BURGER KING®: UNA SCELTA VINCENTE

Dei 205 ristoranti presenti, 150 sono gestiti in franchising, 55 sono diretti. L’obiettivo è superare i 300 ristoranti entro la fine del 2022.

Il brand è sempre alla ricerca di nuovi franchisee motivati che vogliano fare impresa per far crescere ancor di più il marchio Burger King® in Italia.

Il mercato italiano è appena all’inizio e i margini di crescita e di profittabilità sono molto interessanti per chi ha interesse a lavorare bene con un marchio internazionale come il nostro

Burger King® nasce a Miami nel 1954. A soli 12 anni dall’apertura del primo ristorante, l’azienda concede la sua prima licenza per l’apertura di un nuovo punto vendita alle Bahamas. In Italia Burger King® è arrivato nel 1999 a Milano aprendo proprio grazie a una licenza in franchising e ha mantenuto questo business model fino al 2015 anno in cui ha cominciato ad affiancare anche le aperture dirette. Il fatturato dell’azienda nel 2018 è stato di 213 mln di Euro (+21% vs ’17). Dei 205 ristoranti presenti, 150 sono gestiti in franchising, generando circa i 2/3 del fatturato totale. 55 sono diretti. L’obiettivo è superare i 300 ristoranti entro la fine del 2022.

AFFILIARSI A BURGER KING

Il brand è sempre alla ricerca di nuovi franchisee motivati che vogliano fare impresa per far crescere ancor di più il marchio Burger King® in Italia. Il mercato italiano è appena all’inizio e i margini di crescita e di profittabilità sono molto interessanti per chi ha interesse a lavorare bene con un marchio internazionale. Ad oggi il focus è sul recruiting di franchisee che siano in grado di sviluppare progressivamente tra i 3 e 5 ristoranti. La precedente esperienza nel mondo del food o del retail non è un requisito essenziale, ma ovviamente l’eventuale assenza di tale requisito rende necessaria un’ulteriore fase di strutturazione del franchisee – che l’azienda fornisce attraverso training costanti – al fine di acquisire le necessarie competenze, soprattutto operative.

LA FORMAZIONE DEL FRANCHISEE

Non è richiesta una particolare specializzazione nel settore della ristorazione o del food retail, ma, in mancanza di questo, l’azienda affianca passo dopo passo il franchisee nel suo percorso di specializzazione e gestione del punto vendita. Tutto il personale viene formato con corsi in aula e on the job. Nel 2015 è nata la Burger King® Academy, la scuola di formazione gratuita aperta non solo ai dipendenti, ma anche a chi desidera intraprendere una carriera nel settore del food & beverage.

IL SUCCESSO DEL PRODOTTO

I ristoranti Burger King® si distinguono per le porzioni abbondanti e il gusto unico della carne cotta alla griglia. Il rapporto qualità prezzo che viene offerto rispetto ad altri player del mercato è generalmente molto apprezzato. I locali sono caldi e accoglienti per creare un ambiente familiare e informale. Fondamentale poi è la componente tecnologica in sala come in cucina, che consente al cliente di vivere un’esperienza customizzata attraverso la app e particolarmente coinvolgente grazie ai kiosk self order che consentono di scegliere il proprio menù con tranquillità.

IL VANTAGGIO DI AFFILIARSI A BURGER KING®

Un nome noto, un logo riconoscibile e la buona reputazione di cui il brand gode in Italia sono già tre validi motivi per scegliere di diventare un affiliato. Burger King® è tra i più grandi gruppi di ristorazione veloce al mondo e per tanto ha elevati standard che vanno assolutamente tenuti in considerazione. Ai franchisee si chiede innanzitutto di rispettare fedelmente questi standard e di essere aperti alla rapida evoluzione che sta vivendo il brand in questi ultimi anni. I fornitori di materie prime sono selezionati e approvati centralmente dalla company, cosa che garantisce un network e una logistica superiore. Tutto lo staff centrale poi si impegna a garantire ai franchisees un supporto ampio e continuativo nella gestione e sviluppo del business day by day, nella gestione del conto economico, nel raggiungere l’eccellenza operativa, nel controllo dei costi contestualmente alla massimizzazione della profittabilità, nella formazione e crescita del personale e nell’attuazione di efficienti campagne di marketing.

OBIETTIVI FUTURI E ESPANSIONE DEL BRAND

Nei prossimi quattro anni Burger King® aprirà in Italia 120 ristoranti. Dal 2015 ad oggi è stato introdotto un importante piano di espansione che ha fatto crescere significativamente il numero dei ristoranti presenti sul territorio. Alle aperture in franchising sono state affiancate anche quelle dirette, gestendo direttamente oltre cinquanta ristoranti in qualità di master franchisee. Al momento è in essere la collaborazione con 39 franchisee dislocati su tutto il territorio, ovviamente l’obiettivo è di incontrare persone valide che credano nel progetto e che vogliano far parte della famiglia Burger King®, supportandola nell’espansione e aiutandola a raggiungere luoghi dove ancora il brand non è presente.

