Ho scelto NoiEnergia perchè credo fortemente nel progetto

Intervista a Fabio Virgillito, agente, affiliato in Sicilia

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Fabio Virgillito, agente, affiliato in Sicilia

Da 20 anni è titolare di un’azienda di rappresentanze e svolge l’attività di agente sul territorio siciliano. Ha scelto di avvicinarsi al settore della fornitura di gas e energia perché, sicuramente, può essere da supporto e accompagnare l’attività che già svolge da parecchi anni. “Condivido la mission e l’idea di NoiEnergia – afferma Fabio Virgillito, agente, affiliato in Sicilia –  e condivido l’idea che mi è stata illustrata dall’Ingegnere Giuseppe Pappalardo, responsabile di NoiEnergia Sicilia e punto di riferimento per impianti fotovoltaici ed energie rinnovabili”.

La proposta commerciale di NoiEnergia ha un obiettivo molto ambizioso: creare una nuova categoria, quella di un negozio di prossimità che venda una nuova relazione con il mondo dell’energia. Da NoiEnergia l’affiliato è un partner, non un cliente. Questa è l’essenza e la filosofia del brand. Con NoiEnergia l’affiliato non è un intermediario ma il fornitore di di luce e gas del territorio.

Quando e come è entrato in contatto con NoiEnergia?

“Il progetto mi è stato illustrato a maggio dell’anno 2019 e subito ho deciso di farne parte perché il format CasaEnergia va a completare una lacuna nel mercato, quella della presenza di un professionista serio, qualificato, conosciuto, che sia il referente, sempre vicino durante tutta la relazione con il cliente, nella comprensione del mondo luce e gas. Un grande vantaggio di entrare a far parte di CasaEnergia è rappresentato dai bassi costi di ingresso e dalla possibilità di scegliere l’area in cui operare”.

Le principali motivazioni che l’hanno spinta a scegliere di far parte della squadra di NoiEnergia?

“Questa attività si sposa con il mio lavoro e credo fortemente in questo progetto”.

In che modo la Casa Madre lo ha sostenuto?

“La casa madre ascolta le mie esigenze ed è sempre vicino a noi affiliati. Mi ha dato fin da subito gli strumenti operativi per operare in questo mercato”.

E’ necessario seguire dei corsi di formazione? Se si su quali aspetti…

“Assolutamente si, sono necessari per comprendere fino in fondo l’etica e il mood di NoiEnergia. Ho partecipato personalmente alle videolezioni, sempre accessibili su un portale dedicato, in cui ho appreso concetti e aspetti di questo mercato che non conoscevo”.

Che consiglio darebbe ad un nuovo affiliato?

“Ai futuri affiliati consiglio di muoversi all’interno di questo mercato con determinazione e professionalità. Inoltre aggiungo che NoiEnergia, oltre ad essere un’azienda è una famiglia ed è sempre pronta ad aiutare noi come affiliati ed i nostri clienti”.

I suoi progetti futuri…

“Spero di trasmettere lo spirito di NoiEnergia a colleghi ed amici e con il tempo mi auguro che si realizzino, da paret della Casa Madre, nuovi servizi da offrire ai nostri clienti”.

@Redazione AZ Franchising

Il conto vendita: opportunità o bluff?

di Mirco Comparini – Commercialista e Revisore Legale

Il termine “conto vendita” è attribuito a forme di commercializzazione di beni, spesso, ben diverse.

Ad esempio, si parla di conto vendita anche per le attività come “mercatini dell’usato”, per le quali è applicabile il contratto di “mandato alla vendita” e per le quali si rende necessario anche l’inquadramento come “agenzie di affari” soggette alla normativa riportata nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).

Tale formula non è applicabile solo all’usato, ma anche ai beni di nuova produzione. All’atto pratico, uno o più soggetti (privati o imprese) proprietari di beni consegnano ad un soggetto terzo (impresa) tali beni per la loro vendita. Quest’ultimo espone i bene e li vende per conto dei primi, incassa il denaro per loro conto ed esegue il rimborso ai singoli proprietari dei beni, trattenendosi una provvigione. Il responsabile di tale struttura non è quindi un commerciante, in quanto non pone in vendita direttamente merce della quale detiene il titolo di proprietà o di possesso in termini estimatori, ma si configura come un vero e proprio “promotore di affari”. Si tratta, quindi, di una tipica attività di intermediazione alla quale è applicabile l’Articolo 1706 e seg. del Codice Civile (contratto di mandato).

Come funziona il Conto Vendita

Altra forma di commercializzazione in conto vendita è, invece, quella ritenuta più “tipica” e che è identificabile nel “contratto estimatorio”, regolato dall’Articolo 1556 e seg. del Codice Civile, il quale recita: “con il contratto estimatorio una parte (tradens) consegna una o più cose mobili all’altra (accipiens) e questa si obbliga a pagare il prezzo, salvo che restituisca le cose nel termine stabilito”.

