Sfruttare scientificamente il web per espandere la propria impresa

Prima Posizione, l’agenzia che crea contatti e aumenta il fatturato delle aziende

Un’attività rintracciabile su Internet è un’attività che ha decisamente più chance di espandersi. Perché è importante essere visibili sui motori di ricerca e quali sono i vantaggi

Intesa San Paolo, Officine Mario Dorin e Zoppelletto. Cosa hanno in comune tutte queste aziende? Si sono affidate all’agenzia Prima Posizione e hanno visto, a seconda degli obiettivi, un aumento del fatturato, delle vendite e un incremento dei contatti.

Per Prima Posizione infatti il web non ha segreti. L’azienda nasce con la mission di aiutare altre imprese ad espandersi sfruttando le potenzialità del web per creare nuovi contatti e vendite.
Non solo fatturato però. Grazie al supporto di Prima Posizione, le aziende si aprono a nuovi mercati (esteri o italiani), assistono alla crescita dei contatti e delle visite, migliorano la brand reputation e raggiungono l’obiettivo di identificarsi come leader nel proprio settore.
Abbiamo estrapolato dei dati importantissimi mediante un sondaggio sottoposto a un centinaio di imprenditori italiani. Il 73% degli intervistati riconosce che Internet può offrire tantissime opportunità di sviluppo per il proprio.
E tu cosa aspetti a rendere la tua impresa di successo grazie al web?

Perché è importante essere visibili sui motori di ricerca? Quali sono i vantaggi?

Un’attività rintracciabile su Internet è un’attività che ha decisamente più chance di espandersi. Sei ancora indeciso se aprirti al mondo del web? La risposta è semplice: non indugiare e fallo subito.
I vantaggi derivanti da una forte presenza online non riguardano solo il fatturato, ma anche la possibilità di testare i tuoi prodotti e di creare una community di clienti fidelizzati che riconosceranno la tua azienda come la migliore per quel preciso servizio.  Ne sono un esempio le numerose aziende seguite da Prima Posizione
Grandibottiglie.com ha sviluppato in soli 6 mesi un +50.000 nuovi visitatori sul suo e-commerce e un aumento del fatturato del 28%.
Sono bastati pochi mesi all’azienda Strada Srl per passare da una richiesta di preventivo al mese a 5 al giorno, mentre il leader delle porte scorrevoli Scrigno ha raddoppiato del 115% le opportunità di new business online, espandendosi notevolmente in Francia, Spagna e Brasile.
Grandi soddisfazioni anche per Italian Coffee, che ha aumentato del 48% il fatturato, o per l’azienda agricola Erika Caldera che ha registrato +75 richieste di preventivo al mese grazie alle strategie studiate da professionisti di Prima Posizione.

I social network, strumento essenziale per promuovere un’azienda

Facebook, Instagram, Linkedin e molti altri, sono ormai strumenti entrati a far parte della nostra quotidianità. A livelli di marketing e promozione i due social di casa Zuckerberg sono importantissimi: permettono di farsi conoscere e di informare gli utenti circa la propria attività.
Linkedin è un altro tra i fondamentali social di riferimento del momento e si rivolge prettamente ai professionisti.
Per un’azienda è imprescindibile attualmente scegliere, in base al proprio target, il social su cui essere visibile.

Intesa San Paolo, Officine Mario Dorin e non solo: le storie di successo di Prima Posizione

