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Nuovo e-commerce per la rete di calzature in franchising Miss Roberta

La rete di negozi di calzature in franchising Miss Roberta lancia il nuovissimo spazio dedicato all’e-commerce. Da poche settimane, infatti, è stato inaugurato il negozio on-line www.missroberta-store.com, collegandosi al quale i clienti possono scegliere tra i numerosissimi articoli proposti e riceverli direttamente a casa. L’esigenza che ha spinto l’apertura dello store on line è stata quella di poter raggiungere i propri clienti ovunque si trovino bypassando il problema legato alla presenza sul territorio, specialmente dove non sono ancora presenti i negozi di calzature in franchising o i rivenditori Miss Roberta sia in Italia che in tutto il mondo. Il sito in sé appare subito semplice e funzionale, permette ai clienti di visionare gli articoli sia interamente che in ogni particolare grazie alle immagini mostrate da diverse prospettive. Una volta scelto l’articolo, il colore e il numero, si conclude l’acquisto semplicemente senza passaggi, a volte scoraggianti per gli utenti, tra registrazione, mail di conferma e così via e si aspetta che la merce arrivi a destinazione visto che il giorno seguente l’ordine viene tempestivamente evaso.

Fra le caratteristiche vincenti della proposta franchising di Miss Roberta c’è il conto vendita con marginalità costante anche durante i saldi o conto acquisti con scelta condivisa, il format originale e di grande impatto, il prodotto giovane, di qualità a prezzi straordinari, la pluriennale esperienza nel settore, la struttura efficiente e organizzata, la formazione in sede e l’addestramento operativo in negozio pilota, la pubblicità a livello nazionale. Il franchisee ideale per aprire un negozio di calzature in franchising Miss Roberta è colui che è in grado di saper gestire il punto vendita in modo collaborativo con l’azienda, che sappia partecipare attivamente nella gestione e sviluppo dell’intera rete con suggerimenti, opinioni e perché no, anche con critiche costruttive, che abbia un forte spirito imprenditoriale e il senso del lavoro di squadra. All’affiliato non viene richiesta una precedente esperienza nel settore in quanto la casa madre provvede alla sua formazione teorica in sede e pratica in un negozio pilota, dove apprende le tecniche per l’allestimento delle vetrine, la gestione del magazzino e delle operazioni informatiche di reso, sconti e ordini.

“Perché ho scelto il franchising calzature di AW Lab”

AW LAB è il franchising calzature sport lifestyle più richiesto del momento. Athletes World fa parte del Gruppo Bata, la prima compagnia mondiale per la produzione e commercializzazione di calzature e in Italia è uno dei principali retailer dello sport-style. Nel 2011 Athletes World si trasforma in AW LAB, un vero e proprio laboratorio di tendenze, che si propone come Urban Style Refresh. Diretto ad un target giovane dai 15 ai 25 anni, dà molta soddisfazione ai suoi affiliati che spesso non si accontentano di un solo punto vendita, come dichiara Alberto D’Angelo, amministratore delegato della GI.MI. Calzature, affiliata AW LAB con due punti vendita dal 2013 in Campania e basso Lazio, in un’intervista in cui ci parla della sua personale esperienza.

Di cosa si occupava precedentemente?
“Sono l’amministratore delegato della GI.MI. Calzature s.r.l., una societàche opera da diversi anni nel settore delle calzature e avevo già un’esperienza come affiliato Geox e Primigi”.

Com’è arrivato al franchising calzature AW LAB?
“Ho valutato la possibilità di ampliare il target di riferimento rivolgendomi ad un pubblico più giovane. La mia esperienza nel settore delle calzature mi ha portato a credere che il mercato del pubblico giovanile è quello che risente un po’ meno della crisi. Devo dire che non mi sono sbagliato. Da qui è nata l’idea di affiliarsi al progetto del franchising calzature AW LAB. Conoscevo già il brand, è l’unica catena italiana di sneaker che propone un’offerta completa e di qualità che unisce moda e sport”.

