Cambiare non distruggere. Costruire non demolire.

“Coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo di solito lo fanno”

(Steve Jobs)

Siamo di fronte ad una svolta epocale, come tante volte è accaduto nella storia dopo crisi economiche o accadimenti dirompenti. C’è sicuramente un precedente per i nostri tempi in passato, uno che era davvero senza precedenti allora. E il pensiero va alla pandemia di influenza spagnola del 1918, subito dopo la Prima Guerra Mondiale. Sicuramente una brutta notizia. Ma La buona notizia è che la cattiva notizia è stata seguita dai ruggenti anni Venti. Come ha osservato Mark Twain: “La storia non si ripete, ma spesso fa rima”. E oggi ci ritroviamo di fronte ad una trasformazione del modo di pensare e di operare. L’evoluzione tecnologica degli ultimi anni, accelerata dalla pandemia, forte e preponderante rispetto a tutti i settori dell’economia, potrebbe rappresentare un vero driver degno di nota che influenzerà l’assetto produttivo e commerciale del mondo post-pandemico, ma non l’unico. L’online, certamente, è importante nel panorama di un pluralismo distributivo moderno e di un’offerta sempre più multicanale, il commercio elettronico ha riscosso molto interesse nel periodo di lockdown, così come gli eventi multimediali, testimonianza il recente evento on line da noi organizzato “AZ Franchising Experience”, ma questo sicuramente non farà scomparire il tradizionale,  anzi contribuirà a rinforzarlo, infatti come abbiamo anticipato prima viviamo in un’epoca dove è necessario cambiare, ma non distruggere. Pensare che la tecnologia possa rappresentare la soluzione unica alla sopravvivenza delle aziende è un po’ azzardato perché le aziende sono fatte anche di conoscenza e di esperienza. Esperienza è una parola comune nella nostra comunicazione sociale. Ma è una parola a cui chiediamo troppo, o troppo poco. In un mondo che ha fatto dell’immediatezza, della rapidità le sue parole chiave, l’esperienza sembra qualcosa di antico, invece nel tessuto imprenditoriale rimane una parola fondamentale per la crescita dell’azienda. L’esperienza è la storia dell’azienda da cui partire e svilupparsi sempre di più. L’esperienza rappresenta il successo dell’azienda e di ogni singolo imprenditore. Questa è la parola chiave per tutti gli imprenditori. Nel franchising diventa fondamentale perché ogni singolo franchisee, per avere successo, non deve fare altro che seguire le linee guida della casa madre e quindi assorbirne l’esperienza e il know how. Spetta però al franchisor supportare ogni singolo franchisee in tutte le sue fasi di crescita: dal momento che decide di affiliarsi fino all’apertura del punto vendita e suo sviluppo. Fino ad oggi si è data grande importanza al consumatore finale, quindi al cliente. Sicuramente questo è un aspetto importantissimo, ma dobbiamo ricordarci che il primo cliente per il franchisor è il franchisee, l’affiliato. E’ fondamentale, quindi, far leva e concentrarsi sul marketing dell’ascolto del cliente. Quindi sapere cosa è importante per il franchisee e soddisfare le sue esigenze. E su questo concetto vogliamo soffermarci per far leva sui brand e considerare il franchisee come elemento fondante dell’impresa e di conseguenza il cliente finale. Questo sicuramente determina il successo dell’azienda e delle persone che ci lavorano.

Fabio Pasquali – Ceo WM Capital S.p.A.

Al via la campagna di crowdfounding su Mamacrowd firmata The Longevity Suite®

The Longevity Suite® è un innovativo network di centri Antiage con posizionamento Luxury in cui anni di Ricerca Scientifica si integrano con le più innovative tecnologie del mondo della salute e prodotti cosmeceutici d’avanguardia, per ottenere un perfetto equilibrio tra bellezza esteriore e benessere mentale.

Freddo e Detox sono il cuore dei programmi Antiage dei centri The Longevity Suite®.

Il metodo Longevity nasce dal lavoro di oltre 20 anni di ricerca del team del dr. Massimo Gualerzi, cardiologo Antiage di fama nazionale e autore di numerosi libri sulla nutrizione, la salute e la longevità.

La crioterapia Total Body è uno dei pilastri del metodo Longevity, un trattamento che prevede la permanenza di tutto il corpo in una camera fredda tra i -85 e -95°C per un intervallo di tempo tra i tre e i cinque minuti e ha
dei benefici straordinari per il corpo, in particolare sulla riduzione dell’invecchiamento da infiammazione (inflammaging). Il freddo inoltre è alla base di tutti i trattamenti di ringiovanimento viso e di body shaping e ha ispirato anche la creazione della linea cosmeceutica ideata per ridurre l’infiammazione e rallentare significativamente il processo di invecchiamento della pelle.

Tutte le sostanze naturali presenti negli Integratori e nei Biodetox kit sono state selezionate partendo dalla fisiopatologia dell’invecchiamento, con l’obiettivo di promuovere i processi fisiologici di detossificazione, di rigenerazione cellulare e di attivazione metabolica, riducendo i danni dovuti allo stress psico-fisico e potenziando le nostre naturali difese.

L’obiettivo è quello di creare il più grande Brand italiano del mercato Antiage attraverso un format consolidato facilmente internazionalizzabile, unico nel Mercato Retail grazie all’approccio integrato di background medicale, tecnologie estetiche d’avanguardia, trattamenti manuali sinergici, prodotti nutrizionali detox e cosmeceutici high tech, il tutto racchiuso in un rilassante mood Luxury-Design ideato dal famoso architetto del Wellness di Lusso Anton Kobrinetz.