Intesa San Paolo aveva un semplice obiettivo: conoscere il comportamento dei propri utenti online in modo da riorganizzare il suo network. Un lavoro fianco a fianco col team della sede di Torino, ha fatto sì che l’obiettivo fosse raggiunto e superato, facendo registrare un +58,66% di traffico organico al sito dopo l’intervento di Prima Posizione.
Le Officine Mario Dorin non avevano mai pensato di espandersi in mercati orientali ma erano in cerca di nuovi orizzonti di mercato.
Dopo un’attenta e dettagliata analisi, la strategia di marketing studiata da Prima Posizione ha portato l’azienda a intercettare nuovi acquirenti provenienti da mercati in crescente espansione: quelli dell’India.
«Ho visto un interessante aumento di lavoro per l’ufficio commerciale che si è trovato a dover gestire una serie di contatti che prima non avevamo» – dichiara Giovanni Dorin che si occupa di marketing, comunicazione e sviluppo di nuovi mercati delle Officine.
Grazie a una strategia vincente hanno ottenuto oltre 100 contatti in 4 mesi. Un risultato di grande importanza e prestigio per le Officine Mario Dorin.
Attiva sul web già da qualche anno, la Zoppelletto Spa, aveva già intravisto le enormi potenzialità del web nell’aprirsi a mercati esteri. «Il nostro rapporto con Prima Posizione è ormai consolidato» – dichiara Luca Zoppelletto, amministratore delegato dell’azienda – «ciò che mi soddisfa di più è la continuità del servizio e l’essere sempre aggiornati e la piena consapevolezza di ciò che sono le diverse realtà».
La Zoppelletto Spa nel giro di qualche anno ha registrato un +285% di contatti, risultato sicuramente incredibile e sbalorditivo.
Federica, titolare di Funny Booth, descrive così il suo rapporto con Prima Posizione, grazie alla quale in due mesi ha ottenuto oltre 200 richieste di preventivo: «Ciò che ci piace di Prima Posizione è la prontezza con la quale rispondono ai nostri dubbi. È un partner ideale perché rappresenta la nostra fonte di contatti. I benefici maggiori li abbiamo avuti nel fatturato, grazie all’individuazione del giusto target al quale rivolgerci. Sono affidabili e umani».
Il futuro delle aziende è già qui e si gioca tutto sulla presenza online.

@Redazione AZ Franchising

L’usato del lusso

Il caso The RealReal negli Stati Uniti è un esempio di elevato livello di servizio, caratteristica del suo successo, un successo crescente che si basa su una totale cross-canalità e sulla fiducia conquistata grazie a importanti investimenti per la certificazione

di Fabrizio Valente*

The RealReal ha sviluppato un mercato che sembrava impossibile: l’usato del lusso, con un assortimento che, oltre all’abbigliamento e gli accessori, oggi comprende anche gioielli, orologi, complementi di arredo e varie altre categorie. Lo slogan è ‘unisciti anche tu al ‘movimento della consegna’: svuota gli armadi, aiuta l’ambiente e migliora il tuo conto in banca’.

Mi fido di te

Naturalmente si parla di prodotti in ottimo stato, la cui originalità viene certificata dagli esperti di The RealReal prima di metterli in vendita. Un aspetto importante poiché vengono trattate anche marche come Gucci, Louis Vuitton e Cartier. L’assortimento è di oltre 8 milioni di referenze che incrementano giornalmente. The RealReal valuta il prodotto e propone il prezzo ai venditori, gli accordi prevedono per chi vende un’interessante percentuale cha va dal 50% all’85%.

Emotional shopping

L’opportunità di comprare il lusso scontato fino al 90% entusiasma molti clienti. Inoltre, dato che i prodotti nei negozi sono offerti anche online e quindi possono essere ritirati in qualsiasi momento, c’è una spinta all’acquisto d’impulso: i clienti di tutto il mondo potrebbero essere interessati allo stesso prodotto di un dato cliente nello stesso momento e spuntarla sul tempo.

Servizio 360°

Una delle chiavi del successo di The RealReal è l’elevato livello di servizio. Se un cliente intende vendere più di 10 prodotti, l’azienda manda a domicilio un esperto per la stima dei prodotti. Se il cliente non abita vicino a un loro magazzino o negozio è possibile spedire gli oggetti per avere una valutazione. Nei negozi e online è disponibile un personal shopper, le valutazioni dei prodotti sono gratuite e sono offerti anche servizi di riparazione dei prodotti. Vengono organizzati eventi settimanali e seminari con esperti di diverse tematiche, come, ad esempio, l’autenticazione dei brandi di lusso.