All’atto pratico, il tradens adempie all’obbligo di consegnare prodotti o merci all’accipiens (che ne è responsabile quale “custode”) il quale, al ricevimento, non è tenuto a pagarne il prezzo, ma vi provvederà (nei termini e con le modalità concordate) al momento della riconsegna dell’invenduto o ad altro specifico momento, come, ad esempio, alla verifica del venduto.

Tale formula, che impropriamente chiameremo “estimatoria”, è definita anche “merci in conto vendita” e si differenzia, quindi, dalla formula tipica definita “merci in conto acquisto”, con la quale il commerciante acquista la merce, acquisendone quindi a tutti gli effetti la proprietà, la paga (nei termini ed alle condizioni convenute) e può liberamente disporne, incluse decisioni circa il prezzo di vendita, la percentuale dei saldi, il margine, ecc.

E’ ovvio che, per chi decide di intraprendere un’attività commerciale, indipendentemente dalla tipologia di merci che decide di trattare, si tratta di una differenza alquanto importante:

  • acquistare la merce da vendere e pagarla dopo la vendita stessa, restituendo quella invenduta, oppure, acquistare la merce e pagarla senza sapere se effettivamente sarà venduta;
  • assumersi il rischio delle rimanenze di fine anno/stagione, oppure, non sentire il peso di tale “capitale fermo”. E ciò, non solo per logiche di mercato derivanti dal comportamento del consumatore, ma anche a seguito di valutazioni e scelte sbagliate, anche in termini quantitativi e qualitativi;
  • sulla quantità da acquistare, sui prodotti, modelli, varianti acquistati, e di ritrovarsi molte rimanenze invendute o non avere la necessità di risolvere tali problematiche gestionali;
  • usufruire del rapporto bancario secondo le proprie esigenze e possibilità (finanziando gli acquisti) o dedicare parte delle “concessioni bancarie” al rilascio di una garanzia bancaria che, solitamente, il fornitore richiede per le merci messe a disposizione.

Questa, in sintesi, è la formula contrattuale classica prevista dalla legge ed è una formula sempre più utilizzata anche nei rapporti di franchising ai quali, però, sono apportate delle specificità. Contrariamente a come spesso si rileva o viene riportato, nel “conto vendita” conseguente i rapporti da “contratto estimatorio” non è obbligatorio che il venditore agisca in nome e per conto del fornitore, anzi, direi che non è ammesso. Il venditore è un soggetto autonomo ed indipendente. L’adesione ad un marchio (con la forma contrattuale concordata) non comporta l’instaurazione di tale tipologia di rapporto che corrispondente ad un “mandato”.

© RIPRODUZIONE VIETATA

Per evitare errori e insidie che può nascondere questa formula di distribuzione leggi l’articolo completo nell’ultimo numero di AZ Franchising. Acquista AZ Franchising Magazine

PLAN BUY: il franchising dell’immobile chiavi in mano

E’ entrato in contatto con Plan Buy nel 2017, tramite un’inserzione su immobiliare.it in cui l’azienda ricercava immobili, specificando che li avrebbe personalizzati. Plan Buy®, infatti, è il primo e unico metodo adottato da un network di professionisti selezionati (consulenti immobiliari, finder, progettisti e imprese), che assistono e supportano chi cerca la propria casa dei sogni e infine forniscono l’abitazione ideale personalizzata su misura, consegnata chiavi in mano entro il budget di spesa previsto per l’acquisto “All’epoca facevo anche l’agente immobiliare – afferma Matteo Genoni, affiliato Plan Buy – e avevo un paio di proposte che ho presentato. Da lì ho intuito la possibilità di lavorare in ambito immobiliare con una connotazione diversa e più professionale. Opero su Torino, non ho una zona di riferimento da trattare, questo è molto positivo, perchè posso spaziare su tutto il territorio, chiaramente seguendo i desideri dei clienti che seguo”.

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Matteo Genoni, affiliato Plan Buy

Come mai la scelta di avvicinarsi ad un settore, quello immobiliare, ma con una particolarità: non vendere semplici immobili ma offrire un prodotto finito, in base alle esigenze del cliente, chiavi in mano? 

“E’ una scelta dettata dalla voglia di innovazione che ho sempre avuto dentro di me, e che si sposa con l’azienda, sempre pronta ad ascoltare le esigenze di una clientela selezionata, che va servita con molta professionalità e i suggerimenti degli affiliati, al fine di migliorarsi sempre di più”.

In cosa consiste formula di affiliazione? 

“E’ un’affiliazione particolarmente interessante, perchè non ha costi, nè fee di entrata, oltre al fatto che viene messa a disposizione una sede di lavoro. Inoltre Plan Buy, attraverso le sue campagne promozionali procura i potenziali clienti interessati, il mio compito è scegliere e capire quali di questi possiamo servire al meglio”.

Prima di entrare nella squadra di Plan Buy cosa faceva…. Il suo percorso professionale…

“Ho un back ground di tipo finanziario, avendo una laurea in amministrazione aziendale, ho lavorato in borsa come operatore telematico titoli e bond, poi ho preso il patentino da agente immobiliare per ampliare le mie conoscenze. Adesso mi sto dedicando a soddisfare quel tipo di clientela che non si accontenta di immobili già esistenti, ma li vuole personalizzare in base ai propri gusti e le proprie esigenze, ed il taglio finanziario che riesco a dare a tutto il processo mi permette di essere consulente a 360 gradi”.