In soli 18 mesi dall’inizio delle attività sono stati aperti 6 centri diretti (4 a Milano, Roma e Costa Smeralda), 4 centri affiliati in Franchising (Parma, Treviso, Forte dei Marmi, Roma) e raggiunto oltre 4.500 clienti soddisfatti.

Entro la fine del 2020 è programmata l’apertura di altri 4 punti vendita in franchising (Firenze, Torino, Bologna, Napoli), una previsione di fatturato che superi € 1.600.000 e un ebitda positivo. I fondatori sono pronti a mettersi in gioco tramite un’innovativa campagna di crowdfunding che è già in fase di lancio e sarà attiva nell’arco di qualche settimana. La campagna ha l’obiettivo di raccogliere circa 500.000 euro da investire per l’internazionalizzazione del brand e l’apertura dei nuovi centri di Ibiza e Londra.

Il piano di aperture prevede di raggiungere 43 punti vendita entro il 2024 tra diretti e affiliati in franchising. «Abbiamo scelto la via del crowdfunding proprio perché crediamo di poter catalizzare l’attenzione di investitori», afferma il Dott. Massimo Gualerzi, direttore scientifico di The Longevity Suite, «che vogliono condividere con noi un obiettivo ambizioso: tornare a essere artefici del proprio benessere e vivere al meglio delle proprie possibilità. Questo per noi è il segreto della longevità».

Per aprire The Longevity Suite – visita la scheda
Per tutti i dettagli sulla campagna visitate il sito https://mamacrowd.com/project/the-longevity-suite

CasaEnergia il format franchising di NoiEnergia

Il format CasaEnergia è stato lanciato nel 2019 a maggio presso la fiera Expo Franchising a Napoli, dopo gli esempi positivi dei punti pilota di Biancavilla nel 2018 e di Terlizzi nel 2019.

La proposta commerciale di NoiEnergia ha un obiettivo molto ambizioso:
creare una nuova categoria, quella di un negozio di prossimità che venda una nuova relazione con il mondo dell’energia. Da Noi Energia l’affiliato è un partner, non un cliente. Questa è l’essenza e la filosofia del brand.

 

Con Noi energia l’affiliato non è un intermediario ma il fornitore di Luce e Gas del territorio.

Il format CasaEnergia va a completare una lacuna nel mercato, quella della presenza di un professionista serio, qualificato, conosciuto, vicino, che sia il referente, sempre vicino durante tutta la relazione con il cliente, nella comprensione del mondo luce e gas. Un grande vantaggio di entrare a far parte di CasaEnergia, dato il lancio, è rappresentato dai bassi costi di ingresso e dalla possibilità di scegliere l’area in cui operare.

In questi 4 anni di lavoro il brand ha creato:

  • Un nuovo luogo fisico per essere in contatto, CasaEnergia;
  • Due nuove categorie lavorative, quella del consulente professionista dell’energia e quella del negozio di prossimità;
  • Un nuovo modo di vivere l’energia.

Non essere uno dei tanti, non essere un semplice affiliato, diventa imprenditore: “Pensa Differente!”.

L’INVESTIMENTO

L’investimento iniziale previsto è di circa 16.000,00 euro; I break even è previsto tra il decimo ed il dodicesimo mese di attività, attesi bassi costi di gestione quotidiana dell’attività. Se l’affiliato sfrutta la consulenza offerta dagli esperti di NOI Energia, sulla finanza agevolata si può ottenere fino al 50% a fondo perduto dell’investimento.

CARATTERISTICHE E REQUISITI DELL’AFFILIATO

L’affiliato deve soprattutto avere una caratteristica basilare e fondamentale: essere innamorato del proprio territorio. Solo se si prova profonda gratitudine per il proprio paese, per le proprie tradizioni, per i luoghi, si potrà funzionare in CasaEnergia. Questa emozione è alla base del concetto di affiliazione, è alla base della progettazione del Metodo NoiEnergia, è alla base della strategia di marketing e commerciale dell’azienda. Persone sveglie, dinamiche, coraggiose, pronte ad abbracciare il cambiamento in atto nel settore energia ed esserne protagoniste del proprio futuro. Commerciali nel settore dell’energia che vogliano fare il salto di qualità, giovani alla ricerca di lavoro, imprenditori (amministratori, agenti immobiliari, piccoli costruttori, Caf e commercialisti) di settori affini interessati a completare il proprio portafoglio, animati dalla curiosità, dalla determinazione e dalla resilienza. Positivi, proattivi ma soprattutto innamorati del proprio paese.

I Dati del franchising

  • Anno di lancio del franchising – 2019
  • Pdv diretti – 5
  • Pdv affiliati – 3
  • Fee d’ingresso – 5.000
  • Royalties – 300
  • Capitale necessario – 16.000
  • Personale necessario – 1
  • Fatturato medio annuo – 60.000 nel primo anno, 90.000 dal secondo
  • Formazione – Accesso alla piattaforma NoiAcademy
  • Esclusiva di Zona – Si

Per maggiori informazioni visita la scheda >

Osservatorio AZ : la finanza alternativa è un’opportunità per il franchising

WM Capital S.p.A. ,società quotata su AIM Italia, specializzata nel Business Format Franchising, rende noti i risultati dell’analisi condotta dal proprio Osservatorio interno sul mondo del franchising, le sue peculiarità, le soluzioni a sostegno dell’attività dei franchisor.

La ricerca è stata condotta su 632 aziende, ovvero la totalità delle società con sedi in Italia che annoverano, nel proprio bilancio, attività assimilabili a forme di affiliazione commerciale tra cui il franchising. Di queste si sono analizzati i principali indicatori di bilancio, correlati con alcune fondamentali variabili aziendali tra cui il fattore dimensionale.

