KIABI apre le porte all’affiliazione commerciale in Italia

Dopo anni di esperienza nella gestione di punti vendita diretti (505 in tutto il mondo, 33 dei quali in Italia), è intenzione dell’azienda continuare l’importante sviluppo di una rete di punti vendita mono-brand.

Il marchio di moda a piccoli prezzi per tutta la famiglia apre le porte all’affiliazione commerciale e investe in questo modello di business. L’espansione dei negozi sarà focalizzata su posizioni strategiche che garantiranno il successo di tutti i partner KIABI.  Il Piano di sviluppo dovrà portare all’apertura di 15 negozi affiliati nei prossimi 3 anni. Il modello di affiliazione commerciale è stato lanciato anche in Spagna, in Belgio ed è in atto un’accelerazione del piano di sviluppo per il Portogallo. KIABI è una realtà presente da oltre 40 anni in 17 paesi e fa parte del gruppo AFM (Associazione Familiare Mulliez). Il 98% dei partner in Francia si dichiara soddisfatto dell’affiliazione commerciale stretta con KIABI.

I partner di KIABI potranno fruire di:

  • UNA POTENTE RETE INTERNAZIONALE – Più di 500 negozi in tutto il mondo;
  • RISULTATI DI VENDITA PROFICUI – Più di 400 milioni di articoli venduti ogni anno;
  • UNA RETE DI PROFESSIONISTI – 000 dipendenti in tutto il mondo. L’80% ha dichiarato di essere orgoglioso di far parte di questa organizzazione aziendale;
  • Un obiettivo di ESPANSIONE ambizioso con un’impronta incisiva di responsabilità sociale d’azienda. Entro il 2025 le collezioni saranno al 100% eco-sostenibili e il modello economico circolare. KIABI sostiene l’economia circolare e sposta l’attenzione sul riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare i materiali e i prodotti esistenti, trasformando i “rifiuti” in risorse.

I vantaggi dell’affiliazione commerciale:

  • Supporto e consulenza continui nella gestione aziendale;
  • Gestione dello stock in conto vendita;
  • Dinamica attività commerciale: più di 20 campagne commerciali all’anno;
  • Interessante ritorno sugli investimenti.

Caratteristiche degli spazi per i nuovi punti vendita:

  • Negozi in aree ad alta attività commerciale nei capoluoghi di provincia, preferibilmente situate in un

centro commerciale primario;

  • Un bacino d’utenza superiore a 50.000 abitanti a soli 10 minuti;
  • Un’area di vendita di almeno 1.000 m2 fino a un massimo di 1.400 m2;

I nuovi partner KIABI dovranno avere pregressa esperienza nel campo retail, avere una situazione finanziaria solida ed essere direttamente coinvolti nell’attività commerciale. Necessario l’orientamento al business, al team e al cliente. Verranno privilegiate le figure con capacità di apertura di due/tre store.

In un mondo in continuo cambiamento, KIABI s’impegna principalmente in due aree: le persone, in termini di accessibilità, inclusività, responsabilità e il pianeta, trasformando l’attività in un business sempre più esemplare.

KIABI PILLOLE:

Nel 1978, nel nord della Francia, KIABI rivoluziona il fast fashion attraverso il concetto di moda a piccoli prezzi per tutta la famiglia, realizzando un’ampia e versatile offerta, pensata per tutti i budget, gli stili, le morfologie.

40 anni dopo, il piccolo marchio francese è ormai un gruppo internazionale presente in 17 paesi, con più di 25 milioni di clienti e 2 miliardi di euro di vendite raggiunte nel 2019.

Nel 1996 KIABI approda nel mercato italiano con l’apertura del primo negozio a Milano. Oggi il brand vanta 33 punti vendita sul territorio e rappresenta il primo e-retailer del mercato dell’abbigliamento online in termini di volume di vendita.

Italiani e spesa online: il secondo Report Annuale di Everli

Milano, 18 gennaio 2020 – Da poche settimane si è concluso un anno complesso che ha visto importanti cambiamenti nelle abitudini degli italiani. In un anno con più limitazioni e meno occasioni sociali, la quotidianità degli abitanti del Bel Paese si è spostata prevalentemente sul web e la spesa online, con tutti i comfort che la caratterizzano, ha vissuto una crescita forte e continua. Lo confermano anche i dati di Everli – il marketplace della spesa online – che nel 2020 ha registrato un incremento a tripla cifra (+208%) degli acquisti online (da sito e via app) rispetto all’anno precedente.

