia e capacità di aprire più di un ristorante, ovvero interessati a costruire un network da 3 a 5 locali assieme a noi. Devono dimostrare buone capacità gestionali, quindi tendenzialmente imprenditori o ex manager, senza necessariamente una esperienza specifica nella ristorazione.
L’investimento per ogni ristorante va da 500 mila euro a 1 milione di euro circa, a seconda dei costi di impiantistica, di set-up e soprattutto della dimensione e del luogo in cui si trova la location, che viene valutata congiuntamente ai nostri franchisee. Burger King è un’azienda che da sempre ha costruito il proprio modello di business sul franchising e che crede fortemente nel concetto dell’auto miglioramento continuo, in particolare offrendo costantemente nuovi e migliori servizi ai propri affiliati.

Tutto il nostro staff si impegna a garantire ai nostri licenziatari un supporto ampio e continuativo nella gestione e sviluppo del business day by day, nella gestione del conto economico, nel raggiungere l’eccellenza operativa, nel controllo dei costi contestualmente alla massimizzazione della profittabilità, nella formazione e crescita del personale e nell’attuazione di efficienti campagne di marketing”

 

@Redazione AZ Franchising

Primadonna: Intervista a Valerio Tatarella, Amministratore Unico del brand

Intervista a Valerio Tatarella, Amministratore Unico di Primadonna

Primadonna Collection nasce nel 2001 da un’idea dell’imprenditore Valerio Tatarella, proveniente da una famiglia che vanta 50 anni di attività nel settore delle calzature.Nel 2006 la società ha avviato il progetto franchising e nel novembre del 2018 è nato il suo shopping online.

Cosa rappresenta oggi Primadonna nel mercato del business e del franchising in Italia?

“La mission del marchio poggia sulla volontà di coniugare prodotti glamour, di qualità a prezzi accessibili, offrendo un’ampia varietà di scelta. Ogni collezione
Primadonna Collection conta, infatti, innumerevoli modelli di calzature, accessori e abbigliamento, declinati in diversi colori e materiali. Il nostro business è unico nel
suo genere, la formula franchising altamente allettante e i margini di crescita sono visibilmente performanti”.

Cosa vuol dire per voi internazionalizzazione del business e quali sono i mercati a cui guardate con maggiore interesse nel medio e lungo termine?

“Primadonna Collection ha intrapreso da tempo un percorso di sviluppo sia in Italia sia all’estero, implementando la propria catena sul canale diretto e su quello
franchising. Adesso la rotta guarda oltre i confini nazionali, per esportare lo stile italiano nel resto del mondo, Est Europa e Medio Oriente in particolare, mercati
ancora sprovvisti di una realtà come la nostra. L’impegno estero riguarderà anche nazioni che già presentano un nutrito numero di stores Primadonna Collection, come
Francia e Spagna”.

Quali sono le politiche di marketing e le strategie per l’espansione del marchio?

“Stiamo lavorando per rendere le nostre Primedonne ogni giorno più soddisfatte, concentrandoci su questi fattori: velocità d’acquisto, personalizzazione del prodotto ed estrema attenzione alla customer satisfaction. La fidelizzazione delle nostre Primedonne passa dall’assortimento settimanale di numerose nuove referenze in store, fino alla consulenza di stile che viene offerta sia dal personale della rete vendita che dal nostro servizio customercare sui socials e su canali aziendali dedicati a questa attività”.

Quali sono i vantaggi e quali le maggiori criticità quando si decide un’espansione internazionale del brand?

“Tra i vantaggi, chiaramente, annoveriamo la conoscenza approfondita di mercati diversi dal nostro, con consumi diversi dalla nostra realtà nazionale ed una,
conseguente, diversa percezione del brand. Le uniche criticità, se così vogliamo definirle, è studiare approfonditamente legislazioni e norme commerciali specifiche
per ogni nazione. Per questo motivo, nel nostro staff sono presenti referenti per ciascun territorio, veri talenti di profilo internazionale, sempre pronti a superare con
entusiasmo qualsiasi tipo di criticità”.

 

@Redazione AZ Franchising

Cibiamo punta sulla Bottega del Caffè

Cibiamo punta sulla Bottega del Caffè

 

 

 

Cibiamogroup annuncia per il 2019 cinque nuove aperture per La Bottega del Caffè, uno dei marchi di cui è proprietaria.