Quali sono state le principali motivazioni che l’hanno spinta a scegliere Plan Buy?

“La motivazione principale è stata la filosofia aziendale: dare un prodotto unico, senza concorrenti, e per me senza spese di affiliazione, e senza fare ricerca di clienti. Poi la formazione continua che ti aiuta a migliorare in tutti i campi della vita, soprattutto nella comunicazione. Se sei Plan Buy, diventi un professionista, se non lo diventi è solo colpa tua”.

In che modo la Casa Madre lo ha sostenuto?

“La Casa Madre ti sostiene sempre, da quando inizi a quando sei autonomo, con formazione settimanale, e una politica di marketing che ti porta i clienti, sta a te selezionarli al meglio per capire quali seguire”.

E’ necessario seguire dei corsi di formazione?

“Si è necessario, ma non è un peso, è quasi come imparare divertendosi. Vi è formazione tecnica, su aspetti legati al mondo immobiliare, legale e alla contrattualistica, e poi vi è la comunicazione, in cui si apprendono tecniche molto efficaci per parlare in pubblico, ascoltare, e dare risposte che devono soddisfare ogni tipo di clientela, anche tramite la pnl”.

Quali sono in termini economici i numeri per chi come lei vorrebbe affiliarsi a Plan Buy?

“Chi si vuole affiliare a Plan Buy deve tenere ben presente due cose: costi nulli e profitti che aumentano mano a mano che la propria professionalità inizia a diventare importante. La motivazione, insieme all’apprendimento può portare a seguire anche più clienti contemporaneamente, e basta fare 4/5 vendite annue per garantirsi un ritorno economico soddisfacente”.

Che consiglio darebbe ad un nuovo affiliato?

“Il consiglio principale è: non avere fretta. Immaginare il proprio lavoro come una bilancia con due piatti, da una parte le competenze dall’altra i guadagni. Bisogna concentrarsi sul piatto della professionalità, più si aggiunge peso su questo ed automaticamente l’altro non potrà che andare verso l’alto. Ma non bisogna fare il grave errore di guardare al profitto subito, sennò ci si concentrerebbe sul piatto sbagliato. Questo arriverà solo se l’altro piatto sarà appesantito dal valore professionale. Sic et simpliciter!”.

I suoi progetti futuri…

“Diventare un professionista con la P sempre più grande, il resto arriverà per forza, naturalmente, con una velocità che non si può immaginare”.

@Redazione AZ Franchising

KIABI apre le porte all’affiliazione commerciale in Italia

Dopo anni di esperienza nella gestione di punti vendita diretti (505 in tutto il mondo, 33 dei quali in Italia), è intenzione dell’azienda continuare l’importante sviluppo di una rete di punti vendita mono-brand.

Il marchio di moda a piccoli prezzi per tutta la famiglia apre le porte all’affiliazione commerciale e investe in questo modello di business. L’espansione dei negozi sarà focalizzata su posizioni strategiche che garantiranno il successo di tutti i partner KIABI.  Il Piano di sviluppo dovrà portare all’apertura di 15 negozi affiliati nei prossimi 3 anni. Il modello di affiliazione commerciale è stato lanciato anche in Spagna, in Belgio ed è in atto un’accelerazione del piano di sviluppo per il Portogallo. KIABI è una realtà presente da oltre 40 anni in 17 paesi e fa parte del gruppo AFM (Associazione Familiare Mulliez). Il 98% dei partner in Francia si dichiara soddisfatto dell’affiliazione commerciale stretta con KIABI.

I partner di KIABI potranno fruire di:

  • UNA POTENTE RETE INTERNAZIONALE – Più di 500 negozi in tutto il mondo;
  • RISULTATI DI VENDITA PROFICUI – Più di 400 milioni di articoli venduti ogni anno;
  • UNA RETE DI PROFESSIONISTI – 000 dipendenti in tutto il mondo. L’80% ha dichiarato di essere orgoglioso di far parte di questa organizzazione aziendale;
  • Un obiettivo di ESPANSIONE ambizioso con un’impronta incisiva di responsabilità sociale d’azienda. Entro il 2025 le collezioni saranno al 100% eco-sostenibili e il modello economico circolare. KIABI sostiene l’economia circolare e sposta l’attenzione sul riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare i materiali e i prodotti esistenti, trasformando i “rifiuti” in risorse.

I vantaggi dell’affiliazione commerciale:

  • Supporto e consulenza continui nella gestione aziendale;
  • Gestione dello stock in conto vendita;
  • Dinamica attività commerciale: più di 20 campagne commerciali all’anno;
  • Interessante ritorno sugli investimenti.