Commento finale Kiki Lab Ebeltoft Group

The RealReal ha attivato un’ampia domanda latente di prodotti di lusso a prezzo accessibile, conquistando velocemente il mercato grazie alle leve chiave: trasparenza per ottenere fiducia, servizi, cross-canalità e anche un modello che coinvolge i clienti sia come venditori sia, contemporaneamente, come compratori.

Sfida: mantenere alto il livello di controlli e certificazioni dei prodotti messi in vendita.

*Fondatore e amministratore di Kiki Lab – Ebeltoft Italy

Glossier: un brand nato da un blog

Il caso Glossier in U.S.A. è un esempio di boutique progettate in modo instagrammabile e offre una selezione di prodotti per la cura della pelle e del corpo, make-up e fragranze, con la possibilità di personalizzare il packaging

di Fabrizio Valente

Fondatore e amministratore di Kiki Lab – Ebeltoft Italy

L’imprenditrice Emily Weiss, dopo brevi esperienze come modella e in TV in un reality USA, nel 2010, a 24 anni ha lanciato il blog Into the Gloss, dedicato al beauty con una filosofia che ha rotto i cliché tradizionali: “Crediamo che la bellezza dovrebbe essere divertente, semplice, imperfetta e personale. Sei tu a dar vita ai prodotti, non i prodotti a te”. Il blog ha velocemente attratto e fidelizzato una community di teenager, di Millennial e anche di celebrities. Dopo 4 anni, Emily ha lanciato online il brand Glossier, come testimone di un lusso accessibile, molto trendy, coinvolgente e “figlio” della community. Con lo slogan “Skin first. Make-up second” Glossier offre una selezione di prodotti per la cura della pelle e del corpo, make-up e fragranze, con la possibilità di personalizzare il packaging.

Progetto nativo digitale Glossier

Dal 2018 Glossier ha iniziato ad aprire negozi fisici, prima a Los Angeles e subito dopo a New York. Quest’ultimo flagship, aperto nello stabile della sede dell’azienda, ha subito ottenuto un grande successo, nonostante la location poco trendy, ai margini di Chinatown. La facciata è anonima e understated, ma nel weekend già prima dell’apertura si forma una lunga coda di fan per entrare.

Negozi instagrammable

L’esperienza del negozio è intensa: musica alta e tanti angoli predisposti per selfie con le amiche da postare su Instagram e i vari social, in particolare il Boy Brow Room, spazio dedicato al gel per sopracciglia, best seller di Glossier con prodotti giganti e specchi su tutte le pareti. Le boutique sono contraddistinte dal rosa del brand, presente dappertutto e anche caratterizzante le divise delle addette.

Sharing Experience

La boutique di New York accoglie le clienti con un desk che, oltre a offrire il benvenuto, consegna eventuali ordini acquistati online. Una scalinata hollywoodiana conduce al negozio, in cui tutti i prodotti sono a disposizione delle clienti, presenti per lo più con gruppetti di amiche, tutte completamente a proprio agio nel provare tutti i prodotti. Nonostante la presenza delle beauty assistant la maggior parte delle clienti preferisce truccarsi reciprocamente prima del classico selfie. Il processo di vendita prevede l’acquisto con il pagamento (solo con carte) a una delle addette, tramite tablet. I prodotti non sono stoccati nell’area vendita, ma arrivano dal magazzino, situato al piano superiore, con uno scenografico sistema automatico che in pochi minuti fa pervenire la shopper bag dell’acquisto personalizzata con il nome della cliente.

Un brand nativo digitale sviluppatosi velocemente seguendo in modo corretto il processo di sviluppo tipico di questi posizionamenti: blog, social, ecommerce, boutique. Emily Weiss sta dimostrando di essere brava anche col retail fisico, offrendo esperienze multisensoriali e facilmente condivisibili con le amiche. Sfida: restare coerenti sapendosi innovare in un mercato che continua a creare successi planetari basati sui Social in tempi sempre più rapidi.

 

Caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 14, di Kiki Lab – Ebeltoft Group

Glossier – U.S.A.
Boutique progettate in modo instagrammabile per un brand, nato da un blog, che ora spopola fra teenager e Millennial.

