Le soluzioni digital signage per le nuove esigenze della ristorazione

Immagini e colori nitidi da ogni angolazione sono perfetti per soddisfare le nuove esigenze di acquisto del settore della ristorazione le nuove soluzioni di digital signage di LG e in particolar modo per coloro che sfruttano il servizio Drive-Thru.

In queste settimane il settore retail è alle prese con la riapertura degli store “fisici” e con la messa a punto di nuove strategie e nuovi modi di proporsi ai clienti. Uno dei settori su cui la pandemia Covid-19 ha avuto maggiore impatto è sicuramente quello della ristorazione, dove le regole per il distanziamento sociale hanno impedito la normale attività e cambiato il modo di fruire i servizi di ristorazione a ogni livello: dal semplice caffè a pranzi e cene. Si è quindi dovuto ricorrere ai servizi di asporto e consegna a domicilio, oppure al servizio Drive-Thru per i ristoranti Quick-Service per poter proseguire con l’attività in tutta sicurezza.

In questo scenario, il Digital Signage può essere un valido alleato per consentire ai ristoratori e al mercato retail in generale di poter offrire un’esperienza di acquisto e di fruizione dei servizi soddisfacente. A questo proposito LG Electronics (LG) presenta due soluzioni, le serie XE4F e XS4F, che si vanno ad inserire all’interno della linea di display High Brightness e che contribuiscono in maniera unica a migliorare l’esperienza dei clienti e le vendite con il servizio Drive-Thru. Grazie al programma Control Manager che consente di gestire da remoto le comunicazioni su diversi display, una volta che il cliente è stato riconosciuto attraverso la targa, potrà visualizzare menu e promozioni personalizzate direttamente sul display e procedere con l’acquisto utilizzando un’applicazione o il riconoscimento vocale, il tutto in modo semplice e rapido.

“In un momento in cui è più difficile catturare l’attenzione dei consumatori, poter offrire esperienze personalizzate che integrino online e offline può essere un vantaggio competitivo. Il Digital Signage è senza alcun dubbio un valido alleato per soddisfare queste esigenze. La nostra tecnologia all’avanguardia e le nostre soluzioni di Digital Signage rispondono, in modo puntuale ed eccellente a questa esigenza e ci consentono importanti evoluzioni dal punto di vista delle applicazioni professionali possibili”, ha dichiarato Luca Russo, Sales Head Information Display Italy di LG Electronics Italia.

@Ufficio Stampa Samsung

@Redazione AZ Franchising

Kiki Lab – Ebeltoft Italy entra nel Gruppo Promotica

Fabrizio Valente continuerà a guidare la società che potrà beneficiare di numerose sinergie con il Gruppo Promotica, attivo nel campo della loyalty e dei servizi per il Retail e in forte crescita

Giugno 2020. Kiki Lab – Ebeltoft Italy, la società specializzata di consulenza, ricerche e formazione per il Retail, nota nel settore per la sua capacità nel campo dell’innovazione a 360°, ha ceduto il 100% delle proprie quote a Promotica, agenzia loyalty specializzata nella realizzazione di soluzioni marketing atte ad aumentare le vendite, la fidelizzazione e la brand advocacy. L’operazione strategica si inserisce nel programma di ampliamento delle attività di Promotica che mira a rafforzare i propri servizi e diventare sempre più un fornitore globale di tutte le attività necessarie per progettare, gestire e comunicare le attività di fidelizzazione per la propria clientela.

“Enrare nel gruppo Promotica nel nostro ventesimo anno di attività è un passaggio strategico per Kiki Lab – sostiene Fabrizio Valente, fondatore della Società, che guiderà l’azienda anche dopo l’acquisizione – Le sfide e le opportunità dei mercati impongono di crescere per rafforzare risorse e competenze, e siamo due partner ideali per questi obiettivi, con il vantaggio di collaborare da ormai oltre 15 anni e di condividere valori imprenditoriali comuni. Guardiamo con rinnovato ottimismo al futuro, anche in un periodo complesso come l’era Covid che stiamo attraversando, fiduciosi per lo sviluppo che potremo avere sia in Italia che all’estero”.