@Redazione AZ FRANCHISING

Intervista a Fabrizio Gaggio, Direttore Generale Gruppo UNA

Sono 37 le strutture che attualmente compongono il portfolio di Gruppo UNA, presente in 10 regioni italiane con un’offerta di ben 5.000 camere distribuite su 19 destinazioni

Fabrizio Gaggio, Direttore Generale Gruppo UNA: “per quanto riguarda il franchising il nostro obiettivo è proporre un modello vincente, snello e alternativo per essere un punto di riferimento nel processo di affiliazione, così da creare un sistema virtuoso per fare sistema e fornire agli affiliati strumenti utili per uno sviluppo ulteriore”

Qual è il futuro del turismo legato a strutture solide e tradizionali come la vostra?

“Gruppo UNA nasce dalla vocazione all’ospitalità, una ospitalità declinata  sull’idea di Italian Lifestyle ovvero un mix unico di passioni, tradizioni, conoscenze e modi di essere che caratterizzano il nostro paese. Il Made in Italy è il fattore che da sempre Gruppo UNA detiene nel proprio DNA e che, unito alla volontà di posizionare il cliente ancora più al centro delle proprie attività, per migliorare la qualità percepita anche attraverso un processo di rinnovamento e sviluppo della brand experience, permetterà di creare per l’ospite quel valore assoluto che non ha motivo di temere le sfide che il futuro ci presenterà”.

In virtù proprio dei cambiamenti, i cosiddetti soggiorni alternativi, quali sono i piani di sviluppo per il suo gruppo?

“Gruppo UNA vanta una grande eterogeneità in termini di offerta, dal tradizionale business hotel al resort di charme passando per una importante offerta di residence, ville e boutique hotel. Di conseguenza intercettiamo ed interpretiamo già i fenomeni di ospitalità degli ultimi anni che guardano ad esperienze meno legate al classico soggiorno in albergo. Il Gruppo intende sfruttare al massimo la sua duttilità per reinterpretare al meglio le nuove esigenze che l’ospite manifesta e che sono legate ad un soggiorno integrato quanto più possibile al territorio”.

Qual è la vostra presenza in Italia e cosa prevedete per i prossimi anni. Vi interessa il mercato internazionale?

“Sono 37 le strutture che attualmente compongono il portfolio di Gruppo UNA, presente in 10 regioni italiane con un’offerta di ben 5.000 camere distribuite su 19 destinazioni. Una realtà importante che, unita ad una chiara strategia manageriale, rappresenta la base di crescita per il futuro. Nell’immediato si avrà la riapertura del Principi di Piemonte UNA Esperienze di Torino, hotel cinque stelle attualmente in ristrutturazione e, nel 2020, anche la città di Milano sarà protagonista di una importante riapertura. A questi progetti di rinnovamento si aggiungeranno nuovi ingressi di strutture, in un’ottica di potenziamento e sviluppo dell’offerta che, per il momento, riguarderà solo la Penisola, in un’ottica di consolidamento della brand awareness di Gruppo UNA profondamente legata al nostro modo di interpretare l’Italian Lifestyle”.

Quali sono i vantaggi di appartenere ad un gruppo?

“Fare parte di un gruppo alberghiero strutturato consente di giocare una partita diversa rispetto a quella di un singolo hotel. Oggigiorno una gestione performante passa necessariamente da una distribuzione internazionale del prodotto, efficiente sotto il profilo tecnologico e consapevole rispetto ai mille risvolti che stanno dietro le quinte dell’arena di commercializzazione on line e off line. Un gruppo consente di estendere le opportunità di vendita, ottimizzare al meglio la gestione dei costi e in ultima analisi di migliorare il conto economico”.

A tal proposito i sistemi a rete offrono tantissime opportunità e il sistema alberghiero per quanto riguarda il franchising può essere considerato ancora vergine. Quali vantaggi e vostre novità?

“Il franchising alberghiero è ad oggi una opportunità che in Italia è ancora poco sviluppata. Molti imprenditori preferiscono la totale autogestione trascurando alcuni vantaggi che così sacrificano, ma anche a causa di modelli di franchising molto invasivi e costosi, per lo più legati a brand internazionali. Gruppo UNA sta studiando una formula che possa rappresentare la giusta via tra il vantaggio di affiliarsi ad un gruppo alberghiero e una soluzione non troppo invasiva rispetto a standard da implementare e costi da sostenere”.

Ad oggi quali sono i punti di forza delle vostre strutture?

“Da un punto di vista di prodotto ciò che ci contraddistingue è senza dubbio la suddivisione delle strutture in tre nuove collezioni con caratteristiche proprie, pensate per offrire un servizio sempre più personalizzato. Così facendo siamo certi di poter soddisfare appieno le esigenze di ogni tipologia di viaggiatore, sia esso fuori casa per motivi di business o per un viaggio di piacere. Inoltre, alle caratteristiche peculiari delle diverse strutture, si affiancano pregi a livello di brand: Gruppo UNA garantisce grande affidabilità nell’erogazione dei propri servizi, oltre ad una forte esperienza e competenza nel settore che affonda le proprie radici in una marcata tradizione nell’hospitality. Considerando invece l’aspetto strategico, l’intenzione di Gruppo UNA è proporre un modello di franchising vincente, snello e alternativo per essere un punto di riferimento nel processo di affiliazione, così da creare, in ultima analisi, un sistema virtuoso per fare sistema e fornire agli affiliati strumenti utili per uno sviluppo ulteriore”.

@Redazione AZ Franchising

Come aprire un negozio in franchising di arredi

Arredamento? con il franchising di guadagna di più.