Ma come sono cambiati nel dettaglio i comportamenti di consumo dello Stivale? La seconda edizione del Report Annuale di Everli fotografa i trend che hanno caratterizzato la spesa online da nord a sud della Penisola negli scorsi dodici mesi, evidenziando curiosità interessanti tra le province e le regioni italiane.

I trend della spesa online degli italiani nel 2020

Secondo i dati di Everli relativi all’anno ormai alle spalle, la top 10 dei prodotti più acquistati dagli italiani è cambiata sensibilmente rispetto a quanto segnalato nel 2019. Sale infatti al primo posto la categoria frutta e verdura, spodestando formaggi, salumi e gastronomia che scendono in quarta posizione; seguono sul podio i prodotti per colazione, dolciumi e snack (2°) e al terzo posto latte, burro e yogurt. Nella seconda parte della classifica, nelle retrovie, si trovano surgelati e gelati (9°) insieme ai prodotti per la cura e l’igiene personale (10°), perdendo entrambi una posizione rispetto al ranking dell’anno precedente.

 

Top 10 categorie di prodotti più acquistati nel 2020
1.       Frutta e verdura6. Acqua e bevande analcoliche
2.       Colazione, dolciumi e snack7. Uova, farine e preparati
3.       Latte, burro e yogurt8. Sughi, scatolame e condimenti
4.       Formaggi, salumi e gastronomia9. Surgelati e gelati
5.       Pasta, riso e cereali10. Igiene e cura personale

 

L’impatto del Covid-19 sul carrello online degli italiani

Complice l’emergenza sanitaria, durante il 2020 i dati di Everli evidenziano un’impennata a quattro cifre degli acquisti online di guanti e prodotti per la pulizia della casa – che hanno visto moltiplicarsi di oltre 50 volte il volume di ordini rispetto all’anno prima – insieme a preparati per pane e pizza fatti in casa (+5046%) e ai prodotti per la cura delle mani (+4615%). Inoltre, il volume maggiore di acquisti nello Stivale si è concentrato soprattutto nei mesi di aprile e maggio, con una flessione nel periodo da luglio a settembre, per poi tornare a crescere nuovamente in concomitanza con la seconda ondata dell’emergenza, in particolare tra novembre e dicembre.

Gli italiani si confermano abitudinari rispetto al giorno della settimana prescelto per effettuare la spesa online: pur con piccole differenze nel corso dei 12 mesi, anche nel 2020 il lunedì mattina è stato il momento preferito per dedicarsi a questa attività, soprattutto tra le 10 e le 11. La domenica, invece, resta il giorno che registra meno ordini sulla piattaforma. Infine, ben 6 italiani su 10 (61%) si sono affidati all’app per la spesa, dato in crescita del +5% rispetto al 2019, sebbene la nuova normalità porti gli abitanti del Bel Paese a trascorrere più tempo tra le mura domestiche piuttosto che in mobilità.

Le evidenze più interessanti per ogni categoria

Indagando più nel dettaglio i dati di Everli e mettendo a confronto le abitudini di acquisto online da nord a sud della Penisola, emergono interessanti curiosità e differenze sui gusti e sui comportamenti degli italiani.

Negli ultimi dodici mesi, ben il 90% delle spese online della provincia di Bolzano è stato costituito da prodotti della categoria frutta e verdura, dato che la posiziona al primo posto tra le 10 province italiane per il volume di acquisti di questa categoria.

L’Emilia Romagna si conferma, anche nel 2020, come la regione più sana d’Italia, con ben 4 province in classifica: Forlì-Cesena e Modena, sul podio rispettivamente al secondo e terzo posto, Bologna (6°) e Parma che scende in picchiata di sette posizioni rispetto al 2019 classificandosi ottava.

Rovigo si aggiudica il primato come più golosa e per l’acquisto di alcolici online. Nella provincia veneta, infatti, più di 8 carrelli su 10 contengono almeno un dolce (85%) e quasi 1 su 2 (47%) vino, birra e altre bevande alcoliche. Il podio goloso procede con Livorno (2°) e Forlì-Cesena (3°), mentre quello alcolico vede in seconda posizione Mantova, seguita subito dopo da Livorno.

Gli acquisti più significanti di carne e pesce sono stati registrati in Lombardia: la città di Lodi è infatti al primo posto con il 36% della spesa complessiva annuale locale proprio in questa categoria, le fa compagnia al secondo posto Pavia (35%) a pari merito con Rovigo. Chiude il podio a un solo punto percentuale di distanza la città di Parma.

FONTE: Everli – I dati riportati sono calcolati sulla base degli acquisti effettuati dagli utenti di Everli tramite sito web o app nei periodi gennaio-dicembre 2020. Le informazioni sono raccolte in forma anonima e vengono utilizzate a scopo esclusivamente statistico.

