Ikea punta sull’usato

di Fabrizio ValenteFounder e amministratore di Kiki Lab (Gruppo Promotica)


Nel 2017 Ikea ha annunciato un progetto coraggioso e ambizioso: convertire la propria attività in chiave di economia circolare entro il 2030, puntando all’utilizzo esclusivo di materiali sostenibili o riciclati e facilitando l’allungamento del ciclo di vita dei prodotti.

Responsible Experience

Seguendo il piano che si sta sviluppando con varie azioni concrete, l’azienda svedese nell’autunno 2020 ha aperto un negozio dell’usato all’interno del centro commerciale svedese Retuna, (di cui abbiamo già parlato in Retail Innovations 12) per la sua particolarità di ospitare solo negozi dell’usato.

Il piccolo negozio, di soli 75 mq, propone piccolo mobilio, come tavoli, sedie, librerie e accessori che vengono riparati e rivenduti. Il negozio dispone di un magazzino, gli addetti valutano i prodotti usati e si occupano di igienizzarli e ripararli per poterli rimettere in vendita a un prezzo scontato.

Oltre che prolungare il ciclo di vita dei prodotti e limitare quindi gli sprechi, il test ha anche l’obiettivo di conoscere meglio atteggiamenti e comportamenti concreti dei clienti nei confronti dell’usato, sia quello che viene dismesso, sia quello che viene acquistato.

Nello stesso tempo, Ikea intende ricoprire un ruolo educativo per i propri clienti, ampliando la sensibilità alla riduzione dell’impatto ambientale a 360° e stimolando quindi la compra-vendita dell’usato.

Commento finale Kiki Lab

Il mercato dell’usato è in fortissima espansione nel mondo, guidato da due driver importanti, che spesso attirano target diversi: prodotti scontati e attenzione per l’ambiente. Anche su questo aspetto in Italia siamo indietro, ma l’impatto sia economico che sulla consapevolezza della sostenibilità può farci riflettere sull’opportunità per i retailer di vari settori di seguire l’esempio di Ikea.

Sfida: espandere a breve il progetto su larga scala e su mercati test più “sfidanti”.

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