Diego Toscani, Amministratore Delegato di Promotica, ha così commentato questa nuova sinergia: “Siamo da sempre consapevoli delle nostre competenze sui brand e sui prodotti che utilizziamo per le nostre campagne, l’ingresso di Kiki Lab nel nostro gruppo ci aiuta a far crescere anche le competenze di analisi e consulenza indispensabili per sviluppare campagne sempre più efficaci ed essere sempre più utili ai nostri clienti”.

L’acquisizione consente infatti a Promotica di integrare le competenze di Kiki Lab – Ebeltoft Italy all’interno del suo perimetro, di accrescere il proprio mercato di riferimento e di agevolarsi del carattere internazionale della Società, essendo Kiki Lab l’unico membro italiano del consorzio mondiale Ebeltoft Group che raggruppa 18 società di consulenza per il Retail.

Kiki Lab – Ebeltoft Italy, società specializzata nel Retail a 360°, opera con attività di consulenza, ricerche e formazione per retailer, real estate e industrie di marca di vari settori, posizionamenti e dimensioni. È l’unico membro italiano del consorzio Ebeltoft Group, che oggi raggruppa 18 società, presenti nei 5 continenti e opera in tutto il mondo.

Fabrizio Valente è il fondatore e amministratore di Kiki Lab, si occupa di retail e consumi da oltre 30 anni come consulente per aziende italiane ed estere. È frequente speaker su temi legati a retail, innovazione, cambiamento, motivazione dei team in convegni e convention in Italia e all’estero. È presidente della giuria che asspegna il premio Innova Retail e membro delle Giurie che assegnano i premi del World Retail Congress e di Confcommercio.

MD: si estende a tutta italia #zerosprechi

Dopo i lusinghieri risultati del lancio effettuato l’anno passato su alcune decine di punti vendita MD, si estende l’operazione #zerosprechi a tutta la rete diretta di store MD.

Contraddistinti da un’etichetta fucsia #zerosprechi, i prodotti freschi prossimi alla scadenza sono proposti ai clienti con un significativo sconto del 30%. Prodotti che sono perfettamente idonei al consumo, ma che corrono il rischio di non essere comprati per semplice diffidenza, finendo così per aumentare inutilmente lo spreco alimentare. Con la concretezza che contraddistingue MD, #zerosprechi vuole agire proprio per dare un contributo significativo a questa lotta alla dispersione di cibo di fatto ancora ottimo e allo stesso tempo agevolare le fasce più deboli della popolazione offrendo acquisti a un prezzo decisamente conveniente.

@redazione az franchising

Progettiamo il rilancio: anche il CNCC agli Stati Generali

Continua il confronto con il governo sul tema affitti, proposte per rilancio dei consumi e riqualificazione degli immobili

Il Presidente del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (CNCC), Massimo Moretti, ha partecipato oggi alla terza giornata degli Stati Generali, un’importante occasione per confrontarsi con il Governo sulle proposte su cui da mesi l’Associazione è impegnata per il sostegno e il rilancio del commercio e dell’immobiliare commerciale.

L’Associazione sottolinea l’apprezzamento per gli sforzi che sono stati fatti in un momento di eccezionalità unica e la grande disponibilità al dialogo delle istituzioni. CNCC rileva una giusta ambizione nel Piano di Rilancio, ma al contempo una non sufficiente attenzione nei riguardi del mondo del commercio nelle iniziative che sono state prese in questi mesi, in particolare rispetto ad altri settori.

Uno dei temi su cui l’Associazione si è da subito attivata è quello degli affitti e il confronto di oggi è servito a ribadire la necessità di applicare a tutti gli esercizi commerciali il credito d’imposta al 60% ed eliminare il tetto dei 5 milioni di euro di ricavi, al fine di evitare penalizzazioni che comportino anche un preoccupante impatto occupazionale.

Un intervento egualitario e condiviso tra le parti sul tema affitti, è infatti essenziale sia per i tenant che per i retailer al fine di favorire la ricerca delle migliori soluzioni e una solida ripresa, oltre che per continuare a rendere il Paese attrattivo per gli investitori sia domestici che internazionali interessati all’immobiliare commerciale.

Oggi è stata anche ribadito l’importanza di introdurre una temporanea misura di riduzione dell’IVA finalizzata al rilancio dei consumi, in particolare per incentivare la vendita di prodotti fisici nei negozi (ad esclusione dell’alimentare) e i servizi con somministrazione. Il periodo proposto per questa iniziativa è il prossimo autunno per la durata di un mese: oltre ai consumatori e ai retailer, ne beneficerebbe l’intera filiera, produzione inclusa, e con un atteso aumento delle vendite si andrebbe così a compensare un potenziale minor gettito fiscale.

