Gruppo Dedem punta sul 3D: acquisisce Selltek e Prototek

Dedem azienda 100% italiana, dal business delle macchine automatiche per fototessere fino al leisure.

Il Gruppo Dedem continua dunque la sua crescita con l’obiettivo di giungere alla quotazione in borsa.

Innovazione e made in Italy sono gli ingredienti scelti dal Gruppo Dedem – nato in provincia di Roma nel 1962 – per consolidarsi sul mercato e continuare a crescere intercettando il futuro, senza inciampare nella crisi economica che ha colpito la maggior parte dei comparti produttivi.

A gennaio 2019 Dedem ha scelto di scommettere su questo settore, affittando un ramo d’azienda della Selltek Srl, piccola eccellenza italiana nel comparto.

A fine settembre 2019 la scommessa si è completata con l’acquisizione aziendale della stessa azienda. Parallelamente, attraverso la Trust Technology Services Srl, controllata al 100% da Dedem SpA, il Gruppo ha acquisito il ramo d’azienda di Prototek Srl relativo alle attività di prototipazione nell’ambito delle stampanti 3D: affianca così alla commercializzazione delle stampanti 3D anche l’attività di service.

Tali operazioni di acquisizione nel business del 3D valgono al Gruppo Dedem un fatturato annuo di circa € 10 ML, l’assunzione di 20 dipendenti e 9 agenti di commercio a salvaguardia di tutti i posti di lavoro dei rami acquisiti. Accanto allo stabilimento produttivo a Valenza, in provincia di Alessandria, fondato da Selltek, Dedem presto allestirà uno anche in provincia di Roma.

Quest’ultimo consolidamento si colloca a conclusione di un triennio molto intenso per il Gruppo che, nell’ordine, ha registrato un’operazione di management buy-out, l’acquisizione della società Photo Plus, unica competitor italiana nella installazione e gestione di macchine per fototessere, l’avanzamento nel settore del leisure con l’acquisizione dell’azienda Happy Center Service Srl.

Da ottobre 2019, a conclusione del complesso processo di riorganizzazione e razionalizzazione del Gruppo, è operativa anche la fusione in Dedem di MP Group, che ha portato all’interno dell’azienda le attività di assemblaggio e commercializzazione dei kiddie ride, le giostre per piccoli. Il Gruppo continua dunque la sua crescita per linee esterne con un’attesa di ricavi di oltre € 80 ML, un EBITDA di circa € 10 ML ed un numero di dipendenti di circa 500 unità.

Una progressione importante, partendo dai 49 milioni di fatturato nel 2011, 64 milioni nel 2017 e 75 nel 2018. Con l’obiettivo di giungere alla quotazione in borsa nell’arco dei prossimi 24-36 mesi.

@Redazione AZ Franchising

WM Capital: rinnovato accordo con Primadonna per la ricerca di affiliati

112 Milioni il fatturato nel 2018 per Primadonna, l’azienda leader nel settore di calzature e accessori per la donna.

Milano, 17 febbraio 2020

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WM Capital , realtà specializzata nel Business Format Franchising che promuove la crescita delle imprese attraverso lo sviluppo di sistemi a rete in Italia e all’estero, quotata sul mercato AIM Italia, ha rinnovato l’accordo con PRIMADONNA S.p.a., società che opera nel settore della commercializzazione al dettaglio di calzature donna e relativi accessori a marchio Primadonna Collection, attraverso la propria rete di punti vendita in franchising e diretti che, ad oggi, hanno raggiunto le 357 unità in tutto il territorio nazionale ed estero, in costante espansione.

L’accordo prevede la presenza del brand PRIMADONNA S.p.a. sulla rivista e sul portale AZ Franchising per tutto l’anno 2020. Grazie a questo accordo con WM Capital, PRIMADONNA Spa si pone l’obiettivo di ricercare nuovi affiliati per la propria rete con il supporto della piattaforma AZ Franchising.