Con sedi principalmente in Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Campania, le società analizzate raggiungono un fatturato complessivo di 59,275 miliardi di Euro realizzando in media profitti netti pari al 2,26% del fatturato nel 2019. Tali realtà si contraddistinguono per le attività in franchising essenzialmente di prodotto (115 aziende su 632) ovvero quelle di mera vendita di prodotto e attività di servizio (517 su 632) per le quali la componente servizio è presente e, in molti casi, risulta preponderante.

A livello dimensionale, i numeri di bilancio evidenziano come solo più della metà di tali aziende (55%) ha un fatturato superiore ai 2 milioni di Euro, nonostante quasi il 70% di esse siano state fondate da più di 10 anni. Il tessuto tipico italiano, caratterizzato dalla massiccia presenza di PMI è dimostrato anche dal fatto che soltanto il 55% di tali aziende ha più di 50 dipendenti.

I dati, analizzati dall’Osservatorio Franchising WM Capital e riferiti al 2019, non considerano gli effetti post pandemici ma evidenziano necessità latenti; nella maggior parte dei casi il limite è dato dalla difficoltà di accesso al credito e dall’inconsistenza del canale tradizionale bancario italiano, che paradossalmente limita ed in certi casi, annulla uno dei principali vantaggi del franchising, ovvero l’effetto di moltiplicazione del valore.

Da quest’ultimo sottogruppo emerge l’assenza di correlazione tra risultato di bilancio ottenuto ed anni di attività o fatturato. Tutto ciò a dimostrazione di come a caratterizzare il successo o l’insuccesso di un’azienda siano quei fattori molte volte inesplorati che possono delineare il destino di aziende piccole o grandi, storiche o appena costituite.

Il dato numerico è ancora più significativo se consideriamo che in tale sottogruppo di 215 solo 137 aziende hanno maturato un utile netto maggiore del 5% nel corso del 2019.

Fabio Pasquali, Amministratore delegato di WM Capital S.p.A., dichiara: “Il franchising dimostra da sempre effetti di moltiplicazione e di anticiclicità e rappresenta un volano per l’economia nel settore retail, Nonostante i benefici generati, ad oggi, risulta ancora un comparto preso limitatamente in considerazione da parte del sistema bancario e dalle istituzioni pubbliche. A conferma di ciò il fatto che molti franchisor non riescono a ricevere il corretto supporto e che solo i più virtuosi sono in grado, ad oggi, di ricorrere a canali di finanziamento alternativi per fornire innovazione di prodotto e di servizio, assistenza evoluta ai propri affiliati, accedere a mercati esteri e portarvi brand rappresentativi del Made in Italy”.

Occorre quindi fare una riflessione approfondita di questi dati alla luce della crescita del settore franchising dal 2007 ad oggi, business notoriamente anticiclico e caratterizzato pertanto da nuove figure di investitori professionisti ed imprenditori che sono desiderosi di investire in attività reali alla stregua di un investimento finanziario in un’ottica di diversificazione. Che il franchising sia un’ottima opportunità anche per i franchisor lo dimostra il fatto che numerosi fondi di investimento, negli ultimi tempi hanno rilevato catene franchising e ne hanno favorito lo sviluppo.

Una delle soluzioni che, alla luce delle chiusure del 2020, ha avuto maggior riscontro è indubbiamente il ricorso alla finanza alternativa, canale utilizzato da quei franchisor più virtuosi che proprio in un momento di difficoltà come questo stanno decidendo di investire nell’innovazione di prodotti e servizio, ma anche e soprattutto verso i propri affiliati, usufruendo di nuovi strumenti per reperire finanza.

In questi mesi difficili le aziende hanno elaborato strategie per affrontare ed immaginare un mondo retail diverso da quello attuale, modificando il proprio business model o implementando progetti di espansione all’estero per esportare brand identificativi del Made in Italy convincendosi a sfidare mercati prospetticamente più prosperi.

Tra gli strumenti maggiormente esplorati per far fronte a questi investimenti sono da annoverare minibond, crowdfunding, security token offering, private equity, M&A, quotazione in Borsa prettamente su AIM Italia, finanziamenti agevolati per l’Internazionalizzazione.

In tale contesto, lo studio segue la tavola rotonda del 30 settembre 2020, denominata “FINANZA ALTERNATIVA PER LE PMI: OLTRE LA BANCA” tenutasi all’interno dell’evento digitale AZ Franchising Experience, i cui contenuti video sono presenti su Youtube sul canale di AZ Franchising raggiungibile dal link https://www.youtube.com/watch?v=XU5UI_kgL5s&ab_channel=AZFRANCHISING

Scarica il comunicato stampa – clicca qui

EasyCassa la soluzione alle esigenze dei retailer italiani

La soluzione di cassa ideale per bar, ristoranti, pasticcerie o panetterie, gelaterie

L’esercente sottoscrive un abbonamento per avere subito quello che gli serve per gestire il suo punto vendita: dispositivi tecnologici, software di cassa sempre aggiornato, servizi di verifica e assistenza

Facile, intuitivo, elegante e telematico: è il punto cassa all-in-one di SisalPay. Si chiama EasyCassa e racchiude in un solo abbonamento hardware, software e servizi.

