Il corner franchising: un’attività nell’attività

I vantaggi dei corner in franchising sono per l’imprenditore affiliato di indiscussa evidenza

di Silvia Fabbri – Studio Legale Avvocato Silvia Fabbri

L’esigenza sempre più incipiente di incrementare la redditività delle attività commerciali, anche nell’ottica della loro diversificazione, ha aperto la strada al diffondersi della pratica del corner franchising.
Imprenditori, titolari di attività già affermate, infatti, ampliano l’oggetto delle stesse, affiancandole alla presenza di angoli – corner – dove proporre i servizi e i prodotti forniti da un diverso franchisor. In pratica una sorta di attività nell’attività!
I vantaggi dei corner in franchising sono per l’imprenditore affiliato di indiscussa evidenza e principalmente riconducibili ai ridotti costi per la realizzazione del business il quale, appunto, si inserisce in un’attività già avviata, la riduzione fisica degli spazi necessari, nonché l’allargamento, attraverso lo sviluppo delle capacità di relazione, delle possibilità di guadagno.
Il corner franchisee potrà, pertanto, godere di tutti i benefici dell’affiliazione commerciale sia in termini di utilizzo del know how del franchisor che di appartenenza a una catena in affiliazione, e tutto questo limitando i rischi d’impresa.

Ma, come è possibile soddisfare le esigenze proprie del franchising con la formula del corner?

La risposta normativa ci viene dallo stesso art. 2 della Legge 129/2004, là dove il legislatore sancisce che “..l’affiliato, in un’area di sua disponibilità, allestisce uno spazio dedicato esclusivamente allo svolgimento dell’attività commerciale..”, legittimandone, pertanto, l’esistenza. A tacere, poi, della prassi consolidatasi nell’ultimo decennio che ha visto il moltiplicarsi esponenziale delle attività di tal genere ed in assenza di un indirizzo giurisprudenziale sul punto.
Ecco, allora, che il franchisor dovrà adattare il proprio contratto di affiliazione alle esigenze dell’aspirante corner franchisee, quanto meno in termini di diritto di esclusiva, lay out del punto vendita e, sicuramente, in tema di concorrenza, prevedendo a favore del corner delle norme più flessibili rispetto a quelle previste nei tradizionali contratti di franchising e che tengano conto del contemperamento delle esigenze delle parti del sinallagma contrattuale.
L’apparente contrazione dei tradizionali diritti del franchisor soddisfa, in ogni caso, le sue esigenze commerciali, garantendogli una più capillare diffusione della rete e dell’insegna commerciale e realizzando, oltremodo, un’offerta di business facilmente adattabile all’autoimpiego.
Se il franchisee, con tutte le sue declinazioni, nasce nella tradizione americana con l’obbiettivo finale di diventare imprenditore autonomo, il franchisee europeo ed in particolare il franchisee italiano nella difficile e attuale crisi congiunturale, è maggiormente attendo a limitare il rischio d’impresa, optando per gli oggettivi benefici dell’esperienza del corner franchising quale scelta imprenditoriale di successo.

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