Area chiave
Engagement

Tendenze complementari
Nativo digitale; Instagrammable store

Info chiave
• 2010: lancio del blog Into the Gloss
• 2014: lancio online del brand Glossier
• 2018: aperture a Los Angeles e a New York
• 250 mq superficie media
• 150 dipendenti

 

Come acquistano oggi gli Eshopper italiani?

Shopping online: l’impennata di e-commerce e pagamenti digitali

Tra negozi chiusi più o meno in tutto il mondo, quarantene forzate e Smart working lo shopping online è in netta accelerazione nei settori del largo consumo.

Lo smartphone è fondamentale nella fase di decisione dell’acquisto online. L’analisi di Netcomm in collaborazione con Diennea rivela infatti che E-mail, sms e notifiche via app rappresentano lo strumento più efficace per raggiungere il cliente e fargli fare il primo passo nel processo d’acquisto: il 22% degli acquisti online sono diretta conseguenza di questo strumento di marketing. Il punto vendita fisico mantiene la sua efficacia: la visita in negozio è decisiva per il 18,4% degli acquisti. Dagli insight raccolti dall’indagine netRetail 2019, lo studio Netcomm effettuato in collaborazione con Kantar, emerge inoltre una crescita della fiducia verso i siti di ecommerce.Gli Italiani sono sempre più disponibili a salvare online i propri dati di pagamento per non doverli reinserire in acquisti futuri: il 57% del campione effettua questa scelta se ritiene che il sito di e-commerce sia affidabile.

L’IMPATTO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SUL RETAIL

Il 2019 è stato l’anno decisivo per le imprese che intendevano investire in tecnologie, consentendo così al sistema italiano di svolgere un ruolo decisivo nella trasformazione digitale in atto, anche a livello internazionale. La svolta è imprescindibile e gli investimenti in formazione per accrescere le competenze digitali nel nostro Paese saranno fondamentali. È sempre più urgente, infine, avviare un piano concreto di definizione e creazione di distretti digitali, affinché l’Italia possa incrementare il suo livello di competitività e di crescita dell’export nell’eCommerce.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E RETAIL

Il retail è una delle industrie in cui l’impatto dell’applicazione dell’intelligenza artificiale potrà essere più interessante e immediato, proprio perché in grado di avvicinare anche gli utenti finali, nelle loro abitudini quotidiane, alle nuove frontiere dell’innovazione. Non a caso, nel mondo del retail sono già state adottate soluzioni di AI per migliorare la relazione con i clienti, come lo sviluppo appena iniziato dell’uso dei chatbot. I processi di automazione legati alla filiera logistica, ma anche al machine learning e alle analisi predittive sono elementi decisivi per la creazione e il rafforzamento di una relazione sempre più personalizzata tra i brand e i clienti. In un contesto economico nazionale e internazionale, dove il fattore determinante nell’arena competitiva delle aziende è la capacità di garantire un’offerta sempre più personalizzata, le innovazioni che porterà l’AI potranno migliorare la comprensione delle aspettative dei clienti, facilitando la personalizzazione e la product recommandation, rendendo più efficienti i servizi pre e post sale e ottimizzando la supply-chain.

I rifiuti di plastica diventano capi di abbigliamento

I rifiuti di plastica raccolti dall’oceani diventano capi di abbigliamento.

Il caso Ecoalf in Spagna è un esempio di progetto imprenditoriale evoluto sviluppare tessuti di qualità nati a partire da bottiglie di plastica, vecchie reti da pesca, caffè macinato, pneumatici, ecc., con processi di produzione che utilizzano una bassissima quantità di risorse naturali