Caratteristiche degli spazi per i nuovi punti vendita:

  • Negozi in aree ad alta attività commerciale nei capoluoghi di provincia, preferibilmente situate in un

centro commerciale primario;

  • Un bacino d’utenza superiore a 50.000 abitanti a soli 10 minuti;
  • Un’area di vendita di almeno 1.000 m2 fino a un massimo di 1.400 m2;

I nuovi partner KIABI dovranno avere pregressa esperienza nel campo retail, avere una situazione finanziaria solida ed essere direttamente coinvolti nell’attività commerciale. Necessario l’orientamento al business, al team e al cliente. Verranno privilegiate le figure con capacità di apertura di due/tre store.

In un mondo in continuo cambiamento, KIABI s’impegna principalmente in due aree: le persone, in termini di accessibilità, inclusività, responsabilità e il pianeta, trasformando l’attività in un business sempre più esemplare.

KIABI PILLOLE:

Nel 1978, nel nord della Francia, KIABI rivoluziona il fast fashion attraverso il concetto di moda a piccoli prezzi per tutta la famiglia, realizzando un’ampia e versatile offerta, pensata per tutti i budget, gli stili, le morfologie.

40 anni dopo, il piccolo marchio francese è ormai un gruppo internazionale presente in 17 paesi, con più di 25 milioni di clienti e 2 miliardi di euro di vendite raggiunte nel 2019.

Nel 1996 KIABI approda nel mercato italiano con l’apertura del primo negozio a Milano. Oggi il brand vanta 33 punti vendita sul territorio e rappresenta il primo e-retailer del mercato dell’abbigliamento online in termini di volume di vendita.

Italiani e spesa online: il secondo Report Annuale di Everli

Milano, 18 gennaio 2020 – Da poche settimane si è concluso un anno complesso che ha visto importanti cambiamenti nelle abitudini degli italiani. In un anno con più limitazioni e meno occasioni sociali, la quotidianità degli abitanti del Bel Paese si è spostata prevalentemente sul web e la spesa online, con tutti i comfort che la caratterizzano, ha vissuto una crescita forte e continua. Lo confermano anche i dati di Everli – il marketplace della spesa online – che nel 2020 ha registrato un incremento a tripla cifra (+208%) degli acquisti online (da sito e via app) rispetto all’anno precedente.

Ma come sono cambiati nel dettaglio i comportamenti di consumo dello Stivale? La seconda edizione del Report Annuale di Everli fotografa i trend che hanno caratterizzato la spesa online da nord a sud della Penisola negli scorsi dodici mesi, evidenziando curiosità interessanti tra le province e le regioni italiane.

I trend della spesa online degli italiani nel 2020

Secondo i dati di Everli relativi all’anno ormai alle spalle, la top 10 dei prodotti più acquistati dagli italiani è cambiata sensibilmente rispetto a quanto segnalato nel 2019. Sale infatti al primo posto la categoria frutta e verdura, spodestando formaggi, salumi e gastronomia che scendono in quarta posizione; seguono sul podio i prodotti per colazione, dolciumi e snack (2°) e al terzo posto latte, burro e yogurt. Nella seconda parte della classifica, nelle retrovie, si trovano surgelati e gelati (9°) insieme ai prodotti per la cura e l’igiene personale (10°), perdendo entrambi una posizione rispetto al ranking dell’anno precedente.

 

Top 10 categorie di prodotti più acquistati nel 2020
1.       Frutta e verdura6. Acqua e bevande analcoliche
2.       Colazione, dolciumi e snack7. Uova, farine e preparati
3.       Latte, burro e yogurt8. Sughi, scatolame e condimenti
4.       Formaggi, salumi e gastronomia9. Surgelati e gelati
5.       Pasta, riso e cereali10. Igiene e cura personale

 

L’impatto del Covid-19 sul carrello online degli italiani

Complice l’emergenza sanitaria, durante il 2020 i dati di Everli evidenziano un’impennata a quattro cifre degli acquisti online di guanti e prodotti per la pulizia della casa – che hanno visto moltiplicarsi di oltre 50 volte il volume di ordini rispetto all’anno prima – insieme a preparati per pane e pizza fatti in casa (+5046%) e ai prodotti per la cura delle mani (+4615%). Inoltre, il volume maggiore di acquisti nello Stivale si è concentrato soprattutto nei mesi di aprile e maggio, con una flessione nel periodo da luglio a settembre, per poi tornare a crescere nuovamente in concomitanza con la seconda ondata dell’emergenza, in particolare tra novembre e dicembre.

Gli italiani si confermano abitudinari rispetto al giorno della settimana prescelto per effettuare la spesa online: pur con piccole differenze nel corso dei 12 mesi, anche nel 2020 il lunedì mattina è stato il momento preferito per dedicarsi a questa attività, soprattutto tra le 10 e le 11. La domenica, invece, resta il giorno che registra meno ordini sulla piattaforma. Infine, ben 6 italiani su 10 (61%) si sono affidati all’app per la spesa, dato in crescita del +5% rispetto al 2019, sebbene la nuova normalità porti gli abitanti del Bel Paese a trascorrere più tempo tra le mura domestiche piuttosto che in mobilità.