Fabio Pasquali, Amministratore Delegato di WM Capital, ha dichiarato: “Dopo vent’anni Primadonna conferma il suo ruolo di leader di settore, vera eccellenza italiana per come ha saputo sviluppare un brand riconoscibile e un network efficiente. Il rinnovo degli accordi rappresenta il riconoscimento del ruolo e del contributo apportato da AZ Franchising
nel raggiungimento di questo significativo sviluppo perseguito negli anni”.

Franco Chiarizio Sales&Business Dev. Director di Primadonna Spa, ha commentato: “Siamo lieti di continuare il nostro progetto di collaborazione e crescita con il gruppo WM Capital, partner ideale e proattivo nel settore stampa dedicato al retail italiano”.

PRIMADONNA S.p.a. ha avviato il suo progetto franchising nel 2006, contraddistinguendosi per il suo concept sobrio ed elegante e con una formula commerciale innovativa, che riscuote consensi sempre maggiori tra gli affiliati al marchio. I punti vendita sviluppano un fatturato medio stimabile circa a 9.000 euro al mq.

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Naturhouse: il franchising della corretta alimentazione

Il franchising Naturhouse?

Tre tipologie di format, con un investimento iniziale minimo che parte da 10.000€ e che consente di crearsi un autoimpiego estremamente redditizio

NaturHouse, la rete italiana della multinazionale spagnola leader mondiale nell’educazione alimentare. Quasi 500 negozi in Italia e oltre 2.400 in tutto il mondo. Numeri da protagonista assoluto per NaturHouse che può vantare di essere un franchising attuale e moderno, “in linea” con le sempre più diffuse esigenze di una corretta alimentazione.

RITROVARE LA FORMA IDEALE E’ PIUTTOSTO FACILE

NaturHouse è un’opportunità per persone motivate, dotate di intraprendenza commerciale e/o con laurea in Biologia, Farmacia, Scienze dell’alimentazione, Scienze della nutrizione, Biotecnologie, Dietistica. Grazie alla comprovata efficacia del metodo NaturHouse, che associa all’educazione alimentare l’utilizzo di complementi dietetici di natura erboristica, ritrovare la forma ideale risulterà assolutamente semplice, naturale ed alla portata di tutte le tasche. Oggi il format si è arricchito di un’innovativa linea di piatti pronti all’uso in soli 2 minuti; tante ricette per ogni gusto ed esigenza, in linea con i trend di un mercato in forte espansione.

25 ANNI DI ATTIVTA’ E LA NASCITA DI 3 TIPOLOGIE DI FORMAT

E sarà proprio la soddisfazione dei clienti, spesso evidente esattamente come il loro calo ponderale ad originare quel sano “passa-parola” che costituirà il motore commerciale di chi ha deciso di investire nel franchising NaturHouse, un business format innovativo, perfezionato in oltre 25 anni di attività, che prevede 3 tipologie di format, con un investimento iniziale minimo che parte da 10.000€ e che consente di crearsi un autoimpiego estremamente redditizio. Il Centro NaturHouse Standard: 40mq ideale per gli insediamenti urbani con più di 35mila abitanti. Il Centro NaturHouse Village: 20 mq concepito per gli insediamenti urbani con meno di 35mila abitanti. Il Centro NaturHouse Village Box (15-25 mq), studiato per i centri commerciali “full lease” o quelli dove le posizioni disponibili sono di una metratura eccedente rispetto alle necessità del format.

PER INFO SU NATURHOUSE – Compila il form

Tel. 800 090 532

franchising@naturhouse.it

www.naturhouse.it

Visti in fiera: La bottega del Caffè

Il franchising è un settore in salute.

Nel 2018 c’è stata una crescita sia nel numero dei franchisor che in quello dei franchisee, con un fatturato complessivo di circa 25 miliardi di euro. Si tratta di un settore in forte crescita che offre a tutti l’opportunità di diventare imprenditori: questo è il successo del franchising. Conclusa la 34a edizione del Salone Franchising Milano, si conferma anche quest’anno un punto di riferimento per il settore.

Cosa significa per un’insegna partecipare a una fiera di settore. E’ necessario colpire il pubblico con un messaggio davvero differenziante.