di Fabrizio Valente*

Ecoalf è un progetto che intende coniugare abbigliamento moderno con eco-sostenibilità. Il fondatore Javier Goyeneche racconta di aver scoperto da un pescatore, un giorno su una spiaggia spagnola, che ormai nelle reti il peso della plastica raccolta superava quello del pesce. Da lì la sua idea di lanciare un business che riciclasse quella plastica, scegliendo l’abbigliamento. Da una prima analisi capì che i tessuti allora disponibili di plastica riciclata non permettevano di ottenere capi di elevata qualità. Per più di tre anni ha quindi effettuato numerosi investimenti in R&S per sviluppare tessuti di qualità nati a partire da bottiglie di plastica, vecchie reti da pesca, caffè macinato, pneumatici, ecc., con processi di produzione che utilizzano una bassissima quantità di risorse naturali (elettricità e acqua) e producono poche emissioni di CO2. Gli studi sono arrivati a individuare tessuti resistenti, facili da lavorare e di lunga durata, per ridurre l’impatto sull’ambiente.

Nativo digitale

Quando nel 2013 l’azienda si è lanciata sul mercato ha aperto parallelamente il canale digitale (ecommerce), che oggi spedisce in tutti i Paesi europei, Stati Uniti e Giappone, con i canali fisici: 2 negozi monomarca a Madrid e a Berlino e vari negozi multimarca (oggi sono 430). In questo modo Ecoalf è in linea con le aspettative del suo target prevalente, di cultura elevata e forte digitalizzazione.

Valori etici

Ricordando lo stimolo iniziale a creare il progetto, nel 2015 Ecoalf ha iniziato una collaborazione con un’associazione di pescatori per riutilizzare i rifiuti di plastica raccolti dall’oceano. Oggi il progetto consente di ripulire ben 250 tonnellate di plastica all’anno. Un successo che ha stimolato altri progetti simili con altre associazioni di pescatori non solo in Spagna, ma anche in Thailandia.

Anche i negozi di Madrid e Berlino sono stati realizzati interamente con materiali riciclati e includono aree attrezzate per ospitare conferenze, mostre e proiezioni per promuovere la sostenibilità.

Sostenibilità con stile

Ecoalf si è caratterizzata in modo attrattivo anche grazie a collaborazioni con brand di culto come Apple, Sybilla, Goop e Will.i.am, oltre che alla presenza in templi del retail come Harrods e Barney’s. Il visual merchandising dei negozi, la comunicazione in-store e le etichette dei prodotti sono attrattivi e comunicativi, per spiegare ai clienti ad esempio da dove proviene un certo materiale o quante bottiglie di plastica sono state utilizzate per realizzare un capo.

 Ecoalf riesce con successo a coniugare valori e stile urbano, intercettando una base sufficientemente ampia di clienti disponibili a spendere un prezzo medio-alto per un prodotto di alta qualità e alti valori. L’azienda è riuscita anche a diffondere l’impegno, grazie a varie collaborazioni e partnership. Ecoalf è stata selezionata da Oscar Farinetti come uno dei partner per il nuovo progetto di retail sostenibile Green Pee che sarà lanciato entro un anno.

Sfida: consolidare la coerenza del progetto e riuscire anche ad abbassare i prezzi per allargare la base dei clienti anche ai Millennials impegnati, ma con una limitata disponibilità di reddito.

 *Fondatore e AD di Kiki Lab – Ebeltoft Italy

 

Premio Gold Effie per Dash con la campagna “Io Pod, e tu?”

DASH CONQUISTA IL PREMIO GOLD EFFIE CON LA CAMPAGNA “IO POD, E TU?”

Dash, con la campagna “Io POD, e tu?” ha fatto goal agli Effie Awards Italy, conquistando il premio gold nella categoria “Reinassance”. La campagna, firmata dal regista e sceneggiatore Paolo Genovese, con protagonista il campione del mondo di calcio Francesco Totti, è stata premiata a Milano, essendosi distinta per creatività e risultati generati. Gli Effie Awards incoronano, infatti, le campagne che più contribuiscono al successo di un brand, sottoponendole a un rigoroso processo di selezione. La giuria degli Effie Awards Italy si è riunita a giugno e ha valutato le campagne in corsa considerando diversi aspetti quali: la strategia, la creatività, i media e l’esecuzione. A determinare la vittoria di “Io POD, e tu?” è stata una pluralità di fattori, a partire dalla communication idea basata sulla grande popolarità del testimonial scelto: Francesco Totti.