Le evidenze più interessanti per ogni categoria

Indagando più nel dettaglio i dati di Everli e mettendo a confronto le abitudini di acquisto online da nord a sud della Penisola, emergono interessanti curiosità e differenze sui gusti e sui comportamenti degli italiani.

Negli ultimi dodici mesi, ben il 90% delle spese online della provincia di Bolzano è stato costituito da prodotti della categoria frutta e verdura, dato che la posiziona al primo posto tra le 10 province italiane per il volume di acquisti di questa categoria.

L’Emilia Romagna si conferma, anche nel 2020, come la regione più sana d’Italia, con ben 4 province in classifica: Forlì-Cesena e Modena, sul podio rispettivamente al secondo e terzo posto, Bologna (6°) e Parma che scende in picchiata di sette posizioni rispetto al 2019 classificandosi ottava.

Rovigo si aggiudica il primato come più golosa e per l’acquisto di alcolici online. Nella provincia veneta, infatti, più di 8 carrelli su 10 contengono almeno un dolce (85%) e quasi 1 su 2 (47%) vino, birra e altre bevande alcoliche. Il podio goloso procede con Livorno (2°) e Forlì-Cesena (3°), mentre quello alcolico vede in seconda posizione Mantova, seguita subito dopo da Livorno.

Gli acquisti più significanti di carne e pesce sono stati registrati in Lombardia: la città di Lodi è infatti al primo posto con il 36% della spesa complessiva annuale locale proprio in questa categoria, le fa compagnia al secondo posto Pavia (35%) a pari merito con Rovigo. Chiude il podio a un solo punto percentuale di distanza la città di Parma.

FONTE: Everli – I dati riportati sono calcolati sulla base degli acquisti effettuati dagli utenti di Everli tramite sito web o app nei periodi gennaio-dicembre 2020. Le informazioni sono raccolte in forma anonima e vengono utilizzate a scopo esclusivamente statistico.

Franchising NaturHouse e imprenditoria femminile

Senza dubbio stiamo vivendo un periodo di cambiamenti e rivoluzione. Il benessere e la cura della persona rappresenta però ancora una priorità. “L’interesse nei confronti del benessere personale si è rafforzato – afferma Raffaello Pellegrini, CEO Naturhouse Italia – sia perché c’è una forte preoccupazione generale sulla propria salute generata dalla situazione che stiamo affrontando, che dal cambiamento delle abitudini di consumo che hanno sicuramente danneggiato alcune categorie merceologiche come abbigliamento, ristorazione, viaggi,  a vantaggio di altre, in primis il wellness”.

In NaturHouse il 94% degli affiliati ed il 97% degli operativi sono di sesso femminile. NaturHouse rappresenta quindi una ottima oppurtunità per le donne.

Intervista a Raffaello Pellegrini, CEO Naturhouse Italia

Raffaello Pellegrini, CEO Naturhouse Italia

Raffaello Pellegrini, CEO Naturhouse Italia

L’imprenditoria femminile è ancora una volta la categoria a dover pagare il conto più salato di questo periodo di fermo. Il franchising e NaturHouse potrebbero rappresentare una valida alternativa?

“Considerando il tasso di mortalità causato dal Covid-19, si può affermare che in tutti i Paesi ad avere la peggio è stata la popolazione maschile. La proporzione tuttavia si inverte nettamente se si parla di tasso di occupazione, dove sono le lavoratrici la categoria più penalizzata. Infatti, secondo gli ultimi rilevamenti da parte dell’Istat, il tasso di occupazione femminile tra i 15 e i 64 anni si attesta al 48,4%, contro il 66,6% di quello maschile. Un distacco di quasi venti punti percentuali, che nel secondo trimestre 2020 equivalgono a 470mila occupate in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, andando ad aumentare il “gender gap”, e sia le lavoratrici dipendenti, quanto le imprenditrici, costituiscono la categoria lavorativa più penalizzata. Numeri a parte, sembrano essere due i fenomeni principali che causano l’abbandono del lavoro delle donne: la “scelta familiare” e la prevalente gestione femminile della cura di figli e anziani, inderogabile durante la pandemia ma raramente condivisa dagli uomini. Il mondo del franchising, per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, è il settore che potrebbe rappresentare un considerevole risollevamento delle condizioni lavorative femminili stante la prerogativa di creare autoimpiego azzerando o comunque limitando moltissimo il rischio imprenditoriale grazie all’utilizzo di know-how commerciale consolidato e di provata validità”.

Cosa propone il vostro brand in aiuto dell’imprenditoria femminile. Quali le caratteristiche del vostro format?

“In particolar modo il format NaturHouse garantisce la possibilità di autocrearsi uno sbocco professionale, con un investimento iniziale contenuto (si parte da 10.000 €), che può essere rapidamente recuperato grazie ad una redditività estremamente alta garantita dal business format. Aderendo al franchising si ha diritto ad una formazione sia iniziale che continuativa, sempre gratuita, in ambito tecnico, commerciale, marketing e amministrazione, oltre ad avere la garanzia di un marchio con elevata esperienza riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, con un’ampia gamma di prodotti esclusivi di alta qualità, e una zona di esclusiva nella città prescelta. Last but not least, la possibilità di lavorare in un settore in costante crescita, anche durante questa maledetta crisi pandemica”.