“quali sono state le novità che avete presentato ai vostri potenziale affiliati? E quali invece le novità sia di prodotto, di marketing e di sviluppo del brand nell’imminente futuro”

 Lo abbiamo chiesto ad Alessandra Montano – Marketing and Franchising Assistant, La Bottega del Caffè:

Abbiamo partecipato alla 34° edizione del Salone del Franchising di Milano, presentando La bottega del Caffè nella sua veste completamente rinnovata a seguito dell’importante processo di restyling che ne ha coinvolto sia l’immagine che i prodotti. In 24 mq abbiamo ricreato un vero locale in cui poter gustare i nostri caffè, le pizze e le focacce gourmet, e vivere l’atmosfera tipica de La bottega del Caffè.  In una cornice di materiali pregiati ed eleganti che rievocano la caffetteria storica in chiave contemporanea, La bottega del Caffè si propone oggi come un format capace di rispondere alle esigenze della clientela durante tutta la giornata grazie ad una forte specializzazione sui prodotti di caffetteria che si integra con una proposta di prodotti salati ideali per uno spuntino o una pausa pranzo. Alla classica proposta La bottega del Caffè si possono aggiungere infatti anche pizze e focacce realizzate con impasti di alta qualità e di semplice gestione grazie ad una preparazione che non richiede la presenza di canna fumaria. La flessibilità e la modularità del format consentono di adattare l’offerta a seconda degli spazi e dei contesti e rendono la formula perfettamente indicata anche per il centro storico. La volontà di riscoprire le tradizioni delle caffetterie storiche all’italiana si incontra con il desiderio di rispondere alle esigenze più contemporanee della clientela (dalle tecnologie e i nuovi metodi di pagamento ad una formula plastic free) per un perfetto mix tra tradizione e innovazione”.

@Redazione AZ Franchising

Visti in fiera: Naturhouse

Il franchising è un settore in salute.

Nel 2018 c’è stata una crescita sia nel numero dei franchisor che in quello dei franchisee, con un fatturato complessivo di circa 25 miliardi di euro. Si tratta di un settore in forte crescita che offre a tutti l’opportunità di diventare imprenditori: questo è il successo del franchising. Conclusa la 34a edizione del Salone Franchising Milano, si conferma anche quest’anno un punto di riferimento per il settore.

Intervista a Raffaello Pellegrini – Amministratore Delegato NATURHOUSE SRL

“Quali sono state le novità che avete presentato ai vostri potenziale affiliati? E quali invece le novità sia di prodotto, di marketing e di sviluppo del brand nell’imminente futuro”

“In occasione dell’ultimo Salone del Franchising la novità più importante era sicuramente costituita dallo stand stesso, totalmente rinnovato e con l’inserimento di superfici grafiche intercambiabili, che consentiranno di adattare la comunicazione a seconda dell’evento fieristico o promozionale in cui lo useremo. Il claim scelto per l’edizione 2019 della fiera “BYB – Be Your Boss” sintetizzava la concreta possibilità che NaturHouse offre a tutti i laureati nelle discipline idonee a fare educazione alimentare, di costruirsi uno sbocco professionale di successo. Per quanto concerne l’imminente futuro, relativamente al marketing, protrarremo anche nel primo trimestre 2020 l’attuale campagna televisiva, che sta ottenendo un grande successo, mentre per quanto riguarda le novità di prodotto, continueremo come nel 2019 a presentarne almeno uno nuovo ogni mese, dando la possibilità ai nostri affiliati di migliorare sempre di più la qualità del servizio offerto e generando al contempo traffico nel punto vendita”.

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@Redazione AZ Franchising

Franchising Stella Zeta – Intervista Vincenzo Cambareri

Il franchising Stella Zeta è un progetto trasversale che si rivolge sia a chi desidera mettersi in proprio, sia a chi desidera fare un investimento.

Intervista a Vincenzo Cambareri, fondatore del brand: “la formula del franchising è uno dei nostri maggiori punti di forza e quello su cui vogliamo puntare per il futuro”.