I vantaggi per i retail di adottare EasyCassa

Con EasyCassa l’esercente sottoscrive un abbonamento per avere subito quello che gli serve per gestire il suo punto vendita: dispositivi tecnologici, software di cassa sempre aggiornato, servizi di verifica e assistenza. Tutto incluso, senza pensieri: così avrà più tempo da dedicare ai suoi clienti!  Con l’abbonamento EasyCassa l’esercente non deve acquistare l’hardware: riceve in comodato d’uso la migliore selezione di dispositivi, coperti da garanzia estesa e assistenza telefonica e on-site, con un software di cassa intuitivo e un cloud per analizzare le vendite e gestire la fatturazione anche da smartphone. E può contare su un’assistenza rapida con numero dedicato e uscite del tecnico incluse, oltre alle verifiche periodiche e alla garanzia estesa sui dispositivi forniti. La soluzione si completa con la nuova app EasyCassa, che permette la gestione di comande, tavoli, sale e coperti da qualsiasi smartphone Android. Tutto questo senza costi extra, in un solo abbonamento mensile e con un unico fornitore.

Una soluzione perfetta per numerosi retailer

EasyCassa è la soluzione di cassa perfetta per bar, ristoranti, pasticcerie o panetterie, gelaterie, ecc. L’esperienza pluriennale di SisalPay con clienti del settore Food &Beverage ha permesso di sviluppare una soluzione di cassa ideale per la gestione di questa tipologia di punto vendita.

Le funzionalita’ di EasyCassa

Il sistema EasyCassa consente di gestire oltre 300 tavoli, riordinare i prodotti raggruppandoli per categorie e creando più listini separati, gestire comande con ordine di uscita delle portate, aggiugere variazioni agli ordini specificando al personale cosa desiderano i clienti, personalizzare la schermata di vendita, emettere fatture elettroniche come scontrini, e registrare le anagrafiche dei clienti in modo semplice. Tra i plus del servizio, la stampante fiscale abilitata alla trasmissione telematica dei corrispettivi, il terminale di cassa touch screen da 15,6 pollici, il lettore di barcode per caricare i prodotti o per registrare i clienti per la fatturazione o la lotteria degli scontrini (in arrivo il 1 gennaio 2021) la tastiera qwerty per aggiungere velocemente il listino prodotti e le anagrafiche dei clienti.

Uno strumento utilissimo per le aziende in franchising EasyCassa permette una visione multi punto vendita e multi-società che la rende una soluzione ideale per catene di franchising, per analizzare le vendite aggregate e comparare le performance dei diversi punti vendita della rete. EasyCassa consente di essere aggiornati in tempo reale sull’andamento dei punti vendita grazie al Cloud EasyCassa, lo strumento che oltre a fornire la panoramica del venduto permette di gestire senza limiti la fatturazione elettronica sia attiva che passiva.

Una soluzione di ultima generazione che risponde perfettamente alle esigenze dei retailer italiani

Sono già oltre 7mila i punti vendita che utilizzano EasyCassa, affidandosi alla sicurezza e alla comodità di avere il più conveniente punto cassa di fascia alta, comprensivo di tutto da subito e costantemente aggiornato. L’innovativo sistema ad abbonamento di EasyCassa, infatti, permette di avere inclusi tutti gli aggiornamenti futuri, senza la necessità di dover acquistare nuove licenze e moduli aggiuntivi. Le nuove funzionalità del sofware di cassa e del cloud saranno automaticamente disponibili per l’esercente una volta introdotte. Una soluzione di ultima generazione, EasyCassa, che risponde perfettamente alle esigenze dei retailer italiani, i quali stanno dimostrando sempre più interesse nello sviluppo di innovazioni digitali a supporto della customer experience.

Per maggiori informazioni visita https://www.easycassa.it/

Italian Fashion: ripartire creando fiducia e potere d’acquisto

Intervista a Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio

“Il comparto retail, già influenzato dalla concorrenza del web è una tra le principali vittime del Covid-19. Per far riprendere il settore servono contributi a fondo perduto e una liquidità pronta e veloce, oltre ad una necessaria riforma fiscale, per la tenuta del mercato. Le banche devono poi essere al servizio di tutti coloro che fanno impresa e non soltanto di chi può già permetterselo. Resta, infine, quanto mai urgente una seria riflessione sui tempi della moda e sui rapporti di filiera, nell’interesse superiore del ‘Made in Italy”’

Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio

Come immagina il futuro della moda italiana dopo il Covid- 19? Quali le priorità?

“La moda sta affrontando a livello globale un momento di grande difficoltà: la crisi economica in atto, acuita dalla pandemia e dal prolungato stop alle produzioni e alle forzate chiusure dei negozi, ha visto l’Italia, con le sue produzioni di qualità ed artigianali, gli stilisti, le collezioni, le fashion week, le manifestazioni fieristiche internazionali e la distribuzione, rivestire un ruolo di primo piano nel dibattito sul futuro del fashion. Stiamo vivendo tre grandi evoluzioni: l’ammodernamento anche digitale degli store fisici, l’ampliamento dei canali d’acquisto online tra e-commerce, marketplace e social network, la sostenibilità con una particolare attenzione all’impatto etico-ambientale su tutta la filiera. Ne è esempio, il ripensamento dei tempi della moda in un’ottica “slow”, tema peraltro avviato durante il covid da Giorgio Armani, con un ritorno a ritmi più consoni alle modalità di consumo. In questo contesto, però, il retail soffre e le nostre stime prevedono una perdita complessiva di 15 miliardi di euro di consumi nel nostro settore a fine anno, che potrebbe comportare la chiusura definitiva di 17 mila punti vendita in Italia con conseguente ricaduta su 35 mila addetti”.

Quali potrebbero essere le strategie economiche da adottare per rimettersi in marcia?