Franchising NaturHouse e imprenditoria femminile

Senza dubbio stiamo vivendo un periodo di cambiamenti e rivoluzione. Il benessere e la cura della persona rappresenta però ancora una priorità. “L’interesse nei confronti del benessere personale si è rafforzato – afferma Raffaello Pellegrini, CEO Naturhouse Italia – sia perché c’è una forte preoccupazione generale sulla propria salute generata dalla situazione che stiamo affrontando, che dal cambiamento delle abitudini di consumo che hanno sicuramente danneggiato alcune categorie merceologiche come abbigliamento, ristorazione, viaggi,  a vantaggio di altre, in primis il wellness”.

In NaturHouse il 94% degli affiliati ed il 97% degli operativi sono di sesso femminile. NaturHouse rappresenta quindi una ottima oppurtunità per le donne.

Intervista a Raffaello Pellegrini, CEO Naturhouse Italia

Raffaello Pellegrini, CEO Naturhouse Italia

Raffaello Pellegrini, CEO Naturhouse Italia

L’imprenditoria femminile è ancora una volta la categoria a dover pagare il conto più salato di questo periodo di fermo. Il franchising e NaturHouse potrebbero rappresentare una valida alternativa?

“Considerando il tasso di mortalità causato dal Covid-19, si può affermare che in tutti i Paesi ad avere la peggio è stata la popolazione maschile. La proporzione tuttavia si inverte nettamente se si parla di tasso di occupazione, dove sono le lavoratrici la categoria più penalizzata. Infatti, secondo gli ultimi rilevamenti da parte dell’Istat, il tasso di occupazione femminile tra i 15 e i 64 anni si attesta al 48,4%, contro il 66,6% di quello maschile. Un distacco di quasi venti punti percentuali, che nel secondo trimestre 2020 equivalgono a 470mila occupate in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, andando ad aumentare il “gender gap”, e sia le lavoratrici dipendenti, quanto le imprenditrici, costituiscono la categoria lavorativa più penalizzata. Numeri a parte, sembrano essere due i fenomeni principali che causano l’abbandono del lavoro delle donne: la “scelta familiare” e la prevalente gestione femminile della cura di figli e anziani, inderogabile durante la pandemia ma raramente condivisa dagli uomini. Il mondo del franchising, per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, è il settore che potrebbe rappresentare un considerevole risollevamento delle condizioni lavorative femminili stante la prerogativa di creare autoimpiego azzerando o comunque limitando moltissimo il rischio imprenditoriale grazie all’utilizzo di know-how commerciale consolidato e di provata validità”.

Cosa propone il vostro brand in aiuto dell’imprenditoria femminile. Quali le caratteristiche del vostro format?

“In particolar modo il format NaturHouse garantisce la possibilità di autocrearsi uno sbocco professionale, con un investimento iniziale contenuto (si parte da 10.000 €), che può essere rapidamente recuperato grazie ad una redditività estremamente alta garantita dal business format. Aderendo al franchising si ha diritto ad una formazione sia iniziale che continuativa, sempre gratuita, in ambito tecnico, commerciale, marketing e amministrazione, oltre ad avere la garanzia di un marchio con elevata esperienza riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, con un’ampia gamma di prodotti esclusivi di alta qualità, e una zona di esclusiva nella città prescelta. Last but not least, la possibilità di lavorare in un settore in costante crescita, anche durante questa maledetta crisi pandemica”.

E le caratteristiche di future affiliate? Chi ricercate?

“ – I dati sull’occupazione femminile in Italia restano preoccupanti, nonostante il livello di istruzione femminile sia sensibilmente maggiore di quello maschile -, afferma il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. Anche da questo punto di vista le qualità professionali richieste da NaturHouse, lo rendono un’opportunità ideale per molte carriere universitarie a predominanza femminile; in ogni punto vendita NaturHouse la parte di educazione alimentare viene erogata da una persona con titolo di studio idoneo, come la laurea in biologia, scienze dell’alimentazione, scienze della nutrizione”.

Perché una potenziale affiliata dovrebbe scegliere proprio NaturHouse?

“Per seguire l’esempio virtuoso di chi già lo ha fatto , dato che figure professionali ad oggi in tutti i punti vendita diffusi sul territorio italiano, il 94% degli affiliati ed il 97% degli operativi sono di sesso femminile. E sono tutte molto soddisfatte di aver scelto NaturHouse.

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• Maggiori informazioni nel prossimo numero di AZ Franchising

E-Commerce: i nuovi trend in Italia

L’accelerazione impressa dalla pandemia all’eCommerce non si è arrestata anche dopo il lockdown.