Nel 2005, a Modena, viene inaugurato il primo store Stellazeta. Tre le categorie principali di prodotto: il core è costituito dalla bigiotteria, ma sempre più importanza stanno assumendo accessori e fermacapelli, forti anche dell’aggiunta, nel 2011, della linea Stellinaz per le più piccole. “Per completare l’offerta – afferma Vincenzo Cambareri, fondatore del brand – abbiamo anche un’ampia gamma di gadget e piercing”. Il focus di Stellazeta è soddisfare il gusto di un target femminile molto ampio, garantendo sempre prezzi accessibili a tutti. L’iniziale esperienza di negozio, unita a un attento studio delle tendenze, ha permesso al brand di consolidare la propria presenza su tutto il territorio: oggi, Stellazeta conta oltre 70 stores in Italia e circa 200 dipendenti.

Che peso ha dal punto di vista economico il settore degli accessori nell’intero comparto Fashion?

“Il mondo Stellazeta è Accessorio a 360°, il nostro obiettivo è proprio quello di fornire al cliente una gamma il più possibile completa per poter completare il proprio look. Da parte nostra possiamo dire che la sfida per noi è proprio quella di indovinare i gusti del momento nel Fashion in modo da poter sempre proporre l’accessorio giusto per completare il look e vediamo che c’è grande interesse in questo mondo: un outfit non può considerarsi completo senza i suoi dettagli”.

Quali sono te tendenza dell’estate e quali i prodotti maggiormente richiesti dal mercato?

“Questa Primavera-Estate abbiamo notato un’impennata di interesse nei confronti dei prodotti più colorati e “giocosi”, in primis borse e accessori glitterati ma soprattutto unicorni: stampati sugli zainetti, come ciondoli di collane, vistosi fermagli, la richiesta è veramente altissima. Si conferma e si rafforza la tendenza già osservata questo inverno dell’interesse, da parte soprattutto delle clienti più attente ai trend lanciati sui social network, verso cerchietti imbottiti, importanti e orecchini a cerchio, di tutte le misure.

Che importanza ha il franchising per il vostro brand?

La formula del franchising è uno dei nostri maggiori punti di forza e quello su cui vogliamo puntare per il futuro; è ciò che ci ha permesso di essere presenti capillarmente su tutto il territorio italiano, anche laddove non avevamo inizialmente pensato di arrivare. Con i nostri affiliati è un do ut des: loro si affidano alla nostra competenza consolidata negli anni e allo stesso tempo ci permettono di rafforzare sempre di più il brand, la nostra presenza e il nome Stellazeta”.

Come è costituita la vostra rete. Quanti punti vendita sia affiliati che diretti. Quali progetti per il futuro?

Attualmente la nostra rete è costituita da oltre 70 punti vendita, al 50% negozi diretti, al 50% da franchisee, in questi giorni abbiamo inaugurato a Napoli, nel nuovo Centro Commerciale La Birreria, un nuovo punto vendita in affiliazione. E’ importante per noi continuare a consolidare la nostra presenza sul territorio nazionale, incrementando le aperture in franchising inoltre siamo prossimo a esportare la nostra formula anche all’estero”.

Quale è il profilo del vostro affiliato tipo?

“E’ un profilo che ami il mondo del Retail e in particolare quello degli accessori moda, e che abbia voglia di farsi guidare in questo contesto particolarmente interessante. Il nostro è un progetto trasversale che si rivolge sia a chi desidera mettersi in proprio e trovare una redditizia soluzione di autoimpiego, sia a chi desidera fare un investimento senza dover essere coinvolto nell’operatività quotidiana del punto vendita”.

Perché un potenziale affiliato dovrebbe scegliere proprio il vostro brand?