Com’è andata l’esperienza?
“Abbiamo aperto il primo punto vendita nel centro storico di Cassino iniziando a contattare l’area manager che naturalmente ci ha chiesto un po’ di dati dell’azienda, secondo la prassi, per valutare la solidità del partner. In seguito abbiamo valutato insieme la prima location, abbiamo fatto molte analisi sui costi economici per vedere il punto di pareggio, valutando insieme gli eventuali rischi dell’apertura. Infine, visti i risultati delle analisi e visto che c’erano gli estremi, abbiamo deciso di aprire il punto vendita nel centro storico di Cassino. La casa madre ci ha assistito in tutte le fasi valutando i punti di forza e i punti critici, facendo insieme a noi un’analisi della zona, individuando gli eventuali competitor che avremmo trovato e studiando una strategia vincente”.

Quanto è durata la prima fase?
“Non è durata pochissimo. Essendo dei nuovi affiliati c’è stato un lungo periodo di conoscenza iniziale con varie visite dell’area manager e del direttore franchising Italia per discutere e valutare la nuova apertura”.

Parliamo della fase di start up…
“Due area manager e un responsabile di un punto vendita diretto ci hanno assistito sia per la fase di pre-apertura e poi di apertura. Il primo step riguarda la messa a punto del negozio. Un architetto ha studiato come sfruttare al meglio gli spazi e come allineare l’immagine del negozio a tutti gli altri punti vendita del franchising calzature AW LAB. Noi abbiamo girato i dettagli tecnici all’impresa ed le che avrebbe realizzato il lavoro. Abbiamo potuto scegliere liberamente l’impresa mentre per l’arredo ci siamo affidati alla casa madre che ha inviato una sua squadra, esperta in questo lavoro, che si è occupata di tutto l’allestimento. I costi sono stati a carico nostro, come quelli per il montaggio. Prima, comunque, abbiamo sempre ricevuto un preventivo. Mentre si effettuavano i lavori c’è stata la fase di formazione del personale. Ho quindi inviato il futuro staff che avrebbe lavorato nel negozio presso un punto vendita diretto. Per dieci giorni i ragazzi hanno avuto una formazione full immersion di circa 40 ore settimanali, quindi anche abbastanza impegnativa. Quando hanno finito eravamo pronti per partire”.

Siete stati supportati anche in fase d’apertura?
“Una volta terminate le opere edili, e arredato il negozio, siamo stati assistiti dall’area manager con un suo collaboratore e da uno store manager di un punto vendita diretto. Ci hanno aiutato sia per la registrazione della merce che, in un negozio come questo, è presente con un notevole quantitativo, sia per la fase visual, cioè tutto quello che riguarda l’allestimento del negozio, dalle vetrine all’esposizione della merce che segue delle regole ben precise, identiche per tutti i punti vendita”.

E finalmente avete aperto il vostro franchising calzature sportive AW Lab.
“Esatto. Finalmente abbiamo aperto e anche in quell’occasione l’area manager nei primi giorni era sempre presente”.

Per quanto riguarda la comunicazione e la pubblicità?
“La casa madre supporta il lancio della filiale attraverso attività di comunicazione e promozione. Per esempio, di solito all’apertura si fanno delle promozioni sugli acquisti attraverso la distribuzione ai clienti di card sconto”.

Il pubblico ha risposto bene?
“Abbastanza bene anche se le maggiori soddisfazioni le abbiamo avute dal negozio di Formia (Latina) che abbiamo aperto subito dopo, all’interno del centro commerciale “Itaca”. Effettivamente, rispetto ai budget che avevamo prefissato all’inizio e che sono il nostro parametro guida, il negozio in centro storico è andato al di sotto delle nostre aspettative. Tuttavia il negozio nel centro commerciale è andato molto bene e quindi alla fine c’è stata una compensazione. Il problema era la location, troppo ristretta per un negozio di questo tipo. Quindi, proprio perché credevo fortemente nel progetto ho comunque aperto il secondo punto vendita nel centro commerciale e questa volta siamo andati oltre le aspettative”.