Il settore dell’arredamento ha dimostrato grande innovazione negli ultimi anni. Anche i franchising di arredamento hanno saputo cogliere i cambiamenti del mercato e creare format interessanti con ottime prospettive di guadagno e soddisfazione personale per gli imprenditori che decidono di affiliarsi. Una rete in franchising nel settore dell’arredamento è in grado di offrire innumerevoli vantaggi, tra questi un know how maturato in decenni di esperienza, formazione, assistenza e consulenza che permettono anche a chi non ha esperienza di aprire un negozio di arredamento con successo. I negozi di arredamento in franchising sono inoltre in grado di offrire prodotti di qualità ed a prezzi accessibili grazie alle economie di scala. Il franchisee che apre un negozio di arredamento potrà contare anche sulle campagne di marketing a livello nazionale e sulla popolarità acquisita dal brand.

Non tutti i negozi di arredamento ed i marchi sono uguali.

L’offerta è davvero variegata: si va infatti dalle ultime novità in ambito di design fino ai negozi di arredamento classico, in arte povera, in stile country o shabby chic, con frequenti commistioni tra questi stili. Il mondo dell’arredo è davvero molto articolato: per questo sarà necessario, innanzitutto, di focalizzarsi su uno stile o su una tipologia di arredo.

Il negozio franchising di arredi.

Sono infatti molti i marchi tra cui scegliere in questi settori sui requisiti che dovresti avere per aprire un negozio di design o di arredamento in franchising. Non sono infatti richiesti requisiti particolari, come titoli di studio o altro. In realtà anche in questo settore sarebbe consigliata un’esperienza seppur. In genere il franchisor che si sceglie offre una formazione preapertura e un’assistenza continuativa. Per quanto riguarda invece gli aspetti burocratici, per l’apertura di un negozio di arredamento è necessario: aprire una partita IVA, Iscriversi alla Camera di Commercio locale, inviare la comunicazione unica per l’inizio dell’attività al comune di ubicazione del negozio. A seconda delle dimensioni del negozio. Spesso il franchisor indica anche il numero di addetti necessari a seconda della dimensione del negozio. Un fattore importante è quello della scelta del locale per il negozio: soprattutto per i punti vendita di arredamento, è necessario considerare una superficie molto ampia, possibilmente con più vetrine e collocata in una zona di forte passaggio. Anche per questo aspetto di solito le indicazioni del franchisor sono molte chiare.

@Redazione AZ Franchising

 

iDO: ecco le novità

Nella stagione SS20, per la prima volta, iDO introduce la linea beachwear. Grande novità per il brand che ha sviluppato capi per bambini adatti a vivere in armonia e divertimento il mare e la spiaggia, sempre in linea col mood di collezione e perfetti per lo stile dei più piccoli. Diversi modelli di costumi da bagno si abbinano agli accessori giusti – come ciabattine, bandana, teli mare – e a copricostume a tema. Abitini, completini due pezzi, t-shirt, canotte, completano l’offerta iDO per un’estate dedicata ai bambini, frizzante e iper-colorata!

iDO lancia la collaborazione con Special Olympics  la nota Onlus che propone e organizza eventi sportivi per persone con e senza disabilità intellettiva.  iDO, che da sempre mette al centro la sua passione per i bambini e l’importanza dell’educazione, in questo caso l’educazione all’integrazione, ha deciso di supportare l’associazione attraverso una partnership siglata a settembre 2019 e che si svilupperà per tutta la durata dell’anno scolastico.
La collaborazione tra iDO e Special Olympics Italia nasce dall’esigenza di condividere i valori di sensibilizzazione, sostegno e inclusione, essenziali per la formazione degli adulti di domani.
Inoltre, nel 2019 l’identità di iDO ha subito un restyling. Il logo cambia colore e diventa blu scuro, adattandosi meglio al mercato di riferimento, rafforzato anche dall’aggiunta di 0-16 che sta appunto a indicare l’età di riferimento del target. Infine, il payoff “Everyday Style” viene inserito in armonia con il resto del logo.

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@Redazione AZ Franchising

 

Franchising Carpisa: amore a prima vista

Intervista a Franco Modafferi, proprietario del punto vendita Carpisa di Cosenza.

“Entrando in Carpisa, si coniuga l’aspetto commerciale con una gestione professionale, senza mai dimenticare i valori che caratterizzano una famiglia. Questo mi sento di consigliare a chi vuole avvicinarsi al mondo Carpisa”

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Nasce come agente di commercio e dal 1987 fino al 2000 circa, ha avuto il privilegio di rappresentare sul territorio calabrese e in parte siciliano, Levi Strauss Italia, successivamente ha intrapreso, come imprenditore, la collaborazione con vari brand leader di mercato, aprendo numerosi pv in Calabria e Sicilia. Entra in contatto con carpisa circa 20 anni fa, in prima battuta con amici vicini alla proprietà, poi direttamente con la proprietà. Oggi, Franco Modafferi, è proprietario del punto vendita a marchio Carpisa di Cosenza, al civico 128 di Corso Mazzini, autentica pietra miliare del brand e dell’organizzazione sul territorio.

Quali sono state le principali motivazioni che l’hanno spinta a scegliere Carpisa franchising?

“Avendo maturato varie esperienze sia come agente che come imprenditore, devo dire che l’incontro con Maurizio Carlino e Gianluigi Cimmino, è stato “amore a prima vista”. Già dal primo appuntamento, sono stati in grado di trasferirmi il progetto Carpisa, la mission aziendale, i valori su cui avrebbero basato e costruito il futuro, che è diventato “nostro” immediatamente”.