“Perché nel nostro settore siamo l’azienda italiana leader, perché negli anni abbiamo dimostrato che con la nostra esperienza siamo riusciti a crescere ottenendo risultati tangibili, peraltro all’interno di un mercato e di un settore molto competitivi. Un potenziale affiliato dovrebbe sceglierci anche per il supporto, il know how e l’esperienza che forniamo. Tutte caratteristiche che permettono di ridurre notevolmente il margine di errore e il rischio imprenditoriale. Altri motivi, più pratici e operativi, includono: fornitura di merce in conto vendita, i nostri software gestionali, che permettono di monitorare e ottimizzare gli stock per incrementare i volumi di vendita, oltre a una gamma completa di strumenti di visual merchandising e di marketing: in partica, ogni questione relativa alla gestione del punto vendita è adeguatamente supportata e seguita”.

@redazione az franchising

CARREFOUR: “FORTI INSIEME” – Intervista Maurizio Nicolello, Direttore Franchising

Carrefour: realizzare le proprie aspirazioni imprenditoriali in un clima di fiducia e trasparenza

Intervista a Maurizio Nicolello, Direttore Franchising di Carrefour Italia: “Siamo alla ricerca di imprenditori già presenti nella Grande Distribuzione con  negozio ed insegna propri, ma interessati a cambiare insegna, o persone che vogliono entrare , per la prima volta, nel mondo della GDO.

Con una cifra di 5,51 miliardi di euro, più di 1000 punti vendita tra ipermercati, Carrefour Market, Carrefour Express e Cash e Carry, Carrefour è un’insegna di elevata notorietà presente in 18 regioni e che impiega in Italia oltre 18.000 collaboratori. “Carrefour è arrivato in Italia nel 1999, dal distacco di due grandi aziende GS e Diperdì – afferma Maurizio Nicolello, Direttore Franchising di Carrefour Italia – a sin dal suo esordio nella nostra Penisola è stato abbastanza naturale proseguire con la formula del franchising, perché sia GS che Diperdì già erano strutturate come franchising. La formula si è da subito dimostrata di grande successo anche grazie alla forte riconoscibilità del brand, garanzia di credibilità sul mercato italiano”

Quali sono i vantaggi di affiliarsi a Carrefour?

“Innanzitutto il potenziale franchisee ha la possibilità di scegliere tra diversi format, ciascuno con una strategia studiata ad hoc e assortimenti ampi e profondi che comprendono oltre 3.000 prodotti a marchio Carrefour. Il primo e indiscusso vantaggio è quello di affiliarsi ad un brand consolidato:questo è dimostrato dal fatto che da quando l’azienda è arrivata in Italia, circa 20 anni fa, continua a gestire esclusivamente i Carrefour Market e i Carrefour Express, senza mai cambiare marchio, in quanto garanzia di sicurezza. In secondo luogo all’interno della nostra organizzazione abbiamo delle strutture dedicate che affiancano il franchisee fin dal suo ingresso, sotto l’aspetto finanziario, commerciale ed economico. I nostri capi area, direttori ed ex direttori di supermercati, seguono tutte le fasi dell’apertura di un nuovo punto vendita realizzando una vera e propria formazioni, ed erogando consigli preziosi e fondamentali per l’imprenditore all’interno della propria gestione. Inoltre ci avvaliamo della collaborazione di un network di commercialisti i quali forniscono un servizio di controllo gestione e amministrazione di una attività specifica, come il supermercato, mettendo tutti i mesi a disposizione dell’imprenditore i dati necessari della gestione del suo negozio dando quindi l’opportunità di intervenire in caso di problemi e nel momento più opportuno. In dettaglio supportiamo il nostro franchisee sin dalla fase inziale con progettazione e studio di layout, secondo i più moderni criteri di Commercio e lo aiutiamo nella realizzazione di business plan costruiti sulle singole realtà”.

Come è organizzata la formazione?