Il periodo successivo, in particolare, ha visto crescere la frequenza all’acquisto online da parte degli utenti del 79%. La consegna contactless – a casa come in ufficio – resta ancora quella preferita da oltre il 93% degli utenti. Appare invece più improbabile una ripresa nel breve termine della frequenza del ritiro dei prodotti fuori casa (e-grocery escluso). Complessivamente i volumi di transazioni online negli ultimi 12 mesi sono cresciuti del 15,4%, il 7% solo nel lockdown, con la richiesta di prodotto aumentata del 10%. Uno scenario che ha visto alcuni servizi di eCommerce gestire una domanda 10 volte superiore nella fase Covid, generando nel 25% dei casi problemi nella logistica, con carenza di prodotti disponibili (26%) e un 18% di casi in cui non è stato possibile recapitare la merce.

Sono queste le principali evidenze emerse in occasione dell’edizione speciale di Netcomm Forum Live, in collaborazione con NetStyle e TUTTOFOOD Milano.

“Il consolidamento di abitudini di consumo sempre più ibride, tra canali fisici e digitali, e la tendenza a preferire modalità di acquisto e di pagamento contactless, mette di fronte le imprese italiane alla necessaria implementazione di tecnologie – Commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Tra i principali ostacoli legati allo sviluppo dell’eCommerce da parte di retailer medio-piccoli si trovano problemi legati ai costi troppo elevati di gestione (32%), difficoltà nel gestire gli aspetti inerenti la logistica (28%) e mancanza di competenze in materia di eCommerce (28%).” 

Per quanto riguarda invece il ricorso ai marketplace, secondo Netcomm, gli elementi critici vedono al 34% la non convenienza rispetto al posizionamento del prezzo, problemi legati alla gestione della logistica e commissioni sulle tassazioni molto elevate: “L’integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese italiane è ancora lontana dalla media europea – Continua Liscia –  È necessario sfruttare e dare valore allo sforzo che il Sistema Italia dovrà fare a livello di investimenti orientati alle infrastrutture digitali, con l’obiettivo di contrastare il digital divide e fornire alle imprese quelle condizioni necessarie per proseguire lungo la loro necessaria conversione tecnologica.”

L’esperienza di acquisto online è molto soddisfacente

Nonostante alcune difficoltà, dovute a un’improvvisa crescita della domanda, il tasso di soddisfazione dell’esperienza di acquisto è rimasto elevato, anzi, con un incremento sia nel periodo del lockdown che in quello attuale: a settembre si è registrato un gradimento da parte dei consumatori online dell’8,5 in una scala da 1 a 10.

Consegne e pagamenti contactless guidano la nuova normalità dei consumi degli italiani

Non solo le consegne, ma anche i pagamenti diventano contactless: già durante il lockdown molti negozi di vicinato hanno aumentato l’uso dei pagamenti digitali, con i commercianti spinti dalla necessità di assicurare il distanziamento fisico. Carte di credito, prepagate e bancomat sono usate più di prima da circa il 15-19% degli acquirenti, così come buoni sconto digitali (14% circa) e app su smartphone (14,7%). Viceversa, il contante è utilizzato da quasi il 30%.

Un cambiamento nelle abitudini di acquisto e pagamento che vede il 53% degli eShopper chiedere ai negozi tradizionali di quartiere di sfruttare questo momento per cambiare in maniera permanente, adottando nuove forme di vendita e di dialogo, procedendo all’integrazione dei canali digitali e fisici ed eliminando il contante. 

Fashion e acquisti digitali

Secondo una ricerca di Nextplora per Netcomm, le persone con maggiore confidenza digitale, dopo l’esperienza del lockdown, continuano a ricorrere maggiormente agli acquisti online di moda a scapito dei negozi tradizionali: in particolare, sono aumentati coloro che si informano e acquistano online, passando dal 18% al 24% negli utenti low digital, e dal 28% al 38% negli utenti high digital. Gli altri consumatori dimostrano invece una tendenza al ritorno al negozio, dai quali però si attendono nuove esperienze e nuovi servizi come quelli sperimentati online.

Il ruolo dei touch point

Molto interessante è il ruolo dei touch point diretti della marca, che amplificano il percepito valoriale del brand negli utenti che li consultano durante il loro customer journey. Questi utenti, infatti, associano con maggior forza la capacità di essere alla moda, al passo coi tempi e affidabili ai brand con i quali interagiscono direttamente.