“Rimettersi in marcia sarà possibile attraverso l’innovazione, i servizi, la comunicazione e, soprattutto, la formazione, perché vendere moda oggi richiede, oltre al bagaglio di competenze ed esperienze del passato, anche nuovi skill. In questo contesto i giovani possono rappresentare un’opportunità per le aziende e un’occasione per le nuove generazioni. Il retail deve puntare su nuovi servizi, tenendo anche conto delle innumerevoli informazioni di qualità che hanno gli operatori commerciali sui propri consumatori. Nessun CRM può possedere e nessun algoritmo potrà elaborare una tipologia di informazioni del genere. Naturalmente è indispensabile che tornino a crescere di giri i due motori: il sentiment o clima di fiducia e il potere d’acquisto attraverso la crescita del reddito disponibile netto, che non dipendono dalle scelte degli imprenditori, ma da fattori esterni economici e geopolitici. Pensiamo, però, che un futuro ci sarà sempre per il dettaglio moda, se non altro per le specificità tridimensionali del negozio, relazionali e di servizio “su misura”, che possono offrire particolarmente le imprese più piccole e vicine al cliente”.

In che modo lo Stato dovrebbe sostenere il settore?

“Le nostre imprese chiedono di fare impresa, non carità. Le misure nei decreti “Cura Italia”, “Liquidità” e “Rilancio” sono state una risposta d’emergenza e di sussistenza. In particolare, quelle che abbiamo chiesto a gran voce, come l’estensione della cassa integrazione al commercio al dettaglio ed anche ad aziende con un solo dipendente e del FIS alle imprese del commercio da 5 addetti; contributo a fondo perduto nel mese di maggio; liquidità senza merito creditizio con restituzione a 10 anni per importi fino a 30mila euro; proroga dei versamenti contributivi e fiscali al 30 settembre con possibilità di rateizzazione del 50% nel 2021; annullamento del saldo 2019 e acconto IRAP; credito d’imposta del 60% per le locazioni commerciali e del 30% all’affitto di azienda; la soppressione clausole di salvaguardia che avrebbero comportato l’aumento dell’IVA; l’attenzione per i pagamenti degli avvisi bonari e ai titoli di credito. Non parlo dell’indennizzo di marzo e aprile di 600 euro perché è sembrato perfino offensivo. Un momento straordinario, però, esige risposte straordinarie. Per rilanciare la nostra economia serve una visione di medio-lungo termine: servono investimenti in innovazione e infrastrutture; occorre una vera riforma fiscale; è utile far ripartire i lavori pubblici. Sburocratizzare dovrà poi essere la parola d’ordine per il sistema delle imprese perché è assurdo che un’impresa italiana debba impiegare 30 giornate lavorative all’anno per assolvere agli adempimenti fiscali; occorrono infatti 238 ore l’anno, circa 100 ore in più (pari a 13 giornate lavorative) rispetto alla media dei Paesi dell’Area Euro. Auspichiamo, infine, di veder premiati i nostri sforzi, con l’estensione al commercio dell’art. 48-bis della legge di conversione del ‘DL Rilancio’ sulla svalutazione dei magazzini, che prevede la concessione di un credito di imposta del 30% ai prodotti rimasti invenduti a causa del Covid”.

INTERVISTA COMPLETA NELL’ULTIMO NUMERO DI AZ FRANCHISING – SCARICA

FourB: telecomunicazioni & information technology a disposizione delle imprese

Oltre 12.000 aziende hanno scelto FourB per la qualità dei servizi offerti

Intervista a Ivan Sarcina, CEO FourB SPA

Ivan Sarcina, CEO FourB SPA

 

Oggi, più che mai, che posto occupa la Telecomunicazione & l’Information Technology nel business aziendale?

“Fino a poco tempo fa L’IT e le TLC, in modo specifico, venivano considerati un surplus dalle aziende, e la spesa ad essi destinata veniva annoverata semplicemente tra le voci di costo (to save money) su cui risparmiare. Ma è importante avere consapevolezza come oggi non sia più così. Le TLC e l’IT rappresentano un’opportunità per le aziende, avendo un enorme impatto su processi e organizzazione aziendale, possono contribuire in modo rilevante a creare efficienza e ad incrementare la produttività. Basti pensare allo sviluppo di un e.commerce, per il quale il valore di connettività, infrastruttura informatica e le capacità di rendersi visibile in rete rappresentano probabilmente la parte più importante del modello di business, spesso anche più dei prodotti offerti. Le voci di spesa nei settori TLC e IT sono da considerarsi un investimento per un’azienda, (e non più un “how to save money”), e l’affidabilità dei servizi, cosi come i nuovi scenari che offrono, sono fondamentali per il successo della propria attività”.

Quali sono i principali servizi che offrite ai vostri clienti. E quali sono i vostri maggiori clienti di prestigio?

“Nell’ambito TLC&ICT parlare di offerta oggi comporterebbe elencare una vasta numerica di soluzioni e servizi. Volendo semplificare direi che possiamo rappresentarla con 3 semplici concetti. Noi proponiamo: velocità (nel trasferimento dati e nelle comunicazioni) agilità (con soluzioni avanzate che consentono di ottenere e trattare dati e informazioni) sicurezza (per la tutela dei propri dati e dei dispositivi).

Detto ciò i nostri servizi spaziano dalle soluzioni tradizionali di telefonia mobile e fissa, alle soluzioni IOT e ICT piu’ avanzate come Infrastruttura in Cloud, Mail&Collaboration, soluzioni Digital e APP dedicate al delivery, al Retail, allo SmartWorking etc… Solo per citarne alcune: Soluzioni di Fleet Management: dedicate al controllo delle flotte aziendali; Soluzioni di Asset Tracking: per tracciamento e controllo beni aziendali; WorkForce Security: per la sicurezza dei lavoratori che prestano servizio fuori dall’azienda o dagli orari di lavoro standard; Smart Temperature: per il monitoraggio da remoto di temperatura e umidità etc… Oltre 12.000 aziende hanno scelto la nostra realtà per i servizi di telecomunicazioni. Ne citiamo alcune: Roncato, Discovery Channel,  Agusta MV, Micheal Kors, Caredent, Deichmann, Farmaceutici Ciccarelli, la lista sarebbe comunque lunga”.