E le caratteristiche di future affiliate? Chi ricercate?

“ – I dati sull’occupazione femminile in Italia restano preoccupanti, nonostante il livello di istruzione femminile sia sensibilmente maggiore di quello maschile -, afferma il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. Anche da questo punto di vista le qualità professionali richieste da NaturHouse, lo rendono un’opportunità ideale per molte carriere universitarie a predominanza femminile; in ogni punto vendita NaturHouse la parte di educazione alimentare viene erogata da una persona con titolo di studio idoneo, come la laurea in biologia, scienze dell’alimentazione, scienze della nutrizione”.

Perché una potenziale affiliata dovrebbe scegliere proprio NaturHouse?

“Per seguire l’esempio virtuoso di chi già lo ha fatto , dato che figure professionali ad oggi in tutti i punti vendita diffusi sul territorio italiano, il 94% degli affiliati ed il 97% degli operativi sono di sesso femminile. E sono tutte molto soddisfatte di aver scelto NaturHouse.

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• Maggiori informazioni nel prossimo numero di AZ Franchising

E-Commerce: i nuovi trend in Italia

L’accelerazione impressa dalla pandemia all’eCommerce non si è arrestata anche dopo il lockdown.

Il periodo successivo, in particolare, ha visto crescere la frequenza all’acquisto online da parte degli utenti del 79%. La consegna contactless – a casa come in ufficio – resta ancora quella preferita da oltre il 93% degli utenti. Appare invece più improbabile una ripresa nel breve termine della frequenza del ritiro dei prodotti fuori casa (e-grocery escluso). Complessivamente i volumi di transazioni online negli ultimi 12 mesi sono cresciuti del 15,4%, il 7% solo nel lockdown, con la richiesta di prodotto aumentata del 10%. Uno scenario che ha visto alcuni servizi di eCommerce gestire una domanda 10 volte superiore nella fase Covid, generando nel 25% dei casi problemi nella logistica, con carenza di prodotti disponibili (26%) e un 18% di casi in cui non è stato possibile recapitare la merce.

Sono queste le principali evidenze emerse in occasione dell’edizione speciale di Netcomm Forum Live, in collaborazione con NetStyle e TUTTOFOOD Milano.

“Il consolidamento di abitudini di consumo sempre più ibride, tra canali fisici e digitali, e la tendenza a preferire modalità di acquisto e di pagamento contactless, mette di fronte le imprese italiane alla necessaria implementazione di tecnologie – Commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Tra i principali ostacoli legati allo sviluppo dell’eCommerce da parte di retailer medio-piccoli si trovano problemi legati ai costi troppo elevati di gestione (32%), difficoltà nel gestire gli aspetti inerenti la logistica (28%) e mancanza di competenze in materia di eCommerce (28%).” 

Per quanto riguarda invece il ricorso ai marketplace, secondo Netcomm, gli elementi critici vedono al 34% la non convenienza rispetto al posizionamento del prezzo, problemi legati alla gestione della logistica e commissioni sulle tassazioni molto elevate: “L’integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese italiane è ancora lontana dalla media europea – Continua Liscia –  È necessario sfruttare e dare valore allo sforzo che il Sistema Italia dovrà fare a livello di investimenti orientati alle infrastrutture digitali, con l’obiettivo di contrastare il digital divide e fornire alle imprese quelle condizioni necessarie per proseguire lungo la loro necessaria conversione tecnologica.”

L’esperienza di acquisto online è molto soddisfacente

Nonostante alcune difficoltà, dovute a un’improvvisa crescita della domanda, il tasso di soddisfazione dell’esperienza di acquisto è rimasto elevato, anzi, con un incremento sia nel periodo del lockdown che in quello attuale: a settembre si è registrato un gradimento da parte dei consumatori online dell’8,5 in una scala da 1 a 10.

Consegne e pagamenti contactless guidano la nuova normalità dei consumi degli italiani

Non solo le consegne, ma anche i pagamenti diventano contactless: già durante il lockdown molti negozi di vicinato hanno aumentato l’uso dei pagamenti digitali, con i commercianti spinti dalla necessità di assicurare il distanziamento fisico. Carte di credito, prepagate e bancomat sono usate più di prima da circa il 15-19% degli acquirenti, così come buoni sconto digitali (14% circa) e app su smartphone (14,7%). Viceversa, il contante è utilizzato da quasi il 30%.

Un cambiamento nelle abitudini di acquisto e pagamento che vede il 53% degli eShopper chiedere ai negozi tradizionali di quartiere di sfruttare questo momento per cambiare in maniera permanente, adottando nuove forme di vendita e di dialogo, procedendo all’integrazione dei canali digitali e fisici ed eliminando il contante. 