Facciamo un bilancio complessivo?
“Sono molto soddisfatto della scelta fatta per vari motivi. Il nostro target è molto giovane, dai 15 ai 25 anni, il settore che secondo me è il meno colpito dalla crisi perché un genitore rinuncia a comprare qualcosa per se stesso ma non fa mancare al figlio la scarpa del momento. Il prodotto poi è di prima categoria. La casa madre fa accordi con aziende come Adidas e come Nike che sono quelle più importanti, per avere delle esclusive sui modelli. Grazie a questo ci differenziamo da tutti gli altri. Affiliarsi a loro significa avere una serie di prodotti esclusivi creati in collaborazione con i principali brand sportswear internazionali. Con la forza di quasi 200 store in Italia possono supportare le esigenze di riassortimento merce settimanalmente. Viene svolto inoltre un controllo costante per mantenere i corretti livelli di stock dei magazzini dei negozi. Il rischio è condiviso e non è tutto a carico del franchisee. Questo settore va bene ma vive anche molto di fenomeni di moda. Magari una scarpa che va molto adesso, tra sei mesi può non andare più. Quindi, facendo gli ordini quasi un anno prima è anche facile sbagliarsi. E’ importante avere questo tipo di supporto”.

Progetti futuri?
“Si. Stiamo trattando con la casa madre per eventuali nuove aperture nelle zone tra Campania e basso Lazio. Il primo punto vendita l’abbiamo aperto ad aprile del 2013 e il secondo a dicembre sempre del 2013. Oggi speriamo di poter fare una nuova apertura entro l’anno corrente”.

Franchising news: Old Wild West, Illy, Geox, Furla

Franchising news: tutte le ultime dal mondo dell’affiliazione commerciale raccolte per te da AZ Franchising.

Franchising ristorazione: Old Wild West si espande

Cigierre, azienda attiva nel franchising ristorazione con marchi del fast food come Old Wild West, in questo 2015 inaugurerà 25 nuovi ristoranti soprattutto nei piccoli centri tra i 50 e i 100 mila abitanti. Inoltre, è previsto un piano di assunzione per 500 lavoratori così che gli addetti saliranno da quasi 3.300 a 3.830. Lo riporta l’inserto del quotidiano la Repubblica, Affari&Finanza. Inoltre, nel 2016 l’azienda friulana fondata nel 1995 da Marco Di Giusto, vorrebbe espandersi con il franchising ristorazione in uno di questi paesi: Francia, Germania o Gran Bretagna

Franchising caffé: Illy alla conquista dell’America

La rete attiva nel franchising caffé Illy punta ad aprire fra il 2015 e il 2017 100 nuove caffetterie in franchising, puntando su Europa, Italia compresa, Medioriente e Stati Uniti. Oggi l’azienda conta 230 negozi  in 43 paesi nel mondo, e il franchising rappresenta il 90 per cento del modello di business, come riporta CorrierEconomia.

Franchising abbigliamento: i piani di Furla

L’ultimo bilancio di Furla che ha all’attivo un progetto franchising abbigliamento 2014 si è chiuso con una crescita del 13 per cento rispetto al 2013 a quota 258 milioni di euro. I negozi in franchising nel mondo per Furla sono 215. Tra gli obiettivi del 2015 un’accelerata sul fronte del marketing.

Franchising calzature: Geox torna a crescere

Geox, marchio con all’attivo un’offerta di franchising calzature, ha un piano di sviluppo che prevede nel 2015 50 nuovi negozi in franchising e fra 15 e 20 diretti, soprattutto in Cina. Attualmente, l’azienda ha 450 store diretti all’attivo e 800 in franchising.

La passione del franchising di Primadonna Collection

Valerio Tatarella, 48 anni, è fondatore e amministratore delegato di Primadonna Collection. Il network in franchising di calzature e accessori moda oggi conta 86 punti vendita diretti e 175 affiliati in Italia, 6 diretti e 33 affiliati all’estero. “L’intuizione da cui Primadonna Collection ha preso il via – ricorda Tatarella, ideatore del progetto – è il frutto di un percorso che arriva da lontano, fatto di tradizione, di competenze acquisite sul campo, di scelte strategiche adeguate alle nuove sfide che anno dopo anno il mercato lancia. A innescare la miccia è stata la passione, un sentimento che nutro verso il mondo della moda e che è alla base di qualsiasi mia scelta. Oggi posso dire con soddisfazione che la nostra proposta è moderna e all’avanguardia”.

