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NaturHouse in Borsa anche grazie al franchising

NaturHouse, azienda in franchising specializzata nella vendita di prodotti dietetici e rieducazione alimentare, ha ricevuto oggi l’approvazione della Commissione della Borsa spagnola CNMV per il suo prospetto d’offerta e la conseguente quotazione delle sua azioni nel mercato.  Kiluva. S.A., l’unico azionista di NaturHouse, dovrebber mettere sul mercato il 25% del capitale azionario della compagnia di nutrizione e dietetica.

Per Félix Revuelta, presidente di NaturHouse e del gruppo Kiluva, l’IPO di Naturhouse “è un altro passo verso un intenso processo di professionalizzazione e trasparenza, che dal 1991 ci ha resi una compagnia il cui marchio è riconosciuto a livello internazionale e che possiede una definita strategia di crescita”.

Il gruppo, che alla fine dell’anno finanziario 2014 non aveva debiti finanziari e che non ha bisogno di maggiori investimenti per assicurare la crescita, ha stabilito un obiettivo minimo di payout dell’80% degli utili consolidati a seguito dell’IPO.

La compagnia ha inoltre stabilito un record per il numero dei punti vendita. Alla fine del primo trimestre del 2015, la compagnia risultava operativa in 27 paesi con un totale di 2004 negozi. Recentemente NaturHouse ha firmato contratti di franchising in paesi come Porto Rico, Colombia e Tunisia che sono attualmente nella fase di registrazione dei prodotti. In totale, NaturHouse stima un’apertura netta di altri 240 centri nel periodo 2015-2016.

DATI FINANZIARI

Nell’anno finanziario terminato il 31 dicembre 2014, il gruppo ha registrato un fatturato di   95,70 milioni di euro (+6,6% rispetto al 2013), un profitto operativo consolidato prima degli ammortamenti (EBITDA consolidato) di 33,7 milioni di euro ( +31,5% rispetto al 2013) e un utile netto consolidato di 22,5 milioni di euro (+38,1% rispetto al 2013). L’azienda prevede di mantenere l’EBITDA consolidato del Gruppo nel periodo 2015-2016 tra il 30% e il 35%.

BUSINESS MODEL

La crescita internazionale di Naturhouse è basata su un modello duplice

Filiali dirette: Naturhouse opera tramite filiali gestite direttamente in Spagna, Francia, Italia, Polonia, Portogallo, Belgio, Regno Unito, Germania, Messico e Canada. La compagnia predilige questo modello nei paesi ad alta densità di popolazione, in cui il reddito procapite è maggiore ed il livello di sicurezza legale è elevato. In questi mercati, la compagnia sviluppa il suo marchio attraverso negozi a gestione diretta (8% del totale al 31 dicembre 2014) ed in franchising (84% del totale al 31 Dicembre 2014). I franchising sono garantiti attraverso un contratto quinquennale rinnovabile ed il tasso di rinnovo dell’affiliazione al termine del contratto ò del 90% in Francia, Italia, Spagna e Polonia che, in questo ordine, rappresentano i maggiori mercati della compagnia in termini di fatturato nell’anno 2014.

Master Franchising: Il Gruppo Naturhouse opera invece attraverso contratti di master franchising in paesi che non soddisfano i requisiti in materia di profittabilità o rischio stabiliti dalla società per la creazione di società controllate. In questi mercati è il master franchisor che si occupa dello sviluppo attraverso il franchising.  In marzo 2015 il gruppo stava applicando il questo business model in 16 Paesi, ed al 31 Dicembre 2014 il numero di questi punti vendita rappresentava l’8% del totale. Inoltre, alla fine dell’anno finanziario 2014 erano quattro i contratti di master franchising già firmati e nella fase di registrazione dei prodotti (uno dei quali, la Svizzera, ha aperto il suo primo centro nel febbraio 2015).

Serafino Di Loreto

Franchising low cost: ecco la proposta di NaturHouse

Chi c’è dietro il successo del progetto franchising NaturHouse? Scopriamo la storia di Raffaello Pellegrini, colui che ha portato in Italia il marchio spagnolo portandolo a contare, oggi, più di 400 negozi aperti in franchising. E ad AZ Franchising dà una notizia: NaturHouse lancia il forma franchising low cost, NaturHouse Village.

Come nasce la sua collaborazione con NaturHouse?
“Sono stato sostanzialmente vittima di un cacciatore di teste che nel 2005 mi ha contattato spiegandomi che un’azienda padronale spagnola era interessata a sviluppare il proprio mercato anche in Italia partendo da zero e che avevano bisogno di un manager con esperienza imprenditoriale che parlasse perfettamente lo spagnolo. Io soddisfacevo entrambi i requisiti in quanto in quel periodo facevo l’imprenditore a Cuba e, avendo vissuto per otto anni all’Avana, parlavo lo spagnolo come una madrelingua. Sono quindi partito per la Spagna per vedere di cosa si trattasse. Il progetto mi è piaciuto come mi è piaciuta la sfida di partire praticamente da zero, per cui ho accettato”.