Fashion e acquisti digitali

Secondo una ricerca di Nextplora per Netcomm, le persone con maggiore confidenza digitale, dopo l’esperienza del lockdown, continuano a ricorrere maggiormente agli acquisti online di moda a scapito dei negozi tradizionali: in particolare, sono aumentati coloro che si informano e acquistano online, passando dal 18% al 24% negli utenti low digital, e dal 28% al 38% negli utenti high digital. Gli altri consumatori dimostrano invece una tendenza al ritorno al negozio, dai quali però si attendono nuove esperienze e nuovi servizi come quelli sperimentati online.

Il ruolo dei touch point

Molto interessante è il ruolo dei touch point diretti della marca, che amplificano il percepito valoriale del brand negli utenti che li consultano durante il loro customer journey. Questi utenti, infatti, associano con maggior forza la capacità di essere alla moda, al passo coi tempi e affidabili ai brand con i quali interagiscono direttamente.

Tematiche in prima linea: sostenibilità, inclusione sociale e saper emozionare

Merita poi un approfondimento l’analisi del livello di digitalizzazione degli utenti con le loro aspettative verso la marca: se i cosiddetti utenti low digital si aspettano in primis un’attenzione a promozioni e sconti, gli high digital chiedono alle marche di essere attente a tematiche quali la sostenibilità, l’inclusione sociale e il saper emozionare. 

@Redazione AZ Franchising – Articolo completo su AZ Franchising Magazine (Novembre-Dicembre 2020)

I protagonisti di AZ Franchising Experience: Anna Massimo – Franchising Manager Portobello

Attirare, acquisire e fidelizzare sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti da “AZ Franchising Experience”, l’evento online organizzato da WM Capital, uno spazio virtuale costruito grazie alle più sofisticate tecnologie di comunicazione e videocomunicazione presenti sul mercato, che ha favorito l’incontro tra operatori professionali, franchisor, franchisee e potenziali tali, aziende della filiera.

Abbiamo chiesto ai nostri protagonisti che tipo di esperienza hanno vissuto partecipando ad “AZ Franchising Experience” e se l’evoluzione e l’accelerazione della tecnologia in merito agli eventi online sia una moda passeggera o è destinata a consolidarsi e a svilupparsi ancora di più nel tempo.

Risponde Anna Massimo – Franchising Manager Portobello

“Ringrazio per la domanda e, nel farmi portavoce del Gruppo Portobello, colgo l’occasione per esprimere tutto il nostro apprezzamento per l’organizzazione ottimale di AZ Franchising Experience che mi ha reso partecipe il 29 Settembre scorso. Avere la possibilità di incontrare, anche in modalità virtuale, altri esperti del settore franchising è sempre un’occasione importante che arricchisce i partecipanti sia da un punto di vista professionale che personale. In queste circostanze, infatti, le aziende partecipanti raccontano le proprie esperienze peculiari, i percorsi di crescita, i traguardi raggiunti e i progetti futuri, ma anche le complessità che si riscontrano in un settore in continua evoluzione. È proprio in quest’ottica che eventi come AZ Franchising Experience sono di fondamentale importanza per l’accrescimento del know-how delle aziende partecipanti e per il potenziamento congiunto di tutto il settore. Nel corso del mio intervento ho avuto la possibilità di presentare Portobello S.p.A., Società quotata presso Borsa Italiana, con un fatturato nell’anno 2019 di 46 milioni di euro, e le straordinarie opportunità e le garanzie di affiliazione che offre nel quadro del progetto di espansione della propria rete franchising. Il miglioramento delle prestazioni degli eventi online – e più in generale l’evoluzione delle tecnologie della comunicazione – erano già in atto da tempo. L’attuale emergenza sanitaria ha poi certamente accelerato tale processo che ha visto un aumento della quantità e della qualità degli strumenti disponibili e dunque delle modalità di fruizione degli stessi. Tali modalità di incontro, ormai ampiamente diffuse ma che fino a qualche anno fa erano appannaggio di pochi, hanno permesso alle aziende e ai professionisti di dare continuità alle proprie attività durante i mesi di chiusura. Trovo inoltre che ciò rappresenti un’opportunità senza precedenti in termini di risparmio di tempo e denaro e quindi di produttività ma anche di sostenibilità.  Ad ogni modo, ritengo altresì importante il mantenimento delle relazioni interpersonali “dal vivo” che permettono l’interazione sociale intesa nel senso più classico del termine.  Sono fiduciosa dunque che nel prossimo futuro, superata la fase di emergenza sanitaria, si troverà l’equilibrio ottimale per l’utilizzo di questi ottimi strumenti di lavoro”.

@Redazione AZ Franchising

SmartBiz Expo e International Franchising Show – Reimmagina e reinventa

Il quarto HKTDC SmartBiz Expo e il sesto Hong Kong International Franchising Show si terranno online dal 2 al 4 dicembre, fornendo una piattaforma unica per supportare le PMI nell’esplorazione di soluzioni aziendali innovative e tecnologie di ottimizzazione della gestione che possano migliorare sia la produttività che la competitività.