Le proposte del CNCC presentate al Governo puntano anche alla rigenerazione urbana che deve comprendere anche interventi sugli immobili commerciali: fondi che arriveranno dall’UE, ma anche finanziamenti agevolati o le risorse del Recovery Fund per sostenere questa tipologia di interventi, dovranno includere anche gli immobili dei centri commerciali per un loro rinnovamento volto alla sostenibilità energetica degli edifici, oltre ad un adeguamento sismico e tecnologico.

Appello a pari condizioni competitive con l’e-commerce

Infine, il CNCC ha sollevato il tema dell’e-commerce, definendolo una grande conquista dei tempi ma che desta sempre più preoccupazioni tra gli operatori tradizionali del settore commerciale, obbligati ad operare in un contesto di concorrenza “sleale” laddove non si proceda ad una equiparazione in particolare sul fronte dei tributi. Il settore commerciale con canali di distribuzione tradizionale versa, infatti, ogni anno nelle casse dello Stato italiano circa 27 miliardi di euro tra imposte dirette e indirette locali, mentre altri operatori non hanno alcun vincolo.

Per ulteriori informazioni:

Image Building

Twig Agency supporta lo Smart Working

L’agenzia Twig lancia un’iniziativa di solidarietà. La sigla milanese ha deciso di supportare gratuitamente le aziende in questo momento di difficoltà nel trovare soluzioni efficaci ed efficienti grazie alla tecnologia, il digitale e i processi di organizzazione e progettare al meglio il lavoro da remoto.

Da Twig Agency supporto gratuito alle aziende per le soluzioni di smart working.

“I cambiamenti, soprattutto improvvisi, impattano in particolare sulle persone – afferma Marco Ronchi, Ceo di Twig Agency – e la cosa più importante per reggere quello che chiamiamo l’ignoto, è progettare insieme le soluzioni più smart. In questo particolare momento, che richiede alle aziende una propensione all’adattabilità in tempi brevissimi, offriamo il nostro supporto a distanza.

Il lavoro agile, chiamato anche smart-working, è stato definito nell’ordinamento italiano come:

«una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.»

Le aziende sono in fase di riapertura, ma sono tanti i datori di lavoro che hanno scelto un prolungamento del lavoro in modalità  smart working per i propri dipendenti. Il lavoro agile, infatti, è nella fase di progressiva uscita dalla quarantena, un’importante misura di prevenzione del rischio da contagio, consigliata anche dai protocolli sanitari e dai documenti tecnici Inail, perché funzionale alla diminuzione delle presenze e al distanziamento sociale nei luoghi di lavoro.

Molte aziende si chiedono, dopo aver sperimentato lo smart working, se abbia senso ritornare alla modalità ordinaria di lavoro.

@Redazione

Design International Foundation presenta Food Court Remastere

Oggi i retailer e developer di tutto il mondo si trovano ad affrontare la più grande sfida di sempre a causa dell’emergenza COVID-19 che ha colpito tutto il mondo: DI Foundation vuole essere uno strumento attivo e propulsivo per sostenere e supportare tutti gli operatori nella individuazione di nuove modalità per stare insieme in sicurezza. In quale modo gli operatori nei vari Paesi affrontano e rispondono alle esigenze dei loro clienti, delle loro comunità e del loro stesso business? La cosa di cui siamo tutti certi è che la messa in sicurezza delle persone sia diventato di enorme importanza e che, lavorando insieme, si possono trovare soluzioni valide che si spingono oltre il termine (che si spera breve) dell’emergenza.

Come spiega Gianluca Gerosa, Presidente in pectore di Design International Foundation: “La chiave in questo particolare momento – in cui i luoghi di ospitalità, shopping, ristorazione e intrattenimento stanno gradualmente riaprendo le loro porte al pubblico – consiste nel garantire la sicurezza senza compromettere l’esperienza del visitatore e il coinvolgimento della comunità”.