@Redazione AZ Franchising

Yamamay presenta la nuova Collezione Cruise 2020

Gennaio 2020.

Yamamay presenta la nuova Collezione Cruise 2020, protagonista degli scatti la modella italiana Matilde Rastelli, una bellezza limpida e naturale, capace di indossare in modo molto sensuale ma allo stesso tempo fresco e spontaneo capi e lingerie femminile.

Le immagini, realizzate in studio, focalizzano lo sguardo su Matilde e sulla sua personale interpretazione dei capi più iconici della prima parte della collezione pensata per la stagione primaverile. Una semplicità di stile volta a sottolineare il fortissimo impatto visivo della bellezza femminile, esaltata dalle forme e dalle nuance dei capi che alternano colori più classici come il glicine e il melanzana a toni più accesi come quelli utilizzati per le stampe tropicali che arricchiscono questa parte della collezione.

Ricami, pizzi e stampe ispirati alle bellezze della natura impreziosiscono e decorano con giochi di trasparenze completi lingerie, body e pigiami per un effetto romantico ma al tempo stesso elegante, misterioso e seducente.

Scopri come aprire uno store Yamamay

40 Candeline per Metro La casa dell’Horeca

Metro, la casa dell’Horeca di Venezia spegne 40 candelini.

A tre anni dall’inaugurazione di METRO La Casa dell’Horeca, si taglia il traguardo dei quarant’anni di attività del punto vendita. METRO La casa dell’Horeca di Venezia accoglie e serve i professionisti della ristorazione e dell’ospitalità di una delle città più attive d’Italia sul fronte dei consumi “fuori casa”. Basti pensare che il giro d’affari, a Venezia e provincia, incide per il 2,6% sui consumi fuori casa nazionali, percentuale che si traduce in un fatturato complessivo di oltre 2 miliardi di euro, sviluppato per l’80% dai turisti. L’intero comparto Horeca di Venezia e provincia conta oltre 7.100 punti di consumo totali, oltre il 50% dei quali ha scelto METRO come fornitore. Di questi, 1.100 attività vengono servite nella sola laguna grazie alle barche “METRO da Te” che, ogni giorno, navigano lungo i canali della Serenissima per portare direttamente presso i locali dei propri clienti tutta la qualità e la freschezza che contraddistingue i prodotti METRO.

@Redazione AZ Franchising

Helbiz porta i monopattini a Miami

I monopattini elettrici alla conquista della East Coast Americana.

Helbiz porta i suoi monopattini a Miami. Per la società americana fondata dall’italiano Salvatore Palella, si tratta di un altro importante traguardo nell’ottica di un’espansione globale della sua ormai nota piattaforma per la smart mobility in formato sharing. L’ingresso delle due ruote elettriche nel cuore della Florida – frutto di una licenza rilasciata dall’amministrazione cittadina – rappresenta infatti il primo passo di un percorso di sviluppo su tutta la East Coast americana. “La conformazione della città, il grande afflusso di visitatori durante l’anno e il clima favorevole, con quasi 250 giorni di sole all’anno, fanno di Miami una città ideale per lo sviluppo di un sistema virtuoso di sharing mobility”, commenta Salvatore Palella, fondatore e CEO di Helbiz.

@Redazione AZ Franchising

La sicurezza informatica nelle PMI – Internet of Things

Per proteggere i dati della propria impresa occorre scegliere il giusto provider di software e servizi.

Sensori che monitorano l’usura dei macchinari, segnalandone guasti e programmandone la manutenzione; dispositivi di tracciamento per la logistica; sistemi di distribuzione di contenuti multimediali su migliaia di schermi sparsi per il pianeta; e ancora, device che raccolgono ed elaborano ogni tipo di dato per migliorare prestazioni, ridurre i consumi, fornire analisi predittive.