Sotto il tema “Reimagine‧Reinvent”, l’evento virtuale riunirà i leader del settore per condividere le loro intuizioni in una serie di webinar che coprono aree come stay-home economy, le sfide della nuova normalità, l’aumento della produttività e lenuove opportunità di business.

Il primo webinar del primo giorno sarà “T-Chat: cavalcare l’onda dell’economia stay-home e gestire un business da remoto”. Robert Glazer, fondatore e CEO di Acceleration Partners, condividerà approfondimenti sulle culture aziendali nell’ambito del lavoro-accordi da casa, trasformazione delle risorse umane (HR) e supporto alle aziende nell’adeguamento alla nuova normalità. Non solo Glazer è un rinomato leader di pensiero nella cultura aziendale, ma è anche un autore di bestseller e un rinomato speaker. Si è classificato secondo nella lista di Glassdoor dei principali amministratori delegati per le PMI nel 2018 ed era nell’elenco di Forbes dei 20 speaker per il 2017.

Molte persone hanno mostrato una preferenza nel rimanere a casa durante la pandemia, con piattaforme di e-commerce che aiutano gli utenti ad accedere in modo efficiente a tutte le necessità di base. Ciò a sua volta ha favorito lo sviluppo dell’economia stay-home, in cui le aziende devono attirare i clienti che desiderano fare acquisti da casa e aggiornare allo stesso tempo i processi di consegna e ritiro. Questa tendenza sarà esaminata in un webinar intitolato “Vincere la corsa all’e-commerce – Ricreare una nuova esperienza per i clienti”. Gordon Lam, Board Executive Director di Bonjour Holdings Limited, e Angel Cheng, Business Development Manager di Starling Labs Limited (SHOPLINE), condivideranno il loro pensiero sulla crescita dell’economia stay-home e sulle strategie di mercato che possono aiutare le imprese a catturare opportunità. In un altro webinar, “Redefining Work under COVID-19”, Peter Lee, Head of Corporate Business presso Microsoft Hong Kong Limited, esaminerà i modi tecnologici per migliorare la produttività aziendale lavorando da casa.

Altri webinar si concentreranno su e-commerce, marketing, intelligenza artificiale (AI) e applicazioni per big data, sicurezza informatica, vendite nazionali e tecnologia 5G. Lo SmartBiz Expo include anche attività legate alla trasformazione aziendale, con vari seminari, programmi e workshop che supportano le PMI per essere pronte per il futuro.

Inoltre, verrà lanciato un programma di promozione online di un anno chiamato “Connect with Smart Advisors”, che consentirà agli esperti in innovazione e tecnologia di dimostrare virtualmente i loro prodotti e soluzioni tecnologiche allo SmartBiz Expo, Hong Kong International Franchising Show e hktdc.com Sourcing siti web, aiutando le PMI a cogliere nuove opportunità di business di fronte alla pandemia.

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Yamamay e Carpisa For You

Per arrivare direttamente e più facilmente a casa dei clienti, Yamamay e Carpisa hanno deciso di raggiungerli proponendo un servizio assistito a domicilio: ‘Yamamay e Carpisa For You’. Da lunedì 16 novembre infatti, chiamando un numero verde gratuito dedicato, il cliente verrà messo in contatto con una personal shopper che, fornendogli dei consigli per l’acquisto, lo guiderà nello shopping in modo che possa ordinare i propri capi preferiti direttamente dalle piattaforme online di Yamamay e Carpisa con consegna a casa in totale sicurezza. Il servizio è attivo tutti i giorni dalle ore 9 alle 18, il pagamento avviene  tramite contrassegno alla consegna.

‘Il dpcm del 4 novembre ha stabilito che i negozi di biancheria intima non siano soggetti alle restizioni previste dal decreto, i negozi di Yamamay continuano quindi ad essere aperti in tutta Italia ma abbiamo pensato di mettere a disposizione anche un ulteriore servizio per poter essere ancora più vicini ai nostri clienti sia per Yamamay che per Carpisa: ‘Yamamay e Carpisa For You’. Una personal shopper risponderà al cliente attraverso un numero verde dedicato: é un modo per rendere l’esperienza d’acquisto più personale, più sicura e più vicina possibile al consumatore, per poter portare loro a casa il nostro calore in un momento così complicato. Le nostre addette alle vendite sono molto preparate e metteranno in campo tutta la loro esperienza per guidare il consumatore negli acquisti, anche in previsone dello shopping natalizio.’  Gianluigi Cimmino, CEO di Pianoforte Holding

Per facilitare i clienti nell’acquisto, oltre a questo servizio rimangono attivi: il ‘Click&Collect’, per prenotare o ordinare i prodotti disponibili nel negozio online, con successivo ritiro in un negozio fisico, Scalapay,  il pagamento dilazionato in 3 tranche senza interessi per chi acquista sui siti web dei due brand, nonché l’Ordine Telefonico da negozio con consegna direttamente a casa del cliente.

Scopri di più su yamamay.com e carpisa.it