Franchisee inadempiente? Ecco cosa fare…

Cosa fare quando il franchisee è inadempiente?

Risolvere il contratto potrebbe non essere la soluzione più vantaggiosa da un punto di vista sia commerciale che economico. Ecco come comportarsi…

di Alessandra Sonnati*

In via generale è il contratto che regola cosa succede in caso di inadempimento del franchisee.

Nella pratica è infatti assai diffusa l’inserzione, nel testo contrattuale, di clausole c.d. risolutive espresse, vale a dire di clausole che prevedono espressamente che il contratto dovrà considerarsi risolto quando una determinata obbligazione non venga adempiuta o venga adempiuta con modalità difformi da quelle pattuite.

A tale riguardo è bene ricordare che l’art. 3, comma 4, lett. g) della legge 129/2004 dispone che il contratto di franchising debba specificare “le condizioni di risoluzione del contratto stesso”. Ciò significa che eventuali clausole risolutive espresse dovranno essere convenute per iscritto.

In difetto di esplicita indicazione troveranno invece applicazione le disposizioni generali in tema di inadempimento ed in particolare l’art. 1453 c.c., il quale dispone che “…quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a sua scelta chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno”.

Quanto precede lascia però aperto il problema di valutare se la risoluzione del contratto per inadempimento sia la via più opportuna da seguire, soprattutto in caso di inadempimento occasionale da parte del franchisee.

Risolvere il contratto potrebbe infatti non essere la soluzione più vantaggiosa da un punto di vista sia commerciale che economico.

Si pensi al danno all’immagine conseguente alla chiusura di un punto vendita ed alla perdita derivante dal non poter più disporre dell’accesso al mercato nel territorio in cui operava il franchisee il cui contratto è stato risolto.

Pertanto, a meno che non si tratti di inadempienti di gravità tale da impedire, anche provvisoriamente, la prosecuzione del contratto (come nel caso di comportamenti da parte del franchisee che riflettono negativamente sull’immagine del franchisor o delle rete), è sempre bene esplorare soluzioni alternative alla risoluzione.

Così ad esempio nel caso in cui il franchisee sia inadempiente all’obbligo di pagamento delle royalties e degli altri corrispettivi dovuti sarà senz’altro più conveniente per il franchisor mantenere in piedi il contratto, magari facendosi risarcire, in tutto o in parte, il danno patito, anziché risolverlo.

In altre ipotesi si potrebbero invece prevedere delle sanzioni che potrebbero consistere nella revoca dell’esclusiva o nella restrizione del territorio concesso in esclusiva.

Anche la previsione di penali può costituire una valida ed efficace alternativa alla risoluzione, oltre che fungere da deterrente.

Come si può vedere, una corretta redazione delle clausole del contratto può assolvere la funzione di efficacemente tutelare la posizione del franchisor senza necessariamente ricorrere alla risoluzione del contratto.

 

 

 

*Avvocato – Frignani e Associati Studio Legale

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