Tematiche in prima linea: sostenibilità, inclusione sociale e saper emozionare

Merita poi un approfondimento l’analisi del livello di digitalizzazione degli utenti con le loro aspettative verso la marca: se i cosiddetti utenti low digital si aspettano in primis un’attenzione a promozioni e sconti, gli high digital chiedono alle marche di essere attente a tematiche quali la sostenibilità, l’inclusione sociale e il saper emozionare. 

@Redazione AZ Franchising – Articolo completo su AZ Franchising Magazine (Novembre-Dicembre 2020)

I protagonisti di AZ Franchising Experience: Anna Massimo – Franchising Manager Portobello

Attirare, acquisire e fidelizzare sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti da “AZ Franchising Experience”, l’evento online organizzato da WM Capital, uno spazio virtuale costruito grazie alle più sofisticate tecnologie di comunicazione e videocomunicazione presenti sul mercato, che ha favorito l’incontro tra operatori professionali, franchisor, franchisee e potenziali tali, aziende della filiera.

Abbiamo chiesto ai nostri protagonisti che tipo di esperienza hanno vissuto partecipando ad “AZ Franchising Experience” e se l’evoluzione e l’accelerazione della tecnologia in merito agli eventi online sia una moda passeggera o è destinata a consolidarsi e a svilupparsi ancora di più nel tempo.

Risponde Anna Massimo – Franchising Manager Portobello

“Ringrazio per la domanda e, nel farmi portavoce del Gruppo Portobello, colgo l’occasione per esprimere tutto il nostro apprezzamento per l’organizzazione ottimale di AZ Franchising Experience che mi ha reso partecipe il 29 Settembre scorso. Avere la possibilità di incontrare, anche in modalità virtuale, altri esperti del settore franchising è sempre un’occasione importante che arricchisce i partecipanti sia da un punto di vista professionale che personale. In queste circostanze, infatti, le aziende partecipanti raccontano le proprie esperienze peculiari, i percorsi di crescita, i traguardi raggiunti e i progetti futuri, ma anche le complessità che si riscontrano in un settore in continua evoluzione. È proprio in quest’ottica che eventi come AZ Franchising Experience sono di fondamentale importanza per l’accrescimento del know-how delle aziende partecipanti e per il potenziamento congiunto di tutto il settore. Nel corso del mio intervento ho avuto la possibilità di presentare Portobello S.p.A., Società quotata presso Borsa Italiana, con un fatturato nell’anno 2019 di 46 milioni di euro, e le straordinarie opportunità e le garanzie di affiliazione che offre nel quadro del progetto di espansione della propria rete franchising. Il miglioramento delle prestazioni degli eventi online – e più in generale l’evoluzione delle tecnologie della comunicazione – erano già in atto da tempo. L’attuale emergenza sanitaria ha poi certamente accelerato tale processo che ha visto un aumento della quantità e della qualità degli strumenti disponibili e dunque delle modalità di fruizione degli stessi. Tali modalità di incontro, ormai ampiamente diffuse ma che fino a qualche anno fa erano appannaggio di pochi, hanno permesso alle aziende e ai professionisti di dare continuità alle proprie attività durante i mesi di chiusura. Trovo inoltre che ciò rappresenti un’opportunità senza precedenti in termini di risparmio di tempo e denaro e quindi di produttività ma anche di sostenibilità.  Ad ogni modo, ritengo altresì importante il mantenimento delle relazioni interpersonali “dal vivo” che permettono l’interazione sociale intesa nel senso più classico del termine.  Sono fiduciosa dunque che nel prossimo futuro, superata la fase di emergenza sanitaria, si troverà l’equilibrio ottimale per l’utilizzo di questi ottimi strumenti di lavoro”.

@Redazione AZ Franchising

SmartBiz Expo e International Franchising Show – Reimmagina e reinventa

Il quarto HKTDC SmartBiz Expo e il sesto Hong Kong International Franchising Show si terranno online dal 2 al 4 dicembre, fornendo una piattaforma unica per supportare le PMI nell’esplorazione di soluzioni aziendali innovative e tecnologie di ottimizzazione della gestione che possano migliorare sia la produttività che la competitività.

Sotto il tema “Reimagine‧Reinvent”, l’evento virtuale riunirà i leader del settore per condividere le loro intuizioni in una serie di webinar che coprono aree come stay-home economy, le sfide della nuova normalità, l’aumento della produttività e lenuove opportunità di business.