L’Internet of Things ha innumerevoli applicazioni ed è ormai realtà nel campo industriale, anche in Italia, e lo sarà sempre di più.

Gli ultimi dati dell’Osservatorio IoT della School of Management del Politecnico di Milano, relativi al 2017, evidenziano che solo l’8% delle imprese dichiara di non sapere nulla di questo tema (contro il 25% dell’anno precedente), che un terzo circa ha partecipato a eventi sul tema e il 28% prevede di intraprendere azioni in questo ambito. Tuttavia c’è ancora molto da fare per sfruttare tutti i vantaggi dell’IoT e, per partire davvero con il piede giusto, le aziende, soprattutto le PMI, devono adottare un approccio che metta al centro un tema spesso sottovalutato: quello della sicurezza.“L’Internet of Things è una tecnologia che cambierà il nostro modo di vivere e che porterà sotto i riflettori il tema della sicurezza informatica, sul quale nel nostro Paese siamo drammaticamente indietro – afferma Bosello, presidente di Securbee, società specializzata in consulenza e servizi in ambito information & cyber security  –. Dobbiamo partire dalla consapevolezza che i dati sono un valore e un asset fondamentale per qualsiasi azienda, e vanno protetti con un approccio di “security by design”, cioè progettando sistemi, prodotti e servizi nell’ottica di garantire sicurezza, privacy e protezione dai rischi”. Rischi che, non dimentichiamolo, possono essere consistenti: non è un caso che alcuni degli attacchi informatici più gravi del recente passato abbiano sfruttato proprio dispositivi IoT. Come nel caso del DDoS record lanciato nell’agosto 2016 dalla botnet Mirai, che interessò 2,5 milioni di dispositivi connessi e rese internet irraggiungibile per alcune ore negli USA: un danno da milioni di dollari che ebbe però il merito di far balzare il tema security fra le priorità.

Ma quali sono i punti da presidiare con più attenzione quando si parla di IoT in azienda?

Due sono le tendenze prevalenti al momento: architetture Point-To-Point, dove i singoli nodi comunicano tra di loro, e architetture di tipo Cloud, dove i nodi sono connessi a internet tramite Wi-Fi o cavo Ethernet. Nel primo caso le informazioni passano da dispositivo a dispositivo, mentre nel secondo occorre costruire una rete in grado di gestire una grande mole di dati. La scelta del modello di rete IoT aziendale dipende da diversi fattori: budget (consistente per le soluzioni dei vendor, più basso se si opta per l’open source), dislocamento fisico dei dispositivi, copertura tecnica della rete, esigenze di personalizzazione. Ciascuna opzione presenta specifici problemi di sicurezza che vanno valutati attentamente assieme al proprio provider di servizi. L’importante è che questo sia fatto fin dall’inizio. In realtà, essere superficiali sulla sicurezza vuol dire trovarsi in un secondo momento a rifare, riscrivere, aggiungere, eccetera. Chi opta per un modello P2P deve prepararsi a gestire la sicurezza su ogni dispositivo, mentre per i servizi in cloud oggi la security è “by design”, cioè i sistemi sono progettati fin dall’inizio con l’obiettivo di proteggere dai rischi, centralizzando la sicurezza in applicazioni che gestiscono da remoto i dispositivi e li escludono se risultano compromessi (rendendo di fatto inutile, per chi attacca, “bucare” un singolo dispositivo). Ciò non toglie che bisogna sempre porre attenzione ad accessi, criptazione dei dati e aggiornamenti per ridurre al minimo i rischi.

Sono tutti argomenti su cui c’è ancora poca consapevolezza, soprattutto nelle PMI, che sono poi l’ambito dove oggi, e ancora di più nel prossimo futuro, l’introduzione dell’IoT potrà fare la differenza in termini di competitività. Si parla molto di smart factory e di Industria 4.0 ed è determinante per le piccole e medie imprese italiane entrare in questo mondo. Ma per coglierne i vantaggi è fondamentale cominciare con l’approccio giusto, quello che riconosce il valore del dato e l’importanza della sua protezione.

@Redazione AZ Franchising