Come è stato il sotegno della Casa Madre

“Analisi del territorio, valutazione del business, e poi formazione, supporto e vicinanza costante nella risoluzione delle problematiche”.

E’ necessario seguire dei corsi di formazione?

“E’ fondamentale seguire sia i corsi teorici che pratici. Posso a tal proposito tranquillamente affermare, che Carpisa è assolutamente un modello da seguire in merito a queste punto, vero fiore all’occhiello per qualità dei servizi offerti e direi anche per varietà degli stessi”. Durante i corsi vengono approfonditi tutti i vari aspetti commerciali e non solo, a seconda dei vari livelli, addetto vendita, store manager, visual, marketing, selezione del personale, lettura ed analisi dei kpi”.

Quali sono in termini economici i numeri per chi come lei vorrebbe aprire un punto vendita franchising Carpisa?

“Per un pv localizzato in Centro storico o centro commerciale, con una superfice di vendita di minimo 100 mq + 20/30 adibiti a magazzino, l’investimento è di 100 mila euro, con una stima di fatturato annuo a regime di 500.000 euro. La durata del contratto è di 5 anni rinnovabile, non ci sono fee di ingresso e royalty”.

Che consiglio darebbe ad un nuovo affiliato?

“Entrando in Carpisa, si coniuga l’aspetto commerciale con una gestione professionale, senza mai dimenticare i valori che caratterizzano una famiglia. Questo mi sento di consigliare a chi vuole avvicinarsi al mondo Carpisa, troverà la giusta visione del futuro, innovazione, organizzazione e valori umani, con qualcuno sempre pronto ad ascoltarti”.

I suoi progetti futuri…

“Adesso sono focalizzato sul nuovo, fantastico progetto megastore, che Carpisa sta portando avanti. Innovativo per concezione, vede la consacrazione del mondo “borse”, con quello “viaggio”, con identità propria, ma in un unico contenitore. Vero acceleratore di vendite e quindi di fatturato, ma sono fermamente convinto che il bello debba ancora venire”.

@Redazione AZ Franchising

Fashion business: le top 15 della moda italiana per fatturato

Il settore della moda è uno dei più dinamici, caratterizzato, però,  da un’intrinseca difficoltà nel prevederne i trend futuri vista la variabilità dei gusti dei consumatori

L’export è la più grande ricchezza. Nel franchising è uno dei settori più dinamici.

Il settore della moda italiana cresce ed è leader in Europa per numero di aziende – un terzo – ma a livello di fatturato è più piccolo delle cugine d’oltralpe, le francesi, che pur essendo di meno hanno un fatturato aggregato pari al 30,3% del totale delle big europee contro il 13,4% delle aziende tricolore. E’ questa la fotografia scattata da Mediobanca R&S sulla moda. La prima considerazione è che le 163 società italiane che fatturato oltre 100 milioni l’anno hanno visto crescere il giro d’affari del 28,9% dal 2013, a quota 70,4 miliardi. Inoltre sono molto votate all’export (il 60% del fatturato è oltreconfine) e sono generalmente solide: l’incidenza del debito finanziario sui mezzi propri è pari solo al 33,7%. Complessivamente, hanno generato 22 miliardi di valore aggiunto e ormai rappresentano l’1,3% del pil (contro l’1,1% del 2013). In crescita anche gli utili netti, che a livello cumulato 2013-2017 hanno segnato un risultato di 15,8 miliardi, in costante progressione nei cinque anni: solo nel 2017 gli utili medi giornalieri per azienda sono stati pari a 63 mila euro, contro una media di 38 mila nel 2013.

QUANTO VALE IL SETTORE DELLA MODA E QUANTO PESA SUL PIL ITALIANO

Il fatturato aggregato del settore della moda in Italia vale circa 22 miliardi di euro, ovvero l’1,3% del Pil del 2017. Questo fatturato deriva principalmente dal comparto abbigliamento che ammonta al 40,5%, seguito dalla pelletteria per il 20,9% e dall’occhialeria per il 16,2%.

LE CARATTERISTICHE DEL FASHION BUSINESS

Il settore della moda è uno dei più dinamici, caratterizzato da un’intrinseca difficoltà nel prevederne i trend futuri vista la variabilità dei gusti dei consumatori. Un’errata previsione può comportare non pochi danni al bilancio delle imprese, basta pensare ad una tardiva reazione del pubblico che può comportare un rigetto da parte del mercato. In Italia le imprese che hanno un fatturato superiore ai 100 milioni sono 163, questo viene riportato dall’area studi Mediobanca nel febbraio 2019, bisogna però precisare che, come in altri settori, le eccellenze italiane sono spesso prede di acquisizioni estere. Dei 22 miliardi di euro di fatturato del settore moda italiano, il 34% è stato prodotto da società che nonostante operino in Italia, sono sotto la direzione e il coordinamento di gruppo esteri. In particolare quando parliamo di moda non possiamo non parlare di Francia: delle 163 imprese citate ben 26 sono sotto il diretto controllo francese.  Solo LVMH e Kering, entrambe grandissime holding con sede a Parigi, detengono insieme il 9% del fatturato italiano. Troviamo infatti nella partecipazioni di LVMH imprese come Bulgari, Fendi, Loro Piana e Acqua di Parma, invece troviamo in Kering nomi come Gucci, Brioni, Pomellato e Bottega Veneta.

