Giovani e franchising: l’occasione di una vita

Il lavoro cambia rapidamente in funzione del progresso tecnologico e scientifico. Molte attività nei prossimi anni spariranno, altre prenderanno il loro posto, proprio grazie alle tecnologie.

Per fortuna, la mentalità dei giovani, anche per merito dei cosiddetti nativi digitali, sta cambiando. Da questi ultimi, soprattutto, arrivano idee nuove, maggiore spirito d’iniziativa, creatività, curiosità e ambizione. Questo atteggiamento li porta a scelte drastiche, come andarsene all’estero.

Molti di loro si orientano sempre di più verso attività autonome, in cui possano essere finalmente padroni della propria vita.

In Italia è carente una cultura d’impresa

In Italia non c’è mai stata una seria cultura d’impresa. Creare un’impresa è possibile per chiunque abbia un’idea valida, un certo spirito innovativo e la necessaria determinazione. 

La mentalità imprenditoriale è un atteggiamento, un approccio al pensiero finalizzato all’innovazione, che sa porsi domande critiche, che persegue un miglioramento continuo, che sa operare con agilità, senza autocompiacimento ma con orgoglio e senso di responsabilità, e che è in grado di affrontare i rischi e anche eventuali fallimenti.

Il fenomeno delle start up

Lo spirito imprenditoriale, che poi si traduce nel desiderio di mettersi in proprio, trova il modo di svilupparsi nonostante le prime difficoltà organizzative. Ne è una evidente testimonianza l’aumento delle start up. Ma anche in questo ambito non sono tutte rose e fiori. Queste imprese, infatti – al di fuori del contingente problema della pandemia – registrano un elevatissimo tasso di mortalità (su 100 solo 8 sopravvivono al fallimento).

Molto meglio funzionano le start up innovative, ma si tratta di un settore di nicchia con imprese ad alto contenuto tecnologico, quindi riservate a specifici ambiti e professionalità. 

Qui, il tasso di mortalità è molto inferiore, ma occorre tenere conto che sono favorite da particolari aiuti economici previsti dallo Stato (finanziamenti agevolati) e supportate da numerose iniziative.

Gli aiuti dall’Europa

Next Generation EU, che viene semplificato con il termine Recovery Plan, è un fondo per il sostegno finanziario degli stati membri dell’Unione Europea colpiti dalla pandemia ma nel suo titolo porta chiaramente l’indicazione che le politiche da adottare dovrebbero rivolgersi soprattutto  alle prossime generazioni.

Pochi Paesi hanno bisogno quanto l’Italia di nuove opportunità di occupazione, crescita, e innovazione del sistema. Tutti elementi fortemente legati alla nascita di nuove imprese. Ma fino a quando gli incentivi impliciti nel sistema favoriranno le rendite di posizione e certi privilegi accumulati in passato, sarà difficile riuscirci.

Franchising: una soluzione win/win

Secondo gli esperti, il franchising è destinato ad essere uno dei motori propulsivi più importanti per superare la crisi post pandemia. E questa considerazione vale indistintamente per i franchisor e per i franchisee.

Il rapporto di partnership tra le due parti in gioco è un modello vincente perché consente di far convivere l’organizzazione aziendale delle grandi imprese, che possono sviluppare e tutelare il proprio brand, la propria cultura d’impresa, la propria etica, avvalendosi della flessibilità e delle capillarità delle microimprese franchisee.

Quindi, gli imprenditori che sono pronti per la ripresa, hanno la possibilità di sviluppare la propria attività attraverso la carta vincente del franchising, condividendo la propria esperienza e il proprio modello di business con chiunque desideri aprire un punto vendita affiliato, creando indirettamente nuovi posti di lavoro.

Un modello di business collaudato

La proposta di affiliazione, oltre ad assicurare un modello di business collaudato, permette ai franchisee di iniziare una attività imprenditoriale richiedendo un investimento modesto, a fronte di un livello di rischio molto contenuto, avendo alle spalle un franchisor che ha già sperimentato con successo il proprio business concept nel mercato. 

Il franchisee, anche quello meno esperto, potrà quindi acquisire un know-how importante, sfruttare i benefici derivanti dalle economie di scala, usufruire di promozioni e pubblicità da parte della casa madre e una assistenza manageriale e amministrativa, che si articola nel tempo anche attraverso corsi di aggiornamento e formazione.   

L’irresistibile ascesa del franchising tra i giovani

Il franchising è un settore in netta crescita perché, come abbiamo detto, utilizza un sistema vincente. Questo vale anche per le imprese che già operano sul mercato con un marchio conosciuto.

In questo modo, infatti, è data loro la possibilità di sviluppare la propria attività, sfruttando il trend di ripresa che già si intravede, espandendosi sul mercato con sicurezza, creando propri format di franchising, rapidamente e a costi molto più ridotti che se decidessero di aprire proprie filiali. 

Questo modello di business win/win aiuta quindi l’occupazione e l’imprenditoria, e si rivolge a tutti, ma in particolare ai giovani, delusi di non riuscire a trovare un’occupazione adeguata e intenzionati a mettersi alla prova come imprenditori. 

Un dato, per finire, a conferma di questa tendenza. Secondo un recente rapporto di Assofranchising, quasi il 90% dei franchisee ha un’età compresa tra i 25 e i 45 anni ed uno su quattro ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Allora, cosa aspettano i giovani?

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