Lei è stato premiato qualche mese fa come “Manager of the year” ai Franchising Awards.
“Ovviamente è un riconoscimento che fa tanto più piacere in quanto deciso da chi di franchising se ne intende e da chi ha seguito da vicino la crescita del brand che anche in pieno periodo di crisi ha mantenuto saldamente le sue posizioni”.

La motivazione del premio è stata “per aver sviluppato con successo in Italia il format internazionale NaturHouse”. Su quale strategia ha fondato lo sviluppo del franchising?
“All’inizio, nel 2005, NaturHouse Italia era essenzialmente il sottoscritto che aveva solo un ufficio, un computer e un telefono. Il primo passo è stato quello di formare un valido gruppo di lavoro, vale a dire ricercare le persone giuste, selezionarle e formarle. In secondo luogo, più si cresce come rete, più si ha il dovere di fornire un servizio qualitativo agli affiliati e mantenere sempre alto il livello di servizio”.

Dal 2012 ad oggi sono stati raggiunti gli obbiettivi che vi eravate prefissati?
“Prima del 2011 in ogni intervista dichiaravo che raggiungere l’obbiettivo di 1000 punti vendita era possibile attraverso lo sviluppo del brand. A partire dal secondo semestre del 2011 in Italia è iniziata la crisi della liquidità, la paura del futuro e soprattutto, a causa di tasse e gabelle, oggi un dettagliante ha il margine di guadagno ridotto del 15/20% rispetto al 2011. Penso quindi che ad oggi non ci sia la possibilità di arrivare a 1000 punti vendita tuttavia arrivare a 600 nell’arco di tre anni è sicuramente plausibile”.

Come avete fatto fronte alla situazione? C’è stato qualche cambiamento nel format?
“Il nostro format standard continua a diffondersi anche se più lentamente. Per far fronte alla situazione attuale abbiamo studiato un altro tipo di fomat che si affianca a quello standard. Un format in franchising low cost, più snello e con costi ridotti”.

Come funziona?
“Il format franchising low cost è essenzialmente fondato sul taglio dei costi. Innanzitutto è un format monoperatore, in quanto chi ci lavora è di fatto lo stesso affiliato che deve avere una preparazione adeguata per ricoprire i ruoli dell’educatore alimentare e del responsabile della parte commerciale. Inoltre il punto vendita può essere più contenuto, con spazi di 20/25 metri quadrati, funzionale anche in bacini d’utenza al di sotto dei 25.000 abitanti che una volta ritenevamo insufficienti per avviare un centro NaturHouse standard”.

Per quanto riguarda gli investimenti?
“Per quando riguarda l’investimento iniziale, scegliendo con accuratezza il punto vendita riusciamo a stare sotto i diecimila euro. Questo format è molto più appetibile per chi ha il titolo di studio idoneo per potersi occupare della parte di educazione alimentare visto che di fatto può lavorare senza dover pagare nessuno stipendio. Il canone annuale rimane invariato a 600 euro all’anno che sarebbero 50 euro al mese. Rimangono anche l’assenza di fee d’ingresso e l’assenza di royalty. Continueremo a investire sempre di più nella formazione del personale perché il fattore umano è quello che fa realmente la differenza. Attraverso l’implementazione di questo format low cost ritengo che riusciremo a capillarizzare la nostra rete anche in zone dove ancora non è presente”.

Come siete posizionati sul territorio italiano?
“Abbiamo successo più o meno ovunque. Le zone in cui dobbiamo ancora crescere sono le Marche e la Puglia dove abbiamo ancora tanti spazi disponibili”.

Com’è quindi la situazione ad oggi per quanto riguarda il numero di punti vendita?
“Ad oggi abbiamo 420 punti vendita operativi. E’ certamente plausibile ipotizzare 50 aperture all’anno nell’arco di 3 anni per arrivare a circa 600, capillarizzando la zona sia con il format standard sia con il nuovo format low cost”.

È soddisfatto della risposta del pubblico?
“Io sono molto soddisfatto ma devo dire che la soddisfazione è biunivoca. NaturHouse tra il 15 di aprile e il 15 di maggio arriverà a un milione di clienti fidelizzati in Italia e l’unica ragione per cui riusciamo a crescere così tanto o comunque a mantenere una rete così capillare è per il fatto che i nostri clienti sono soddisfatti. La stragrande maggioranza della nostra clientela viene da noi perché vuole eliminare il sovrappeso in modo efficace, naturale e duraturo e la loro soddisfazione il più delle volte è palese e questo è uno dei motivi per cui nel nostro caso il marketing virale ha molto successo in quanto chi è sodisfatto parla di noi”.

Quali sono gli obbiettivi per il 2015?
“Per il 2015 gli obbiettivi sono di aprire altri 50/60 punti vendita privilegiando Marche e Puglia e cercare di capillarizzare ancora di più la rete di vendita attraverso il nuovo format low cost”.