L’EXPORT: FONTE DI RICCHEZZA

L’export è la più grande ricchezza del settore moda. I prodotti italiani sono molto apprezzati soprattutto in Asia, una dipendenza che può governare il mercato. La variazione dell’export aggregato dal 2013-2017 è del +22,9%, secondo i dati riportati dall’indagine di Mediobanca del 13 febbraio 2019 per ogni 10 euro di fatturato 6 euro provengono dall’estero.

LE TOP 15 DELLA MODA ITALIANA

In Europa sono presenti ben 43 gruppi nel settore moda con fatturato superiore ai 900 milioni di questi 15 (ovvero il 34,9%) sono italiani, in ordine di fatturato abbiamo:

Luxottica Group: a fine 2017 possedeva 8.913 negozi in tutto il mondo di cui 7.102 di proprietà e 1.811 in franchising. Nell’ottobre 2018, dalla combinazione con la francese Essilor, è nata la nuova holding EssilorLuxottica (con sede in Francia, quotata), il cui pacchetto di maggioranza fa capo alla famiglia Del Vecchio.

Prada: dispone di 659 negozi di cui il 91% all’estero. Quotata a Hong Kong, gli azionisti di controllo sono Patrizio Bertelli e la famiglia Prada.

Giorgio Armani: fondata nel 1975 da Giorgio Armani e Sergio Galeotti produce abbigliamento e accessori. Ha 524 punti vendita di cui il 78% al di fuori dell’Europa. La proprietà è di Giorgio Armani.

Calzedonia Holding: fondata nel 1986 da Sandro Veronesi, ha 4.454 negozi monomarca in 50 Paesi (1.530 a gestione diretta), di cui 2.758 all’estero. La proprietà fa capo alla famiglia Veronesi.

Max Mara Fashion Group: fondata nel 1951 da Achille Maramotti, la distribuzione avviene attraverso 2.500 punti vendita gestiti direttamente e in franchising, di cui il 71% all’estero. La proprietà fa capo alla famiglia Maramotti.

Otb: Renzo Rosso creò il brand Diesel nel 1978, fondando l’omonima società nel 1985. Nel 2002 la Only The Brave s.r.l. (poi Otb) ne prese il controllo. La proprietà è della famiglia Rosso.

Salvatore Ferragamo: fondata nel 1927 da Salvatore Ferragamo, dispone di 685 punti vendita (75% fuori Europa), di cui 410 gestiti direttamente. Quotata a Milano, l’azionista di maggioranza è la famiglia Ferragamo.

D&G: nel 1982, a Milano, Domenico Dolce e Stefano Gabbana aprirono il loro studio stilistico. I punti di vendita monomarca sono oggi 345 (oltre il 90% all’estero), di cui 182 diretti e 163 indiretti e in franchising. Dispone inoltre di 30 outlet gestiti direttamente. La proprietà è equamente divisa fra i due stilisti.

Valentino: nel 1960 fu fondata da Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. È presente in 100 Paesi con 186 negozi a gestione diretta. La proprietà è della Mfi Luxury s.r.l. facente capo alla Mayhoola for Investments.

Moncler: fondata nel 1952 dagli artigiani di montagna René Ramillon e André Vincent a Monestier de Clermont. Ha 201 negozi monomarca a gestione diretta e 59 punti di vendita monomarca gestiti da terzi e spazi in punti vendita multimarca. Quotata a Milano, il principale azionista è la Ruffini Partecipazioni s.r.l. facente capo a Remo Ruffini.

Ermenegildo Zegna Holditalia: la società trae origine dall’attività artigianale nel settore tessile intrapresa da Angelo Zegna a Trivero (Bi) alla fine del 1800. Ha 504 punti di vendita (93% all’estero) di cui 272 di proprietà, 57 in franchising e 175 corners presso esercizi commerciali di terzi. La proprietà fa capo alle famiglie Zegna.

Safilo Group: l’attività di produzione di lenti e montature fu avviata dai fratelli Frescura e Angelo Lozza nel 1878 a Calalzo di Cadore (Bl) e nel 1934 l’attività venne acquisita dalla Safilo della famiglia Tabacchi. La rete distributiva si avvale, oltre che di proprie filiali e centri di assistenza, di agenti e concessionari distributori esclusivisti indipendenti che riforniscono circa 100mila punti di vendita in circa 130 Paesi. Quotata a Milano, il principale azionista, a partire dal 2009, è l’olandese Hal Holding N.V., attraverso la Multibrands Italy B.V.

Lir: le origini del Gruppo risalgono al 1992 quando Mario Moretti Polegato fondò la Geox a Biadene di Montebelluna (Tv). Dispone di circa 10mila punti vendita multimarca e 1.095 negozi monomarca (di cui il 72% all’estero). Lir è una holding di partecipazioni interamente posseduta dalla famiglia Moretti Polegato, azionista di maggioranza di Geox, quotata a Milano.

Benetton Group: le origini del Gruppo risalgono al 1965 quando Luciano Benetton decise di rimodernare il classico maglione di lana (allora disponibile nei soli colori base) proponendolo in diversi colori e a prezzi ridotti e fondò con i fratelli la Maglificio di Ponzano Veneto dei F.lli Benetton (poi Benetton). Ha una rete commerciale di circa 5.000 negozi in tutto il mondo. La proprietà è di Edizione s.r.l., holding delle famiglie Benetton.