E i vostri partner?

“Il nostro principale partner è Vodafone. All’interno di tale rapporto citiamo anche le collaborazioni continuative con Microsoft, Google, Apple, Samsung, LG, Huaway”.

14 sedi, 10 negozi e 200 collaboratori distribuiti in tutto il Nord Italia. E’ previsto un ulteriore piano di sviluppo nell’imminente futuro? E in che modo?

“La nostra attività principale ha avuto una enorme crescita nel corso degli ultimi anni, questo ci ha consentito di poter destinare parte delle risorse, sia finanziarie sia umane, nello sviluppo di altre iniziative e ci ha consentito di diversificare il business. La nostra crescita non si ferma. Lato telecomunicazioni abbiamo acquisito recentemente un azienda storica di Milano (Effetre srl), nel mese di luglio abbiamo avviato 2 nuovi store di Ottica a marchio NAU! ed il terzo aprirà a breve. Siamo in procinto di lanciare un portale WEB  con marchio registrato Italia5G. L’obiettivo è offrire visibilità a servizi e applicazioni innovative disponibili per il mercato B2B. Sarà come una bussola: un metodo per facilitare gli imprenditori ad orientarsi nella scelta delle soluzioni piu’ idonee messe a disposizione da Start Up innovative e nel contempo una vetrina che consenta alle stesse di descrivere in modo semplice ed efficace caratteristiche e benefici dei servizi offerti”.

Sicuramente stiamo vivendo una nuova era digitale. Quanto è importante la tecnologia per le PMI. E quali saranno le novità utili per lo sviluppo e l’ottimizzazione dei processi aziendali?

“Negli ultimi anni stiamo assistendo a un cambiamento pazzesco del mondo dell’imprenditoria. Complice di ciò, la nuova era digitale che ci stiamo trovando ad affrontare. È infatti impossibile paragonare le aziende di pochi anni fa, con quelle che conosciamo oggi.  Il ruolo più importante in questo cambiamento lo dobbiamo alle tecnologie, che svolgono un ruolo ormai primario all’interno di qualsiasi PMI. Oggi, puntare sulla digitalizzazione della propria azienda è un passo fondamentale sia per rendere più semplici i processi aziendali, sia per allargare il bacino di utenza migliorandone il dialogo e rendendolo più immediato. Il 5G sarà senz’altro la maggiore novità. Ha il potenziale per migliorare notevolmente le prestazioni delle reti di comunicazione e può quindi essere utilizzato per sviluppare nuovi servizi e fornire nuove soluzioni prima impensabili. Ciò aiuterà le aziende a migliorarsi in termini di efficienza e qualità e offrirà loro nuovi scenari di business. Le aziende potranno accedere facilmente a nuovi mercati o potranno usufruire di prestazioni professionali erogate secondo differenti forme rispetto a quelle attuali. Sarà comune che alcune funzioni aziendali si trovino dall’altra parte del mondo, come per un chirurgo sarà possibile praticare un intervento a distanza. In sostanza si potrà usufruire di servizi e offrirli ovunque in modo facile e veloce”.

@Redazione AZ Franchising

PLAN BUY, la nuova filosofia del franchising

PLAN BUY® è un metodo americano e una qualità tutta italiana

Comprare la propria casa ideale è un processo importante e delicato, oltre che un investimento molto serio. PLAN BUY® è il primo e unico metodo adottato da un network di professionisti selezionati (consulenti immobiliari, finder, progettisti e imprese), che assistono e supportano chi cerca la propria casa dei sogni e infine forniscono l’abitazione ideale personalizzata su misura, consegnata chiavi in mano entro il budget di spesa previsto per l’acquisto. La differenza, nel risultato di una casa PLAN BUY®, sta nel metodo di origine statunitense, che è stato portato in Italia da Global Plan Real Estate llc., inizialmente come servizio agli investitori stranieri interessati al nostro patrimonio artistico-architettonico. Questo modello, ormai collaudato da anni dal brand statunitense, permette di non chiedere alcuna fee d’ingresso e royalties mensile all’affiliato.

Ma in cosa consiste il franchising di PLAN BUY®, e quali sono i vantaggi per gli affiliati?

PLAN BUY® Team

Due aspetti distinguono il franchising PLAN BUY®:

  1. Il Master Advisor PLAN BUY® Affiliato non deve investire capitale per ottenere ottimi risultati economici.
  2. PLAN BUY® procura i Clienti, con le azioni promozionali svolte dal brand.

Quindi l’obiettivo degli affiliati, supportati dalla continua formazione PLAN BUY®, non è attrarre i Clienti ma bensì offrire loro un servizio e un prodotto di livello e qualità non reperibile diversamente sul mercato. E’ la combinazione della reputation di alto tenore del brand PLAN BUY®, insieme alla sua azione promozionale, che garantisce il flusso regolare e crescente di clientela.

Inoltre, il marchio e il metodo PLAN BUY®, adottato dai professionisti affiliati di alto livello, con l’offerta di servizi e prodotti top, fanno sì che i clienti desiderino e cerchino una casa PLAN BUY® per la sua qualità e quindi siano felici di riconoscere direttamente a quest’ultima, la fee per servizio di supervisione e controllo qualità del metodo dei professionisti affiliati, i quali a loro volta fattureranno allo stesso cliente le loro prestazioni. Questo modello, ormai collaudato da anni dal brand statunitense, permette di non chiedere alcuna fee d’ingresso e royalties mensile all’affiliato.