Il primo webinar del primo giorno sarà “T-Chat: cavalcare l’onda dell’economia stay-home e gestire un business da remoto”. Robert Glazer, fondatore e CEO di Acceleration Partners, condividerà approfondimenti sulle culture aziendali nell’ambito del lavoro-accordi da casa, trasformazione delle risorse umane (HR) e supporto alle aziende nell’adeguamento alla nuova normalità. Non solo Glazer è un rinomato leader di pensiero nella cultura aziendale, ma è anche un autore di bestseller e un rinomato speaker. Si è classificato secondo nella lista di Glassdoor dei principali amministratori delegati per le PMI nel 2018 ed era nell’elenco di Forbes dei 20 speaker per il 2017.

Molte persone hanno mostrato una preferenza nel rimanere a casa durante la pandemia, con piattaforme di e-commerce che aiutano gli utenti ad accedere in modo efficiente a tutte le necessità di base. Ciò a sua volta ha favorito lo sviluppo dell’economia stay-home, in cui le aziende devono attirare i clienti che desiderano fare acquisti da casa e aggiornare allo stesso tempo i processi di consegna e ritiro. Questa tendenza sarà esaminata in un webinar intitolato “Vincere la corsa all’e-commerce – Ricreare una nuova esperienza per i clienti”. Gordon Lam, Board Executive Director di Bonjour Holdings Limited, e Angel Cheng, Business Development Manager di Starling Labs Limited (SHOPLINE), condivideranno il loro pensiero sulla crescita dell’economia stay-home e sulle strategie di mercato che possono aiutare le imprese a catturare opportunità. In un altro webinar, “Redefining Work under COVID-19”, Peter Lee, Head of Corporate Business presso Microsoft Hong Kong Limited, esaminerà i modi tecnologici per migliorare la produttività aziendale lavorando da casa.

Altri webinar si concentreranno su e-commerce, marketing, intelligenza artificiale (AI) e applicazioni per big data, sicurezza informatica, vendite nazionali e tecnologia 5G. Lo SmartBiz Expo include anche attività legate alla trasformazione aziendale, con vari seminari, programmi e workshop che supportano le PMI per essere pronte per il futuro.

Inoltre, verrà lanciato un programma di promozione online di un anno chiamato “Connect with Smart Advisors”, che consentirà agli esperti in innovazione e tecnologia di dimostrare virtualmente i loro prodotti e soluzioni tecnologiche allo SmartBiz Expo, Hong Kong International Franchising Show e hktdc.com Sourcing siti web, aiutando le PMI a cogliere nuove opportunità di business di fronte alla pandemia.

REGISTRATI ADESSO: https://bit.ly/32V91q

Yamamay e Carpisa For You

Per arrivare direttamente e più facilmente a casa dei clienti, Yamamay e Carpisa hanno deciso di raggiungerli proponendo un servizio assistito a domicilio: ‘Yamamay e Carpisa For You’. Da lunedì 16 novembre infatti, chiamando un numero verde gratuito dedicato, il cliente verrà messo in contatto con una personal shopper che, fornendogli dei consigli per l’acquisto, lo guiderà nello shopping in modo che possa ordinare i propri capi preferiti direttamente dalle piattaforme online di Yamamay e Carpisa con consegna a casa in totale sicurezza. Il servizio è attivo tutti i giorni dalle ore 9 alle 18, il pagamento avviene  tramite contrassegno alla consegna.

‘Il dpcm del 4 novembre ha stabilito che i negozi di biancheria intima non siano soggetti alle restizioni previste dal decreto, i negozi di Yamamay continuano quindi ad essere aperti in tutta Italia ma abbiamo pensato di mettere a disposizione anche un ulteriore servizio per poter essere ancora più vicini ai nostri clienti sia per Yamamay che per Carpisa: ‘Yamamay e Carpisa For You’. Una personal shopper risponderà al cliente attraverso un numero verde dedicato: é un modo per rendere l’esperienza d’acquisto più personale, più sicura e più vicina possibile al consumatore, per poter portare loro a casa il nostro calore in un momento così complicato. Le nostre addette alle vendite sono molto preparate e metteranno in campo tutta la loro esperienza per guidare il consumatore negli acquisti, anche in previsone dello shopping natalizio.’  Gianluigi Cimmino, CEO di Pianoforte Holding

Per facilitare i clienti nell’acquisto, oltre a questo servizio rimangono attivi: il ‘Click&Collect’, per prenotare o ordinare i prodotti disponibili nel negozio online, con successivo ritiro in un negozio fisico, Scalapay,  il pagamento dilazionato in 3 tranche senza interessi per chi acquista sui siti web dei due brand, nonché l’Ordine Telefonico da negozio con consegna direttamente a casa del cliente.