Tod’s: le origini dell’attività industriale risalgono ai primi del ‘900, quando Filippo Della Valle avviò una piccola produzione di pantofole. La rete di vendita si avvale di 285 negozi a gestione diretta (di cui il 45% in Cina) e 122 in franchising, oltre a punti vendita indipendenti multimarca. Quotata in Borsa italiana, il principale azionista è Diego Della Valle.

@Redazione AZ Franchising

Diventa affiliato NAU!

Nau! ha una rete distributiva composta da circa 170 store, tra negozi diretti e in franchising

La formula in franchising è una reale opportunità di business anche per chi non è del settore, grazie al supporto professionale legato all’attività di ottico.

 

NAU!, il primo brand italiano di occhiali con negozi in Italia e nel mondo, rappresenta una scelta affidabile se si vuole investire su un business concreto con un’offerta fortemente distintiva e contemporanea, fondata su un prodotto esclusivo e di design, sempre a un prezzo facile.

NAU! è passione italiana per gli occhiali belli, unici, colorati e fatti bene, da indossare con gioia e da acquistare in modo rilassato e piacevole. La formula orientata al cliente e il modello di business basato sullo sviluppo sostenibile garantiscono un investimento redditizio e con un ritorno veloce.

Dalla scelta della posizione commerciale, alla ricerca, selezione e formazione del personale, oltre al supporto continuo nella gestione redditiva del punto vendita, NAU! fornisce ai propri affiliati assistenza a 360°, completa e continuativa tutto l’anno. La formula in franchising è una reale opportunità di business anche per chi non è del settore, grazie al supporto professionale legato all’attività di ottico.

Oltre a occuparsi dello sviluppo del layout del punto vendita, dalla progettazione iniziale fino alla fase finale di allestimento, NAU! supporta la crescita dei propri affiliati fornendo strumenti di marketing e comunicazione: periodicamente, infatti, vengono coinvolti in iniziative di comunicazione nazionali e locali, preventivamente testate presso punti vendita pilota.

Come ulteriore supporto alla crescita dei propri franchisee, NAU! organizza continui corsi presso i negozi e nel Centro di Formazione, con l’obiettivo di formare professionisti completi, preparati e capaci di trasmettere i valori del brand.

Per sollevare gli affiliati da rischi di magazzino e di elevato capitale immobilizzato, il prodotto viene riassortito solo sull’effettivo venduto, poiché tutto è allineato alle reali vendite del negozio. Questa modalità di approvvigionamento permette di eliminare rimanenze che altrimenti peserebbero economicamente sia sull’affiliato che sul cliente finale, garantendo un assortimento sempre fresco, in linea con le tendenze moda più attuali e incentivando così la clientela a tornare spesso in negozio.

NAU! ha una rete distributiva composta da circa 170 store, tra negozi diretti e in franchising, in Italia, Spagna, India, Iran, Malta, Messico, Estonia, Egitto, Emirati Arabi, Turchia e oltre 800 persone impiegate. L’80% degli affiliati ha più di un negozio, mentre il restante 20% è in attesa di una seconda location. Un fatto che dimostra la validità dell’offerta del brand e del suo modello di business.

Diventare affiliato NAU! significa entrare a far parte di un brand con un carattere distintivo e riconoscibile, un’azienda etica in forte espansione che pone al primo posto le persone, investendo nel domani di tutti quelli che vogliono farne parte.

MAGGIORI INFORMAZIONI SU NAU!

Re/max un brand in continua crescita

Il franchising rappresenta oggi una concreta opportunità di business, per i broker delle agenzie affiliate a cui RE/MAX offre un progetto testato e vincente

Il network immobiliare  sinonimo di innovazione tecnologica. Gli affiliati possono operare nel settore immobiliare da liberi professionisti ma con costi di gestione inferiori e contenuti, facendo parte di uno studio associato

 

Fondata nel 1973 da Dave e Gail Liniger, RE/MAX approda in Italia nel 1996 grazie alla lungimirante vision di Dario Castiglia, tutt’oggi alla guida del network immobiliare. Anno dopo anno RE/MAX, rafforza sempre di più la sua presenza a livello mondiale, dove oggi è presente in oltre 110 Paesi con più di 8.000 agenzie in cui operano 127.000 consulenti immobiliari affiliati.

REMAX è sinonimo di innovazione tecnologica. Fin dai primi anni di attività REMAX ha garantito standard tecnologici elevati e pionieristici per il settore. È stata, infatti, la prima organizzazione immobiliare ad avere un proprio sito web a livello mondiale che permette, anche oggi, a tutti i consulenti REMAX nel mondo di offrire ai loro clienti un servizio di alta qualità ed efficienza.

Il franchising rappresenta oggi una concreta opportunità di business, per i broker delle agenzie affiliate a cui REMAX offre un progetto testato e vincente, e a cascata anche per i loro affiliati che possono operare nel settore immobiliare da liberi professionisti ma con costi di gestione inferiori e contenuti, facendo parte di uno studio associato.

Premiata da Assofranchising con l’Italian Franchising Award 2018 per essere stata la Rete in franchising con la maggior crescita in Italia e riconosciuta da Federfranchising come il Miglior Master Franchisee in Italia, REMAX si conferma, sia per gli operatori del settore sia per il cliente, il miglior brand in franchising del settore immobiliare in cui lavorare e a cui affidarsi per comprare o vendere un immobile.