“Siamo gli unici in Italia ad offrire una formazione modulare che si sviluppa su tre livelli: il primo rivolto ai dipendenti per prepararli alla vendita e diventare dei buoni caporeparto, i cosiddetti corsi iniziali di mestiere; il secondo, più evoluto, che viene svolto all’interno del supermercato per insegnare la gestione di tutti gli aspetti amministrativi che possono presentarsi all’interno del punto vendita, i corsi di management; il terzo è rivolto agli imprenditori, tenuto da esperti esterni all’azienda, su tematiche commerciali e programmi di aggiornamento, che possono essere di grande rilevanza per il franchisee. Infine abbiamo anche una piattaforma di formazione on line. Questo significa poter realizzare le proprie aspirazioni imprenditoriali in un clima di fiducia e trasparenza. Avvantaggiandosi del know how e dei tanti servizi studiati per garantire la massima redditività dell’investimento”.

Qual è il profilo del vostro affiliato tipo?

“Da sei mesi abbiamo lanciato un progetto che si chiama “Forti Insieme” proprio per la ricerca dei nostri affiliati. Innanzitutto ogni imprenditore ha un ruolo chiave per la comunità in cui opera, dove il suo negozio diventa un punto di riferimento, ma anche per Carrefour, in quanto la conoscenza del territorio e le sue capacità imprenditoriali sono fondamentali per il successo del Gruppo.  Siamo alla ricerca di imprenditori già presenti nella Grande Distribuzione con  negozio ed insegna propri, interessati a cambiare insegna, o persone che vogliono entrare , per la prima volta, nel mondo della GDO. Carrefour ha una serie di supermercati a gestione diretta e altri di prossima apertura, quindi è costante la ricerca di persone con l’ambizione di diventare imprenditori. Nella fare di recruiting  facciamo dei colloqui telefonici e, dopo attente valutazione,  la persona che riteniamo possieda le caratteristiche giuste per poter entrare a far parte del mondo Carrefour, viene inserita in un percorso formativo alla fine del quale gli vengono attribuiti dei negozi di piccole o medie dimensioni, sulla base delle caratteristiche personali e patrimoniali”.

Progetti futuri?

“Puntiamo molto sull’innovazione. Siamo un’azienda che crede molto nelle persone, quindi per le nostre nuove aperture ricerchiamo affiliati con la visione e la condivisione di un progetto durature nel tempo. Infatti nell’imminente futuro sono in previsione circa 300 aperture”.

@Redazione AZ Franchising

QUANTO VALE IL MADE IN ITALY NEL FRANCHISING

LA PAROLA AI PROTAGONISTI: Mario Resca Presidente Confimprese

L’estero funziona. Il made in Italy da esportazione piace soprattutto se declinato sotto l’egida del franchising.

Consolidamento del business in Italia, formula testata, prodotto made in Italy e buon rapporto qualità-prezzo sono le basi per azzardare lo sbarco sui mercati esteri. Sicuramente la politica di rischio condiviso offerta dalla formula franchising rappresenta un’ottima opportunità anche per le aziende di dimensioni più piccole, quelle che, per intendersi, hanno in Italia anche solo una ventina di punti vendita, con l’effetto positivo di fare crescere in patria un indotto di materie prime alimentari, di componenti di arredamento-design e di tessile moda. Molte imprese hanno già un network consolidato in diverse nazioni dove possono sfruttare economie di scala, logistica, supply chain e controllo della qualità sul cibo. Certo, la presenza di catene italiane all’estero è ancora inferiore rispetto a quelle straniere, ma il trend già da qualche anno ha iniziato a progredire a doppia cifra, con aziende che generano fino al 30% dei propri ricavi grazie a canone di affiliazione, royalty e vendita di prodotti. Non c’era da scommetterci sull’estero da quando il commercio italiano, incamminandosi verso il declino dei consumi sul mercato domestico, temeva la scomparsa di bar, caffetterie e casual fast food di casa nostra a discapito dell’invasione (in franchising) di potenti brand globali, invece a marcare la differenza sono la qualità del prodotto in Italia e format di rivendita dal design elegante. Va detto che in queste operazioni di sviluppo all’estero si sta imponendo in modo crescente un trend di affidamento dei ‘servizi di internazionalizzazione’ a società esterne. Ciò avviene in particolare nella gestione amministrativa e delle risorse umane specializzate nel BPO/business process outsourcing, talvolta anche integrato con consulenza legale e professionale, incrementando il livello della qualità e riducendo i rischi e i tempi di gestione di molteplici fornitori locali. Quanto al personale, le aziende preferiscono impiegare figure professionali locali dei master franchisor in un’ottica di risparmio dei costi. Lo sviluppo del brand è affidato a partnership locali opportunamente supportate dai referenti italiani già dalle prime fasi di start up (approvazione location, progettazione, applicazione standard gestionali e operativi, rispetto delle caratteristiche chiave del marchio). Il personale locale viene formato prima dell’apertura presso e tale percorso formativo viene poi consolidato con visite frequenti da parte del team italiano itinerante composto da visual manager e brand manager.