Continua Gianluca Gerosa: “Con gli architetti di Design International, attivi nella creazione di luoghi di aggregazione in cui si vivono esperienze, abbiamo pensato ad un servizio che potesse aiutare il settore del Retail & Leisure in questo periodo storico particolarmente complesso. Lo abbiamo chiamato: Food Court Remastered”.

Design International Foundation ha sponsorizzato l’iniziativa Food Court Remastered, un servizio di consulenza, fornito da Design international, che consente ai proprietari dei malls, parchi commerciali, high streets e factory outlets di riconfigurare le food court delle loro proprietà secondo le regole imposte dalla gestione del COVID-19, ovunque si trovino nel mondo.

In linea con la corporate social responsibility ed ai valori etici della Fondazione, Design International offre una consulenza gratuita di un giorno per 300 food courts: il numero non è casuale e rappresenta i progetti realizzati da Design International nel corso dei suoi cinquantacinque anni di storia, una sorta di restituzione e ringraziamento al settore.

Per richiedere il servizio di Food Court Remastered basta compilare il modulo inserito sul sito www.designinternational.com/giveback, disponibile dal 12 maggio ’20.

101CAFFE’: in programma 17 nuove aperture in Italia e all’estero

Prossime aperture 101CAFFE’ in ITALIA

Delle 17 nuove aperture in programma, con le quali la rete di negozi in Franchising 101CAFFE’ raggiungerà le 131 unità, 9 sono previste in Italia. “La maggior parte delle prossime aperture in Italia deriva da progetti recentissimi, nati durante l’emergenza Covid-19” – afferma Umberto Gonnella, C.E.O. & Founder di 101CAFFE’. “Questo aspetto è un segnale positivo che ben rappresenta la voglia di rialzarsi del nostro Paese” – continua Umberto Gonnella.

Le nuove aperture previste in Italia:
● Monza – Negozio con area Caffetteria take away
● Pesaro – Negozio con area Caffetteria take away
● Piantedo (Sondrio) – Negozio con area Caffetteria take away
● Voghera (Pavia) – Negozio
● Sora – Isola del Liri (Frosinone) – Negozio
● Collegno (Torino) – Negozio
● Genova – Negozio
● Bergamo – Negozio
● Treviso – Negozio

Tra le 9 aperture italiane 3 sono Negozi con Area Caffetteria Take Away, il nuovo format proposto da 101CAFFE’ che abbina al negozio 101CAFFE’ il servizio di somministrazione, quindi la possibilità di consumare in loco prodotti da forno a colazione come a merenda, ma anche squisito gelato artigianale e gli immancabili prodotti di pasticceria in piccolo formato a marchio Le Sfiziosità®; servizio che, importante evidenziare, in questo periodo continuerà ad essere garantito grazie alla possibilità di effettuare consegne a domicilio ai clienti e alla vendita d’asporto, attraverso un sistema logistico molto efficiente e l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione.

Prossime aperture nel MONDO

Anche le aperture all’estero stanno aumentando a ritmo costante e neanche il nemico Covid-19 ha potuto arrestarle. Parigi, Vienna e Riyadh sono già in previsione per l’anno in corso e altri Paesi seguiranno: Repubblica Ceca, Reunion, Cayenna (Guyana francese), Malè (Maldive). Di particolare rilievo, l’accordo con i Master Franchisee in Kuwait che costituisce un altro importante passo verso l’espansione internazionale. Il piano prevede, infatti, nell’arco di cinque anni, dal 2020 al 2025, l’apertura di quindici punti vendita sul territorio dell’area del Golfo, un mercato che sta dimostrando un alto potenziale: Kuwait, oltre a quello già esistente, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Bahrein e Arabia Saudita.
In merito all’apertura a Vienna il progetto è davvero interessante: si tratta di una Caffetteria con Market, nuovissimo format proposto da 101CAFFE’ in cui l’area dedicata alla ristorazione e l’area vendita si fondono in un unico luogo, offrendo ai clienti un’esperienza unica nel mondo del caffè, con specifico focus sulle miscele selezionate dalle torrefazioni Italiane d’eccellenza.
Non parliamo quindi solo dei prodotti 101CAFFE’ destinati al Retail, quindi caffè e bevande per tutti i sistemi, ma anche di ristorazione veloce, che si propone di deliziare i clienti con il gusto del gourmet italiano di qualità: ricche colazioni, primi piatti genuini, panini, piadine, prodotti da forno. Prodotti facili e veloci da preparare grazie ad una tecnologia innovativa che non prevede personale specializzato, il tutto con materie prime di qualità garantita rigorosamente Made in Italy.