Sono i numeri a parlare per il network immobiliare. REMAX Italia ha chiuso il primo semestre 2019 registrando un incremento del 25.3% del fatturato aggregato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando i 37 milioni di euro. Il gruppo immobiliare in franchising, ha registrato nei primi 6 mesi dell’anno un aumento del 21% del numero di transazioni gestite direttamente dalla rete di oltre 3.700 professionisti affiliati, per un valore di circa 1.28 miliardi di euro.

“Attraverso la crescita e l’espansione del network sul territorio nazionale, stiamo continuando a registrare dati positivi. Nel primo semestre 2019 abbiamo siglato 69 nuovi contratti franchising e prevediamo l’apertura di altre 80 nuove agenzie affiliate entro la fine dall’anno. A fronte di questo percorso di espansione continua l’attività di reclutamento di consulenti immobiliari da inserire all’interno delle agenzie RE/MAX già operative e di quelle in apertura” – commenta Dario Castiglia, CEO & Founder RE/MAX Italia.

REMAX Italia prevede un ulteriore incremento in tutte le divisioni aziendali nella seconda metà dell’anno. “E’ un momento propizio per chi lavora bene nel mercato immobiliare e pertanto un momento propizio per REMAX che prevede per la fine dell’esercizio 2019 una crescita del fatturato aggregato del 25% ed una ulteriore espansione per numero di agenzie e di consulenti affiliati” – conclude Castiglia.

Tata Italia Franchising: diventare affiliato conviene

Tata Italia è una delle più importanti realtà italiane di retail nel settore calzature donna, uomo e bambino, sinonimo di prodotti fashion e di stile italiano

Un franchising a formula classica; è concesso un margine garantito anche in periodi di saldi, reso dell’invenduto a fine stagione, assistenza da parte dell’azienda madre praticamente 24/24, consulenza continua finalizzata al miglioramento delle performance del punto vendita.

 

Oltre cinquant’anni di tradizione ed esperienza nel campo della distribuzione delle calzature, passione per il mondo fashion e determinazione, sono gli elementi che nel 2000 hanno dato vita al progetto retail Tata Italia. Il progetto retail, in costante evoluzione, si arricchisce a partire dal 2013 della Formula Franchising, riscuotendo feedback sempre più positivi da parte di numerosi partner. Ad oggi sono oltre 100 i punti vendita Tata Italia (diretti + franchising). Tutto ciò ha contribuito e contribuisce ogni giorno, a far diventare Tata Italia una delle più importanti realtà italiane di retail nel settore calzature donna, uomo e bambino, sinonimo di prodotti fashion e di stile italiano.

IL FRANCHISING TATA ITALIA

La scelta del franchising è stata fatta per rendere ancor più noto il brand attraverso il trasferimento del know how ad altri imprenditori così da creare partnership di successo. Gli affiliati tipo sono imprenditori e società già affermate ma che vogliono diversificare la loro, già solida, rete di punti vendita, ed anche giovani imprenditori che si affidano all’ esperienza di Tata Italia per creare delle realtà territoriali solide. Realtà territoriali solide come è solida l’azienda infatti nel 2018 il fatturato è stato pari  € 47.000.000, con un volume d’affari di € 63.500.000. Il peso dei Franchising sul fatturato aziendale è del 25% circa.

IL PRODOTTO GARANZIA DI SUCCESSO

Tata Italia offre al cliente finale un prodotto fashion e di qualità a prezzi competitivi, attraverso un ottimo servizio di vendita e di post-vendita. Grazie a questo impegno, sempre più consumatori sono fedeli al brand garantendo la crescita nei profitti e la creazione di valore. Tata Italia offre al cliente una proposta attuale, completa e conveniente su tutte le categorie garantendo un assortimento con un ottimo rapporto qualità/prezzo per tutta la famiglia. Un piano promozionale attivo 365 gg l’anno che consente una forza attrattiva anche nei periodi commercialmente più lenti.

IL VANTAGGIO DI AFFILIARSI A TATA ITALIA

Per i potenziali nuovi affiliati il brand garantisce un’assistenza totale. Il franchisee fin dall’inizio viene seguito dagli uffici di sede e preparato a quello che si andrà a realizzare con l’apertura del punto vendita, successivamente prima dell’apertura si effettua uno stage in uno dei punti vendita direzionali per fargli conoscere da vicino il mondo Tata Italia e le sue procedure, infine, dopo l’apertura viene seguito costantemente da un coordinatore di area e supportato da tutti gli uffici di sede così da sentirsi parte integrande della realtà aziendale.

LE CARATTERISTICHE DEL FRANCHISING TATA ITALIA

Il franchising Tata è un franchising a formula classica; è concesso un margine garantito anche in periodi di saldi, reso dell’invenduto a fine stagione, assistenza da parte dell’azienda madre praticamente 24/24, consulenza continua finalizzata al miglioramento delle performance del punto vendita; di contro si chiede una fideiussione bancaria a garanzia della merce che viene affidata in conto vendita ed infine sostenere il costo degli arredi a layout Tata Italia. Vi è un margine garantito anche in periodo di saldi che viene detenuto dall’affiliato fin da subito in quanto le fatture merce sono già al netto del margine che viene loro riconosciuto. Obiettivi futuri in termini dell’azienda e di affiliazioni… continuare ad ampliare la rete franchising e direzionale nelle zone italiane in cui il brand non è ancora molto conosciuto, e proseguire con l’espansione all’estero. Di imminente apertura 2 punti diretti e 3 in franchising.