ECCELLENZE ITALIANE ALL’ESTERO: Consigliato da Confimprese

Natuzzi Editions ha vinto il Fast growing retailer estero. Il gruppo di Sant’Eramo in Colle ha registrato una crescita importante all’estero, grazie all’apertura di 52 punti vendita in Cina, Brasile e Usa come mercati prioritari di sviluppo, ma anche in UK, India, Francia. Il brand si è fatto portavoce della qualità artigianale italiana, fiore all’occhiello della produzione Natuzzi, 100% made in Italy con una collezione che propone divani, poltrone, tavoli da pranzo, letti, mobili e complementi d’arredo realizzati sia in collaborazione con designer di fama internazionale sia con il centro stile Natuzzi.

@Redazione AZ Franchising

 

Franchising Carpisa: amore a prima vista

Intervista a Franco Modafferi, proprietario del punto vendita Carpisa di Cosenza.

“Entrando in Carpisa, si coniuga l’aspetto commerciale con una gestione professionale, senza mai dimenticare i valori che caratterizzano una famiglia. Questo mi sento di consigliare a chi vuole avvicinarsi al mondo Carpisa”

MAGGIORI INFORMAZIONI SUL FRANCHISING CARPISA – CLICCA QUI

Nasce come agente di commercio e dal 1987 fino al 2000 circa, ha avuto il privilegio di rappresentare sul territorio calabrese e in parte siciliano, Levi Strauss Italia, successivamente ha intrapreso, come imprenditore, la collaborazione con vari brand leader di mercato, aprendo numerosi pv in Calabria e Sicilia. Entra in contatto con carpisa circa 20 anni fa, in prima battuta con amici vicini alla proprietà, poi direttamente con la proprietà. Oggi, Franco Modafferi, è proprietario del punto vendita a marchio Carpisa di Cosenza, al civico 128 di Corso Mazzini, autentica pietra miliare del brand e dell’organizzazione sul territorio.

Quali sono state le principali motivazioni che l’hanno spinta a scegliere Carpisa franchising?

“Avendo maturato varie esperienze sia come agente che come imprenditore, devo dire che l’incontro con Maurizio Carlino e Gianluigi Cimmino, è stato “amore a prima vista”. Già dal primo appuntamento, sono stati in grado di trasferirmi il progetto Carpisa, la mission aziendale, i valori su cui avrebbero basato e costruito il futuro, che è diventato “nostro” immediatamente”.

Come è stato il sotegno della Casa Madre

“Analisi del territorio, valutazione del business, e poi formazione, supporto e vicinanza costante nella risoluzione delle problematiche”.

E’ necessario seguire dei corsi di formazione?

“E’ fondamentale seguire sia i corsi teorici che pratici. Posso a tal proposito tranquillamente affermare, che Carpisa è assolutamente un modello da seguire in merito a queste punto, vero fiore all’occhiello per qualità dei servizi offerti e direi anche per varietà degli stessi”. Durante i corsi vengono approfonditi tutti i vari aspetti commerciali e non solo, a seconda dei vari livelli, addetto vendita, store manager, visual, marketing, selezione del personale, lettura ed analisi dei kpi”.

Quali sono in termini economici i numeri per chi come lei vorrebbe aprire un punto vendita franchising Carpisa?

