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Il fitness in franchising di Bodystreet sbarca in Italia

Bodystreet, marchio del fitness il cui metodo si basa sulla stimolazione elettro-muscolare, è alla ricerca di partner per le aperture di nuovi centri in franchising in Italia. Il primo centro è stato inaugurato a Verona, mentre l’obiettivo è di arrivare a quota 200 nei prossimi 5 anni. Il centro pilota a livello nazionale aperto a Verona ha una dimensione di 100 mq e conta due dipendenti, ma le misure possono essere anche inferiori, circa 80 mq”.

 

Secondo quanto affermato da Thomas Ruedl, master franchise per l’Italia e referente per le aperture sul territorio nazionale, afferma: “L’investimento iniziale ammonta da 70.000 a 90.000 euro chiavi in mano – prosegue Ruedl – con un tempo di ammortamento pari a circa un anno”. Dal 2009 ad oggi, Bodystreet ha aperto oltre 250 centri in tutta Europa. Le sessioni di allenamento erogate mensilmente sono oltre 150.000.

 

Franchising nutrizione e dietetica: la proposta low cost di NaturHouse

La formula NaturHouse Village, ovvero la versione low cost del franchising nutrizione e dietetica di NaturHouse, sta ottenendo consensi sempre maggiori e sta permettendo la diffusione del marchio legato alla sana alimentazione sempre più capillarmente in tutte le zone d’Italia. Questi gli ingredienti di un tale successo. La struttura più snella, specialmente in questo periodo difficile dal punto di vista economico, rappresenta una grande opportunità per un giovane laureato nel campo della nutrizione e della dietetica, di avviare un’attività di successo con un budget decisamente più abbordabile. Il format low cost è infatti essenzialmente fondato sul taglio dei costi e sul fatto di essere un format monoperatore, in quanto chi ci lavora è di fatto lo stesso affiliato che deve avere una preparazione adeguata per ricoprire i ruoli dell’educatore alimentare e del responsabile della parte commerciale. Il non dover pagare alcuno stipendio, le dimensioni del punto vendita più contenute, con spazi di 20/25 metri quadrati, lo rende funzionale anche in bacini d’utenza al di sotto dei 30.000 abitanti e riesce a contenere l’investimento iniziale a 10.000 euro, rispetto ai 30.000 euro del format tradizionale. Il canone annuale rimane invariato a 600 euro all’anno, pari a 50 euro al mese. Rimangono anche l’assenza di fee d’ingresso e l’assenza di royalty. Anche la maggiore privacy offerta dal Village è uno dei motivi del suo successo, come ci racconta in questa intervista la dottoressa Chiara Fugazza (nella foto) affiliata NaturHouse da gennaio 2015 con il nuovo NaturHouse Village di Codogno in provincia di Lodi.

naturhouse luglio 2015 003Come ha iniziato?
“La mia attività lavorativa è iniziata dieci anni fa, nel 2005 dopo che mi sono laureata in scienze e tecnologie alimentari. Ho incontrato casualmente un’amica di famiglia che aveva fatto un percorso di educazione alimentare in un centro NaturHouse a Lodi. Sono rimasta colpita dalla sua esperienza e ho deciso di inviare il mio curriculum. Ho iniziato lavorando come dipendente a Lodi dal 2008 al 2014. Nel 2014 il mio titolare ha aperto il centro di Codogno e mi ha chiesto di occuparmene tenendo in considerazione l’idea di poterlo rilevare in un secondo momento. Così ho fatto. Dopo una anno ho rilevato l’attività dal mio titolare”.

Non ha seguito quindi il classico percorso di affiliazione.
“No, infatti. È accaduto tutto in quanto il mio titolare già da alcuni anni ventilava l’ipotesi di vendere alcuni centri perché, avendone aperti diversi nel tempo, non riusciva più a gestirli tutti in modo autonomo. Anche altre mie colleghe avevano nel frattempo rilevato un altro centro, quindi appena ho iniziato ad avere interesse nell’intraprendere un’attività imprenditoriale ho preso degli accordi direttamente con lui con l’approvazione dell’area manager che ci ha autorizzato il passaggio di proprietà. Quindi abbiamo fatto un accordo e da dipendente sono diventata titolare”.

Il format che ha scelto è la formula low cost del franchising nutrizione e dietetica  NaturHouse.
“Appena si entra in un Village si nota che all’esterno non c’è una zona vendita ma una sala d’attesa e di seguito un’altra area dove si svolge l’attività di educazione alimentare e dove poi, al termine della consulenza, avviene anche la vendita diretta dei prodotti. In quanto a tipologia ci si lavora singolarmente mentre in un centro standard c’è la presenza in contemporanea sia di un’addetta vendite che di una consulente. Con la formula Village del franchising nutrizione e dietetica  NaturHouse c’è inoltre un po’ più di privacy perché tutto si svolge in un unico luogo e anche a livello visivo è più intimo. Per quanto riguarda i costi, sono limitati agli integratori perché come in tutti i centri NaturHouse la consulenza è un servizio gratuito”.