I vantaggi per l’affiliato PLAN BUY®

Grazie a questa semplice struttura l’affiliato può fruire dei seguenti vantaggi: afflusso regolare di Clientela, proveniente dalle azioni promozionali PLAN BUY®; nessuna fee d’ingresso; nessuna royalty periodica; nessun altro tipo di costo di struttura e di sede (formazione, pubblicità, software, ecc… sono disponibili gratuitamente); formazione di alto livello e continuativa; un team di professionisti di supporto, ognuno specializzato nelle specifiche aree.

La formazione iniziale prevede l’assistenza continua affiancati da un Tutor. Mediamente un nuovo affiliato, dopo sei mesi di formazione, è autonomo nell’erogazione delle prime fasi dei servizi fino alla raccolta della proposta di acquisto di una CASA PLAN BUY® da parte del Cliente.

La convenienza di affiliarsi a PLAN BUY®

Il primo anno di affiliazione, l’utile, al netto delle imposte e versamenti previdenziali, varia e dipende dalle capacità del neo affiliato, partendo da un minimo di €/anno 20.000. Tuttavia, mediamente si aggira tra €/anno 24.000/28.000. Dopo il primo anno, a seconda delle capacità e dell’impegno del Master Advisor PLAN BUY® affiliato, l’utile medio può facilmente crescere a €/anno 33.000, anche se gli utili possono crescere senza limiti. I bravi Master Advisor PLAN BUY® possono giungere ad utili netti pari a €/anno 42.000/50.000.  Mediamente dopo un anno di formazione e tirocinio nella Head Area di Torino e dopo il benestare di PLAN BUY®, l’affiliato può avviare la propria attività di Master Advisor PLAN BUY® in una delle città previste dal piano di sviluppo PLAN BUY® (Torino, Milano, Roma, Bologna, Firenze).

Richiedi informazioni per affiliarsi a PLAN BUY® – clicca qui

Franchisee multi-unit e multibrand: sarà questo il futuro?

Risponde Mirco Comparini, consulente, esperto in franchising

Il diffuso modello del Multi-Unit Franchisee (MUF) ha avuto molto successo rispetto alla tradizionale Single-Unit Franchisee (SUF), soprattutto in paesi nei quali il franchising è più consolidato, tanto che anche in Italia i marchi internazionali lo hanno adottato da subito e nel tempo si è consolidato tanto da farne esempio per molti marchi nazionali, ma il tema, pur in un mercato molto maturo come quello statunitense è dibattuto sin dagli anni ’80 e ancora oggi trattato e analizzato in continuazione. Pertanto per sapere se il MUF sarà protagonista del futuro, occorrerebbe preliminarmente andare ad analizzare la struttura delle reti attualmente protagoniste sul territorio. Un concetto simile possiamo anche declinarlo sul Multi-Brand Franchising (MBF), pur con delle peculiarità.

SINGLE-UNIT FRANCHISEE (SUF) E MULTI-UNIT FRANCHISEE (MUF)

Intanto, diciamo che, nel trattare il tema MUF, occorre considerare almeno quattro aspetti:

  1. Il primo è che i due modelli non sono universali e, nella realtà quotidiana, i modelli misti sono la norma;
  2. Il secondo è che non esiste un modello valido per tutte le aziende e per tutti i sistemi di franchising, determinando l’obbligo per il franchisor di dover valutare attentamente il modello da seguire sin dalla fase di progettazione e di sviluppo, cioè, in tutto il suo percorso di crescita;
  3. Il terzo si basa sulla effettiva redditività che il sistema di franchising produce a favore del franchisee e, molto più importante, il cash flow che consenta anche forme di espansione progressiva e nel tempo;
  4. Il quarto, infine, è l’elemento che deve considerare la durata contrattuale posta in un’ottica di sviluppo nel MLT.

Secondariamente occorre prendere in considerazione che il termine Multi-Unit Franchisee (MUF) in Italia è utilizzato in una forma ridotta rispetto a quanto accade nel resto del mondo. Infatti, il MUF assorbe anche gli strumenti di sviluppo noti come Area Development Franchising (ADF) e Incremental Franchising (IF).

Questa precisazione diventa determinante in termini di strategie di sviluppo e crescita e anche in termini di strategie organizzative dell’intera rete.

Infatti, l’integrazione di nuove unità in un sistema di franchising avviene in uno o più dei seguenti modi:

  1. Facendo affiliare un singolo franchisee che, appunto, rappresenta una singola unità in franchising (SUF);
  2. Incaricando un franchisee a fungere da “sviluppatore” per l’individuazione e l’apertura di nuovi affiliati, spesso in base a un accordo anche programmato (ADF);
  3. Concedendo in affiliazione una o più ulteriori singole unità in franchising ad un affiliato già operativo e presente nella rete, talvolta anche programmato nel tempo (IF).

Se da un lato risulta agevole individuare giudizi e valutazioni positive sull’adozione del MUF, dall’altro occorre anche comprenderne le insidie e gli aspetti negativi.

Certamente, in termini di crescita, l’adozione di uno sviluppo con il MUF è una forma di espansione più economica per il franchisor. Si pensi alla minore attività di selezione, formazione, inserimento, avviamento, ecc. per gli affiliati, i quali sosterranno anche i relativi costi e rischi. Non di meno anche il concedere una crescita interna ai migliori franchisees è motivo di stimolo per maggiori rendimenti e ritorni più veloci degli investimenti. Da non sottovalutare, inoltre, ricollegandosi all’importanza di cui al punto 3, che un franchisee operante da anni con un franchisor e che conosce il business ed i rendimenti, sarà più portato ad investire in un nuovo punto vendita in attesa del ritorno dell’investimento.