“Per un pv localizzato in Centro storico o centro commerciale, con una superfice di vendita di minimo 100 mq + 20/30 adibiti a magazzino, l’investimento è di 100 mila euro, con una stima di fatturato annuo a regime di 500.000 euro. La durata del contratto è di 5 anni rinnovabile, non ci sono fee di ingresso e royalty”.

Che consiglio darebbe ad un nuovo affiliato?

“Entrando in Carpisa, si coniuga l’aspetto commerciale con una gestione professionale, senza mai dimenticare i valori che caratterizzano una famiglia. Questo mi sento di consigliare a chi vuole avvicinarsi al mondo Carpisa, troverà la giusta visione del futuro, innovazione, organizzazione e valori umani, con qualcuno sempre pronto ad ascoltarti”.

I suoi progetti futuri…

“Adesso sono focalizzato sul nuovo, fantastico progetto megastore, che Carpisa sta portando avanti. Innovativo per concezione, vede la consacrazione del mondo “borse”, con quello “viaggio”, con identità propria, ma in un unico contenitore. Vero acceleratore di vendite e quindi di fatturato, ma sono fermamente convinto che il bello debba ancora venire”.

@Redazione AZ Franchising

“Ho scelto Piazza Italia perché offre garanzie di successo”

Un meccanismo vincente che Piazza Italia ha ideato e divulgato.

Giuliano Gangarossa che, insieme alla sua famiglia, è titolare del punto vendita di Piazza Italia di Catania mira ad una espansione dell’azienda

 

Dopo il liceo ha subito intrapreso il percorso di studi di Economia Aziendale all’interno della Facoltà di Economia dell’Università di Catania. Poco tempo dopo ha contemporaneamente affiancato la sua famiglia nella digitalizzazione di alcuni processi fondamentali delle aziende fondate dai genitori. Nel febbraio del 2015 ha deciso, insieme ai fratelli, di intraprendere una nuova avventura, aprendo il primo punto vendita di abbigliamento, scommessa andata a buon fine e che gli ha permesso di rendersi autonomo in termini sia lavorativi che economici dalla famiglia di origine e di estendere l’attività lavorativa oltre i confini catanesi. Giuliano Gangarossa, oggi, è titolare, del punto vendita di Piazza Italia di Catania.

Quando e’ entrato in contatto con il brand Piazza Italia?

“La mia famiglia ed io siamo entrati in contatto per la prima volta con il brand nel novembre del 2005 dopo l’apertura del C.C. Etnapolis a Belpasso”.

Dove ha aperto i punti vendita?

“Abbiamo aperto il punto vendita nel cuore del centro storico di Catania, in Via Umberto I, al numero 13, all’interno di un ex cineteatro degli anni Venti”.

 Quali sono state le principali motivazioni che l’hanno spinta a scegliere Piazza Italia?

“La conquista da parte dell’azienda di una posizione di leadership nel suo segmento di mercato che le ha permesso di affermarsi come brand, quindi le garanzie di successo che questa offre”.

In che modo la casa madre lo ha sostenuto?

“Trasferendoci il Know-How e con un piccolo capital contribution, azioni molto utili quando, come nel nostro caso, si sostiene un investimento importante in termini economici e di immagine su una location unica come quella di un ex cineteatro di pregio storico”.

E’ necessario seguire dei corsi di formazione? Se si su quali aspetti…

“Non è necessario sostenere corsi di formazione. Sicuramente un imprinting manageriale consente un più rapido raggiungimento degli obiettivi”.

Quali sono in termini economici i numeri per chi come lei vorrebbe aprire un punto vendita Piazza Italia?

“Una Società a Responsabilità Limitata, Cinque Collaboratori di fiducia, Dodici ore di lavoro al giorno e 250mila euro di capitale proprio”.

Che consiglio darebbe ad un nuovo affiliato Piazza Italia?

Ad un nuovo affiliato consiglierei di restare molto a contatto col personale di supporto fornito da Piazza Italia, così da poter più velocemente carpire ed entrare a far parte di quel meccanismo vincente che l’azienda ha ideato e divulgato”.

I suoi progetti futuri…

“Internazionalizzare le mie aziende”.

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