 

Fondata a Sarzana (La Spezia) nel 1992, la società gestisce, direttamente e in franchising, format di ristorazione veloce sotto vari brand. A Cibiamogroup è collegata una rete con oltre 100 punti vendita, tutta italiana. Tra i marchi: Virgin Active Cafè, Mondadori Café e la già citata La Bottega del Caffè, oltre al format Cibiamo legato al mondo della pizza e della focacceria.

Caffè e pizza sono i prodotti identificativi di questo gruppo che per il 2019 si impegna in un’azione di restyling che coinvolgerà alcuni punti vendita strategici attraverso l’adeguamento alla nuova immagine dei format, studiata a partire dal 2016, in collaborazione con la Prof.ssa Nadia Olivero, esperta di Psicologia dei Consumi e docente presso l’Università Bicocca di Milano.

Il format La Bottega del Caffè, vincitore dei Food Service Award 2017, punta a un’esperienza a 360 gradi sul caffè italiano; sono in trattativa alcune aperture in centri commerciali di prossima realizzazione, che verranno inaugurati tra il 2020 e il 2021.

 

Ma Cibiamo punta anche all’estero, in particolare sulla Francia.

Dopo la prima apertura a Cannes, infatti, La Bottega Del Caffè sta valutando nuove aperture in costa azzurra e Parigi.

SERGIO MOLINARO NUOVO COUNTRY MANAGER DI KIDS&US PER L’ITALIA

Kids&Us, scuola di lingue in franchising annuncia la nomina di Sergio Molinaro quale nuovo Country manager per l’Italia.

Classe 1972, Sergio Molinaro ha maturato una solida esperienza in un’importante realtà internazionale attiva nel settore della formazione linguistica – Wall Street English, dal 2010 parte di Pearson Group – occupando diversi ruoli nell’area commerciale e marketing e successivamente nella ristrutturazione e nello sviluppo della rete in franchising.

L’Italia è uno dei Paesi strategici su cui Kids&Us ha deciso di puntare per diventare il player di riferimento per l’insegnamento dell’inglese ai bambini da un anno di età e l’ingresso di Sergio Molinaro è in linea con il progetto di espansione nel nostro Paese. La Società mira infatti a raddoppiare, entro il prossimo anno, la sua presenza sul territorio nazionale con l’apertura di 20 nuove scuole in franchising.

Molinaro coordinerà la sede italiana per la gestione e il supporto dell’intera rete di scuole e avrà il compito di guidare la crescita del business in Italia.

“Sergio vanta una profonda competenza nel franchising e nel settore dell’educazione – ha commentato David Kervyn Lettenhove, Direttore Generale di Kids&Us. – Siamo certi che le sue competenze potranno contribuire a rafforzare la presenza di Kids&Us in Italia, mercato per noi strategico e nostro obiettivo per l’ampiamento del network a livello globale”.

“Sono entusiasta di questa nuova sfida e di entrare a far parte di una realtà così solida, strutturata e dinamica come Kids&Us, con una storia e un metodo che sono garanzia di qualità. Sono onorato di collaborare con un team qualificato e di elevata professionalità e di poter offrire il mio contributo nel rafforzare lo sviluppo del business in Italia: quello del franchising è un settore che necessita di competenze specifiche anche nella gestione delle difficoltà e preoccupazioni degli imprenditori che si avvicinano per la prima volta a questo mondo. Il forte senso di responsabilità nei confronti dei franchisee, delle famiglie e degli studenti di tutta la struttura organizzativa, fanno di Kids&Us una realtà unica e sono orgoglioso di esserne parte”, ha aggiunto Sergio Molinaro.

Il metodo “Natural English” di Kids&Us, è stato fondamentale per lo sviluppo – a partire dal 2007 – del network in franchising nel mondo che oggi conta 435 scuole in 9 Paesi.

Kids&Us utilizza infatti una metodologia di apprendimento innovativa basata sul processo naturale di acquisizione della lingua madre che sfrutta e ottimizza tutti i meccanismi che si attivano durante i primi anni di vita per metterli al servizio dell’apprendimento di una seconda o terza lingua