Non si vive di solo Facebook

di Mattia Nicoletti – Creative marketing strategist and producer – Dreamcatchers Entertainment

 

Spesso l’universo del social media viene semplificato. Si parla tantissimo di Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin, Tik Tok, perché tutti conoscono bene (o pensano di conoscere) queste piattaforme anche perché ne utilizzano quotidianamente almeno una. Tuttavia se si allarga lo sguardo e possibile rendersi conto di quanto il social sia rappresentato da molto altro. Dal più noto Youtube (che non tutti considerano social) a Twitch, prevalentemente dedicato al gaming (ma non solo), da Pinterest a Snapchat, da Telegram (che non è un semplice strumento di messaging) a Clubhouse. Per non citare poi Parler, NextDoor e Vero. Naturalmente alcuni dei social citati nel tempo potranno estinguersi o avere un’audience ristretta, ma il ragionamento da fare alla base di tutto è quello di cercare di comprendere dove si muove il target di riferimento di un’azienda. Semplificare dichiarando quindi che il cliente in ogni caso sarà su Facebook non è una risposta sufficiente e investire su un mezzo popolare può essere efficace a metà, perché si rischia di dover investire molto di più in promozione con risultati non del tutto soddisfacenti.

Il mondo digital ha una caratteristica fondamentale: non si ferma mai, è sempre in evoluzione. Quello che vale oggi non è detto che sarà valido domani. E’ importante di conseguenza continuare ad aggiornarsi e a studiare. Per continuare il discorso iniziato sulla molteplicità delle piattaforme social e dell’importanza di non limitarsi a comunicare su Facebook, Instagram e Twitter (che è comunque già un social con un’audience specifica) è possibile fare un parallelo con i canali televisivi. Negli anni 80’ esistevano le tre Rai, le tre Mediaset e i canali locali. Oggi esistono milioni di canali, e anche se i principali poi sono sempre Rai, Mediaset e Sky, i canali tematici rappresentano la vera opportunità perché hanno audience più piccole ma molto specifiche, da Gambero Rosso a Real Time, ognuno di essi nasconde un’opportunità. Lo stesso si può dire dei social.

L’approccio necessario nell’individuazione delle piattaforme social da utilizzare deve essere analitico e pratico, e deve prevedere uno studio approfondito delle piattaforme e un continuo aggiornamento professionale. Per questa ragione quando si pensa che chiunque possa gestire i social aziendali solo perché li utilizza ogni giorno e ha dei feedback positivi è un errore. Per padroneggiare i social e comprenderne tutte le potenzialità e i tecnicismi è necessario molto tempo.

Premesso questo la chiave principale per comprendere se una piattaforma social può essere efficace ai fini di comunicare un brand, un prodotto o un servizio è quello di conoscere se il target specifico a cui si è interessati è presente sulla piattaforma e in che percentuale. Su Facebook, infatti, proprio per l’audience trasversale dei suoi utenti, è probabile che il pubblico di interesse sia fra i suoi utilizzatori, ma questo non significa che sia facile e a basso costo raggiungerlo. Al contrario avere un account Pinterest (che ha un numero molto inferiore di utenti attivi in Italia rispetto a Facebook o Instagram) può essere molto più efficace se il target di interesse lo utilizza.

Il primo passo che si può compiere una volta individuata la presenza di un certo target è quello di comprendere come funziona una piattaforma social, quali sono i meccanismi di interazione, quali i contenuti che hanno più successo, quale la frequenza di pubblicazione, quale il tempo necessario per produrre un contenuto. In questo modo qualora si decidesse di sfruttare quella piattaforma per fare comunicazione si potranno conoscere in anticipo le sue principali caratteristiche e criticità.

Il digitale ha reso accessibile molte professionalità e ha semplificato le modalità di comunicazione, ciò non toglie che per essere un bravo fotografo bisogna conoscere la teoria, come gestire la luce, come funziona la focale e avere fatto esperienza su diversi tipi di soggetti prima di realizzare una foto professionale e ineccepibile anche con uno smartphone. Lo stesso ragionamento è applicabile ai social: esserci non significa conoscerli.

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