Modello di business 101CAFFE’

101CAFFE’ propone un modello di business con un concept unico, nato per portare il gusto e la qualità delle miscele provenienti dalle Torrefazioni Italiane d’Eccellenza in tutto il mondo ed affermatosi poi nel settore del Beverage con confini molto più ampi. Al di là delle aperture in programma, sono già sette ad oggi i negozi aperti oltre confine: Signy (Svizzera), Marrakech (Marocco), primo negozio estero con caffetteria, due store a Singapore, Kuwait City, presso The Avenues Mall, il secondo centro commerciale più grande nei Paesi del Golfo e Yerevan (Armenia). Da notare i casi di Singapore e Marocco, dove a distanza di un anno dalle prime aperture è stato avviato un secondo punto vendita da parte dello stesso Master Franchisee, a conferma della validità della formula del Franchising 101CAFFE’. I nostri franchisee hanno la garanzia di poter contare su un brand leader nel settore di riferimento che li sostiene in tutti gli aspetti dell’attività per l’ottimizzazione delle vendite, con un sistema gestionale di ultima generazione che consente la gestione semplificata dell’attività e del magazzino, oltre ad una vastissima gamma di prodotti in pronta consegna valorizzati da un concept unico che punta sulla qualità del caffè delle torrefazioni Italiane d’Eccellenza e del gourmet italiano, aspetti di grande attrattiva all’estero con interessanti prospettive di sviluppo. Tutto questo reso possibile anche grazie all’importante accordo stretto nel dicembre 2017 con “Food Empire”, multinazionale attiva nel food&beverage e quotata alla borsa di Singapore, attiva in 50 mercati nell’est del mondo , un partner industriale che gode di massima autorevolezza nel settore e che dà a 101CAFFE’ l’opportunità di avere un interlocutore di grande esperienza e di valori condivisi.

 

Distanziamento, controllo dei flussi: le misure per i centri commerciali

Distanziamento, controllo dei flussi e incremento della frequenza delle igienizzazioni sono tra le misure aggiuntive che permettono ai centri commerciali di confermarsi strutture monitorate e sicure.

Il Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (CNCC), in vista della “Fase 2” che prevede anche la graduale riapertura degli esercizi commerciali, ha pubblicato un documento contenente le linee guida per la completa riapertura in sicurezza degli spazi commerciali presenti nei centri commerciali, parchi commerciali e factory outlet.

Le procedure messe in atto per tutelare la salute dei lavoratori, dei commercianti, dei fornitori e dei clienti sono state elaborate da un gruppo di esperti del settore e si aggiungono alle normative di legge e alle ulteriori prescrizioni che le autorità locali e sanitarie forniranno.

La gran parte delle strutture operanti su tutto il territorio nazionale, rimaste sempre aperte per garantire i servizi primari, quali la vendita di generi alimentari, ottici e farmacie, adottano le nuove linee guida ad integrazione delle procedure già implementate durante il periodo di full lockdown, con l’obiettivo di continuare a garantire l’operatività delle strutture in sicurezza a seguito della riapertura degli ulteriori servizi commerciali ora chiusi.

I grandi spazi, gli ampi parcheggi e luoghi di accoglienza, tipici dei centri commerciali, e la “regia” unitaria di proprietà e società di gestione per la loro organizzazione e gestione, favoriscono l’applicazione ed il controllo delle disposizioni emesse a tutela della salute delle persone.

Tra le varie disposizioni individuate, l’organizzazione di percorsi obbligati con apposita segnaletica interna ed esterna, a partire dai parcheggi, per consentire una distribuzione ottimale dei flussi di persone in entrata e uscita, ma anche all’interno delle gallerie e in coda all’esterno dei negozi, monitorando in tempo reale il numero di clienti presenti all’interno dell’area commerciale, nel rispetto di una regola che si propone di garantire 10 metri quadri per persona. Saranno inoltre posizionati termoscanner agli ingressi per rilevare la temperatura e ci si assicurerà che ciascun visitatore indossi la mascherina, condizione necessaria per poter accedere alla struttura.

