Cosa cambia nei contratti per il futuro

E’ consigliabile che gli imprenditori per il futuro rivedano i propri modelli contrattuali perché l’emergenza sanitaria ha determinato nuovi scenari

 

La crisi determinata dall’epidemia da COVID-19 e le misure restrittive poste in essere dal Governo per limitare i contagi hanno causato grandi difficoltà alle parti, che si sono trovate nella condizione di non poter adempiere ai propri obblighi contrattuali. A ciò si aggiunga che alcuni contratti non contenevano clausole idonee a garantire adeguata protezione rispetto a questa specifica situazione (d’altronde fino a qualche mese fa difficilmente prevedibile), con il rischio per le parti di dover far fronte, nei prossimi mesi, a richieste di risarcimento danni e/o di risoluzione.

Per i contratti che verranno conclusi nell’immediato futuro diventa quindi indispensabile prevedere apposite clausole per limitare le conseguenze derivanti dal possibile protrarsi dell’epidemia o nel caso in cui vengano reintrodotte nuove misure restrittive.
Quanto precede sia con riferimento ai contratti di franchising ma anche ai contratti con i fornitori di prodotti e servizi, ai contratti di locazione e così via.

Qui di seguito abbiamo riportato una casistica esemplificativa di situazioni e possibili rimedi, che, a seconda del tipo di contratto, potrebbero essere presi in considerazione per disciplinare le difficoltà e gli impedimenti che le parti potrebbero dover nuovamente fronteggiare e le loro conseguenze.

Posto che è molto probabile che nei prossimi mesi dovremo convivere con il virus e che non è pertanto possibile escludere il verificarsi di nuovi picchi, con conseguente reintroduzione di misure restrittive atte a limitarne l’innalzamento, diventa in primo luogo essenziale definire chiaramente i diritti e gli obblighi delle parti nel caso in cui una o entrambe le parti siano costrette a sospendere, in tutto o parzialmente, la propria attività.

Occorrerà inoltre verificare che le clausole di forza maggiore eventualmente presenti nei contratti attuali includano eventi quali pandemie e epidemie così come ordini delle Autorità. Ad esempio la Camera di Commercio Internazionale (ICC) nel mese di marzo 2020 ha aggiornato le clausole standard di forza maggiore sostituendole con una nuova versione (anche se va detto che per i contratti conclusi durante e dopo l’insorgere dell’attuale emergenza è dubbio se la parte che omette o ritarda la prestazione possa invocare l’epidemia da COVID-19 come causa esimente, considerato che oggi la circostanza è ben nota alle parti, le quali assumono i rispettivi impegni consapevoli dei possibili rischi).

Consigliabile sarà poi disciplinare contrattualmente quali sono i rimedi disponibili alle parti, sia nel caso in cui una parte fosse impossibilitata ad adempiere alla propria prestazione, sia nel caso in cui la prestazione diventasse più difficoltosa od onerosa. Così ad esempio sarà opportuno valutare, a seconda del tipo di contratto, se la soluzione più adeguata sia la risoluzione immediata del contratto oppure -soprattutto per i contratti di durata, dove maggiore è l’interesse delle parti a conservare la relazione contrattuale – se prevedere la risoluzione solo dopo che è trascorso un certo periodo di tempo.

Altrettanto opportuno sarà valutare di inserire dei meccanismi che consentano alle parti di rivedere temporaneamente alcuni dei termini e delle condizioni contrattuali, definendo la procedura da seguire e indicando dei parametri predefiniti cui attenersi (ad esempio per la revisione o la dilazione dei corrispettivi).
In conclusione, è consigliabile che gli imprenditori per il futuro rivedano i propri modelli contrattuali, non potendo ad oggi prevedere quali saranno gli scenari che si presenteranno.

*Avvocato – Frignani Virano e Associati Studio Legale

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