“Mio padre Nicola – ricorda ancora Valerio Tatarella – ha anticipato i tempi da molti punti di vista. La sua attività prese il via da un mestiere antico, vendere all’ingrosso calzature, acquistando direttamente dalle fabbriche. L’evoluzione dei tempi e la consapevolezza dei cambiamenti del mercato ci hanno fatto abbandonare la strategia dell’ingrosso. Il primo passo è stato verso la vendita multibrand, con marchi e produzione propria. Mio papà ha inventato marchi che poi sono diventati notissimi, con cui riforniva i negozi multimarca, e che però non ha registrato”.

Lo step successivo è stato il monomarca. “Il marchio Primadonna Collection nasce nel 2001, nel 2006 abbiamo lanciato il progetto franchising di calzature e accessori moda. L’idea che sta dietro a questo progetto era realizzare un brand che comunicasse emozioni e, soprattutto, un senso di appartenenza a un mondo allo stesso tempo bello e accessibile”. In principio furono le scarpe. “All’inizio – prosegue Tatarella – abbiamo puntato tutto sulle calzature, forti della nostra tradizione e delle nostre competenze. Oggi abbiamo arricchito il nostro mondo anche con borse e bijoux, ispirandoci sempre di più al total look”. Oggi il marchio Primadonna Collection conta più di 300 punti vendita sparsi sia sul territorio italiano che internazionale. È presente in Spagna, Francia, Stati Uniti, Armenia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Libano, Azerbaijan, Lussemburgo, Irlanda, Ungheria e Portogallo. E la politica di espansione sui mercati esteri è in costante e continua evoluzione. Solo nel periodo estivo Primadonna Collection ha venduto 3 milioni di paia di calzature.

A che cosa attribuite questo risultato?

“Nonostante la nostra storia, ci consideriamo un’azienda ancora giovane. Abbiamo l’ufficio stile in azienda, produciamo in tutto il mondo. Puntiamo molto sulla ricerca di prodotto, studiando nuovi materiali e processi di produzione e tecnologie che rafforzino la resistenza, la leggerezza, il comfort. Ci rivolgiamo a un target molto ampio, con un’attenzione particolare alla nuova generazione di consumatori a cui proponiamo un prodotto che sia allo stesso tempo accessibile ma esclusivo, unico”.

In Primadonna l’integrazione all’interno delle singole funzioni si realizza anche attraverso continui processi di formazione e momenti di confronto. Luogo fisico di incontro per lo sviluppo del livello professionale commerciale è la sede di Primadonna Academy. Si tratta di una struttura creata per gestire gli aspetti di formazione, come conoscenza del prodotto, tecniche di vendita, software per la gestione del negozio e di visual merchandising. Nell’ampio negozio scuola vengono appositamente studiati gli allestimenti e le vetrine in modo che le collezioni vengano sempre valorizzate al massimo. Passione ed emozione sono anche le linee guida per la progettazione e lo sviluppo del layout negozi. L’attività comunicazionale è sviluppata da un team di professionisti dell’immagine del mondo della moda, che ogni giorno studia e implementa strategie efficaci che vadano a migliorare e diffondere la brand awarness. Vengono concepite campagne di comunicazione integrata su tutti i principali media: stampa specializzata, tv e affissioni. In questi ultimi anni si è inoltre prestata maggiore attenzione al web marketing con un nuovissimo e dinamico sito Internet, che a breve predisporrà della sezione ecommerce, e una serie di attività mirate sui principali social network. “Anche grazie alla formula del conto vendita crediamo che la nostra proposta imprenditoriale sia accessibile, competitiva ed estremamente vantaggiosa, con un margine garantito anche durante i saldi e le promozioni”. Per l’affiliato non esiste alcun pagamento di royalty, né di diritti di ingresso. Assenti anche i contributi per la pubblicità nazionale. La superficie ideale per l’apertura di un punto vendita è di 150 metri quadri (110 di esposizione più 40 di magazzino), in strade principali e centri commerciali. Il personale richiesto è in media di tre o quattro persone. L’investimento iniziale è di 550 euro al metro quadro per arredi, mentre il fatturato medio annuo è di 7mila/8mila euro al metro quadro, il contratto dura 5 anni.

Obiettivi per il 2015?

“Guardiamo con grandissimo interesse al rafforzamento della nostra presenza oltreconfine. Il nostro obiettivo per i prossimi tre anni è arrivare a realizzare la metà del nostro fatturato all’estero”