All’interno delle strutture sono previsti anche interventi di pulizia aggiuntivi, mediante igienizzazione giornaliera e sanificazione, in linea con quanto indicato dalle autorità preposte ed utilizzando prodotti in linea con le normative vigenti, oltre alla manutenzione straordinaria dei filtri e relative sanificazioni periodiche.

In aggiunta a quanto sopra, le singole realtà commerciali potranno inoltre mitigare il rischio adottando un’adeguata strategia di prevenzione anche per rispondere a specifiche complessità straordinarie di ciascuna attività.

Il Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali tiene, infine, a sottolineare che le strutture commerciali, sono ad oggi delle strutture che hanno garantito la sicurezza durante il periodo di lockdown e che continuano a garantire la massima sicurezza e attenzione alla salute dei cittadini, dei clienti e dei lavoratori, anche con le ulteriori riaperture dei negozi che ne fanno parte, potendo contare su un’organizzazione a ciò preposta che dispone di risorse professionali qualificate e tecnologiche di ultima generazione per la gestione e il coordinamento di tutte le attività necessarie.

Glossier: un brand nato da un blog

Il caso Glossier in U.S.A. è un esempio di boutique progettate in modo instagrammabile e offre una selezione di prodotti per la cura della pelle e del corpo, make-up e fragranze, con la possibilità di personalizzare il packaging

di Fabrizio Valente

Fondatore e amministratore di Kiki Lab – Ebeltoft Italy

L’imprenditrice Emily Weiss, dopo brevi esperienze come modella e in TV in un reality USA, nel 2010, a 24 anni ha lanciato il blog Into the Gloss, dedicato al beauty con una filosofia che ha rotto i cliché tradizionali: “Crediamo che la bellezza dovrebbe essere divertente, semplice, imperfetta e personale. Sei tu a dar vita ai prodotti, non i prodotti a te”. Il blog ha velocemente attratto e fidelizzato una community di teenager, di Millennial e anche di celebrities. Dopo 4 anni, Emily ha lanciato online il brand Glossier, come testimone di un lusso accessibile, molto trendy, coinvolgente e “figlio” della community. Con lo slogan “Skin first. Make-up second” Glossier offre una selezione di prodotti per la cura della pelle e del corpo, make-up e fragranze, con la possibilità di personalizzare il packaging.

Progetto nativo digitale Glossier

Dal 2018 Glossier ha iniziato ad aprire negozi fisici, prima a Los Angeles e subito dopo a New York. Quest’ultimo flagship, aperto nello stabile della sede dell’azienda, ha subito ottenuto un grande successo, nonostante la location poco trendy, ai margini di Chinatown. La facciata è anonima e understated, ma nel weekend già prima dell’apertura si forma una lunga coda di fan per entrare.

Negozi instagrammable

L’esperienza del negozio è intensa: musica alta e tanti angoli predisposti per selfie con le amiche da postare su Instagram e i vari social, in particolare il Boy Brow Room, spazio dedicato al gel per sopracciglia, best seller di Glossier con prodotti giganti e specchi su tutte le pareti. Le boutique sono contraddistinte dal rosa del brand, presente dappertutto e anche caratterizzante le divise delle addette.

Sharing Experience

La boutique di New York accoglie le clienti con un desk che, oltre a offrire il benvenuto, consegna eventuali ordini acquistati online. Una scalinata hollywoodiana conduce al negozio, in cui tutti i prodotti sono a disposizione delle clienti, presenti per lo più con gruppetti di amiche, tutte completamente a proprio agio nel provare tutti i prodotti. Nonostante la presenza delle beauty assistant la maggior parte delle clienti preferisce truccarsi reciprocamente prima del classico selfie. Il processo di vendita prevede l’acquisto con il pagamento (solo con carte) a una delle addette, tramite tablet. I prodotti non sono stoccati nell’area vendita, ma arrivano dal magazzino, situato al piano superiore, con uno scenografico sistema automatico che in pochi minuti fa pervenire la shopper bag dell’acquisto personalizzata con il nome della cliente.

Un brand nativo digitale sviluppatosi velocemente seguendo in modo corretto il processo di sviluppo tipico di questi posizionamenti: blog, social, ecommerce, boutique. Emily Weiss sta dimostrando di essere brava anche col retail fisico, offrendo esperienze multisensoriali e facilmente condivisibili con le amiche. Sfida: restare coerenti sapendosi innovare in un mercato che continua a creare successi planetari basati sui Social in tempi sempre più rapidi.

