Made in Italy e italian sounding: maggiore tutela per i prodotti italiani

Sono previsti degli incentivi per consorzi nazionali che operano nei mercati esteri per tutelare l’originalità dei prodotti italiani per i consorzi nazionali

Alcuni settori merceologici godono, più di altri, di un’elevata fama per la qualità del “Made in Italy”, di conseguenza l’esigenza di tutelare le aziende contro quelle pratiche commerciali volte a sottrarre illegittimamente quote di mercato ai “veri” prodotti italiani

di Alessandra Sonnati*

Lo scorso 30 aprile 2019 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 il Decreto Legge 34/2019 recante ‘Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi’ (in seguito, per brevità, ‘D. L. n. 34/2019), il quale prevede, tra le altre, regole per la tutela dei marchi Made in Italy e misure di contrasto al fenomeno dell’ “Italian Sounding”.
Alcuni settori merceologici godono, più di altri, di un’elevata fama per la qualità del “Made in Italy”: ci riferiamo soprattutto alla moda e al fashion, all’arredamento ed all’alimentare. Come conseguenza di questa fama è cresciuta via via negli anni l’esigenza di tutelare le aziende contro quelle pratiche commerciali volte a sottrarre illegittimamente quote di mercato ai “veri” prodotti italiani.
Il decreto legge contiene due articoli, l’art. 31 e l’art. 32, particolarmente interessanti per coloro che operano in uno dei citati settori. Il primo riguarda i marchi storici, il secondo invece è incentrato sull’ “Italian Sounding”.
Quanto ai marchi storici, gli stessi sono definiti come quei marchi registrati da almeno cinquant’anni o di cui è possibile provare l’utilizzo continuativo da almeno cinquant’anni i quali siano utilizzati per la commercializzazione di prodotti o servizi realizzati in un’impresa produttiva nazionale di eccellenza storicamente collegata al territorio nazionale.
Per tutelare i marchi storici la norma prevede che i titolari o i licenziatari esclusivi possano chiedere l’iscrizione del marchio nel registro dei marchi storici di interesse nazionale. Ottenuta tale iscrizione, i titolari o i licenziatari esclusivi potranno utilizzare accanto ai predetti marchi il logo “Marchio storico di interesse nazionale” il quale dovrà essere istituito con decreto del Ministro dello sviluppo economico.
Quanto invece all’ “Italian Sounding”, il fenomeno viene definito dalla norma come segue: “sono pratiche di Italian Sounding le pratiche finalizzate alla falsa evocazione dell’origine italiana di prodotti”.
Tra le iniziative dirette a contrastare il fenomeno dell’ “Italian Sounding” vi è l’aver fatto rientrare fra gli atti di pirateria di cui all’articolo 144 del Codice della proprietà industriale tali condotte illecite.
Vengono inoltre previsti degli incentivi per consorzi nazionali che operano nei mercati esteri per tutelare l’originalità dei prodotti italiani per i consorzi nazionali: un’agevolazione pari al 50% delle spese sostenute per la tutela legale dei propri prodotti colpiti dall’Italian Sounding. L’agevolazione viene concessa fino ad un importo massimo annuale per soggetto beneficiario di euro 30.000,00.
Infine viene introdotta una previsione ai sensi della quale: “Non possono altresì formare oggetto di registrazione parole, figure o segni lesivi dell’immagine o della reputazione dell’Italia”.

*Avvocato – Frignani Virano e Associati Studio Legale

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *