Che cosa è il real time marketing?

Fa parte degli ultimi trend comunicativi etichettati come non convenzionali

E’ il marketing eseguito “al volo”. Iniziative e cambi di rotta che, sfruttando l’argomento più trattato del momento, attraverso la rete ed i social network, permettono all’azienda di essere reattiva e di rispondere in modo rapido, proattivo e non pianificato, ad eventi e stimoli esterni in tempo reale

di Stefania Giuseppetti

Il nostro mondo frenetico, veloce e spesso indifferente alle necessità del prossimo, si è fermato. Di fronte a tale scenario, caratterizzato dall’emergenza sanitaria mondiale del COVID-19, diversi brand, per essere in sintonia ma soprattutto per contribuire a diffondere le indicazioni e i comportamenti da seguire dettati dai Governi dei Paesi colpiti dalla pandemia, hanno rivoluzionato i loro messaggi pubblicitari. Iniziative e cambi di rotta da non confondersi con l’attuazione di quelle strategie a breve e lungo termine di “crisis management”, attraverso cui si affronta una situazione che rischia di danneggiare la performance e la reputazione aziendale, mettendo in atto varie pratiche che consentono di prevenire, gestire e mitigare le conseguenze negative della crisi.

Iniziative e cambi di rotta che, sfruttando l’argomento più trattato del momento, attraverso la rete ed i social network, permettono all’azienda di essere reattiva e di rispondere in modo rapido, proattivo e non pianificato, ad eventi e stimoli esterni in tempo reale. Il real-time marketing è il marketing eseguito “al volo” e fa parte degli ultimi trend comunicativi etichettati come non convenzionali.

Caratterizzato anche dalla capacità di soddisfare rapidamente una necessità, è in grado di intercettare un bisogno, proponendo una soluzione.

#InsiemePerRipartire è l’hashtag che BMW, con e il suo pilota e brand ambassador Alex Zanardi, ha scelto per promuovere la propria campagna. “Noi ci siamo. Anche a distanza di sicurezza”.

Nessuno poteva esprimere il messaggio di speranza dedicato all’Italia meglio dell’atleta paralimpico, che è stato capace di rialzarsi e ripartire dopo il gravissimo incidente del 2001.

“Ciao gente, so che è un momento difficile, in cui tutti abbiamo dovuto cambiare di molto le nostre abitudini. E i cambiamenti, soprattutto quelli che ti stravolgono la vita, sono sempre difficili da accettare – io ne so qualcosa. Eppure, è proprio nelle difficoltà che la nostra vera forza si svela e lo spirito con cui tanti italiani stanno affrontando questa sfida è coinvolgente. Io voglio anche credere che questa possa essere l’opportunità capace di renderci persone migliori. Per cui, tenendo le dovute distanze, cerchiamo di rimanere uniti per affrontare assieme questa sfida enorme e buttarcela al più presto alle spalle. Dai che ce la facciamo!”.

Cambiamenti come quello di restare a casa, il cui mood #iorestoacasa ha unito l’Italia al resto del mondo. E così BMW continua con l’invito a fermarsi per contribuire ad appiattire la curva dei contagi “Prenditi un po’ di tempo libero. Rimani a casa e stai al sicuro! #FlattenTheCurve” [“Take some time off. Stay at home and keep safe! #FlattenTheCurve” ].

Altra case history, che ha saputo collegare il proprio ruolo sociale al contesto in cui viviamo, è Ceres, marca di birra danese particolarmente attenta alla comunicazione online e offline.

Da “La strada è la casa di Ceres” a “Chi ha paura degli occhi a mandorla ha il cervello a nocciolina. Stasera aperitivo a Chinatown?”, tutta la comunicazione è stata rivoluzionata.

“Stiamo a casa come se fuori ci aspettasse Pasquale il barista a cui dobbiamo dei soldi” oppure “Proposta Ceres: porte chiuse, partire in chiaro e birre aperte” e ancora il post “Io sono solo una birra, e anche se non so niente una cosa la so: è insieme che si vince la paura. Sono fatta apposta per unire le persone. E in questi giorni, stare uniti vuol dire stringerci anche se non possiamo stare allo stesso tavolo, ricordarci che siamo una comunità, e rispettare poche regole. Per proteggere noi stessi e chi amiamo, ma anche quello sconosciuto là in fondo, che è una persona spaventata proprio come noi (magari lasciamogliele due cosine sugli scaffali del super). Quando sarà passata anche questa, io ci sarò per brindare con voi.” A commentare “L’Italia c’è anche a bar chiusi”.

Il consumatore non compra solo il prodotto/servizio ma anche i valori dell’azienda che lo produce.

La responsabilità sociale non è un fenomeno passeggero legato ad una moda culturale, ma qualcosa di permanente che consente al brand di guadagnare in termini di immagine e reputazione agli occhi dei consumatori, i quali, più sensibili a certe tematiche, potrebbero iniziare a preferirne i prodotti/servizi rispetto alla concorrenza.

Il “sociale” diventa un elemento sempre più presente nella vita dell’individuo e sempre di più nelle proposte di consumo.

*** IN EVIDENZA

  • E’ in grado di intercettare un bisogno, proponendo una soluzione.
  • Il consumatore non compra solo il prodotto/servizio ma anche i valori dell’azienda che lo produce.
  • Il “sociale” diventa un elemento sempre più presente nella vita dell’individuo e sempre di più nelle proposte di consumo.
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