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Wash Dog: una beauty farm per cani

Il lavaggio per gli amici a quattro zampe self service 24 ore

Gli store Wash Dog si distinguono per il loro design molto minimale, sono innovativi, eleganti, moderni ed esclusivi.

Il format è stato pensato per offrire alla clientela un’esperienza unica basata su sensazioni di praticità, confort e serenità.

La storia del cane è cambiata, oggi il cane vive nelle nostre case, sale sui nostri divani, dorme sui nostri tappeti, gioca con i nostri figli ed è considerato sempre più un membro della famiglia. Questo è il motivo per il quale oggi è necessario mantenere pulito il proprio cane almeno una volta al mese e Wash Dog nasce proprio per risolvere questo problema offrendo la possibilità al cliente di provvedere personalmente all’igiene e alla cura del proprio amico in modo semplice, pratico e divertente.

IL SUCCESSO WASHDOG

Wash Dog nasce da un’idea di Emanuele Guerreschi che, credendo molto nel progetto, decise di aprire nel 2001 a Gessate in provincia di Milano, il primo lavaggio per cani self – service 24 ore. L’idea un po’ strana, si presentò però sin da subito come un successo, i clienti apprezzarono molto il sistema, erano tutti entusiasti, si soffermavano a riportare le loro impressioni relative al servizio ricevuto e molte erano le persone che chiedevano informazioni per poter aprire la stessa attività. Fu così che da un’idea inizialmente un po’ stravagante ma allo stesso tempo geniale, che Emanuele Guerreschi nel 2005 trasformò la sua idea in un’impresa in franchising che ad oggi nell’ arco di pochissimo tempo, conta sul territorio oltre 100 store attivi in Italia ed all’estero, oltre 30 store in imminente apertura, tra cui Barcellona e Monaco e oltre 550.000 utenti contenti e soddisfatti.

IL FORMAT E IL CONCEPT

Gli store Wash Dog si distinguono per il loro design molto minimale, sono innovativi, eleganti, moderni ed esclusivi. Il format è stato pensato per offrire alla clientela un’esperienza unica basata su sensazioni di praticità, confort e serenità, il tutto nel pieno rispetto dei propri affiliati che vivono lo store tutti i giorni e nella piena valorizzazione del Brand. Il Concept Wash dog richiede solo ed esclusivamente prodotti selezionatissimi, naturali, ecologici, biodegradabili, anallergici, delicati, e studiati appositamente per lavaggi frequenti.

LA WASH DOG CARD

Per poter accedere a tutti i servizi offerti dallo store, il cliente dovrà munirsi della Wash Dog Card, una tessera ricaricabile con microchip incorporato.
La card potrà essere ricaricata attraverso i dispositivi automatici posizionati all’interno dello store, offrendo così un servizio indipendente e completo ai clienti che potranno utilizzare in piena autonomia le attrezzature professionali presenti nello store, provvedendo personalmente alla cura del proprio cane anche 24 ore su 24. La card permette all’affiliato di avere il totale controllo dello store anche quando lo stesso non è presente, di avere i dati del cliente per trasmettere loro promozioni e comunicazioni generali in tempo reale, analizzare l’andamento dell’attività e non per ultimo di avere una liquidità sicura ed un incasso anticipato sul servizio da offrire. Il posto giusto dove prendervi cura del vostro amico, dal 2001.

I SERVIZI OFFERTI

Oggi Wash Dog non è più solo un lavaggio per cani self service ma grazie alla ricerca e allo sviluppo della corporate, è diventato una vera e propria beauty farm che rilascia una serie di servizi diversi ed innovativi. All’interno degli store i clienti potranno trovare il servizio di Toelettatura professionale effettuato da personale specializzato, l’innovativo e ricercato oxy dry, il servizio all’ossigeno attivo che permette al cliente di mantenere pulito e perfettamente igienizzato il proprio amico senza alcun utilizzo di acqua, si eseguono corsi di qualsiasi genere, il servizio di lavanderia professionale con relativo servizio “lascio e ripasso” per tutti coloro che non hanno tempo di attendere il lavaggio e l’asciugatura dei panni del proprio cane, il servizio di fitness per tutti i cani bisognosi di qualche terapia o semplicemente un po’ sovrappeso, il dog sitter, il taxy dog e tanti altri servizi a disposizione dei clienti. Wash Dog lavora ogni giorno per garantire ai propri clienti una serie di servizi di eccellenza da dedicare alla cura del proprio cane come uno di famiglia.

IL FRANCHISING WASHDOG 

Facendo parte dell’Associazione Assofranchising, Wash dog utilizza nei confronti dei propri affiliati un contratto regolato dalla legge italiana. Un contratto molto semplice, lo stesso prevede un Know out collaudato, un’esclusiva di zona, una royalties fissa, il supporto gestionale e tecnico, la presenza di personale, una superficie di circa 100 mq su fronte strada, visibilità, lo studio di potenzialità commerciale e di geomarketing, lo sviluppo progettuale e una durata pari a 5 anni rinnovabili.

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@redazione AZ Franchising