Qual è stata la risposta del pubblico?
“I clienti sono arrivati subito, velocemente. Avevamo già dei clienti attivi nei centri di Lodi e nel momento in cui abbiamo aperto a Codogno, i clienti della zona sono venuti naturalmente da me. Quindi c’è stato un passaggio di clientela. Poi, anche se i centri sono di dimensione inferiore, vengono comunque aperti in luoghi con bacini d’utenza più piccoli nei quali il passaparola funziona moltissimo e velocemente. Siamo anche partiti con la pubblicità, così nel giro di cinque o sei mesi siamo arrivati già a livelli molto alti. Basti pensare che nei periodi pieni mi aggiro intorno alle 150 consulenze settimanali con anche nuovi clienti. Tanto che ho rinunciato anche alla mezza giornata di chiusura e ho dovuto prendere una collaboratrice esterna perché altrimenti non si riusciva a rispondere alla richiesta”.

Qual è stata la sua formazione come consulente NaturHouse?
“La mia laurea è in scienze e tecnologie alimentari. Per poter lavorare come consulente NaturHouse è necessaria infatti una laurea scientifica legata all’ambito alimentazione. Poi, sono previsti 15 giorni di formazione nella sede centrale di NaturHouse a livello teorico e altri 14 giorni di affiancamento in un centro scuola con un’altra consulente. Infine abbiamo gli aggiornamenti annuali e semestrali. Per quanto mi riguarda, ho deciso di approfondire la mia formazione iscrivendomi di nuovo all’Università per conseguire una seconda laurea in alimentazione e nutrizione umana”.

Ci parli dei prodotti NaturHouse e del loro successo con i clienti.
“I prodotti sono tutti indubbiamente validi. Inoltre sono completamente naturali, erboristici e non hanno altre componenti aggiuntive. La loro efficacia e il nostro punto di forza è l’abbinamento con l’attività di consulenza, di educazione alimentare che ci permette di individuare il prodotto più adatto per ogni cliente, tenendo conto di vari elementi quali per esempio l’indice di massa corporea e la conformazione fisica. La scelta dei menù settimanali da seguire è poi di fondamentale importanza per il raggiungimento dei risultati perché mangiando in un modo equilibrato e corretto e aiutandosi con degli integratori si riescono a raggiungere gli obbiettivi in modo veloce ed equilibrato”.

Quali sono a suo parere i punti di forza di NaturHouse?
“Le spese contenute prima di tutto. Il format è efficace ed economico rispetto ad altri sistemi di dimagrimento. L’altro punto di forza è l’incontro settimanale con i clienti. Le spiego. La prima consulenza, che è quella un pochino più lunga e che dura circa 45 minuti, serve per avere una conoscenza di base del cliente, delle sue abitudini alimentari e del suo stile di vita. In base a questo si sceglie l’integratore più adatto. Infine si valuta il percorso da seguire. L’obbiettivo è ripristinare un’alimentazione corretta in modo che alla fine del percorso il cliente abbia imparato delle regole base e diventi un po’ il consulente di se stesso mantenendo il suo PesoBenessere nel tempo”.

Quali sono i periodi di maggior attività?
“Ci sono i periodi meno intensi come durante le feste dove c’è un fuggi fuggi generale anche se noi cerchiamo in quei casi di essere un po’ più elastici per recuperare in seguito. I periodi di boom di clienti nuovi sono dopo le feste, ad aprile, per la famosa prova costume e dopo le ferie. Ci sono anche alcuni clienti che hanno finito il percorso ma dopo un certo periodo di tempo mettono su due o tre chili e magari ritornano per qualche settimana in modo da rimettersi subito in forma”.

È soddisfatta della formula low cost?
“Direi che è molto più semplice da gestire perché, mentre con la formula base si deve essere sempre presenti in negozio in due a tempo pieno, nel Village si lavora da soli con un considerevole risparmio sui costi e con un utile maggiore. Magari non si ha la stessa visibilità che si ha con una vetrina con dentro i prodotti ma in un posto piccolo non ce n’è tanto bisogno perché il passaparola funziona meglio. Poi comunque adesso NaturHouse è molto conosciuto quindi la gente che arriva sa già cosa vuole”. Quali sono i suoi progetti futuri? “Non escludo di seguire le tracce del mio ex titolare di Lodi e aprire altri centri. Non so se riuscirò a fare quanto lui ma sono aperta alle nuove possibilità”.


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