 

Caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 14, di Kiki Lab – Ebeltoft Group

Glossier – U.S.A.
Boutique progettate in modo instagrammabile per un brand, nato da un blog, che ora spopola fra teenager e Millennial.

Area chiave
Engagement

Tendenze complementari
Nativo digitale; Instagrammable store

Info chiave
• 2010: lancio del blog Into the Gloss
• 2014: lancio online del brand Glossier
• 2018: aperture a Los Angeles e a New York
• 250 mq superficie media
• 150 dipendenti

 

Coronavirus e attività online, la comunicazione come fattore di crescita

La pandemia di Covid-19 sta mettendo in discussione le dinamiche del commercio al dettaglio, ponendo al tempo stesso le basi per una crescita esponenziale del segmento online.

L’ottimismo dei merchant nei confronti del presente e del prossimo futuro, tuttavia, è scarso, come rivela uno studio sull’impatto del Coronavirus sul commercio online condotto da PrestaShop su 1.600 esercenti in Italia, Spagna e Francia.

L’emergenza sanitaria ha avuto ripercussioni su business di qualunque dimensione e settore, comportando una profonda riorganizzazione del lavoro e dei processi quotidiani. Il 71% degli e-merchant intervistati conferma, infatti, di aver intrapreso azioni specifiche per adattare la propria attività professionale alla complessa situazione globale. Il 27% degli intervistati ha introdotto alcune restrizioni alle consegne, mentre il 13% ha deciso di investire in un piano di comunicazione di crisi. Seppur in percentuale minore (8%), c’è anche chi si è trovato a sospendere in toto le vendite, chi ha cercato di dare un boost al giro d’affari proponendo la consegna gratuita della merce e chi, ancora, ha cercato di portare avanti l’attività adottando nuovi protocolli di igiene per tutelare la salute di dipendenti e clienti.

Nonostante l’implementazione di queste e altre iniziative, ben più di due terzi (69%) crede che il servizio fornito ai propri clienti sia inevitabilmente degradato a causa delle misure di confinamento e il 65% dei commercianti online parla di un’interruzione della propria attività a causa del rinnovo della quarantena.

Indagando sulle motivazioni di queste previsioni, è stato rilevato che oltre la metà dei merchant si aspetta una generalizzata mancanza di domanda (60%), mentre il 43% teme che lo stop sia reso necessario dalle crescenti difficoltà logistiche conseguenti al lockdown. Il terzo fattore che, secondo gli esercenti, minaccia la loro attività è la complessità in termini di approvvigionamento delle scorte (36%), mentre in un quinto dei casi (21%) a rappresentare una criticità difficile da sormontare è la tutela della sicurezza dei dipendenti.

Per tutti questi motivi, solo il 35% dei commercianti intervistati da PrestaShop si aspetta di registrare un aumento dell’attività del proprio e-commerce in questo periodo di emergenza, mentre oltre la metà (54%) degli esercenti che possiedono anche un punto vendita fisico afferma di non aver ancora notato una trasposizione online della propria attività offline.

In questo clima di sfiducia diventa quindi più che mai fondamentale studiare una strategia per impedire il ristagno del business e stimolarne la crescita. Per potenziare l’attività del proprio e-commerce circa due terzi (65%) dei commercianti intende puntare sulla comunicazione, dai social network all’e-mail marketing, da un lato consolidando la relazione con la propria clientela, dall’altro ampliandola. Al secondo posto dei mezzi utilizzati dai merchant per incrementare il business del proprio sito spiccano le offerte promozionali (36%), seguite dall’ottimizzazione dell’esperienza utente e dei contenuti (26%).

Convinto del ruolo chiave della comunicazione in un momento di crisi, il 37% dei commercianti conferma di non aver ridotto gli investimenti nelle campagne pubblicitarie. Analizzando le scelte di chi, invece, si è trovato a diminuire le spese in questo segmento, è stato rilevato che il canale più penalizzato risulta essere quello delle campagne Google (32%), seguite da quelle pianificate su Facebook. La percentuale scende al 16% per altre piattaforme, quali Instagram, Amazon o Criteo.

Fonte: https://www.prestashop.com/it