Scopri di più su yamamay.com e carpisa.it

Ho scelto Primadonna per l’eccellente rapporto qualità/prezzo dei prodotti

Intervista a Antonio Lo Presti, titolare del punto vendita Primadonna in via Etnea a Catania: “Trovo sia un forte brand molto conosciuto, di conseguenza si ha la possibilità di usufruire della notorietà della Casa Madre e quindi ti dà la possibilità di aumentare il fatturato”

Ha lavorato da sempre nel mondo del turismo ed organizzazione di eventi, ma, poi, nel 2014 entra, per la prima, in contatto con un mondo a lui sconosciuto fino a quel momento: il franchising. Allora decide di aprire un negozio in franchising di un noto brand nazionale. Circa cinque anni fa, invece, entra in contatto con Primadonna e resta subito affascinato e sorpreso tanto da  voler aprire un negozio. Oggi, Antonio Lo Presti, è titolare del punto vendita Primadonna in via Etnea a Catania.

Quali sono state le principali motivazioni che l’hanno spinta a scegliere Primadonna?

“Trovo sia un forte brand molto conosciuto, di conseguenza si ha la possibilità di usufruire della notorietà della Casa Madre. Per me questo è molto importante in quanto vado a proporre un prodotto che ha già una sua visibilità e valore. Un altro elemento che mi ha fatto decidere di affiliarmi a Primadonna è sicurante il rapporto qualità prezzo del prodotto che trovo sia eccellente”.

In che modo la Casa Madre lo ha sostenuto?

“La casa madre è stata sempre presente quindi assistenza a 360 gradi. Inoltre, nella fase di start up, c’è stata la presenza costante di un’area manager che per me è stata fondamentale per avviare in modo corretto la mia attività”.

E’ necessario seguire dei corsi di formazione? Se si su quali aspetti…

“La formazione è scontanta per mezzo dell’area manager, mentre è importante seguire tutte le comunicazioni che arrivano dall’azienda”.

Che consiglio darebbe ad un nuovo affiliato

“Di essere molto selettivo sulla scelta del personale”.

I suoi progetti futuri…

“Per il momento, considerato il particolare periodo, sono molto concentrato per portare avanti l’attività dei nostri negozi ed essere molto presente per curare in modo preciso e puntuale i nostri clienti”.

Cambiare non distruggere. Costruire non demolire.

“Coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo di solito lo fanno”

(Steve Jobs)

Siamo di fronte ad una svolta epocale, come tante volte è accaduto nella storia dopo crisi economiche o accadimenti dirompenti. C’è sicuramente un precedente per i nostri tempi in passato, uno che era davvero senza precedenti allora. E il pensiero va alla pandemia di influenza spagnola del 1918, subito dopo la Prima Guerra Mondiale. Sicuramente una brutta notizia. Ma La buona notizia è che la cattiva notizia è stata seguita dai ruggenti anni Venti. Come ha osservato Mark Twain: “La storia non si ripete, ma spesso fa rima”. E oggi ci ritroviamo di fronte ad una trasformazione del modo di pensare e di operare. L’evoluzione tecnologica degli ultimi anni, accelerata dalla pandemia, forte e preponderante rispetto a tutti i settori dell’economia, potrebbe rappresentare un vero driver degno di nota che influenzerà l’assetto produttivo e commerciale del mondo post-pandemico, ma non l’unico. L’online, certamente, è importante nel panorama di un pluralismo distributivo moderno e di un’offerta sempre più multicanale, il commercio elettronico ha riscosso molto interesse nel periodo di lockdown, così come gli eventi multimediali, testimonianza il recente evento on line da noi organizzato “AZ Franchising Experience”, ma questo sicuramente non farà scomparire il tradizionale,  anzi contribuirà a rinforzarlo, infatti come abbiamo anticipato prima viviamo in un’epoca dove è necessario cambiare, ma non distruggere. Pensare che la tecnologia possa rappresentare la soluzione unica alla sopravvivenza delle aziende è un po’ azzardato perché le aziende sono fatte anche di conoscenza e di esperienza. Esperienza è una parola comune nella nostra comunicazione sociale. Ma è una parola a cui chiediamo troppo, o troppo poco. In un mondo che ha fatto dell’immediatezza, della rapidità le sue parole chiave, l’esperienza sembra qualcosa di antico, invece nel tessuto imprenditoriale rimane una parola fondamentale per la crescita dell’azienda. L’esperienza è la storia dell’azienda da cui partire e svilupparsi sempre di più. L’esperienza rappresenta il successo dell’azienda e di ogni singolo imprenditore. Questa è la parola chiave per tutti gli imprenditori. Nel franchising diventa fondamentale perché ogni singolo franchisee, per avere successo, non deve fare altro che seguire le linee guida della casa madre e quindi assorbirne l’esperienza e il know how. Spetta però al franchisor supportare ogni singolo franchisee in tutte le sue fasi di crescita: dal momento che decide di affiliarsi fino all’apertura del punto vendita e suo sviluppo. Fino ad oggi si è data grande importanza al consumatore finale, quindi al cliente. Sicuramente questo è un aspetto importantissimo, ma dobbiamo ricordarci che il primo cliente per il franchisor è il franchisee, l’affiliato. E’ fondamentale, quindi, far leva e concentrarsi sul marketing dell’ascolto del cliente. Quindi sapere cosa è importante per il franchisee e soddisfare le sue esigenze. E su questo concetto vogliamo soffermarci per far leva sui brand e considerare il franchisee come elemento fondante dell’impresa e di conseguenza il cliente finale. Questo sicuramente determina il successo dell’azienda e delle persone che ci lavorano.