IL MUF E IL RAPPORTO TRA FRANCHISOR E FRANCHISEE

Uno di fattori maggiormente “sensibili” all’adozione del MUF è la relazione tra potere e dimensioni del franchisee e il franchisor. In sostanza, i MUF di maggiori dimensioni potrebbero influenzare le decisioni di un affiliante, incidendo nella governance della rete, ma incidendo anche nella fase di interruzione dei rapporti circa le clausole di non concorrenza.

Infatti, un altro degli elementi che sono posti a confronto nelle scelte tra SUF e MUF riguarda, appunto, l’impatto dell’uso di diversi “meccanismi di controllo” di carattere operativo e organizzativo ponendo a confronto strutture basate su manager e affiliati.

Come accennato, la positività che esprime il MUF, trova anche aspetti controversi, tanto da essere definiti “il paradosso del MUF”. Mi riferisco, in particolare, proprio al confronto relativo al controllo delle singole unità affiliate appartenenti ad un unico affiliato. Il paradosso è dato dal fatto che alcune problematiche attinenti a questa tematica e che sono ritenute una soluzione per il franchisor possono riapparire sul franchisee e, di norma, un franchisor dovrebbe anche prendere in considerazione questo aspetto per la salute generale del sistema di franchising.

Alla luce di quanto riportato, ritengo sia molto più comprensibile e anche tecnicamente (e aziendalmente) opportuno tenere conto del fatto che per prendere in considerazione un potenziale futuro del Multi Unit Franchising (MUF) in Italia, occorre aver ben chiaro e conoscere le singole realtà e la loro reale struttura, sia essa relativa al franchisor, sia essa relativa ai franchisee: teoricamente tutto può funzionare, praticamente i fattori sono molti altri.

IL MULTI BRAND FRANCHISING (MBF)

Per quanto concerne il Multi Brand Franchising (MBF), il concetto, a mio parere, è ancora più complesso e, oltre ad interessare, sia franchisor proprietari di più marchi in franchising, sia franchisee autorizzati ad aderire a più sistemi di franchising, può essere analizzato da moltissimi altri aspetti, sia con valutazioni e giudizi positivi, sia negativi. Normalmente si tratta di considerazioni strategiche in termini aziendali.

Pensando al futuro per tale sistema, in forma prospettica possiamo affermare che le esperienze di altri mercati più maturi di quello italiano determinano una valutazione positiva per ambedue i protagonisti del settore. Da parte mia rilevo un ostacolo dal gap culturale che è impossibile negare essere presente. Trattare il MBF è avere piena e totale conoscenza del franchising, in ogni suo aspetto e sua caratteristica, ma anche variabile e questo, a tutt’oggi, dal mio punto di vista, non è una situazione ancora ben consolidata, anche in chi opera sul mercato da qualche anno.

Il tema, poi, si scontra con la contrattualistica e la concessione da parte del franchisor al franchisee di operare anche in rapporto con altri marchi, indipendentemente se essi siano o non siano in concorrenza.

In questo caso, siamo innanzi a reti che privilegiano un rapporto effettivamente operativo del franchisee all’interno della rete e, nel caso, dedito allo sviluppo di MUF, rispetto ad altre reti che privilegiano rapporti di investimento del franchisee. E’ una differenza di non poco conto, visto che tali scelte sono effettuate anche da marchi di portata globale.

©RIPRODUZIONE VIETATA

Cncc chiede semplificazioni in materia di saldi e vendite promozionali

Il Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (CNCC), nell’ambito delle nuove disposizioni previste dal DL Semplificazioni e in vista dell’approvazione del DL Agosto, chiedi semplificazioni in merito alla disciplina dei saldi e alle vendite promozionali, nell’ottica di supportare commercianti e consumatori, andando in continuità con l’annunciato Bonus Consumi, misura lodevole che l’Associazione supporta a pieno titolo.

Nell’attuale contesto di grave crisi economica in cui si trova il settore del commercio, a seguito all’epidemia da COVID-19 che ha determinato un pesante crollo dei consumi e dei fatturati, l’Associazione chiede infatti interventi puntuali volti a supportare l’intera filiera, con l’obiettivo di sfruttare al meglio l’attuale periodo di saldi e accompagnare il comparto verso la ripresa. Le richieste mirano a semplificare la disciplina delle vendite straordinarie e delle promozioni, garantendo l’uniformità di trattamento tra commercio fisico ed elettronico.

Nello specifico, le proposte di CNCC puntano a consentire le vendite di liquidazione, anche in contesti straordinari come il COVID-19, e ad eliminare i vincoli temporali per le vendite di fine stagione, che ad oggi sono lasciati alla potestà regionale.

Le richieste avanzate dall’Associazione prevedono inoltre la conferma della libertà di svolgimento delle vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno senza alcuna limitazione temporale, nonché l’introduzione di formalità più leggere e adeguate ai tempi per lo svolgimento delle vendite sottocosto.

Alla luce delle difficoltà che molti operatori dei vari territori del Paese stanno vivendo, il CNCC auspica quindi che il Governo avvii una profonda riflessione sulla necessità immediata di rivedere il sistema delle promozioni e dei saldi – ormai desueto – a partire dalle proposte sul tema elaborate dall’Associazione, che porterebbero numerosi benefici in termini di tutela dei consumatori e garantirebbero una libera concorrenza tra singoli retailer, lasciando alle singole Regioni, allo stesso tempo, il diritto di disciplinare sulla percentuale di scontistica e sul periodo di saldi.