Fabio Pasquali – Ceo WM Capital S.p.A.

Al via la campagna di crowdfounding su Mamacrowd firmata The Longevity Suite®

The Longevity Suite® è un innovativo network di centri Antiage con posizionamento Luxury in cui anni di Ricerca Scientifica si integrano con le più innovative tecnologie del mondo della salute e prodotti cosmeceutici d’avanguardia, per ottenere un perfetto equilibrio tra bellezza esteriore e benessere mentale.

Freddo e Detox sono il cuore dei programmi Antiage dei centri The Longevity Suite®.

Il metodo Longevity nasce dal lavoro di oltre 20 anni di ricerca del team del dr. Massimo Gualerzi, cardiologo Antiage di fama nazionale e autore di numerosi libri sulla nutrizione, la salute e la longevità.

La crioterapia Total Body è uno dei pilastri del metodo Longevity, un trattamento che prevede la permanenza di tutto il corpo in una camera fredda tra i -85 e -95°C per un intervallo di tempo tra i tre e i cinque minuti e ha
dei benefici straordinari per il corpo, in particolare sulla riduzione dell’invecchiamento da infiammazione (inflammaging). Il freddo inoltre è alla base di tutti i trattamenti di ringiovanimento viso e di body shaping e ha ispirato anche la creazione della linea cosmeceutica ideata per ridurre l’infiammazione e rallentare significativamente il processo di invecchiamento della pelle.

Tutte le sostanze naturali presenti negli Integratori e nei Biodetox kit sono state selezionate partendo dalla fisiopatologia dell’invecchiamento, con l’obiettivo di promuovere i processi fisiologici di detossificazione, di rigenerazione cellulare e di attivazione metabolica, riducendo i danni dovuti allo stress psico-fisico e potenziando le nostre naturali difese.

L’obiettivo è quello di creare il più grande Brand italiano del mercato Antiage attraverso un format consolidato facilmente internazionalizzabile, unico nel Mercato Retail grazie all’approccio integrato di background medicale, tecnologie estetiche d’avanguardia, trattamenti manuali sinergici, prodotti nutrizionali detox e cosmeceutici high tech, il tutto racchiuso in un rilassante mood Luxury-Design ideato dal famoso architetto del Wellness di Lusso Anton Kobrinetz.

In soli 18 mesi dall’inizio delle attività sono stati aperti 6 centri diretti (4 a Milano, Roma e Costa Smeralda), 4 centri affiliati in Franchising (Parma, Treviso, Forte dei Marmi, Roma) e raggiunto oltre 4.500 clienti soddisfatti.

Entro la fine del 2020 è programmata l’apertura di altri 4 punti vendita in franchising (Firenze, Torino, Bologna, Napoli), una previsione di fatturato che superi € 1.600.000 e un ebitda positivo. I fondatori sono pronti a mettersi in gioco tramite un’innovativa campagna di crowdfunding che è già in fase di lancio e sarà attiva nell’arco di qualche settimana. La campagna ha l’obiettivo di raccogliere circa 500.000 euro da investire per l’internazionalizzazione del brand e l’apertura dei nuovi centri di Ibiza e Londra.

Il piano di aperture prevede di raggiungere 43 punti vendita entro il 2024 tra diretti e affiliati in franchising. «Abbiamo scelto la via del crowdfunding proprio perché crediamo di poter catalizzare l’attenzione di investitori», afferma il Dott. Massimo Gualerzi, direttore scientifico di The Longevity Suite, «che vogliono condividere con noi un obiettivo ambizioso: tornare a essere artefici del proprio benessere e vivere al meglio delle proprie possibilità. Questo per noi è il segreto della longevità».

Per aprire The Longevity Suite – visita la scheda
Per tutti i dettagli sulla campagna visitate il sito https://mamacrowd.com/project/the-longevity-suite